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Stupore e tremori

Di

Editore: Voland

3.9
(3537)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Catalano , Polacco

Isbn-10: 8886586728 | Isbn-13: 9788886586726 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
La giovane occidentale "Amélie-san" è al suo primo impiego alla Yumimoto, "unadelle aziende più grandi dell'universo". Il suo diretto superiore è Fubuki,donna bellissima e crudele, che prova piacere nell'umiliare la sua sottoposta.Inizia così la vertiginosa caduta di Amélie che da traduttrice vienedeclassata ad addetta alle pulizie delle toilette. E' però propriol'umiliazione la chiave per entrare nelle grazie della divina e spietataFubuki. E in un vortice di torbida passione autodistruttiva, le due donnearriveranno ad intendersi.
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  • 3

    L’autrice è figlia di un diplomatico belga ed è nata nel 1967 a Kobe, in Giappone, dove ha trascorso i primi anni di vita. Di quest’esperienza, oltre ad un’ottima conoscenza della lingua, conserverà un meraviglioso ricordo, che la spingerà a ritornare nel paese del sol levante da adulta.
    I ...continua

    L’autrice è figlia di un diplomatico belga ed è nata nel 1967 a Kobe, in Giappone, dove ha trascorso i primi anni di vita. Di quest’esperienza, oltre ad un’ottima conoscenza della lingua, conserverà un meraviglioso ricordo, che la spingerà a ritornare nel paese del sol levante da adulta.
    Il libro è appunto il racconto dell’anno di lavoro in una grande impresa giapponese, quando aveva 21 anni. La rigidissima gerarchia, e l’ostilità verso gli occidentali vengono descritte con incontenibile ironia.
    ....si segue la protagonista di mansione in mansione, constatando il suo perenne entusiasmo e le assurde pretese dei i numerosi superiori, che immancabilmente rilevano continue imperfezioni o infrazioni dell’etichetta. La lettera non è scritta in modo adeguato, le fotocopie non sono centrate, il modo di servire il the imbarazza gli ospiti perché Amelie conosce troppo bene il giapponese, il modo di aggiornare i calendari è troppo allegro e quindi fonte di distrazione, i calcoli non sono esatti e, infine, la sostituzione della carta igienica nei bagni maschili costituisce fonte di grande imbarazzo per i frequentatori.
    Nonostante l’impegno e la dedizione, Amelie comprende di non potersi veramente inserire nel lavoro, nelle logiche dell’azienda, né nei rapporti tra colleghi: per esserne veramente parte bisognerebbe possedere la capacità di assoluta sottomissione ai superiori e al lavoro.

    ha scritto il 

  • 3

    Da leggere anche in un pomeriggio

    Romanzo breve che si lascia tranquillamente leggere anche in un pomeriggio.
    Ho adorato l'umorismo cinico e la descrizione della vita nel suo essere assurda. Una Amelie come modello di fermezza, un esempio di calma assoluta e controllo, una vera e propria dimostrazione di come a volte sia ne ...continua

    Romanzo breve che si lascia tranquillamente leggere anche in un pomeriggio.
    Ho adorato l'umorismo cinico e la descrizione della vita nel suo essere assurda. Una Amelie come modello di fermezza, un esempio di calma assoluta e controllo, una vera e propria dimostrazione di come a volte sia necessario relativizzare, come dice Nothomb "restare è un atto coraggioso e di resistenza al tempo stesso disinteressato e sublime".

    ha scritto il 

  • 1

    Mi sorprende constatare come proprio questo romanzo goda del più largo giudizio positivo, al contrario della restante opera della Nothomb che vive di giudizi sospesi e violentemente opposti. Ne ho già letti diversi, dei suoi libri, spinto dalla ricerca di un senso. Mi è stato presentato questo li ...continua

    Mi sorprende constatare come proprio questo romanzo goda del più largo giudizio positivo, al contrario della restante opera della Nothomb che vive di giudizi sospesi e violentemente opposti. Ne ho già letti diversi, dei suoi libri, spinto dalla ricerca di un senso. Mi è stato presentato questo libro come uno dei suoi migliori e più significativi. Per me, invece, risulta essere la pietra tombale sul mio rapporto con la Nothomb.
    La giovane Amelie trova finalmente lavoro nell'amato Giappone, ma si scontra con una burocrazia d'acciaio che riflette in pieno lo spirito nipponico. Subisce mobbing (oggi si direbbe), viene continuamente rilocata a mansioni sempre più degradanti (anziché venire licenziata tout court), resiste fin che può e alla fine se ne torna a casa.
    Il senso? I personaggi? La trama? Lo stile? Non pervenuti.
    Il romanzo inizia in un punto a caso e finisce in un punto a caso della vicenda.
    I personaggi sono tutti equamente detestabili, sia la stessa protagonista narrante, sia tutti gli altri colleghi di lavoro, grottesche caricature senza vita. Per lo più nei commenti leggo del fascino contraddittorio di Fubuki, con la sua trasfigurazione da amichetta del cuore a superiore detestabile. Davvero non capisco dove risieda questo fascino. Nel nome, forse? Boh.
    La trama? Ridotta all'osso. Come è tipico della Nothomb, sì, ma in questo caso tocca il fondo assoluto.
    Lo stile? Una sciatteria incredibile. Quel poco che mi sembrava buono nei suoi romanzi è una certa vena aforistica, qui è del tutto assente.
    Stupore e tremori? A me questo libro ha provato solo stupore e orrore.

