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Sud e magia

Di

Editore: Feltrinelli (Sc/10, 6)

4.2
(272)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 154 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000149912 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Social Science

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Descrizione del libro
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  • 3

    A parte qualche riga un po' ostica, per il resto risulta chiaro e interessante e, dato il tema, anche divertente in alcuni aneddoti. La prima parte, con una lunga serie di pratiche magiche lucane, ...continua

    A parte qualche riga un po' ostica, per il resto risulta chiaro e interessante e, dato il tema, anche divertente in alcuni aneddoti. La prima parte, con una lunga serie di pratiche magiche lucane, suscita curiosità. La seconda parte entra nel vivo della ricerca antropologica e spiega il perché della magia; non una spiegazione univoca, secondo l'autore, perché le pratiche magiche nascono come risposta ad un determinato contesto storico. Apre a molti spunti di riflessione.

    ha scritto il 

  • 5

    Un saggio sensazionale diviso in tre sezioni: nella prima sono illustrate usanze e tradizioni legate ai rituali magici nella Lucania degli anni '50, residui di pratiche ben più diffuse qualche ...continua

    Un saggio sensazionale diviso in tre sezioni: nella prima sono illustrate usanze e tradizioni legate ai rituali magici nella Lucania degli anni '50, residui di pratiche ben più diffuse qualche decennio prima, nelle stesse zone. Nella seconda si analizza il significato psicologico e filosofico di tali rituali e se ne coglie l'aspetto che li avvicina (soprattutto nella genesi) alle grandi religioni. Nella terza troviamo una disamina pittoresca sulla jettatura napoletana, contestualizzata rispetto alle condizioni socio-economiche in seno alle quali vede la luce come espressione singolare di conciliazione tra l'illuminismo europeo e l'irrazionale, caotica e disordinata realtà borbonica.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro prezioso. Partendo dalle indagini sul campo illustra e spiega il fenomeno con un approccio legato alla "disciplina" che offre ottimi strumenti per la lettura del presente. Un saggio che non ...continua

    Un libro prezioso. Partendo dalle indagini sul campo illustra e spiega il fenomeno con un approccio legato alla "disciplina" che offre ottimi strumenti per la lettura del presente. Un saggio che non prende nemmeno in considerazione la necessità di essere "leggibile". Aneddoti e citazioni letterarie mi sembra che abbiano il peso e lo spazio necessario per essere funzionali alla spiegazone del fenomeno (non alla narrazione). Non oso immaginare quali prodotti pesudostorico-occultistico-spettacolar-culinario-etno-musicali sarebbe in grado di tirare fuori da questi temi uno "studioso" del nostro secolo. (magari con allegato cd). Libro d'altri tempi. (1959)

    ha scritto il 

  • 3

    La prima parte non è male, una buona raccolta di rituali per sconfiggere le svariate tipologie di "affascino". Ma nella seconda parte, quando dovrebbe spiegare l'origine e la simbologia dei rituali, ...continua

    La prima parte non è male, una buona raccolta di rituali per sconfiggere le svariate tipologie di "affascino". Ma nella seconda parte, quando dovrebbe spiegare l'origine e la simbologia dei rituali, sembra che si accontenti di una spiegazione riduttiva, che sconfina nella psicopatologia. Fuorviante la digressione sulla jettatura napoletana (troppo legata alla produzione letteraria e poco al fenomeno antropologico) e troppo breve l'appendice sul tarantolismo pugliese. Troppi argomenti in un libro breve che, a mio parere, avrebbe dovuto occuparsi più approfonditamente solo della magia lucana.

    ha scritto il 

  • 3

    Un'indagine sulle tradizioni del sud, che De Martino analizza prendendo spunto anche dall'opera di Levi, "Cristo si è fermato a Eboli" (seppur utilizzando un approccio diverso).

    De Martino cerca ...continua

    Un'indagine sulle tradizioni del sud, che De Martino analizza prendendo spunto anche dall'opera di Levi, "Cristo si è fermato a Eboli" (seppur utilizzando un approccio diverso).

