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Suite Francaise

By Irène Némirovsky

(9)

| Paperback | 9780676977714

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Book Description

By the early l940s, when Ukrainian-born Irène Némirovsky began working on what would become Suite Française—the first two parts of a planned five-part novel—she was already a highly successful writer living in Paris. But she was al Continue

By the early l940s, when Ukrainian-born Irène Némirovsky began working on what would become Suite Française—the first two parts of a planned five-part novel—she was already a highly successful writer living in Paris. But she was also a Jew, and in 1942 she was arrested and deported to Auschwitz: a month later she was dead at the age of thirty-nine. Two years earlier, living in a small village in central France—where she, her husband, and their two small daughters had fled in a vain attempt to elude the Nazisshe’d begun her novel, a luminous portrayal of a human drama in which she herself would become a victim. When she was arrested, she had completed two parts of the epic, the handwritten manuscripts of which were hidden in a suitcase that her daughters would take with them into hiding and eventually into freedom. Sixty-four years later, at long last, we can read Némirovsky’s literary masterpiece

The first part, “A Storm in June,” opens in the chaos of the massive 1940 exodus from Paris on the eve of the Nazi invasion during which several families and individuals are thrown together under circumstances beyond their control. They share nothing but the harsh demands of survival—some trying to maintain lives of privilege, others struggling simply to preserve their lives—but soon, all together, they will be forced to face the awful exigencies of physical and emotional displacement, and the annihilation of the world they know. In the second part, “Dolce,” we enter the increasingly complex life of a German-occupied provincial village. Coexisting uneasily with the soldiers billeted among them, the villagers—from aristocrats to shopkeepers to peasants—cope as best they can. Some choose resistance, others collaboration, and as their community is transformed by these acts, the lives of these these men and women reveal nothing less than the very essence of humanity.

Suite Française is a singularly piercing evocation—at once subtle and severe, deeply compassionate and fiercely ironic—of life and death in occupied France, and a brilliant, profoundly moving work of art.


From the Hardcover edition.

634 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "All'interno trovò tre soldati francesi addormentati . Li riconobbe: erano del manipolo che aveva difeso il ponte di Moulins. Adesso russavano sdraiati sulle panche e avevano volti spauriti e sporchi rovesciati all'indietro come quelli dei morti. Li ...(continue)

    "All'interno trovò tre soldati francesi addormentati . Li riconobbe: erano del manipolo che aveva difeso il ponte di Moulins. Adesso russavano sdraiati sulle panche e avevano volti spauriti e sporchi rovesciati all'indietro come quelli dei morti. Li vegliava una donna che lavorava a maglia mentre il gomitolo di lana rotolava sul pavimento inseguito dal gatto. Era uno spettacolo così familiare e ad un tempo così strano dopo tutto quello che aveva visto negli ultimi otto giorni che Hubert cadde a sedere, sfinito. Sul tavolo vide gli elmetti dei soldati, che erano stati ricoperti di foglie per attutirne il riflesso al chiaro di luna"

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    Capodepedra said on Sep 15, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    La forza del punto di vista.

    “Gli eventi gravi, fasti o nefasti che siano, non cambiano la natura di un uomo ma permettono di definirla meglio, così come un colpo di vento, spazzando all’improvviso le foglie morte, rivela la forma di un albero; mettono in luce quello che era rim ...(continue)

    “Gli eventi gravi, fasti o nefasti che siano, non cambiano la natura di un uomo ma permettono di definirla meglio, così come un colpo di vento, spazzando all’improvviso le foglie morte, rivela la forma di un albero; mettono in luce quello che era rimasto in ombra; danno allo spirito l’inclinazione che da lì in avanti lo caratterizzerà”.

    Attraverso la contrapposizione dei punti di vista – dei ricchi e dei poveri, dei giovani e dei vecchi, degli uomini e delle donne, dei civili e dei militari, degli occupanti e degli occupati - la Némirovsky racconta non semplicemente la guerra e l’occupazione (come sarebbe accaduto se il punto di vista fosse stato eslcusivamente quello di un militare), ma la vita durante e attraverso la guerra e l’occupazione; la vita che va avanti nonostante tutto.
    E va detto che la racconta in un modo sublime, che non chiede commiserazione o pietismo, eppure trasmette tutto l’orrore di una realtà cui, in fin dei conti, nessuno è preparato.

    Dispiace che il romanzo sia rimasto incompiuto e, ancor di più, addolora il motivo.

