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Suite francese

Di

Editore: Mondolibri

4.3
(3334)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 415 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Chi tradizionale , Chi semplificata , Portoghese , Basco

Isbn-10: A000184308 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 2

    Non mi è piaciuto. L'ho trovato un pò dispersivo, forse perchè incompiuto. Ho apprezzato molti scritti della Nemirowski ma questo, pur riconoscendo la sua capacità narrativa, non mi ha coinvolto comeg ...continua

    Non mi è piaciuto. L'ho trovato un pò dispersivo, forse perchè incompiuto. Ho apprezzato molti scritti della Nemirowski ma questo, pur riconoscendo la sua capacità narrativa, non mi ha coinvolto comegli altri. Nella prima parte troppi personaggi non consentono di seguire le storie con regolarità narrativa. La seconda parte invece mi è sembrata un pò povera e scontata. Mezza stella in più la dò alla tecnica della scrittrice, sempre pulita e lineare

    ha scritto il 

  • 4

    «E Lucile pensava: «Individuo o collettività?»...I nostri due milioni di morti, durante l’altra guerra, sono stati sacrificati anche loro allo “spirito dell’alveare”! Loro sono morti…e venticinque ann ...continua

    «E Lucile pensava: «Individuo o collettività?»...I nostri due milioni di morti, durante l’altra guerra, sono stati sacrificati anche loro allo “spirito dell’alveare”! Loro sono morti…e venticinque anni dopo…Che inganno! Che illusione! Ci sono leggi che regolano il destino degli alveari e dei popoli, ecco tutto! L’anima stessa del popolo è governata da leggi che ci sfuggono, o da misteriosi capricci. Povero mondo, così bello e così assurdo…Ma quel che è certo è che fra cinque, dieci o vent’anni questo problema, che secondo lui è il problema del nostro tempo, non esisterà più, sarà sostituito da altri…Mentre questa musica, questo rumore della pioggia sui vetri, questo lugubre scricchiolio del cedro nel giardino di fronte, questo momento così dolce, così strano in mezzo alla guerra, questo non muterà…È eterno…».

    Alla fine, ci dice Irene Nemirovsky pochi mesi prima della sua morte ad Auschwitz, tutte le guerre e i condottieri della storia valgono meno di una goccia di pioggia, di una musica dolce, di un momento di autentica intimità fra due esseri umani. Così oppressa lei stessa dal fiume della storia da esserne da lì a poco travolta, l’autrice combatte per riaffermare il valore dell’individuo contro il destino dei popoli, la forza dei sentimenti contro i dogmi della politica.

    “Dolce”, da cui ho preso il brano riportato sopra, è la seconda parte dell’incompiuta “Suite francese” e sembra un ritaglio di quiete dentro all’orrore dell’occupazione nazista in Francia. Quell’occhio del ciclone dentro al quale si può vivere un momento di perfetta calma, mentre tutto intorno viene spazzato via. Quel momento è ciò che vivono Lucile e Bruno, “il tedesco”, che riescono ancora per un po’ a guardarsi negli occhi come due esseri umani, prima di diventare semplicemente due nemici.

    Eppure, ben sapendo come sono andate le cose e come continuano ad andare, resta la speranza che quei momenti, quieti e autentici, siano davvero eterni, sostanziali, mentre tutto il resto è destinato a scorrere e, infine, a scomparire tra le pieghe del tempo.

    ha scritto il 

  • 4

    La guerra e l’occupazione nazista della Francia osservate dal punto di vista delle persone comuni che strenuamente difendono la loro vita e la loro dignità. Un romanzo in due parti, collegate tra loro ...continua

    La guerra e l’occupazione nazista della Francia osservate dal punto di vista delle persone comuni che strenuamente difendono la loro vita e la loro dignità. Un romanzo in due parti, collegate tra loro da sottili connessioni, in cui, alla tragedia collettiva del conflitto fa da contrappunto la descrizione di una natura radiosa, lussureggiante, che infonde speranza per il futuro. Mentre nei romanzi precedenti della Nemirovky la tristezza e lo scoramento pervadono le pagine, in “Suite francese” si respira speranza e fiducia nel genere umano che, nonostante l’abbruttimento provocato dalla guerra, riesce a trovare in sé generosità, amore e rispetto. Splendide le descrizioni! Da sole valgono la lettura del libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre stelle stiracchiate, perché due e mezza non ci sono.

