Suite Française

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Publisher: Knopf Canada

4.2
(3902)

Language: English | Number of Pages: 416 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) French , Spanish , Italian , German , Catalan , Chi traditional , Chi simplified , Portuguese , Basque

Isbn-10: 0676977707 | Isbn-13: 9780676977707 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Sandra Smith

Also available as: Paperback , Audio CD , Others , Softcover and Stapled , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Suite Française is both a brilliant novel of wartime and an extraordinary historical document. An unmatched evocation of the exodus from Paris after the German invasion of 1940, and of life under the Nazi occupation, it was written by the esteemed French novelist Irène Némirovsky as events unfolded around her. This haunting masterpiece has been hailed by European critics as a War and Peace for the Second World War.Though she conceived the book as a five-part work (based on the form of Beethoven’s Fifth Symphony), Irène Némirovsky was able to write only the first two parts, Storm in June and Dolce, before she was arrested in July 1942. She died in Auschwitz the following month. The manuscript was saved by her young daughter Denise; it was only decades later that Denise learned that what she had imagined was her mother’s journal was in fact an invaluable work of art.Storm in June takes place in the tumult of the evacuation from Paris in 1940, just before the arrival of the invading German army. It moves vividly between different levels of society–from the wealthy Péricand family, whose servants pack up their possessions for them, to a group of orphans from the 16th arrondissement escaping in a military truck. Némirovsky’s immense canvas includes deserting soldiers and terrified secretaries, cynical bank directors and hapless priests, egotistical writers and hardscrabble prostitutes–all thrown together in a chaotic attempt to escape the capital. Moving between them chapter by chapter, this thrilling novel describes a journey hampered and in some cases abandoned because of confusion, shelling, rumour, lack of supplies, bad luck and ordinary human weakness. Cars break down or are stolen; relatives are forgotten; friends are divided; but there are also moments of love and charity. Throughout, whether depicting saintly forbearance or the basest selfishness, Storm in June neither sweetens nor demonizes its characters; unsentimentally, with stunning perceptiveness, Némirovsky shows the complexities that mean no-one is simply a hero or villain. The second volume, Dolce, is set in the German-occupied village of Bussy. Again, Némirovsky switches seamlessly between social strata, from tenant farmers to the local aristocracy. The focus, however, is on the delicate, secret love affair between a German soldier and the French woman in whose house he has been billeted; the passion, doubts and deceits of their burgeoning relationship echo the complex mixture of hostility and acceptance felt by the occupied community as a whole. Némirovsky is amazingly sensitive in her depiction of changing, often contradictory emotions, but her attention to the personal is matched by her sharp-eyed discussion of small-town life and the politics of occupation. In this myth-dissolving book, the French villagers see the Germans as oppressive warriors, but also as handsome young men, and occupation does nothing to remedy the condescension and envy that bedevil relations between rich and poor. Quite apart from the astonishing story of its survival, Suite Française is a novel of genius and lasting artistic value. Subtle, often fiercely ironic, and deeply compassionate, it is both a piercing record of its time and a humane, profoundly moving novel.
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  • 3

    A mente più fredda devo dire che mi ha lasciato perplessa l'acredine, l'asprezza con cui vengono descritte le varie classi sociali francesi, borghesia, piccola nobiltà, contadini... non si salva nessu ...continue

    A mente più fredda devo dire che mi ha lasciato perplessa l'acredine, l'asprezza con cui vengono descritte le varie classi sociali francesi, borghesia, piccola nobiltà, contadini... non si salva nessuno, nessuno ne esce bene. quasi quasi sono più apprezzati gli occupatori che gli occupati. ne aveva tutte le ragioni Irene

    said on 

  • 4

    Ammirevole come sia riuscita questa scrittrice in questi due racconti a non far mai far trasparire un minimo di odio o sdegno nei confronti di coloro che la stavano perseguitando, anzi li ha descritt ...continue

