Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Suite française

By

Publisher: Vintage

4.3
(3355)

Language:English | Number of Pages: 416 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Italian , German , Catalan , Chi traditional , Chi simplified , Portuguese , Basque

Isbn-10: 0099488787 | Isbn-13: 9780099488781 | Publish date: 

Translator: Sandra Smith

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , Softcover and Stapled , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

Do you like Suite française ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 5

    E'il mio primo libro della Némirovsky e mi è piaciuto tantissimo! Delicato e coinvolgente. Purtoppo è un'opera incompleta, quindi non sapremmo mai come si sarebbero evolute e incrociate la prima e la ...continue

    E'il mio primo libro della Némirovsky e mi è piaciuto tantissimo! Delicato e coinvolgente. Purtoppo è un'opera incompleta, quindi non sapremmo mai come si sarebbero evolute e incrociate la prima e la seconda parte nel restante corpo del romanzo. Che grande perdita!

    said on 

  • 4

    Un ottimo libro.

    Entrambe le due parti mi hanno colpita per la verità che entrambe incarnavano; poteva succedere che un ragazzo sciocco scappasse per partecipare a una guerra già persa, come così una ...continue

    Un ottimo libro.

    Entrambe le due parti mi hanno colpita per la verità che entrambe incarnavano; poteva succedere che un ragazzo sciocco scappasse per partecipare a una guerra già persa, come così una donna sposata che non amava il marito poteva innamorarsi di un ufficiale tedesco garbato e cortese. Di tutti i personaggi di questo libro il più odioso e opportunista è senz'altro il Signor Charlie, un uomo veramente odioso a cui di fatti viene attribuita non una felice fine. Un libro che mostra verità su verità, purtroppo incompleto, e forse se l'autrice l'avesse potuto terminare sarebbe ancora più bello di com'è tutt'oggi.

    Molto consigliato!

    said on 

  • 4

    Suite francese è un’opera epocale, il cui scopo doveva essere quello di mostrare la Francia, e soprattutto i francesi, in uno dei suoi periodi più bui. Gli eventi straordinari e terribili che subissar ...continue

    Suite francese è un’opera epocale, il cui scopo doveva essere quello di mostrare la Francia, e soprattutto i francesi, in uno dei suoi periodi più bui. Gli eventi straordinari e terribili che subissarono la Francia negli anni della seconda guerra mondiale, svolgono per lo più il ruolo di messa in moto di tutti quei meccanismi sociali in cui la paura, l’ipocrisia, la viltà e l’egoismo regnano sovrani; i princìpi morali dell’umanità lasciano il posto a quelli del regno animale, della legge del più forte, tramutando un intero popolo in una moltitudine di bestie braccate e confuse.
    Ed è proprio così che vengono descritti i parigini in fuga dalla Ville Lumière, durante l’esodo di massa che caratterizza la prima parte del romanzo.
    Suite francese è un romanzo che lascia l’amaro in bocca, non solo per il finale inconcluso, ma per quella persistente sensazione di malinconia che l’autrice riesce a instillare con le sue parole delicate e cocenti allo stesso tempo. Lo stile elegante e armonioso che caratterizza questa scrittrice, non impedisce la costante presenza di una critica violenta ed aspra.

    Recensione completa qui:
    https://ildilemmadelporcospino.wordpress.com/2015/04/27/lunedi-narrativa-suite-francese/

    said on 

  • 2

    Non mi è piaciuto. L'ho trovato un pò dispersivo, forse perchè incompiuto. Ho apprezzato molti scritti della Nemirowski ma questo, pur riconoscendo la sua capacità narrativa, non mi ha coinvolto comeg ...continue

    Non mi è piaciuto. L'ho trovato un pò dispersivo, forse perchè incompiuto. Ho apprezzato molti scritti della Nemirowski ma questo, pur riconoscendo la sua capacità narrativa, non mi ha coinvolto comegli altri. Nella prima parte troppi personaggi non consentono di seguire le storie con regolarità narrativa. La seconda parte invece mi è sembrata un pò povera e scontata. Mezza stella in più la dò alla tecnica della scrittrice, sempre pulita e lineare

    said on 

  • 4

    «E Lucile pensava: «Individuo o collettività?»...I nostri due milioni di morti, durante l’altra guerra, sono stati sacrificati anche loro allo “spirito dell’alveare”! Loro sono morti…e venticinque ann ...continue

    «E Lucile pensava: «Individuo o collettività?»...I nostri due milioni di morti, durante l’altra guerra, sono stati sacrificati anche loro allo “spirito dell’alveare”! Loro sono morti…e venticinque anni dopo…Che inganno! Che illusione! Ci sono leggi che regolano il destino degli alveari e dei popoli, ecco tutto! L’anima stessa del popolo è governata da leggi che ci sfuggono, o da misteriosi capricci. Povero mondo, così bello e così assurdo…Ma quel che è certo è che fra cinque, dieci o vent’anni questo problema, che secondo lui è il problema del nostro tempo, non esisterà più, sarà sostituito da altri…Mentre questa musica, questo rumore della pioggia sui vetri, questo lugubre scricchiolio del cedro nel giardino di fronte, questo momento così dolce, così strano in mezzo alla guerra, questo non muterà…È eterno…».

