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Stupid white men

By Michael Moore

(596)

| Others | 9788804529064

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Book Description

Ricevendo l'Oscar 2003 per "Bowling a Columbine" Michael Moore ha pronunciatoun discorso fortemente polemico nei confronti della politica statunitense edella guerra che gli Stati Uniti hanno mosso all'Iraq. In questo volume ilregista offre Continue

Ricevendo l'Oscar 2003 per "Bowling a Columbine" Michael Moore ha pronunciatoun discorso fortemente polemico nei confronti della politica statunitense edella guerra che gli Stati Uniti hanno mosso all'Iraq. In questo volume ilregista offre un ritratto impietoso del suo Paese, molto diverso dalleoleografie ufficiali fatte di supremazia tecnologica e prosperità diffusa,attaccando in modo diretto e irriverente la giunta Bush, svelando truffeelettorali e connivenze dei giudici.

97 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Very intereresting... but after a while it gets boring.
    Maybe I'll finish it one day or another.

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    gedeoskij said on Jan 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Noioso

    Solo qualche spunto interessante, ma totalmente sommerso dalla noia generale del libro. I contenuti possono anche essere validi, ma sicuramente la lettura non si fa accattivante e si trascina lenta fino alla fine.

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    Borto916 said on Oct 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Gli Stupid White Men che danno il titolo a questo piccolo libro (dal formato scomodissimo, ogni volta che devo piazzare in libreria un libro della collata piccola biblioteca Oscar Mondadori gli altri miei libri piangono) sono gli "Stupidi uomini bian ...(continue)

    Gli Stupid White Men che danno il titolo a questo piccolo libro (dal formato scomodissimo, ogni volta che devo piazzare in libreria un libro della collata piccola biblioteca Oscar Mondadori gli altri miei libri piangono) sono gli "Stupidi uomini bianchi" in completo Armani e cravatta Montgomery che hanno in mano l'America e la stanno trascinando (lei e il resto del mondo) verso una catastrofe di dimensioni inimmaginabili da almeno 15 anni, con una noncuranza ebete degna dei tizi che ballano scalzi al Campo Dei Fiori.

    Con una scrittura ironica e a tratti giocosa ma senza mai perdere di vista fatti documentati (è di politica e del futuro e dei diritti del popolo americano che si parla, mica di pizza e fichi) Moore ci guida attraverso i disastri dell'amministrazione Bush, dall'ambiente, ai diritti delle donne, dalla riforma sanitaria a quella scolastica (un po' tutto e niente, senza approfondire troppo) senza risparmiare critiche a quel Democraticissimo Clinton che la strada non gliel'ha solo aperta ma sfondata, e poi l'ha sfondato a tutti i bravi contribuenti americani alla bella maniera degli yaoi.
    In tutto questo l'unico democratico degno di questo nome sembra(va) essere Ralph Nader. Che hanno votato in 3. Come a dimostrazione che tutto il mondo è paese. Ci si sente meno soli a sapere che anche oltreoceano con quel mare di idioti che vanno alle urne in qualità di elettori o di organizzatori ci si può fare il surf.

    Da noi, lo fa anche la Mondadori in copertina, smerciano Moore come il "Grillo" parlante d'America, quando in realtà la mia idea è che che Moore non soffra di quella mania che sembra tutta nostrana di gente che tutto fa fuorchè il proprio lavoro. Moore è un giornalista, regista e documentarista. Occasionale scrittore.
    Infatti informa.
    Grillo parla essenzialmente delle stesse cose.
    Ma in maniera politica e molto più aggressiva che a lungo andare trasforma la gente in cerca di verità e giustizia in ultras sfegatati. Certo, Moore e Grillo parlano a due popoli che non sono poi così diversi a livello mentale: in due modi diversi, entrambi fondamentalmente inutili, sembrerebbe.
    Ma il paragone mi sembra comunque un po' campato per aria.
    Naturalmente visto che a noi italiani dell'America ce ne frega relativamente (e non dovrebbe, visto che parliamo di un paese che economicamente ci può cagare senza problemi e dal lancio-missili facile) se vedessimo in copertina solo il nome di Moore forse il libro si venderebbe meno. Ed essendo la Mondadori un'azienda e non un'opera di carità ingolosiscano il lettore con il primo paragone a cazzo che viene in mente.
    Magari a gente che Moore e Grillo nemmeno li hanno visti in foto.

    Resta da capire il motivo per cui leggere libri del genere. Per informarsi, mi si dirà, per essere consapevoli. Quello che vedo io intorno a me sono libri di questo tipo che vanno a ruba, e gente che se ne strafunchia ora come 15 ani fa. Ad un certo punto Moore dice, a riguardo del riciclaggio, che riciclare è solo un qualcosa che facciamo per attenuarci la coscienza. Mettiamo due stronzate di plastica dentro un cassonetto e poi ci sentiamo liberi di girare in SUV, mangiare da fast food responsabili della deforestazione dell'Amazzonia, incuranti persino del fatto che gran parte dei rifiuti riciclati non vengono di fatto nemmeno riciclati.
    E allora mi chiedo:
    "Sarà mica che anche con questi libri non vogliamo far altro che scaricarci la coscienza, o al massimo fare i fighi intellettuali in qualche forum di bimbiminkia?"

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    Twin Fitzgerald Kirkland ha fatto una Homerata said on Mar 23, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ma sì

    sì certo, lo leggi, poi però....

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    Nic said on Sep 8, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Umorista, irriverente e irritante: il vero Beppe Grillo parlate d'America

    Almeno Michael Moore al contrario di Beppe Grillo ha avuto il buon gusto di starne fuori dalla politica.
    Bellissimo ed interessante saggio sulla politica americana, peccato che una volta letto lo stimolo di cambiare il mondo e l'indignazione per la ...(continue)

    Almeno Michael Moore al contrario di Beppe Grillo ha avuto il buon gusto di starne fuori dalla politica.
    Bellissimo ed interessante saggio sulla politica americana, peccato che una volta letto lo stimolo di cambiare il mondo e l'indignazione per la politica spariscano sotto il cinismo e la vita di tutti i giorni, libri così fanno bene alle persone, ma purtroppo non cambierà mai niente, perchè come dico sempre siamo noi, il popolo, che abbiamo il potere, ma non sapendo gestirlo siamo obbligati a incaricare qualcuno che lo sappia fare, peccato che tutti gli eletti lo sappiano fare per loro, non per il bene del popolo, una volta dentro diventi uguale a tutti gli altri, è per questo che ringrazion Michael Moore di scrivere questi bellissimi saggi e di continuare nella sua campagnia contro la lotta al potere ma di non voler prendere per lui questo potere, come vuole fare Beppe Grillo, grande saggista e umorista del cavolo che sarebbe meglio si esibisse in un cabaret visto che la differenza tra com'era e com'è è ormai nota

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    Novacaineoverthetrip said on Aug 29, 2012 | Add your feedback

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