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Sudditi

Manifesto contro la Democrazia

Di

Editore: Marsilio

4.1
(269)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 147 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8831784129 | Isbn-13: 9788831784122 | Data di pubblicazione: 

Genere: History , Political , Social Science

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Descrizione del libro
Per la nostra cultura la democrazia è "il migliore dei sistemi possibili", unvalore così universale che l'Occidente si ritiene in dovere di esportare,anche con la forza, presso popolazioni che hanno storia, vissuti e istituzionicompletamente diversi. Fini demolisce questa radicata convinzione. Il suoattacco però non segue le linee né della critica di sinistra, che addebitaalla democrazia liberale di non aver realizzato l'uguaglianza sociale, né didestra che la bolla come governo dei mediocri. La "democrazia reale" è unregime di minoranze organizzate, di oligarchie politiche economiche ecriminali che schiaccia e asservisce l'individuo, già frustrato e reso anonimodal meccanismo produttivo di cui la democrazia è l'involucro legittimante.
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  • 5

    Sudditi

    Leggere Massimo Fini non è facile perché ti costringe sempre a confrontarti con le tue proprie idee. Dissacrante e bastian contrario ma mai banale. Le sue sono verità, scomode ma tali rimangono.
    Sudditi da leggere!

    ha scritto il 

  • 3

    E' morta la democrazia. Viva il re?

    Le critiche alla democrazia, o meglio a questa democrazia in particolare, che di essa ha quasi soltanto il nome, sono condivisibili e persino sacrosante, ma ho avuto l'impressione che questo libro sia solo un insieme di catastrofismi fine a se stessi. Da un lato, infatti, Massimo Fini non fa che ...continua

    Le critiche alla democrazia, o meglio a questa democrazia in particolare, che di essa ha quasi soltanto il nome, sono condivisibili e persino sacrosante, ma ho avuto l'impressione che questo libro sia solo un insieme di catastrofismi fine a se stessi. Da un lato, infatti, Massimo Fini non fa che ribadire, in maniera neanche troppo velata, che nelle monarchie assolute e nei sistemi feudali si stava meglio. Dall'altro lato il giornalista italiano non prevede soluzione alcuna, a parte il ritorno, appunto, ai vecchi sistemi non democratici; non vede la soluzione nemmeno nella democrazia diretta, cioè nell'applicazione di una democrazia vera, tale non solo nel nome ma anche nei contenuti. Democrazia diretta che, secondo i suoi stessi fautori, è ben lontana dall'utopica idea di fare a meno dei "professionisti della politica" e quindi della democrazia rappresentativa, venendo invece considerata come associata, parallela alla democrazia rappresentativa, fungendo da controllore dei delegati che piazziamo in parlamento o nei consigli comunali e regionali. Insomma, ripeto, analisi impeccabile ma il ritorno alla monarchia non mi sembra la soluzione ideale. La sua sarà stata anche una tentata provocazione, però alla fine rischia di diventare il messaggio del libro.

    ha scritto il 

  • 0

    Provocazione colta e ironica, che riesce perfettamente a camuffarsi da provocazione, senza tradire una viscerale avversione al sistema democratico. Un utile prontuario per ricordare che "la democrazia è la peggior forma di governo possibile, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono ...continua

    Provocazione colta e ironica, che riesce perfettamente a camuffarsi da provocazione, senza tradire una viscerale avversione al sistema democratico. Un utile prontuario per ricordare che "la democrazia è la peggior forma di governo possibile, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora", secondo l'aforisma di Churchill.

    ha scritto il 

  • 4

    Per la nostra cultura la democrazia è "il migliore dei sistemi possibili", un valore così universale che l'Occidente si ritiene in dovere di esportare, anche con la forza, presso popolazioni che hanno storia, vissuti e istituzioni completamente diversi. Fini demolisce questa radicata convinzione. ...continua