    Alla fine, ci dice Irene Nemirovsky pochi mesi prima della sua morte ad Auschwitz, tutte le guerre e i condottieri della storia valgono meno di una goccia di pioggia, di una musica dolce, di un momento di autentica intimità fra due esseri umani. Così oppressa lei stessa dal fiume della storia da esserne da lì a poco travolta, l’autrice combatte per riaffermare il valore dell’individuo contro il destino dei popoli, la forza dei sentimenti contro i dogmi della politica.

    “Dolce”, da cui ho preso il brano riportato sopra, è la seconda parte dell’incompiuta “Suite francese” e sembra un ritaglio di quiete dentro all’orrore dell’occupazione nazista in Francia. Quell’occhio del ciclone dentro al quale si può vivere un momento di perfetta calma, mentre tutto intorno viene spazzato via. Quel momento è ciò che vivono Lucile e Bruno, “il tedesco”, che riescono ancora per un po’ a guardarsi negli occhi come due esseri umani, prima di diventare semplicemente due nemici.

    Eppure, ben sapendo come sono andate le cose e come continuano ad andare, resta la speranza che quei momenti, quieti e autentici, siano davvero eterni, sostanziali, mentre tutto il resto è destinato a scorrere e, infine, a scomparire tra le pieghe del tempo.

    said on 

  • 4

    La guerra e l’occupazione nazista della Francia osservate dal punto di vista delle persone comuni che strenuamente difendono la loro vita e la loro dignità. Un romanzo in due parti, collegate tra loro ...continue

    La guerra e l’occupazione nazista della Francia osservate dal punto di vista delle persone comuni che strenuamente difendono la loro vita e la loro dignità. Un romanzo in due parti, collegate tra loro da sottili connessioni, in cui, alla tragedia collettiva del conflitto fa da contrappunto la descrizione di una natura radiosa, lussureggiante, che infonde speranza per il futuro. Mentre nei romanzi precedenti della Nemirovky la tristezza e lo scoramento pervadono le pagine, in “Suite francese” si respira speranza e fiducia nel genere umano che, nonostante l’abbruttimento provocato dalla guerra, riesce a trovare in sé generosità, amore e rispetto. Splendide le descrizioni! Da sole valgono la lettura del libro.

    said on 

  • 3

    Tre stelle stiracchiate, perché due e mezza non ci sono.

    Dopo avere letto "Due", avevo rinunciato ad approfondire la lettura di Irène Némirovsky. Penso che adesso, dopo avere dato la seconda chance ad un'autrice che non mi ispirava, mi dedicherò a molto alt ...continue

    Dopo avere letto "Due", avevo rinunciato ad approfondire la lettura di Irène Némirovsky. Penso che adesso, dopo avere dato la seconda chance ad un'autrice che non mi ispirava, mi dedicherò a molto altro, prima di cadere in tentazione per la terza volta.
    Che "Suite Francese" fosse un libro incompiuto l'ho saputo solo a lettura iniziata. Questo perché, come sempre, non desidero avere anticipazioni di nessun tipo sulle letture che faccio.
    E' comprensibile che il libro risulti mutilato e con un finale inconcludente, ma sarebbe cosa di secondaria importanza, se le 345 pagine che ho letto fossero state la magnifica opera che tanti descrivono.
    Il libro si divide in due parti. La prima descrive l'esodo dei parigini alla vigilia dell'occupazione tedesca ed è la parte che mi è piaciuta di più: le famiglie, le coppie, i singoli, di ogni provenienza sociale, ridotti a profughi nella loro stessa terra e rifiutati, non assistiti, dai propri connazionali delle campagne. Si intrecciano vite e si scoprono le miserie dell'animo umano, ma anche la nobiltà dei sentimenti di alcuni e l'amore per la propria Patria. L'immedesimazione del lettore è grande e la prosa leggermente zuccherosa della Némirovsky risulta in parte giustificata.
    Il secondo capitolo è quello più romanzato e l'ho trovato stucchevole. La non consumata storia d'amore tra Lucile, ricca e bella possidente di provincia e il tenente tedesco che prende domicilio nella casa della donna, ha la consistenza di un romanzo dai toni troppo rosa, e la scrittura perde mordente e gravità in un contesto tutt'altro che frivolo, ma che risulta edulcorato ai massimi livelli. Non posso sapere come si sarebbe sviluppato il romanzo, se la scrittrice avesse potuto terminarlo con i tre capitoli rimasti da completare. Probabilmente ci sarebbe stato un intreccio che avrebbe creato un ricongiungimento di tanti fili abbandonati e di tante vite sospese.
    Molto più interessante del romanzo è il carteggio riportato nell'appendice, così come la nota biografica dell'autrice nella postfazione di Myriam Anissimov. Peccato.

    said on 

  • 4

    Nella sua incompiutezza di prima stesura bruscamente interrotta dalla deportazione nei campi di concentramento, Suite Francese dimostra l'innata maestria narrativa di Irene Nemirovsky.