    Dopo avere letto "Due", avevo rinunciato ad approfondire la lettura di Irène Némirovsky. Penso che adesso, dopo avere dato la seconda chance ad un'autrice che non mi ispirava, mi dedicherò a molto alt ...continua

    Dopo avere letto "Due", avevo rinunciato ad approfondire la lettura di Irène Némirovsky. Penso che adesso, dopo avere dato la seconda chance ad un'autrice che non mi ispirava, mi dedicherò a molto altro, prima di cadere in tentazione per la terza volta.
    Che "Suite Francese" fosse un libro incompiuto l'ho saputo solo a lettura iniziata. Questo perché, come sempre, non desidero avere anticipazioni di nessun tipo sulle letture che faccio.
    E' comprensibile che il libro risulti mutilato e con un finale inconcludente, ma sarebbe cosa di secondaria importanza, se le 345 pagine che ho letto fossero state la magnifica opera che tanti descrivono.
    Il libro si divide in due parti. La prima descrive l'esodo dei parigini alla vigilia dell'occupazione tedesca ed è la parte che mi è piaciuta di più: le famiglie, le coppie, i singoli, di ogni provenienza sociale, ridotti a profughi nella loro stessa terra e rifiutati, non assistiti, dai propri connazionali delle campagne. Si intrecciano vite e si scoprono le miserie dell'animo umano, ma anche la nobiltà dei sentimenti di alcuni e l'amore per la propria Patria. L'immedesimazione del lettore è grande e la prosa leggermente zuccherosa della Némirovsky risulta in parte giustificata.
    Il secondo capitolo è quello più romanzato e l'ho trovato stucchevole. La non consumata storia d'amore tra Lucile, ricca e bella possidente di provincia e il tenente tedesco che prende domicilio nella casa della donna, ha la consistenza di un romanzo dai toni troppo rosa, e la scrittura perde mordente e gravità in un contesto tutt'altro che frivolo, ma che risulta edulcorato ai massimi livelli. Non posso sapere come si sarebbe sviluppato il romanzo, se la scrittrice avesse potuto terminarlo con i tre capitoli rimasti da completare. Probabilmente ci sarebbe stato un intreccio che avrebbe creato un ricongiungimento di tanti fili abbandonati e di tante vite sospese.
    Molto più interessante del romanzo è il carteggio riportato nell'appendice, così come la nota biografica dell'autrice nella postfazione di Myriam Anissimov. Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Nella sua incompiutezza di prima stesura bruscamente interrotta dalla deportazione nei campi di concentramento, Suite Francese dimostra l'innata maestria narrativa di Irene Nemirovsky.

    Personalmente ...continua

    Nella sua incompiutezza di prima stesura bruscamente interrotta dalla deportazione nei campi di concentramento, Suite Francese dimostra l'innata maestria narrativa di Irene Nemirovsky.

    Personalmente ho preferito il grande racconto corale dell'esodo irrazionale da Parigi dei francesi in fuga dagli occupanti nazisti (col suo continuo cambio di punto di vista e le medesime meschinità umane) di Tempesta di Giugno alle atmosfere intime e velatamente romantiche di Dolce, che rimane comunque mirabile nel suo essere poco più di una bozza.

