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Suite francaise.

By Eva Moldenhauer,Irène Némirovsky

(3)

| Paperback | 9783442736447

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Book Description

635 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Non conoscevo questa autrice raffinata e l'ho apprezzata molto.
    I tuffi nel passato del secolo scorso, a quegli eventi che lo hanno segnato, aggiungono sempre un qualche cosa di nuovo alla nostra personale conoscenza della storia, arricchendoci di nu ...(continue)

    Non conoscevo questa autrice raffinata e l'ho apprezzata molto.
    I tuffi nel passato del secolo scorso, a quegli eventi che lo hanno segnato, aggiungono sempre un qualche cosa di nuovo alla nostra personale conoscenza della storia, arricchendoci di nuove riflessioni.
    Anche la ricostruzione finale epistolare della vita dell'autrice, e della sua fine come deportata, è molto interessante.
    Sicuramente consigliato.

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    Mirkodiaz said on Oct 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "All'interno trovò tre soldati francesi addormentati . Li riconobbe: erano del manipolo che aveva difeso il ponte di Moulins. Adesso russavano sdraiati sulle panche e avevano volti spauriti e sporchi rovesciati all'indietro come quelli dei morti. Li ...(continue)

    "All'interno trovò tre soldati francesi addormentati . Li riconobbe: erano del manipolo che aveva difeso il ponte di Moulins. Adesso russavano sdraiati sulle panche e avevano volti spauriti e sporchi rovesciati all'indietro come quelli dei morti. Li vegliava una donna che lavorava a maglia mentre il gomitolo di lana rotolava sul pavimento inseguito dal gatto. Era uno spettacolo così familiare e ad un tempo così strano dopo tutto quello che aveva visto negli ultimi otto giorni che Hubert cadde a sedere, sfinito. Sul tavolo vide gli elmetti dei soldati, che erano stati ricoperti di foglie per attutirne il riflesso al chiaro di luna"

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    Capodepedra said on Sep 15, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    La forza del punto di vista.

    “Gli eventi gravi, fasti o nefasti che siano, non cambiano la natura di un uomo ma permettono di definirla meglio, così come un colpo di vento, spazzando all’improvviso le foglie morte, rivela la forma di un albero; mettono in luce quello che era rim ...(continue)

    “Gli eventi gravi, fasti o nefasti che siano, non cambiano la natura di un uomo ma permettono di definirla meglio, così come un colpo di vento, spazzando all’improvviso le foglie morte, rivela la forma di un albero; mettono in luce quello che era rimasto in ombra; danno allo spirito l’inclinazione che da lì in avanti lo caratterizzerà”.

    Attraverso la contrapposizione dei punti di vista – dei ricchi e dei poveri, dei giovani e dei vecchi, degli uomini e delle donne, dei civili e dei militari, degli occupanti e degli occupati - la Némirovsky racconta non semplicemente la guerra e l’occupazione (come sarebbe accaduto se il punto di vista fosse stato eslcusivamente quello di un militare), ma la vita durante e attraverso la guerra e l’occupazione; la vita che va avanti nonostante tutto.
    E va detto che la racconta in un modo sublime, che non chiede commiserazione o pietismo, eppure trasmette tutto l’orrore di una realtà cui, in fin dei conti, nessuno è preparato.

    Dispiace che il romanzo sia rimasto incompiuto e, ancor di più, addolora il motivo.

    (In sottofondo:
    Generale, dietro la collina
    ci sta la notte crucca e assassina,
    e in mezzo al prato c'è una contadina,
    curva sul tramonto sembra una bambina,
    di cinquant'anni e di cinque figli,
    venuti al mondo come conigli,
    partiti al mondo come soldati
    e non ancora tornati.

    Generale, dietro la stazione
    lo vedi il treno che portava al sole,
    non fa più fermate neanche per pisciare,
    si va dritti a casa senza più pensare,
    che la guerra è bella anche se fa male,
    che torneremo ancora a cantare
    e a farci fare l'amore, l'amore delle infermiere.

    Generale, la guerra è finita,
    il nemico è scappato, è vinto, è battuto,
    dietro la collina non c'è più nessuno,
    solo aghi di pino e silenzio e funghi
    buoni da mangiare, buoni da seccare,
    da farci il sugo quando è Natale,
    quando i bambini piangono
    e a dormire non ci vogliono andare.

    Generale, queste cinque stelle,
    queste cinque lacrime sulla mia pelle
    che senso hanno dentro al rumore di questo treno,
    che è mezzo vuoto e mezzo pieno
    e va veloce verso il ritorno,
    tra due minuti è quasi giorno,
    è quasi casa, è quasi amore.)

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    Marvivio said on Aug 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Peccato davvero che sia un’opera incompiuta: viene da chiedersi come sarebbero state le tre parti concepite ma mai scritte e cosa sarebbe accaduto ai tanti personaggi evocati nelle prime due parti.
    Per fortuna questo manoscritto incompiuto ha una den ...(continue)

    Peccato davvero che sia un’opera incompiuta: viene da chiedersi come sarebbero state le tre parti concepite ma mai scritte e cosa sarebbe accaduto ai tanti personaggi evocati nelle prime due parti.
    Per fortuna questo manoscritto incompiuto ha una densità narrativa tale da far quasi dimenticare che rappresenta solo i due quinti di un’opera che non potrà più essere completata. Soprattutto la seconda parte, incentrata su pochi personaggi a differenza della prima, potrebbe quasi essere una novella a se stante che racconta l’assurdo della guerra dal punto di vista dei francesi sconfitti e dei tedeschi occupanti. Difficilmente si riesce a conseguire un equilibrio letterario così perfetto, un amalgama tanto riuscito tra forma e contenuto: la prosa è poetica ma non pesante, le introspezioni psicologiche mai troppo prolisse ma neppure superficiali, ogni singola descrizione si incastra perfettamente nel mosaico della storia. Un’opera eccellente, con la sola "pecca" (non certo colpa dell'autrice) di essere incompleta.

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    Ariano Geta said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il dolore pervade ogni pagina del libro e anche una critica feroce verso la borghesia egoista e fredda dell'epoca.poche le figure positive ma molto ben definite soprattutto nei contadini.
    Da evidenziare lo stile asciutto ,fluido e alle volte poetico ...(continue)

    Il dolore pervade ogni pagina del libro e anche una critica feroce verso la borghesia egoista e fredda dell'epoca.poche le figure positive ma molto ben definite soprattutto nei contadini.
    Da evidenziare lo stile asciutto ,fluido e alle volte poetico della scrittrice.
    Un piccolo capolavoro incompiuto che ci lascia con l'amaro in bocca e con il desiderio di cominciare un altro suo romanzo

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    Piffipoffi said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

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