    (In sottofondo:
    Generale, dietro la collina
    ci sta la notte crucca e assassina,
    e in mezzo al prato c'è una contadina,
    curva sul tramonto sembra una bambina,
    di cinquant'anni e di cinque figli,
    venuti al mondo come conigli,
    partiti al mondo come soldati
    e non ancora tornati.

    Generale, dietro la stazione
    lo vedi il treno che portava al sole,
    non fa più fermate neanche per pisciare,
    si va dritti a casa senza più pensare,
    che la guerra è bella anche se fa male,
    che torneremo ancora a cantare
    e a farci fare l'amore, l'amore delle infermiere.

    Generale, la guerra è finita,
    il nemico è scappato, è vinto, è battuto,
    dietro la collina non c'è più nessuno,
    solo aghi di pino e silenzio e funghi
    buoni da mangiare, buoni da seccare,
    da farci il sugo quando è Natale,
    quando i bambini piangono
    e a dormire non ci vogliono andare.

    Generale, queste cinque stelle,
    queste cinque lacrime sulla mia pelle
    che senso hanno dentro al rumore di questo treno,
    che è mezzo vuoto e mezzo pieno
    e va veloce verso il ritorno,
    tra due minuti è quasi giorno,
    è quasi casa, è quasi amore.)

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    Marvivio said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Peccato davvero che sia un’opera incompiuta: viene da chiedersi come sarebbero state le tre parti concepite ma mai scritte e cosa sarebbe accaduto ai tanti personaggi evocati nelle prime due parti.
    Per fortuna questo manoscritto incompiuto ha una den ...(continue)

    Peccato davvero che sia un’opera incompiuta: viene da chiedersi come sarebbero state le tre parti concepite ma mai scritte e cosa sarebbe accaduto ai tanti personaggi evocati nelle prime due parti.
    Per fortuna questo manoscritto incompiuto ha una densità narrativa tale da far quasi dimenticare che rappresenta solo i due quinti di un’opera che non potrà più essere completata. Soprattutto la seconda parte, incentrata su pochi personaggi a differenza della prima, potrebbe quasi essere una novella a se stante che racconta l’assurdo della guerra dal punto di vista dei francesi sconfitti e dei tedeschi occupanti. Difficilmente si riesce a conseguire un equilibrio letterario così perfetto, un amalgama tanto riuscito tra forma e contenuto: la prosa è poetica ma non pesante, le introspezioni psicologiche mai troppo prolisse ma neppure superficiali, ogni singola descrizione si incastra perfettamente nel mosaico della storia. Un’opera eccellente, con la sola "pecca" (non certo colpa dell'autrice) di essere incompleta.

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    Ariano Geta said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il dolore pervade ogni pagina del libro e anche una critica feroce verso la borghesia egoista e fredda dell'epoca.poche le figure positive ma molto ben definite soprattutto nei contadini.
    Da evidenziare lo stile asciutto ,fluido e alle volte poetico ...(continue)

    Il dolore pervade ogni pagina del libro e anche una critica feroce verso la borghesia egoista e fredda dell'epoca.poche le figure positive ma molto ben definite soprattutto nei contadini.
    Da evidenziare lo stile asciutto ,fluido e alle volte poetico della scrittrice.
    Un piccolo capolavoro incompiuto che ci lascia con l'amaro in bocca e con il desiderio di cominciare un altro suo romanzo

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    Piffipoffi said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    QUANTO ........

    Inizio col dire che se avessi letto per prima l'Appendice, avrei capito molto meglio il romanzo. La biografia dell'autrice è tragica non solo per la fine ad Auschwitz, ma soprattutto per l'essere insulso che l'ha partorita, che donna stupida e inutil ...(continue)

    Inizio col dire che se avessi letto per prima l'Appendice, avrei capito molto meglio il romanzo. La biografia dell'autrice è tragica non solo per la fine ad Auschwitz, ma soprattutto per l'essere insulso che l'ha partorita, che donna stupida e inutile!
    Bellissima storia, ricca di particolarità. Due mi hanno colpito in modo specifico.
    Le descrizioni, siano esse dei parigini, dell'esodo, dei paesaggi, mi ricordano tanto la Deledda e il suo lirismo.
    La bellissima storia d'amore tra occupato e occupante,storia che finisce come sempre a causa di un terzo incomodo, un terzo non convenzionale però.
    Il finale poi ... poetico, grande nella sua essenzialità!
    Quanto avrebbe potuto darci ancora la Némirovsky!

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    Penelope48 said on Aug 16, 2014 | 2 feedbacks

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