    Ammirevole come sia riuscita questa scrittrice in questi due racconti a non far mai far trasparire un minimo di odio o sdegno nei confronti di coloro che la stavano perseguitando, anzi li ha descritti sempre molto educati e gentili...Incredibile forse nemmeno lei immaginava cosa succedeva ad Auschwitz, luogo in cui sarebbe stata deportata proprio mentre scriveva il libro.

    said on 

  • 4

    Le sole due parti rimaste di un progettato ciclo di cinque romanzi che la scrittrice ucraina non potè portare a termine, perchè deportata e uccisa in quanto ebrea.
    Un peccato, perchè quel che resta di ...continue

    Le sole due parti rimaste di un progettato ciclo di cinque romanzi che la scrittrice ucraina non potè portare a termine, perchè deportata e uccisa in quanto ebrea.
    Un peccato, perchè quel che resta dimostra davvero un grande talento: è una scrittura polifonica, che racconta l'esodo dei parigini alla vigilia dell'occupazione nazista, e quindi la vita di un piccolo paese francese invaso dai tedeschi.
    Tutto è tenuto insieme in maniera mirabile: psicologia, dialoghi, sfumature ambientali e naturali. Deliziose notazioni sugli animali, ad esempio.
    Uno sguardo lucido, perfino impietoso, avvolge personaggi e tragedie grandi e piccole, senza sconti di parte o schematismi.
    Una lettura di forte impatto, che consiglio.

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  • 4

    Nonostante non ami particolarmente i romanzi corali, con molti personaggi, questo l'ho letto volentieri.
    A parte il valore dell'opera, credo sia una prova di quanto ai tempi fosse sottovalutato il per ...continue

    Nonostante non ami particolarmente i romanzi corali, con molti personaggi, questo l'ho letto volentieri.
    A parte il valore dell'opera, credo sia una prova di quanto ai tempi fosse sottovalutato il pericolo della guerra da molti cittadini e dell'antisemitismo dagli stessi ebrei, come la scrittrice.

    said on 

  • 3

    Devo ammettere di aver trovato difficoltà a terminarlo, pur trattandosi di un libro piuttosto breve. Non mi sono affatto pentita di averlo concluso. La seconda parte è molto più scorrevole e comprensi ...continue

    Devo ammettere di aver trovato difficoltà a terminarlo, pur trattandosi di un libro piuttosto breve. Non mi sono affatto pentita di averlo concluso. La seconda parte è molto più scorrevole e comprensibile rispetto alla prima, quindi, non demordere, cercate di di arrivare fino alla fine perché ne vale la pena. Ha un linguaggio particolare ed é un libro d'altri tempi. Fa sicuramente bene leggerlo.

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  • 4

    Non si parla male di chi è morto; e per estensione, non si parla male dei libri scritti da chi è morto. Se capita di farlo ci si sente piccoli, meschini, in colpa. Anche quando sono critiche circostan ...continue

    Non si parla male di chi è morto; e per estensione, non si parla male dei libri scritti da chi è morto. Se capita di farlo ci si sente piccoli, meschini, in colpa. Anche quando sono critiche circostanziate: non sta bene, semplicemente.
    Questo in generale. Il caso di Suite Francese è ancora più complicato, perché il libro ha una storia che sembra essere tratta dalla mente di uno scrittore, e non vera. Conoscete tutti le vicissitudini che hanno lasciato per decenni questi due romanzi nell'oscurità, la drammatica morte dell'autrice; non c'è bisogno di ripeterle. È quindi con disagio che ammetto che Suite Francese mi è piaciuto, e molto, ma...ecco, pensavo mi sarebbe piaciuto molto di più.
    Innanzitutto in alcuni frangenti è evidente il fatto che l'opera fosse ancora in lavorazione. Si sente, a volte, una certa stanchezza: passaggi e scene che girano a vuoto, e altri che forse non sono state trattati con l'importanza che meritavano (il ritorno a casa dei nostri protagonisti liquidato in poche righe).
    Ma sopratutto, due appunti assolutamente soggettivi. Il primo è che, in tutta onestà, non sentivo il bisogno di alcuni personaggi: ad esempio, Madeleine e Jean-Marie (e dire che quest'ultimo in futuro avrebbe dovuto ricoprire un ruolo centrale). Oppure Langelet, che appare per pochissimi capitoli, ed è pressoché avulso dagli eventi. E, a proposito: ho sempre detestato come Irène Némirovsky entrasse a gamba tesa nella narrazione per esprimere giudizi netti sulla moralità dei personaggi di cui scrive (in questo caso sull'avidità di Langelet). Non mi fraintendete: amo la sua scrittura, una vera e propria fonte di ispirazione per me. Amo la sua cura maniacale per i particolari, tenui spunti capaci di illuminare la psicologia di un personaggio. Potrei citare tantissimi passaggi di questo libro che mi hanno colpito - passando anche per stupida, probabilmente, visto che spesso sono finezze, non essenziali per l'economia della storia. Ma i giudizi gratuiti sui personaggi no, tutto ma non quello. Questo sì, che non sta bene! Noi lettori dobbiamo avere la libertà di decidere da noi se Tizio si è comportato bene o meno. A maggior ragione se l'invadenza dell'autore trasforma un possibile capolavoro in un "comune" bel romanzo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    "Ci saranno giorni migliori, e dobbiamo vivere per vederli, prima di tutto dobbiamo vivere...resistere..."

