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Sueño profundo

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Publisher: TusQuets

3.6
(3772)

Language:Español | Number of Pages: 176 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Japanese , German , Italian

Isbn-10: 8483835266 | Isbn-13: 9788483835265 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Softcover and Stapled

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
Tres jóvenes que atraviesan un periodo difícil de su vida son las protagonistas de este bellísimo volumen de la escritora japonesa Banana Yoshimoto. «Sueño profundo», «Los viajeros de la noche» y «Una experiencia», los tres relatos que componen el libro, exploran a través de esas jóvenes los mundos que se abren cuando todo parece desmoronarse y sólo queda el vacío, mundos poblados por sombras que de pronto se hacen presentes en la vida de cada día.
Si Terako, la protagonista de «Sueño profundo», enamorada de un hombre que no puede comprometerse, debe enfrentarse sin su amiga Shiori a una soledad desconocida que la sume en la inmovilidad, Shibami, la narradora de «Los viajeros de la noche», vive en propia piel el extraño dolor que la muerte de su hermano Yoshihiro produce en las dos mujeres que lo quisieron. Por último, en «Una experiencia», Fumi-chan acude cada noche a la somnolencia que le produce la bebida, para quedar aterrada al oír, antes de dormirse, una extraña melodía que, al final, será la que le ayude a salir adelante.
Circunstancias diversas –la muerte de un ser cercano, la ruptura con la rutina o una situación aparentemente sin salida– arrastra a las tres, cada una a su peculiar modo, a ver la realidad de una manera nueva y a descubrir relaciones hasta entonces ocultas entre hechos y personas aparentemente inconexos.
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  • 3

    NÉ OBLOMOV, NÉ LOVECRAFT, NÉ MURAKAMI

    Anni fa avevo letto qualcosa di Banana Yoshimoto, quando era ancora un’autrice “rivelazione” avendone un’impressione tutto sommato piacevole, sebbene i suoi romanzi non avessero toccato le mie corde più profonde, al punto che stento persino a ricordare quali abbia letto esattamente (sicuramente “ ...continue

    Anni fa avevo letto qualcosa di Banana Yoshimoto, quando era ancora un’autrice “rivelazione” avendone un’impressione tutto sommato piacevole, sebbene i suoi romanzi non avessero toccato le mie corde più profonde, al punto che stento persino a ricordare quali abbia letto esattamente (sicuramente “Kitchen”, anche se l’ho ricomprato pensando di non averlo letto!).
    Ultimamente ho apprezzato un altro autore giapponese, Haruki Murakami, anche se sto ancora cercando di comprendere quanto sia geniale. Ho voluto dunque leggere ancora qualcosa di Yoshimoto. Ho dunque preso, a caso tra i suoi libri, “Sonno profondo” (1989). L’inizio è promettente, con una protagonista sprofondata in un sonno apatico, ma l’autrice non crea un Oblomov orientale, né ci parla di incubi lovecraftiani, né ci mostra una storia di depressione e disagio esistenziale. La storia si allarga su altre due, in sole cento pagine, e allargandosi si perde, si impantana nella banalità dei drammi quotidiani, non riuscendo in alcun modo a tenere desta la mia attenzione, nonostante la brevità dello scritto. Inessenziale. Leggero. Inutile. La scrittura è piacevole, ma poco incisiva. Ci parla del Giappone moderno, ci parla del nostro mondo, ci parla delle difficoltà dei rapporti umani, ma senza alcun mordente. L’ho già dimenticato.

    said on 

  • 3

    Il primo libro che leggo di Banana Yoshimoto. Premettendo che non amo le raccolte di racconti, perché mi dan sempre l'idea di qualcosa di "incompleto", che avrebbe meritato un maggiore grado di approfondimento, devo ammettere che questi racconti mi hanno lasciato in dubbio. Sicuramente avrei pref ...continue

    Il primo libro che leggo di Banana Yoshimoto. Premettendo che non amo le raccolte di racconti, perché mi dan sempre l'idea di qualcosa di "incompleto", che avrebbe meritato un maggiore grado di approfondimento, devo ammettere che questi racconti mi hanno lasciato in dubbio. Sicuramente avrei preferito delle storie con uno svolgimento più in lungo (come sviluppo temporale) e più in profondo (come psicologia), in modo tale che la personalità dei personaggi e delle loro storie di più o meno quotidiana drammaticità contemporanea non si dovessero solo evincere dai non detti.
    Tuttavia, non me la sento di pronunciarmi come deluso dall'autrice: i racconti, in particolare gli ultimi due, sono particolari, piacevoli da leggere e degni di spunti di riflessione. La scrittura dell'autrice ha qualcosa di apprezzabile che non sono ancora riuscito a riconoscere. Personalmente, ho amato molto l'ambientazione dei racconti nella notte, come momento in cui le persone si ritrovano terribilmente e allo stesso tempo finalmente sole con sé stesse, con i propri problemi non detti e con le proprie paure. E, prima o poi, devono trovare la forza di affrontarle, per non finire risucchiate nella notte stessa.