    Personalmente ...continue

    Nella sua incompiutezza di prima stesura bruscamente interrotta dalla deportazione nei campi di concentramento, Suite Francese dimostra l'innata maestria narrativa di Irene Nemirovsky.

    Personalmente ho preferito il grande racconto corale dell'esodo irrazionale da Parigi dei francesi in fuga dagli occupanti nazisti (col suo continuo cambio di punto di vista e le medesime meschinità umane) di Tempesta di Giugno alle atmosfere intime e velatamente romantiche di Dolce, che rimane comunque mirabile nel suo essere poco più di una bozza.

    Una stelletta in più la merita la ricca appendice che raccoglie le considerazioni dell'autrice sulle varie stesure, restituendoci la sua personalità di scrittrice, e la fitta corrispondenza tra il marito, l'editore e i suoi amici, che rievocano il primo, agghiacciante impatto con lo sterminio nazista, con familiari arrestati e svaniti nel nulla, di cui è impossibile avere notizie.

    said on 

  • 5

    Non riesco a venire a patti col fatto che questo libro non avrà mai la sua conclusione. Ecco l'inconveniente di leggere libri non conclusi, ma l'uscita del film mi ha spinto a farlo. Film che alla fin ...continue

    Non riesco a venire a patti col fatto che questo libro non avrà mai la sua conclusione. Ecco l'inconveniente di leggere libri non conclusi, ma l'uscita del film mi ha spinto a farlo. Film che alla fine non ho nemmeno visto.
    La prima delle cinque parti in cui è suddiviso questo libro, che la Némirovsky non è mai riuscita a concludere perché deportata ad Auschwitz, descrive la fuga dei parigini in seguito all'invasione tedesca durante il secondo conflitto mondiale. L'azione si focalizza su diverse famiglie costrette ad abbandonare Parigi e a rifugiarsi nelle campagne. È una lotta a chi si accaparra prima l'ultimo bidone di benzina, l'ultimo pezzo di pane o l'ultima camera libera disponibile. Lo stile dell'autrice è semplice e scorrevole, ed è implacabile nel raccontare il momento in cui l'essere umano è più vulnerabile, costretto ad abbandonare la propria casa, il momento in cui entra in vigore la legge del più forte e ognuno pensa per sé. L'occhio della Némirovsky è critico e implacabile, non fa sconti a nessuno. Pur essendo i francesi quelli costretti a fuggire, anch'essi riescono a mostrare il peggio di loro. In quest'affresco di vite che ci mostra, tra la moltitudine di personaggi che ci racconta, ci sono quelli che abbandonano ogni freno, che calpestano gli altri pur di salvarsi, ma ci sono anche quelli per cui vale la pena dire "l'umanità merita di salvarsi".

    La seconda e ultima parte del romanzo è quella invece dedicata alla conquista dei tedeschi, alla convivenza. Più nel dettaglio, è dedicata a Lucile e Bruno. Lei, moglie di un soldato francese prigioniero di guerra dei tedeschi; lui, ufficiale tedesco che andrà ad abitare a casa sua e della suocera.
    Questa seconda parte è quella che mi ha stupito di più. Mi stupisce che a scrivere dei soldati tedeschi non come invasori, ma prima di tutto come esseri umani, sia proprio una donna ebrea, che ha visto una nazione in ginocchio, che è stata costretta a fuggire e nascondersi e che ha subito l'orrore delle deportazione.
    Irène Némirovsky ci mostra per la prima volta i soldati tedeschi invasori come ragazzi, dotati anch'essi di sentimenti, di madri, di mogli e di fidanzate che pregano per loro. Padri di famiglia che forse non vedranno mai più i loro figli. O che proprio non li vedranno mai. Sono uomini agli ordini di qualcosa di più grande, costretti anche loro ad abbandonare le proprie famiglie perché la nazione lo pretende. La convivenza non è facile, loro sono sempre i soldati vincitori e i francesi sono gli sconfitti, quelli costretti a dividere le case con il nemico. Ma impareranno a convivere e a conoscersi, molti si dimenticheranno dei pregiudizi per quel ragazzo che potrebbe essere loro figlio. C'è chi si affeziona, c'è dispiacere nell'essere costretti a lasciare un posto dove alla fine hai vissuto dei momenti di tranquillità.

    In questo libro sembra quasi che le parti siano invertite, ma in verità l'autrice si è limitata a raccontare uno scorcio veritiero di quello che la circondava. Lasciando agli altri il compito di giudicare.
    Irène Némirovsky, a distanza di anni dalla sua morte, dimostra di essere molto più avanti rispetto a noi.
    Alla fine del libro ho provato un sensazione di incompletezza (anche se le 2 parti sono perfettamente concluse) e di ingiustizia per il fatto che la Némirovsky non è mai riuscita a portare a termine il lavoro che si era prefissata. Gli appunti ritrovati su quelle che dovevano essere le ultime tre parti del libro danno un'idea della totalità del lavoro. E capisco che avrei sofferto anche in quel caso.

    Portato a termine, questo libro sarebbe tra i miei preferiti di sempre. Ma io tra i preferiti lo inserisco lo stesso.

    said on 

Sorting by
Sorting by