    "

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  • 4

    (Irene Nemirovsky nasce nel 1903 a Kiev, in una famiglia dell'alta borghesia ebraica. Emigra a Parigi nel 1919, frequenta la Sorbona e si appassiona alla lettura di Huysmans, Wilde e Proust. Dopo l'in ...continue

    (Irene Nemirovsky nasce nel 1903 a Kiev, in una famiglia dell'alta borghesia ebraica. Emigra a Parigi nel 1919, frequenta la Sorbona e si appassiona alla lettura di Huysmans, Wilde e Proust. Dopo l'invasione tedesca della Francia viene arrestata e deportata ad Auschwitz, dove muore nell'agosto del 1942 in poco più di un mese di prigionia.)
    intenso e pieno di personaggi, una scrittura magistrale, incredibile che la Nemirovsky abbia scritto fino a pochi giorni prima del suo arresto e ancora più incredibile che riesca a parlare in modo così.."umano" dei soldati tedeschi, fosse anche solo nella finzione letteraria, un gran romanzo, un affresco colto e preciso di un periodo storico travagliato

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  • 5

    Bellissimo

    E' un libro che consiglio caldamente a chiunque interessi capire meglio come fosse la vita dei civili durante la Seconda Guerra Mondiale e ovviamente, nello specifico per quanto riguarda il libro, dur ...continue

    E' un libro che consiglio caldamente a chiunque interessi capire meglio come fosse la vita dei civili durante la Seconda Guerra Mondiale e ovviamente, nello specifico per quanto riguarda il libro, durante l'occupazione della Francia. Irène (la scrittrice) aveva studiato alla Sorbona, e la sua passione per la letteratura, ma soprattutto la sua grande abilità nello scrivere, si notano molto fra le righe del suo libro, purtroppo incompiuto. Questo ci lascia capire quanto una guerra possa privare il mondo di vita, ma anche di grandi e belle teste pensanti. Storia bellissima e importante testimonianza della mentalità di allora, ma anche di ciò che un po' ovunque le persone vivevano. Mi è piaciuto molto pensare che leggendo questo libro, in un certo modo, ho permesso ad Irène di vivere ancora e vincere per la milionesima volta. E ovviamente questo lo potranno/potrete fare ancora in molti.

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  • 5

    Anche più di 5 stelle

    E' difficile parlare della grandezza di questo libro. L'amara ironia, la profonda comprensione dell'essere umano e della sua natura, la descrizione dei sentimenti così complessi e mai banali...si colg ...continue

    E' difficile parlare della grandezza di questo libro. L'amara ironia, la profonda comprensione dell'essere umano e della sua natura, la descrizione dei sentimenti così complessi e mai banali...si colgono in ogni pagina, in ogni parola. Posso quindi solo consigliare di leggerlo, pur avvertendo che alla fine si sentirà forte la sensazione di un opera non conclusa e la conseguente tristezza per la sorte della scrittrice.

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