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  • 4

    "Tenera è la notte".

    Mi ha fatto sorridere leggere, a fondo libro - nel Post Scriptum - queste parole della Yoshimoto: "Se le persone potessero leggere questo libro semplicemente con piacere, ciò mi renderebbe felice. Se poi qualcuno che si trova nelle condizioni dei personaggi di questi racconti, leggendoli dovesse ...continue

    Mi ha fatto sorridere leggere, a fondo libro - nel Post Scriptum - queste parole della Yoshimoto: "Se le persone potessero leggere questo libro semplicemente con piacere, ciò mi renderebbe felice. Se poi qualcuno che si trova nelle condizioni dei personaggi di questi racconti, leggendoli dovesse trarne un po' di serenità questo per me sarebbe davvero il massimo".
    Un grazie alla delicata Yoshimoto.

    said on 

  • 3

    Soporifero

    Ma d'altronde, che potevo aspettarmi da un libro il cui titolo è così evocativo?


    Il problema fondamentale (mio) è che non riesco ad apprezzare a pieno lo stile della Yoshimoto. Leggero e impalpabile, ma così poco realista per noi occidentali. I dialoghi sono surreali, impostati, le relazio ...continue

    Ma d'altronde, che potevo aspettarmi da un libro il cui titolo è così evocativo?

    Il problema fondamentale (mio) è che non riesco ad apprezzare a pieno lo stile della Yoshimoto. Leggero e impalpabile, ma così poco realista per noi occidentali. I dialoghi sono surreali, impostati, le relazioni inquadrate, le donne sottomesse emotivamente.

    No, non diventerà mai una dei miei scrittori preferiti.

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  • 4

    Che dire: non ho più parole per descrivere la Yoshimoto, che anche in questa raccolta di racconti si riconferma un'ottima autrice. D'accordo, tratta sempre i soliti temi: i giovani, l'amore, la crescita, la morte, ecc. ma ogni volta lo fa in maniera nuova e coinvolgente. Mi ha colpita molto, inol ...continue

    Che dire: non ho più parole per descrivere la Yoshimoto, che anche in questa raccolta di racconti si riconferma un'ottima autrice. D'accordo, tratta sempre i soliti temi: i giovani, l'amore, la crescita, la morte, ecc. ma ogni volta lo fa in maniera nuova e coinvolgente. Mi ha colpita molto, inoltre, il modo dell'autrice di utilizzare il sonno come metafora di diversi aspetti della vita della protagonista del primo racconto, che prende nome, appunto, Sonno profondo.

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  • 2

    Banana? Io direi "Banale" Yoshimoto

    Tre racconti, un filo conduttore: il sonno. Le protagoniste di queste storie si trovano in una situazione di “blocco”, sono sospese al limite della notte, hanno qualcosa che le tormenta e impedisce loro di agire, quasi sempre il ricordo di una persona morta o lontana. Ed è questa persona che poi ...continue

    Tre racconti, un filo conduttore: il sonno. Le protagoniste di queste storie si trovano in una situazione di “blocco”, sono sospese al limite della notte, hanno qualcosa che le tormenta e impedisce loro di agire, quasi sempre il ricordo di una persona morta o lontana. Ed è questa persona che poi torna (quasi sempre in sogno) e provoca il superamento dell’impasse.
    Lo stile della Yoshimoto è veramente elementare, scrive come una ragazzina di quindici anni, anche se quando ha scritto questo libro ne aveva almeno venticinque. Noiosa, banale: se questa è una delle sue opere più riuscite, come sento dire in giro, non oso immaginare le altre.

    said on 

  • 5

    Il migliore tra i libri della Yoshimoto che ho letto fino ad ora.
    Da leggere per chi ha un rapporto conflittuale con il sonno e rapporti umani presenti e passati irrisolti.

    Da leggere.
    E rileggere.

    said on 

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