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Suite francese

Di

Editore: Mondolibri

4.3
(3373)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 415 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Chi tradizionale , Chi semplificata , Portoghese , Basco

Isbn-10: A000184308 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Come definirlo: gradevole, delicato, alquanto inaspettato.
    Anche se è una storia ambientata durante la seconda guerra mondiale, la descrizione che l'autrice fa di tutto quello che sta succedendo è mol ...continua

    Come definirlo: gradevole, delicato, alquanto inaspettato.
    Anche se è una storia ambientata durante la seconda guerra mondiale, la descrizione che l'autrice fa di tutto quello che sta succedendo è molto tranquilla e a volte anche esilarante (come quando una famiglia dimentica il nonno!).

    ha scritto il 

  • 5

    Il nemico è alle porte e "Guerra e Pace" nel XX secolo è donna e parla francese!
    Altro che cinque stelle, ne avrei date sei o sette a questo che è un autentico capolavoro, è uno dei cinque libri più b ...continua

    Il nemico è alle porte e "Guerra e Pace" nel XX secolo è donna e parla francese!
    Altro che cinque stelle, ne avrei date sei o sette a questo che è un autentico capolavoro, è uno dei cinque libri più belli che abbia mai letto in vita mia, era da parecchio tempo che un libro non riusciva a catturarmi così tanto fin dalle prime pagine, l'ho iniziato sicuro che alla fine avrei sentito la mancanza dei suoi personaggi e così è stato, bello, bello, bello!

    Chiudo leggendo le drammatiche lettere finali e la postfazione e rivolgo un piccolo pensiero a dei piccoli uomini, i negazionisti: siete più in malafede di un ladro in chiesa.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro non finito, ma perfetto

    Certo che se la scrittrice fosse riuscito a terminarlo avrebbe forse la valenza di un "Guerra e pace" come voleva lei.
    Purtroppo, da quello che si legge in postfazione non ha potuto farlo a causa dell ...continua

    Certo che se la scrittrice fosse riuscito a terminarlo avrebbe forse la valenza di un "Guerra e pace" come voleva lei.
    Purtroppo, da quello che si legge in postfazione non ha potuto farlo a causa della persecuzione degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.
    L'opera inizia con una descrizione della fuga da Parigi dopo l'armistizio coi tedeschi da parte dei cittadini francesi. E' un grande intreccio di personaggi e vicende. La seconda parte è più romanzata: la storia d'amore irrealizzabile tra una francese e un ufficiale nazista. Purtroppo le due parti non si incontrano, la storia si interrompe, la scrittura della Némirosky è molto gradevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Incompiuto

    Alla luce degli eventi, risulta molto struggente la lettura di questo libro che descrive il clima di caos e sgomento conseguenti all'occupazione tedesca della Francia. Nelle intenzioni dell'Autrice l ...continua

    Alla luce degli eventi, risulta molto struggente la lettura di questo libro che descrive il clima di caos e sgomento conseguenti all'occupazione tedesca della Francia. Nelle intenzioni dell'Autrice l'opera avrebbe dovuto avere un respiro sinfonico, Ma la sua vita fu falciata brutalmente dalla furia disumana e abietta del nazismo. La corrispondenza conclusiva del testo risulta drammatica e angosciante proprio in quanto vera.

    ha scritto il 

  • 5

    E'il mio primo libro della Némirovsky e mi è piaciuto tantissimo! Delicato e coinvolgente. Purtoppo è un'opera incompleta, quindi non sapremmo mai come si sarebbero evolute e incrociate la prima e la ...continua

    E'il mio primo libro della Némirovsky e mi è piaciuto tantissimo! Delicato e coinvolgente. Purtoppo è un'opera incompleta, quindi non sapremmo mai come si sarebbero evolute e incrociate la prima e la seconda parte nel restante corpo del romanzo. Che grande perdita!

    ha scritto il 

  • 4

    Un ottimo libro.

    Entrambe le due parti mi hanno colpita per la verità che entrambe incarnavano; poteva succedere che un ragazzo sciocco scappasse per partecipare a una guerra già persa, come così una ...continua

    Un ottimo libro.

    Entrambe le due parti mi hanno colpita per la verità che entrambe incarnavano; poteva succedere che un ragazzo sciocco scappasse per partecipare a una guerra già persa, come così una donna sposata che non amava il marito poteva innamorarsi di un ufficiale tedesco garbato e cortese. Di tutti i personaggi di questo libro il più odioso e opportunista è senz'altro il Signor Charlie, un uomo veramente odioso a cui di fatti viene attribuita non una felice fine. Un libro che mostra verità su verità, purtroppo incompleto, e forse se l'autrice l'avesse potuto terminare sarebbe ancora più bello di com'è tutt'oggi.

