Suite Francaise

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Editeur: Gallimard-Jeunesse

4.2
(3905)

Language: Français | Number of pages: 434 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Italian , German , Catalan , Chi traditional , Chi simplified , Portuguese , Basque

Isbn-10: 2207256456 | Isbn-13: 9782207256459 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Mass Market Paperback , Others , Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 3

    A mente più fredda devo dire che mi ha lasciato perplessa l'acredine, l'asprezza con cui vengono descritte le varie classi sociali francesi, borghesia, piccola nobiltà, contadini... non si salva nessu ...continuer

    A mente più fredda devo dire che mi ha lasciato perplessa l'acredine, l'asprezza con cui vengono descritte le varie classi sociali francesi, borghesia, piccola nobiltà, contadini... non si salva nessuno, nessuno ne esce bene. quasi quasi sono più apprezzati gli occupatori che gli occupati. ne aveva tutte le ragioni Irene

    dit le 

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    Ammirevole come sia riuscita questa scrittrice in questi due racconti a non far mai far trasparire un minimo di odio o sdegno nei confronti di coloro che la stavano perseguitando, anzi li ha descritt ...continuer

    Ammirevole come sia riuscita questa scrittrice in questi due racconti a non far mai far trasparire un minimo di odio o sdegno nei confronti di coloro che la stavano perseguitando, anzi li ha descritti sempre molto educati e gentili...Incredibile forse nemmeno lei immaginava cosa succedeva ad Auschwitz, luogo in cui sarebbe stata deportata proprio mentre scriveva il libro.

    dit le 

  • 4

    Le sole due parti rimaste di un progettato ciclo di cinque romanzi che la scrittrice ucraina non potè portare a termine, perchè deportata e uccisa in quanto ebrea.
    Un peccato, perchè quel che resta di ...continuer

    Le sole due parti rimaste di un progettato ciclo di cinque romanzi che la scrittrice ucraina non potè portare a termine, perchè deportata e uccisa in quanto ebrea.
    Un peccato, perchè quel che resta dimostra davvero un grande talento: è una scrittura polifonica, che racconta l'esodo dei parigini alla vigilia dell'occupazione nazista, e quindi la vita di un piccolo paese francese invaso dai tedeschi.
    Tutto è tenuto insieme in maniera mirabile: psicologia, dialoghi, sfumature ambientali e naturali. Deliziose notazioni sugli animali, ad esempio.
    Uno sguardo lucido, perfino impietoso, avvolge personaggi e tragedie grandi e piccole, senza sconti di parte o schematismi.
    Una lettura di forte impatto, che consiglio.

    dit le 

  • 4

    Nonostante non ami particolarmente i romanzi corali, con molti personaggi, questo l'ho letto volentieri.
    A parte il valore dell'opera, credo sia una prova di quanto ai tempi fosse sottovalutato il per ...continuer

    Nonostante non ami particolarmente i romanzi corali, con molti personaggi, questo l'ho letto volentieri.
    A parte il valore dell'opera, credo sia una prova di quanto ai tempi fosse sottovalutato il pericolo della guerra da molti cittadini e dell'antisemitismo dagli stessi ebrei, come la scrittrice.

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  • 3

    Devo ammettere di aver trovato difficoltà a terminarlo, pur trattandosi di un libro piuttosto breve. Non mi sono affatto pentita di averlo concluso. La seconda parte è molto più scorrevole e comprensi ...continuer

    Devo ammettere di aver trovato difficoltà a terminarlo, pur trattandosi di un libro piuttosto breve. Non mi sono affatto pentita di averlo concluso. La seconda parte è molto più scorrevole e comprensibile rispetto alla prima, quindi, non demordere, cercate di di arrivare fino alla fine perché ne vale la pena. Ha un linguaggio particolare ed é un libro d'altri tempi. Fa sicuramente bene leggerlo.

    dit le 

  • 4

    Non si parla male di chi è morto; e per estensione, non si parla male dei libri scritti da chi è morto. Se capita di farlo ci si sente piccoli, meschini, in colpa. Anche quando sono critiche circostan ...continuer