    Per la nostra cultura la democrazia è "il migliore dei sistemi possibili", un valore così universale che l'Occidente si ritiene in dovere di esportare, anche con la forza, presso popolazioni che hanno storia, vissuti e istituzioni completamente diversi. Fini demolisce questa radicata convinzione. Il suo attacco però non segue le linee né della critica di sinistra, che addebita alla democrazia liberale di non aver realizzato l'uguaglianza sociale, né di destra che la bolla come governo dei mediocri. La "democrazia reale" è un regime di minoranze organizzate, di oligarchie politiche economiche e criminali che schiaccia e asservisce l'individuo, già frustrato e reso anonimo dal meccanismo produttivo di cui la democrazia è l'involucro legittimante.

    ha scritto il 

  • 5

    "... l'America, campione mondiale della democrazia, è l'unico Stato moderno ad aver legittimato e praticato, al proprio interno, la schiavitù, fino al 1865, meno di un secolo e mezzo fa."


    "Se la giustificazione che il colonialismo classico si dava era quella di portare la civiltà, laica e ...continua

    "... l'America, campione mondiale della democrazia, è l'unico Stato moderno ad aver legittimato e praticato, al proprio interno, la schiavitù, fino al 1865, meno di un secolo e mezzo fa."

    "Se la giustificazione che il colonialismo classico si dava era quella di portare la civiltà, laica e religiosa, ai
    "selvaggi", l'obiettivo, oggi, non è cambiato, ha solo alzato il tiro delle sue ambizioni. Ciò che vogliamo esportare nell'universo mondo non è più solo la nostra economia e, vivaddio, un po' di buone maniere, ma il frutto più prezioso e prelibato della nostra cultura: la Democrazia."

    "L'esistenza legale di lobbies e partiti è il più grave e decisivo vulnus alla democrazia perché ne nega in radice uno dei presupposti fondamentali: che, almeno in partenza e almeno nell'unico momento in cui partecipa realmente al processo decisionale ed esercita quel potere che è formalmente suo, il cittadino sia messo su un piede di parità con tutti gli altri. Non è un caso che i primi teorici della democrazia non facciano alcun cenno ai partiti..."

    "Il voto del cittadino singolo, libero, non intruppato in gruppi, si diversifica e si disperde, proprio perché libero, laddove gli apparati dei partiti, facendo blocco, sono quelli che effettivamente decidono chi deve essere eletto. Il voto di opinione, cioè il voto veramente libero, non ha alcun peso rispetto al voto organizzato."

    "Noi paghiamo della gente perché ci comandi. Un masochismo abbastanza impressionante..."

    "I politici hanno i privilegi dell'aristocrazia senza averne le qualità e gli obblighi."

    "Si sono visti calciatori e cantanti celeberrimi, attori di fama internazionale, artisti e letterati benemeriti della Patria finire nella miseria e nella disperazione, mai un uomo politico. Non bastassero le "pensioni d'oro"
    gli si trova sempre un cantuccio confortevole e ben remunerato."

    "...le leggi ai nemici si applicano, per gli amici si interpretano..."

    "Che cosa rimane, allora, alla fine di tutto, della democrazia? Rimane lo stanco rito delle elezioni, ripetute ogni quattro o cinque anni, dove ci vengono imposti dei candidati che non scegliamo e rappresentanti che non ci rappresentano."

    "... chi paga regolarmente le tasse lavora per il fisco, se si comprendono anche quelle indirette, fino ad agosto compreso. Chi lavora onestamente non può diventare ricco: perde troppo tempo a lavorare. Quando poi è vecchio, e si accorge della truffa, è troppo stanco e fragile per avere la forza di protestare e si fa seppellire con una pensione da quattro soldi."