    Una stelletta in più la merita la ricca appendice che raccoglie le considerazioni dell'autrice sulle varie stesure, restituendoci la sua personalità di scrittrice, e la fitta corrispondenza tra il marito, l'editore e i suoi amici, che rievocano il primo, agghiacciante impatto con lo sterminio nazista, con familiari arrestati e svaniti nel nulla, di cui è impossibile avere notizie.

    ha scritto il 

  • 5

    Non riesco a venire a patti col fatto che questo libro non avrà mai la sua conclusione. Ecco l'inconveniente di leggere libri non conclusi, ma l'uscita del film mi ha spinto a farlo. Film che alla fin ...continua

    Non riesco a venire a patti col fatto che questo libro non avrà mai la sua conclusione. Ecco l'inconveniente di leggere libri non conclusi, ma l'uscita del film mi ha spinto a farlo. Film che alla fine non ho nemmeno visto.
    La prima delle cinque parti in cui è suddiviso questo libro, che la Némirovsky non è mai riuscita a concludere perché deportata ad Auschwitz, descrive la fuga dei parigini in seguito all'invasione tedesca durante il secondo conflitto mondiale. L'azione si focalizza su diverse famiglie costrette ad abbandonare Parigi e a rifugiarsi nelle campagne. È una lotta a chi si accaparra prima l'ultimo bidone di benzina, l'ultimo pezzo di pane o l'ultima camera libera disponibile. Lo stile dell'autrice è semplice e scorrevole, ed è implacabile nel raccontare il momento in cui l'essere umano è più vulnerabile, costretto ad abbandonare la propria casa, il momento in cui entra in vigore la legge del più forte e ognuno pensa per sé. L'occhio della Némirovsky è critico e implacabile, non fa sconti a nessuno. Pur essendo i francesi quelli costretti a fuggire, anch'essi riescono a mostrare il peggio di loro. In quest'affresco di vite che ci mostra, tra la moltitudine di personaggi che ci racconta, ci sono quelli che abbandonano ogni freno, che calpestano gli altri pur di salvarsi, ma ci sono anche quelli per cui vale la pena dire "l'umanità merita di salvarsi".

    La seconda e ultima parte del romanzo è quella invece dedicata alla conquista dei tedeschi, alla convivenza. Più nel dettaglio, è dedicata a Lucile e Bruno. Lei, moglie di un soldato francese prigioniero di guerra dei tedeschi; lui, ufficiale tedesco che andrà ad abitare a casa sua e della suocera.
    Questa seconda parte è quella che mi ha stupito di più. Mi stupisce che a scrivere dei soldati tedeschi non come invasori, ma prima di tutto come esseri umani, sia proprio una donna ebrea, che ha visto una nazione in ginocchio, che è stata costretta a fuggire e nascondersi e che ha subito l'orrore delle deportazione.
    Irène Némirovsky ci mostra per la prima volta i soldati tedeschi invasori come ragazzi, dotati anch'essi di sentimenti, di madri, di mogli e di fidanzate che pregano per loro. Padri di famiglia che forse non vedranno mai più i loro figli. O che proprio non li vedranno mai. Sono uomini agli ordini di qualcosa di più grande, costretti anche loro ad abbandonare le proprie famiglie perché la nazione lo pretende. La convivenza non è facile, loro sono sempre i soldati vincitori e i francesi sono gli sconfitti, quelli costretti a dividere le case con il nemico. Ma impareranno a convivere e a conoscersi, molti si dimenticheranno dei pregiudizi per quel ragazzo che potrebbe essere loro figlio. C'è chi si affeziona, c'è dispiacere nell'essere costretti a lasciare un posto dove alla fine hai vissuto dei momenti di tranquillità.

    In questo libro sembra quasi che le parti siano invertite, ma in verità l'autrice si è limitata a raccontare uno scorcio veritiero di quello che la circondava. Lasciando agli altri il compito di giudicare.
    Irène Némirovsky, a distanza di anni dalla sua morte, dimostra di essere molto più avanti rispetto a noi.
    Alla fine del libro ho provato un sensazione di incompletezza (anche se le 2 parti sono perfettamente concluse) e di ingiustizia per il fatto che la Némirovsky non è mai riuscita a portare a termine il lavoro che si era prefissata. Gli appunti ritrovati su quelle che dovevano essere le ultime tre parti del libro danno un'idea della totalità del lavoro. E capisco che avrei sofferto anche in quel caso.

