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Studio illegale

Di

Editore: Marsilio ( Tascabili Maxi )

3.6
(699)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8831708112 | Isbn-13: 9788831708111 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Humor , Law

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Descrizione del libro
Andrea Campi è un professionista serio. Giovane avvocato nella sede milanese del prestigioso studio legale internazionale Flacker Grunthurst and Kropper, si occupa di importanti operazioni societarie per conto dei più grandi colossi industriali. Aveva ambizioni, aveva amici, aveva una ragazza. Ora ha prospettive. Lavora fino a notte fonda, mangia pizza e sushi sulla scrivania, vive con un bonsai e parla con il muro. Le giornate scorrono tra pause alla macchinetta del caffè, redazione di contratti e riunioni interminabili, fino al giorno in cui Andrea si trova coinvolto in un nuovo progetto particolarmente delicato. Le responsabilità si moltiplicano, come pure le ore di lavoro e i deliri di un capo sempre su di giri. È l’inizio di un turbine di eventi e incontri che investe l’immobile routine di Andrea spazzandone via certezze ed equilibri.
Tra una vita privata sempre più a rotoli e la catastrofe lavorativa incombente, Andrea arriverà a fare i conti con la sua vita, l’unica professione per la quale non ha mai sostenuto un colloquio.
Dissacrante e ironico, Studio illegale è una esilarante tragicommedia piena di lavoro, di frustrazioni e di cravatte.
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  • 4

    Divertente affresco (chiaramente visto dal di dentro) della vita di un giovane avvocato in uno studio d'affari di alto livello. Solo l'ottusità e il cinismo permettono di sopravvivere in un ambiente ...continua

    Divertente affresco (chiaramente visto dal di dentro) della vita di un giovane avvocato in uno studio d'affari di alto livello. Solo l'ottusità e il cinismo permettono di sopravvivere in un ambiente così. E difatti l'autore è passato a fare l'avvocato in una azienda, dove almeno ci si sente parte di qualcosa. Del resto chi non ha mai avuto un capo come Giuseppe o ha conosciuto colleghi come Nicola o Cardellini. Forse 4 stelle sono troppe, ma si legge molto bene

    ha scritto il 

  • 3

    Il racconto si dilunga un po' troppo e l'argomento è piuttosto frivolo, ma queste due osservazioni sono le uniche pecche di un libro scritto con verve e umorismo, buon ritmo e perfetta ...continua

    Il racconto si dilunga un po' troppo e l'argomento è piuttosto frivolo, ma queste due osservazioni sono le uniche pecche di un libro scritto con verve e umorismo, buon ritmo e perfetta sincronizzazione. Direi che Baccomo ha il dono della scrittura umoristica e sa osservare l'ambiente che li circonda: certo, qui è facilitato perché di tratta di un ambiente che vive quotidianamente. Però il libro è assai gradevole e credo lo tua anche il suo blog che so avere ottimi riscontri.

    ha scritto il 

  • 5

    Frasi dal libro

    Apro una scatoletta, rovescio il contenuto sopra un piatto che non ho lavato, stappo la birra e mi siedo a tavola. A farmi compagnia, di fronte a me, il mio fidato muro. Cosa mi racconti, Muro? ...continua

    Apro una scatoletta, rovescio il contenuto sopra un piatto che non ho lavato, stappo la birra e mi siedo a tavola. A farmi compagnia, di fronte a me, il mio fidato muro. Cosa mi racconti, Muro? Com’è andata la tua giornata? Non dici nulla, eh? Mi piaci, Muro. Sei silenzioso e pacifico

    http://frasiarzianti.wordpress.com/2014/01/03/studio-illegale-f-baccomo/

    ha scritto il 

  • 3

    Seduta al cinema aspettando di vedere chissà che film, vidi il trailer di questo film italiano che sembrava promettere bene. Strana sensazione che poche volte ho provato visto che tendenzialmente ...continua

    Seduta al cinema aspettando di vedere chissà che film, vidi il trailer di questo film italiano che sembrava promettere bene. Strana sensazione che poche volte ho provato visto che tendenzialmente tendo ad evitare film italiani, soprattutto poi se di mezzo c’è Fabio Volo. La curiosità è rimasta in ogni caso e scoprii che il film è stato tratto in realtà da un libro scritto da un ex avvocato. Prima leggo il libro, ho pensato, ed ho fatto bene.