    "Noi siamo su un treno che va a ottocento all'ora, che per la sua dinamica interna deve continuamente aumentare la velocità, non c'è il macchinista o se c'è i comandi gli sono sfuggiti di mano da tempo e il convoglio va per conto suo. Sul treno c'è chi è seduto su comode poltrone, anche se, sballottato e frastornato dalla velocità, è pure lui in preda a un inquieto malessere (perché questo modello di sviluppo è riuscito nell'impresa di far star male anche chi sta bene), chi in seconda classe, chi sulle panche, chi sugli strapuntini, chi sta nei corridoi, chi nei cessi, chi mezzo fuori dai finestrini mentre molti rotolano giù per la scarpata fra l'indifferenza generale. Per cui ha ancora un senso cercare una più equa sistemazione dei viaggiatori. Ma le domande di fondo (come aveva intuito in origine il movimento No Global prima di mutarsi in New Global, cioè nell'ennesimo tentativo di esportare il modello occidentale, solo un po' più umanizzato, comprensivo della democrazia e dei "diritti umani universali", anche presso chi non ne vuol sapere) sono diventate altre: dove sta andando il treno? qual è il rapporto fra i viaggiatori e il meccanismo che li sta portando? e possono, i viaggiatori, decidere quale deve essere la velocità e la meta o è il treno, la cui via è segnata dalle rotaie su cui è stato messo, a decidere per loro?"

    ha scritto il 

  • 2

    Mi ha convinto, ma la critica è sterile senza alternative

    Gli avrei dato 4* se la critica non fosse fine a se stessa.
    Fini sembra Chomsky (ma migliore) e come lui, all’ottima analisi/critica non segue sintesi/alternativa (rimanda a Roy, Klein, Lasn), manca in progettualità: spiegare/approfondire la strutt organizz, come realizzarla, a cosa rinunci ...continua

    Gli avrei dato 4* se la critica non fosse fine a se stessa.
    Fini sembra Chomsky (ma migliore) e come lui, all’ottima analisi/critica non segue sintesi/alternativa (rimanda a Roy, Klein, Lasn), manca in progettualità: spiegare/approfondire la strutt organizz, come realizzarla, a cosa rinunciare per quali benefici, chi dà inizio al cambiam come e perché dovrebbe farlo. L’assenza di tutto ciò è un grave difetto del libro (forse dell’autore; nell’altro che ho letto ho trovato la stessa debolezza nel finale).

    Tesi: nessun potere è legittimo (p37), tutti hanno basi intangibili/ideologiche. In partic la Democrazia (Dem=LibDem+Sist.Industriale) ha deluso le aspettative (libertà/uguagl) e non è il fine della Storia dei Governi (solo contingente al periodo storico dove domina l’econ; quando crollerà il mod sociale anche la Dem sparirà). Dem è sovrastruttura pro-borghesia su mercato/commercio e il crollo del socialismo prelude a quello del liberismo (econ.pianif/liberismo: diverse prassi, stesse basi).

    La Dem non ha un valore cardine, si fonda su regole/procedure e mercato, favorisce élite autoreferenziali (aristocrazia di fatto senza qualità “classiche”) non orientate al bene collettivo, ha aspetti negativi (colonialismo, guerra), è incoerente con gli obj orig (più sperequaz, disuguaglianza, premia i mediocri, politica cooptativa), è una potenziale dittatura (singoli/oligarchie), non tutela le diversità; con Capit.mo dà luogo ad una soc.atomizzata dove il cittadino è solo di fronte a legge/mercato/altri.
    Per reggersi/espandersi la Dem stabilisce un legame politica/lobbies e costruisce il consenso per via culturale (via media). Il voto non è libero (il flusso del consenso da alto/oligarchie a basso/cittadini via leader/demagoghi e raccolta voti su prospett di breve periodo), Parlam subordinato a dirigenze/partiti, nelle elez si sceglie solo a quale oligarchia obbedire (non c’è vera libertà di modif dei governanti).