    Non si parla male di chi è morto; e per estensione, non si parla male dei libri scritti da chi è morto. Se capita di farlo ci si sente piccoli, meschini, in colpa. Anche quando sono critiche circostanziate: non sta bene, semplicemente.
    Questo in generale. Il caso di Suite Francese è ancora più complicato, perché il libro ha una storia che sembra essere tratta dalla mente di uno scrittore, e non vera. Conoscete tutti le vicissitudini che hanno lasciato per decenni questi due romanzi nell'oscurità, la drammatica morte dell'autrice; non c'è bisogno di ripeterle. È quindi con disagio che ammetto che Suite Francese mi è piaciuto, e molto, ma...ecco, pensavo mi sarebbe piaciuto molto di più.
    Innanzitutto in alcuni frangenti è evidente il fatto che l'opera fosse ancora in lavorazione. Si sente, a volte, una certa stanchezza: passaggi e scene che girano a vuoto, e altri che forse non sono state trattati con l'importanza che meritavano (il ritorno a casa dei nostri protagonisti liquidato in poche righe).
    Ma sopratutto, due appunti assolutamente soggettivi. Il primo è che, in tutta onestà, non sentivo il bisogno di alcuni personaggi: ad esempio, Madeleine e Jean-Marie (e dire che quest'ultimo in futuro avrebbe dovuto ricoprire un ruolo centrale). Oppure Langelet, che appare per pochissimi capitoli, ed è pressoché avulso dagli eventi. E, a proposito: ho sempre detestato come Irène Némirovsky entrasse a gamba tesa nella narrazione per esprimere giudizi netti sulla moralità dei personaggi di cui scrive (in questo caso sull'avidità di Langelet). Non mi fraintendete: amo la sua scrittura, una vera e propria fonte di ispirazione per me. Amo la sua cura maniacale per i particolari, tenui spunti capaci di illuminare la psicologia di un personaggio. Potrei citare tantissimi passaggi di questo libro che mi hanno colpito - passando anche per stupida, probabilmente, visto che spesso sono finezze, non essenziali per l'economia della storia. Ma i giudizi gratuiti sui personaggi no, tutto ma non quello. Questo sì, che non sta bene! Noi lettori dobbiamo avere la libertà di decidere da noi se Tizio si è comportato bene o meno. A maggior ragione se l'invadenza dell'autore trasforma un possibile capolavoro in un "comune" bel romanzo.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    "Ci saranno giorni migliori, e dobbiamo vivere per vederli, prima di tutto dobbiamo vivere...resistere..."

    "

    dit le 

  • 4

    (Irene Nemirovsky nasce nel 1903 a Kiev, in una famiglia dell'alta borghesia ebraica. Emigra a Parigi nel 1919, frequenta la Sorbona e si appassiona alla lettura di Huysmans, Wilde e Proust. Dopo l'in ...continuer

    (Irene Nemirovsky nasce nel 1903 a Kiev, in una famiglia dell'alta borghesia ebraica. Emigra a Parigi nel 1919, frequenta la Sorbona e si appassiona alla lettura di Huysmans, Wilde e Proust. Dopo l'invasione tedesca della Francia viene arrestata e deportata ad Auschwitz, dove muore nell'agosto del 1942 in poco più di un mese di prigionia.)
    intenso e pieno di personaggi, una scrittura magistrale, incredibile che la Nemirovsky abbia scritto fino a pochi giorni prima del suo arresto e ancora più incredibile che riesca a parlare in modo così.."umano" dei soldati tedeschi, fosse anche solo nella finzione letteraria, un gran romanzo, un affresco colto e preciso di un periodo storico travagliato

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  • 5

    Bellissimo

    E' un libro che consiglio caldamente a chiunque interessi capire meglio come fosse la vita dei civili durante la Seconda Guerra Mondiale e ovviamente, nello specifico per quanto riguarda il libro, dur ...continuer

    E' un libro che consiglio caldamente a chiunque interessi capire meglio come fosse la vita dei civili durante la Seconda Guerra Mondiale e ovviamente, nello specifico per quanto riguarda il libro, durante l'occupazione della Francia. Irène (la scrittrice) aveva studiato alla Sorbona, e la sua passione per la letteratura, ma soprattutto la sua grande abilità nello scrivere, si notano molto fra le righe del suo libro, purtroppo incompiuto. Questo ci lascia capire quanto una guerra possa privare il mondo di vita, ma anche di grandi e belle teste pensanti. Storia bellissima e importante testimonianza della mentalità di allora, ma anche di ciò che un po' ovunque le persone vivevano. Mi è piaciuto molto pensare che leggendo questo libro, in un certo modo, ho permesso ad Irène di vivere ancora e vincere per la milionesima volta. E ovviamente questo lo potranno/potrete fare ancora in molti.

    dit le 

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