    Il romanzo, originariamente pubblicato sotto forma di blog personale, si presenta come una leggera storiella ambientata in uno studio legale di Milano dove Andrea Campi si destreggia tra meeting, bozze di contratti e infinite giornate a ribattere con la controparte. La trama di per sè può risultare abbastanza banale, con in sottofondo una storiella d’amore e il classico lieto fine, lo stile però è particolarmente piacevole e divertente tanto che più volte sono scoppiata a ridere nel cuore della notte. L’umorismo e l’ironia che Duchesne utilizza tramite la voce del suo protagonista è particolarmente azzeccata e i personaggi incarnano bene gli stereotipi del mondo legale al giorno d’oggi. Certo, a rifletterci un po’ sorge un’amara consapevolezza nel sapere che la realtà è davvero così, anzi, in molti casi decisamente peggiore; rendere tutto ciò un libro divertente è stata un’ottima trovata.

    Passiamo al film. Potrei fermarmi nel dire che è orribile, ma preferisco scendere nei particolari per darvi un’idea. Facendo un breve elenco i veri problemi di questa pellicola sono:

    la presenza di Fabio Volo (scusate sarà un fatto personale ma non lo reggo) la totale incapacità degli attori il voler modificare gran parte della trama originaria del libro (ma perché mi chiedo io?) l’ironia del libro sfumata in dialoghi tutt’altro che brillanti ma direi appesantiti da una forzata voglia di far ridere che in me genera esattamente l’effetto opposto.

    Concludendo vi consiglio il libro se avete voglia di una lettura leggera che vi faccia anche ridere, vi sconsiglio il film perché centra davvero poco e niente con lo stile del romanzo.

    Voto: ★★★✰✰

    «La vita è un crogiuolo di emozioni, input, suoni colori immagini, vieni di qua, vai di là, e se tu sapessi attraverso quali storie sono passato io ti renderesti conto delle complicazioni del vivere – traiettorie, ripensamenti, svolte – e delle pieghe del destino. Le scelte spesso sono solo un modo per non decidere.»

    http://leggermenteblog.wordpress.com

    ha scritto il 

  • 3

    Cinico, ironico e sferzante nella prima parte, esilaranti i siparietti"Ti offro un caffè"......peccato che, poi, il tutto si sposti su un atmosfera romantica andando a sfociare in uno scontatissimo ...continua

    Cinico, ironico e sferzante nella prima parte, esilaranti i siparietti"Ti offro un caffè"......peccato che, poi, il tutto si sposti su un atmosfera romantica andando a sfociare in uno scontatissimo happy end...abbastanza irreale a mio avviso. Poteva essere migliore!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle e mezzo. Lettura leggera ma al contempo capace di divertire e far riflettere sui mali e nevrosi che avviluppano la generazione X (non solo avvocati). Umoristicamente brillante. Ottimo ...continua

    Tre stelle e mezzo. Lettura leggera ma al contempo capace di divertire e far riflettere sui mali e nevrosi che avviluppano la generazione X (non solo avvocati). Umoristicamente brillante. Ottimo letto in compagnia di Canicola sotto un ombrellone.

    ha scritto il 

  • 3

    a volte abbiamo gusti diversi

    consigliato da una cugina entusiasta, l'ho trovato non più che gradevole. Lei, la cugina, garantisce però che contiene una riproduzione fedele della realtà dei giovani avvocati sottopagati e ...continua

    consigliato da una cugina entusiasta, l'ho trovato non più che gradevole. Lei, la cugina, garantisce però che contiene una riproduzione fedele della realtà dei giovani avvocati sottopagati e verosimilmente oltre che con un brutto presente, senza futuro.

    ha scritto il 

  • 3

    Per una lettura piacevole

    In molte frasi mi ci sono rivisto e nonostante l'argomento non troppo allegro (cioè il troppo lavoro alienante e che porta a perdere contatto con la realtà e con quello che conta davvero nella vita) ...continua

    In molte frasi mi ci sono rivisto e nonostante l'argomento non troppo allegro (cioè il troppo lavoro alienante e che porta a perdere contatto con la realtà e con quello che conta davvero nella vita) ho trovato la lettura piacevole e a tratti anche divertente.
    Consigliato a chi inizia a lavorare (qualsiasi lavoro) e si colloca nella fascia d'età 25 - 35 anni.

    ha scritto il 

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