    De Martino cerca spiegazioni razionali per una tradizione legata al magico che ancora negli anni Cinquanta era fortemente presente in Lucania. E le trova parlandoci della funzione protettiva della magia, in un mondo esposto al negativo quotidiano, che teme più di tutto una perdita della coscienza di sè. L'autore colloca i contadini in un piano metastorico, al di là della storia,dove la magia ha una vera efficacia psicologica. E ci parla anche del collegamento innegabile della tradizione cattolica con questi riti pagani.

    La prima parte del saggio si affronta bene, mentre nella seconda è più facile perdersi e cedere alla noia (e al sonno).

    ha scritto il 

  • 4

    Comprai questo libro nel 2003, quando ci fu l'esplosione della moda delle musiche popolari e la riscoperta del tarantismo-per-turisti. Immaginando che avrei trovato un verboso trattato di demologia, ...continua

    Comprai questo libro nel 2003, quando ci fu l'esplosione della moda delle musiche popolari e la riscoperta del tarantismo-per-turisti. Immaginando che avrei trovato un verboso trattato di demologia, lo lasciai decantare fino a un mese fa: ce l'ho sulla scrivania, tanto vale sfogliarlo. Sono rimasta colpita dalla raccolta metodica di filastrocche, proverbi, rituali della prima parte e mi sono appassionata (come non mi accadeva da tempo) alla ricostruzione storico-culturale della seconda sezione, che sistematizza i dati della prima ma che si sforza, anche, di inserire il penchant meridionale per la "fascinazione" in un quadro culturale e letterario europeo. Aridatece De Martino.

    ha scritto il 

  • 0

    sensibile interesse

    il persistere di rituali magici in alcune località del sud sono motivo di investigazione fascinosa da parte di ernesto de martino. leggere queste pagine significa avvicinare la parte incompresa di ...continua

    il persistere di rituali magici in alcune località del sud sono motivo di investigazione fascinosa da parte di ernesto de martino. leggere queste pagine significa avvicinare la parte incompresa di alcuni nostri comportamenti che trascuriamo preda di categorie sociali sempre più massificanti. le magie 'primitive' che qui affronta sono manifestazioni che egli fa diventare 'documenti' della rappresentazione del mondo umano. un'antropologia religiosa del riscatto! questa speculazione etnico-religiosa si avvale dell'ausiolio dei suoi studi anche in campo psicanalitico e crea un linguaggio che impedisce al mondo di 'concludersi'. nella cultura contadina del meridione d'italia egli individua le esperienze d'analisi di una concezione del mondo che si colloca laddove la storia diventa la tela dove si rappresenta il dramma dell'umanità. le sue missioni etnografiche analizzano le origini, il significato, il persistere di credenze e pratiche magico-religiose arcaiche tra i ceti rurali del sud, e sono infatti studiati nel contesto di una storia sociale che ne costituisce la base determinante. siamo negli anni '50. egli interpreta la cultura per riplasmarne i culti e le credenze, nobilitandoli nella storia. un libro sulla concezione del mondo propria di una società rimasta per secoli nell'isolamento da parte dei poteri che semmai hanno sfruttato ed emarginato. questa storia sociale fatta con il registratore, riprese richiama alla memoria quella fatta dal gigantesco bela bartok nell'est europa facendo diventare i canti popolari di alcune regioni opere che altrimenti sarebbero sparite nell'oblio della storia. il procedimento attuato da de martino ha lo stesso valore simbolico, un osservazione partecipante che inaugurò all'epoca la ricerca, perché la storia ci stava passava sopra un velo di ignoranza tipico di ogni potere. ecco l'incipit della ricerca:

    il tema fondamentale della bassa magia cerimoniale lucana è la fascinazione (in dialetto: fascinatura o affascino). con questo termine si indica una condizione psichica di impedimento e di inibizione, e al tempo stesso un senso di dominazione, un essere agito da una forza altrettanto potente quanto occulta, che lascia senza margine l'autonomia della persona, la sua capacità di decisione e di scelta. col termine affascino si designa anche la forza ostile che circola nell'aria, e che insidia inibendo o costringendo. l'immagine del legamento, e del fascinato come 'legato', si riflette nel termine sinonimo di attaccatura talora impiegato per desigliare la fascinazione: in particolare l' attaccatura di sangue è un legame rappresentato simbolicamente come sangue che non fluisce liberamente nelle vene.

    la sopravvivenza dell'antica fascinazione è direttamente connessa alla mia!

    ha scritto il