    ha scritto il 

  • 4

    come ci vedono...

    avevo sempre snobbato la Nothomb, il suo Metafisica dei tubi, non mi aveva molto convinto. questo, invece, è molto divertente. lei alle prese col mondo del lavoro del sol levante, assunta non si sa bene in quale mansione e degradata a signora che si occupa dei bagni.
    tra odio e amore, merit ...continua

    avevo sempre snobbato la Nothomb, il suo Metafisica dei tubi, non mi aveva molto convinto. questo, invece, è molto divertente. lei alle prese col mondo del lavoro del sol levante, assunta non si sa bene in quale mansione e degradata a signora che si occupa dei bagni.
    tra odio e amore, merita una lettura (un libro da spiaggia, tra un bagno e l'altro)

    ha scritto il 

  • 3

    "sanza 'nfamia e sanza lodo"

    Il titolo del libro non si riferisce agli effetti sul lettore, che sia chiaro! Tutto sommato si lascia leggere, scorre bene senza grandi fatiche. Ma non si può dire di più. Un po' come per gli ignavi dell'inferno dantesco "sanza 'nfamia e sanza lodo", non meritevoli di stare all'inferno ma nemmen ...continua

    Il titolo del libro non si riferisce agli effetti sul lettore, che sia chiaro! Tutto sommato si lascia leggere, scorre bene senza grandi fatiche. Ma non si può dire di più. Un po' come per gli ignavi dell'inferno dantesco "sanza 'nfamia e sanza lodo", non meritevoli di stare all'inferno ma nemmeno in paradiso.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno sguardo ironico e spietato sulla società nipponica, sulle gerarchie e gli "stupori e tremori" su cui si basa il mondo del lavoro, sulla condizione della donna nel Sol Levante, a cui ingessano il cervello e il cuore. Noi occidentali appariamo deboli ai loro occhi, sogniamo e sudiamo, attaccati ...continua

    Uno sguardo ironico e spietato sulla società nipponica, sulle gerarchie e gli "stupori e tremori" su cui si basa il mondo del lavoro, sulla condizione della donna nel Sol Levante, a cui ingessano il cervello e il cuore. Noi occidentali appariamo deboli ai loro occhi, sogniamo e sudiamo, attaccati a una finestra dalla quale immaginiamo di volare. Loro producono e non si permettono di concedersi la minima libertà o fantasia. E quando volano, lo fanno per davvero. Sebbene il racconto sia un po' datato, ambientato negli anni '90, l'immagine del Giappone che ne scaturisce mantiene la sua autenticità e attualità. E all'occidentale che tenta l'integrazione non spetta che il fallimento, in un contrasto di ideologie e stili di vita a cui, se ci si piega, dimostra tutto il suo carattere paradossale e contraddittorio, e se si decide di resistergli, si rimane semplicemente stupiti e sopraffatti.
    Lo stile della Nothomb è scorrevole, fluido, animato da un'ironia intelligente e caustica e da momenti di studiata e irriverente drammaticità. Leggerò di sicuro altro di suo.

    ha scritto il 

  • 0

    Scalata all'insuccesso di un'europea(per quanto cresciuta in oriente) in Giappone. Dissacrante.
    Il primo libro della Nothomb che leggo, so che ne seguiranno altri.

    ha scritto il 

  • 4

    "Finché esisteranno le finestre, l'essere umano più umile della terra avrà la sua parte di libertà“.