    Molto consigliato!

    ha scritto il 

  • 4

    Suite francese è un’opera epocale, il cui scopo doveva essere quello di mostrare la Francia, e soprattutto i francesi, in uno dei suoi periodi più bui. Gli eventi straordinari e terribili che subissar ...continua

    Suite francese è un’opera epocale, il cui scopo doveva essere quello di mostrare la Francia, e soprattutto i francesi, in uno dei suoi periodi più bui. Gli eventi straordinari e terribili che subissarono la Francia negli anni della seconda guerra mondiale, svolgono per lo più il ruolo di messa in moto di tutti quei meccanismi sociali in cui la paura, l’ipocrisia, la viltà e l’egoismo regnano sovrani; i princìpi morali dell’umanità lasciano il posto a quelli del regno animale, della legge del più forte, tramutando un intero popolo in una moltitudine di bestie braccate e confuse.
    Ed è proprio così che vengono descritti i parigini in fuga dalla Ville Lumière, durante l’esodo di massa che caratterizza la prima parte del romanzo.
    Suite francese è un romanzo che lascia l’amaro in bocca, non solo per il finale inconcluso, ma per quella persistente sensazione di malinconia che l’autrice riesce a instillare con le sue parole delicate e cocenti allo stesso tempo. Lo stile elegante e armonioso che caratterizza questa scrittrice, non impedisce la costante presenza di una critica violenta ed aspra.

    Recensione completa qui:
    https://ildilemmadelporcospino.wordpress.com/2015/04/27/lunedi-narrativa-suite-francese/

    ha scritto il 

  • 2

    Non mi è piaciuto. L'ho trovato un pò dispersivo, forse perchè incompiuto. Ho apprezzato molti scritti della Nemirowski ma questo, pur riconoscendo la sua capacità narrativa, non mi ha coinvolto comeg ...continua

    Non mi è piaciuto. L'ho trovato un pò dispersivo, forse perchè incompiuto. Ho apprezzato molti scritti della Nemirowski ma questo, pur riconoscendo la sua capacità narrativa, non mi ha coinvolto comegli altri. Nella prima parte troppi personaggi non consentono di seguire le storie con regolarità narrativa. La seconda parte invece mi è sembrata un pò povera e scontata. Mezza stella in più la dò alla tecnica della scrittrice, sempre pulita e lineare

    ha scritto il 

  • 4

    «E Lucile pensava: «Individuo o collettività?»...I nostri due milioni di morti, durante l’altra guerra, sono stati sacrificati anche loro allo “spirito dell’alveare”! Loro sono morti…e venticinque ann ...continua

    «E Lucile pensava: «Individuo o collettività?»...I nostri due milioni di morti, durante l’altra guerra, sono stati sacrificati anche loro allo “spirito dell’alveare”! Loro sono morti…e venticinque anni dopo…Che inganno! Che illusione! Ci sono leggi che regolano il destino degli alveari e dei popoli, ecco tutto! L’anima stessa del popolo è governata da leggi che ci sfuggono, o da misteriosi capricci. Povero mondo, così bello e così assurdo…Ma quel che è certo è che fra cinque, dieci o vent’anni questo problema, che secondo lui è il problema del nostro tempo, non esisterà più, sarà sostituito da altri…Mentre questa musica, questo rumore della pioggia sui vetri, questo lugubre scricchiolio del cedro nel giardino di fronte, questo momento così dolce, così strano in mezzo alla guerra, questo non muterà…È eterno…».

    Alla fine, ci dice Irene Nemirovsky pochi mesi prima della sua morte ad Auschwitz, tutte le guerre e i condottieri della storia valgono meno di una goccia di pioggia, di una musica dolce, di un momento di autentica intimità fra due esseri umani. Così oppressa lei stessa dal fiume della storia da esserne da lì a poco travolta, l’autrice combatte per riaffermare il valore dell’individuo contro il destino dei popoli, la forza dei sentimenti contro i dogmi della politica.

    “Dolce”, da cui ho preso il brano riportato sopra, è la seconda parte dell’incompiuta “Suite francese” e sembra un ritaglio di quiete dentro all’orrore dell’occupazione nazista in Francia. Quell’occhio del ciclone dentro al quale si può vivere un momento di perfetta calma, mentre tutto intorno viene spazzato via. Quel momento è ciò che vivono Lucile e Bruno, “il tedesco”, che riescono ancora per un po’ a guardarsi negli occhi come due esseri umani, prima di diventare semplicemente due nemici.

    Eppure, ben sapendo come sono andate le cose e come continuano ad andare, resta la speranza che quei momenti, quieti e autentici, siano davvero eterni, sostanziali, mentre tutto il resto è destinato a scorrere e, infine, a scomparire tra le pieghe del tempo.

    ha scritto il 

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