    Da p89 alcune proposte di alternative (bioregionalismo, comunitarismo, piccola patria; scarta la Dem diretta via web/pc per incompetenza di chi dovrebbe votare) ma non adeguatamente approfondite. Piccole comunità, ritorno al comunitarismo, auto-produz/consumo, feudalesimo senza feudatari; poiché afferma che lo Stato sta collassando sotto le forze delle Dem econ e della ideologia capitalistica dominante/condivisa, questi termini servono a poco senza un’analisi costi-benefici, un progetto, ed una riflessione sul fatto che nella Storia, frammentazione e particolarismo hanno sempre portato conflittualità ben più che armonia.

    ha scritto il 

  • 3

    Definirlo "bello" è un'esagerazione. Sicuramente è interessante. La visione di Fini, sempre caustica come suo solito, è che la democrazia non è il migliore dei mondi possibili, anzi, è un sistema di governo che porta più negatività che aspetti postivi. Scritto sette anni fa è drammaticamente attu ...continua

    Definirlo "bello" è un'esagerazione. Sicuramente è interessante. La visione di Fini, sempre caustica come suo solito, è che la democrazia non è il migliore dei mondi possibili, anzi, è un sistema di governo che porta più negatività che aspetti postivi. Scritto sette anni fa è drammaticamente attuale nell'ultima parte in cui tratta dei limiti del sistema economico attuale.
    La via d'uscita sognata dall'autore mi sembra cmq un'autentica sciocchezza.
    Ma io sono donna e pensare al nuovo avvento di un uomo "fiero, audace, dignitoso, essenziale, crudele e feroce anche..." mi fa solo sorridere. Giusto perché oggi sono di buon umore...

    ha scritto il 

  • 4

    Uno di quei libri che ti forniscono una reale nuova visione delle cose, come non avevi considerato prima (o come non volevi rassegnarti a fare). 4 stelle e non 5 perché la seconda parte del pamphlet è un po' debole.
    Massimo Fini è un giornalista e scrittore di grande spessore, sosteniamolo. ...continua

    Uno di quei libri che ti forniscono una reale nuova visione delle cose, come non avevi considerato prima (o come non volevi rassegnarti a fare). 4 stelle e non 5 perché la seconda parte del pamphlet è un po' debole.
    Massimo Fini è un giornalista e scrittore di grande spessore, sosteniamolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Voglio esagerare: Il principe di Machiavelli, Fuga dalla libertà di Fromm e... Sudditi di Massimo Fini. Tre titoli in cinque secoli per capire i rapporti tra il popolo e la politica. Sudditi, secondo me, dovrebbe diventare un classico del pensiero politico. Fini, oggi, in Italia è quello che eran ...continua

    Voglio esagerare: Il principe di Machiavelli, Fuga dalla libertà di Fromm e... Sudditi di Massimo Fini. Tre titoli in cinque secoli per capire i rapporti tra il popolo e la politica. Sudditi, secondo me, dovrebbe diventare un classico del pensiero politico. Fini, oggi, in Italia è quello che erano i polemisti francesi nel XVII secolo. E' uno dei migliori giornalisti italiani, le sue idee non sono classificabili con la vecchia dicotomia destra/sinistra. Semplicemente, Fini ritiene che il liberismo e il marxismo siano due facce della stessa medaglia, quella del progresso ad ogni costo. E crede anche che la democrazia rappresentativa non sia esattamente il governo migliore partorito dalla storia. Da leggere, anche se non si è d'accordo.

    ha scritto il 

  • 5

    La democrazia non esiste

    Partendo da questo assunto, l'autore in poche pagine cerca di spiegare la sua tesi.
    La democrazia come ci dicono nelle scuole nelle tv nelle istituzioni non esiste.
    E solo un modo pre tenere la gente calma e tranquilla.
    Una tesi interessante ma supportata con pochi riferimenti ...continua

    Partendo da questo assunto, l'autore in poche pagine cerca di spiegare la sua tesi.
    La democrazia come ci dicono nelle scuole nelle tv nelle istituzioni non esiste.
    E solo un modo pre tenere la gente calma e tranquilla.
    Una tesi interessante ma supportata con pochi riferimenti.
    Pewrsonalmente ero gia di quest'idea prima di legegre questo libro.
    che considero uno spunto x un'approfondimento piu' serio.

    ha scritto il 

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