    Per noi occidentali il Giappone ha un sapore magico, quasi esotico, siamo abituati a vederlo come un paese lontano dalle nostre culture e per questo estremamente affascinante, un luogo dove tutto o quasi rasenta la perfezione, un luogo che popola i nostri sogni, fin da quando siamo bambini, anche ...continua

    Per noi occidentali il Giappone ha un sapore magico, quasi esotico, siamo abituati a vederlo come un paese lontano dalle nostre culture e per questo estremamente affascinante, un luogo dove tutto o quasi rasenta la perfezione, un luogo che popola i nostri sogni, fin da quando siamo bambini, anche grazie ai tanti cartoni animati che hanno deliziato il periodo più bello della nostra esistenza.
    Amelie Nothomb ci apre gli occhi, ci racconta come tutto questo sia solo un sogno, solo un’illusione. Ed è una doccia fredda per chi, come me, adora letteralmente questo lontano paese.
    Protagoniste dell’intera vicenda sono le sue vicissitudini(perché solo così si posso chiamare) da impiegata in un’azienda nipponica, la Mishimoto.
    Per la giovane Amelie lavorare come impiegata presso un’azienda di un paese di cui sente parlare benissimo fin dalla tenera età(Amelie è infatti nata in Giappone, a Kobo per l’esattezza, da un diplomatico belga) è un’occasione d’oro, un’occasione che si rivelerà presto un incubo, la ragazza si troverà presto a scontrarsi con una realtà xenofoba, soprattutto verso gli occidentali, che cercano in ogni modo di imitare, ma che cominciano a odiare a morte se soltanto uno di loro prova ad avvicinarsi alla loro casa, un paese dove ognuno ha il proprio mestiere, ognuno ha il proprio posto e delle regole rigide e ferree da rispettare.
    Quello a cui va incontro Amelie ha un qualcosa che rasenta la follia, un qualcosa che definire mobbing è un eufemismo, una realtà dove l’ubbidienza conta molto di più dello spirito creativo, un paese dove una donna fa fatica, molto più di quanto ne facciamo noi donne europee, a trovare posto nella società, dove c’è una lotta assurda con le altre colleghe per accaparrarsi il posto migliore…quello dipinto da Amelie è un Giappone completamente diverso dall’immagine che abbiamo noi, dove la pressione lavorativa e sociale raggiunge livelli a noi minimamente impensabili(altro che mobbing…).
    Un’autentica doccia fredda per chi ama questo paese, una descrizione che, purtroppo, è inerentissima alla realtà.
    Ancora una volta la Nothomb mi ha colpita nel profondo…questo suo romanzo dovrebbero leggerlo tutti, chi ha subito(e continua a subire) vessazioni sul lavoro a chi si diverte a praticarle ogni giorno, a chi è appena giunto in un paese straniero e fa un’immensa fatica a farsi accettare, a chi ama questo paese senza sapere che, al di là della sua immensa bellezza, c’è anche tanto, ma tanto marcio.
    Amaramente e semplicemente divina la Nothomb, ancora una volta…

    ha scritto il 

  • 3

    Non si pensi che le incredibili vicende della protagonista qui raccontate siano assurde iperboli. In realtà disegnano le contraddizioni che esistono all'interno del mondo orientale e le abissali distanze dal mondo occidentale; e se vogliamo entrambi i mondi sono uno la contraddizione dell'altro.< ...continua

    Non si pensi che le incredibili vicende della protagonista qui raccontate siano assurde iperboli. In realtà disegnano le contraddizioni che esistono all'interno del mondo orientale e le abissali distanze dal mondo occidentale; e se vogliamo entrambi i mondi sono uno la contraddizione dell'altro.
    La sferzante ironia con cui l'Autrice abbonda (anche troppo..) non toglie nulla all'attualita e alla serietà degli argomenti trattati.
    All'interno una fantastica chicca: quattro pagine di lucida e spietata analisi sulla condizione della donna giapponese, ma anche di tutte le donne del mondo sottoposte alla "violenza" della morale comune.

    "In eterno gli umili hanno dedicato la vita a realtà che li
    trascendevano: almeno, prima, potevano supporre di farlo per qualche ragione mistica. Adesso non possono più illudersi. Danno la vita per niente."

    ha scritto il 

  • 4

    È tipico degli esseri umani che esercitano un mestiere penoso fabbricarsi quello che Nietzsche definisce sopramondo, un paradiso celeste o terrestre nel quale si sforzano di credere per consolarsi della loro ripugnante condizione. Il loro eden mentale è tanto bello quanto più il loro lavoro è ...continua

    È tipico degli esseri umani che esercitano un mestiere penoso fabbricarsi quello che Nietzsche definisce sopramondo, un paradiso celeste o terrestre nel quale si sforzano di credere per consolarsi della loro ripugnante condizione. Il loro eden mentale è tanto bello quanto più il loro lavoro è vile. Credimi: non esiste nulla al di fuori dei bagni del quarantaquattresimo piano. Tutto è qui e ora.

    ha scritto il 

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