    Portato a termine, questo libro sarebbe tra i miei preferiti di sempre. Ma io tra i preferiti lo inserisco lo stesso.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ebrea russa Irene Nemirovsky, a lungo vissuta in francia, venne deportata a Auschwitz nel '42 è lì morì in infermeria di febbre tifoide.. Dopo più di 70 anni gode del successo dopo la pubblicazione ...continua

    L'ebrea russa Irene Nemirovsky, a lungo vissuta in francia, venne deportata a Auschwitz nel '42 è lì morì in infermeria di febbre tifoide.. Dopo più di 70 anni gode del successo dopo la pubblicazione del romanzo Suite francese nel 2004 , divenuto quest'anno anche un film con Michelle Williams e Kristin Scott-Thomas.
    Trovato in un cassetto dalla figlia Denise, scritto fitto fitto per risparmiare la carta, il romanzo si compone di due racconti.(L'idea della scrittrice era di scrivere una sinfonia di 5 movimenti che raccontava la Francia sotto il regime nazista):

    Tempesta di giugno-L'azione inizia all'alba del 4 giugno 1940 a Parigi, dopo che il giorno precedente per la prima volta la città è stata bombardata. La gente si prepara ad abbandonare Parigi, per dirigersi al sud.La signora Péricand vuole mettersi in salvo raggiungendo Nimes dove ha dei parenti e porta con sè il suocero, la tata e quattro dei cinque figli, mentre il marito rimane a Parigi per salvaguardare i tesori d'arte che non possono essere trasferiti e il figlio maggiore è in Alvernia, dove si è fatto prete ed è incaricato di portare in salvo un gruppo di orfani di età compresa tra 14 e 18 anni.
    Gabriel Corte, scrittore, lascia Parigi per rifugiarsi a Vichy, con la sua amante, Florence. Porta con sé il manoscritto del suo ultimo romanzo, non ancora pubblicato
    La coppia piccolo-borghese formata da Maurice e Jeanne Michaud ha lavorato presso la Banca del signor Corbin che, assieme a tutti gli impiegati, si deve recare a Tours, dove è prevista la continuazione dell'attività bancaria. Il loro unico figlio, Jean-Marie è militare e da diversi mesi non dà notizie
    Charlie è un sessantenne, benestante,snob, vecchio scapolo la cui grande passione è una collezione di porcellane.

    Dolce-Il secondo pezzo, Dolce, è ambientato in una piccola città della campagna francese, Bussy (nella periferia ad est di Parigi), nei primi mesi, stranamente tranquilli, dell'occupazione tedesca. Qui vivono due donne: la vedova Angellier e Lucile sua nuora .Attendono invano notizie di Gaston, il figlio e marito, prigioniero di guerra, in qualche sperduto campo di concentramento in Polonia. Nel 1941 Bussy viene occupata dalle truppe tedesche. Lucile si è sposata per volere del padre, non ha mai amato il marito, che non l'ama e la tradisce.Un ufficiale tedesco, Bruno von Frank, viene acquartierato in casa Angellier. Tra il giovane ufficiale ventiquattrenne e la sconsolata Lucile, scocca una scintilla di comprensione che presto diventa amore.

    Un affresco straordinario della Francia e dei francesi durante l'occupazione tedesca.la fuga da Parigi su automobili stracariche e senza benzina, cercando di evitare i convogli tedeschi.Ricchi borghesi che cercano di salvare i loro preziosi ninnoli e infastiditi di dover lasciare i loro privilegi e disgustati della presenza del volgo.
    la guerra è solo sullo sfondo , l'attenzione viene posta su alcuni abitanti o gruppi di persone che soffrono la fame, e la miseria, donne che aspettano notizie dei loro cari prigionieri o dispersi. la guerra impedisce loro di essere felici. Lucile non si sente libera di scegliere la sua strada senza seguire la scia, di muoversi liberamente.La guerra priva del benessere ,toglie il pane di bocca, obbliga ad agire in funzione di un paese, di uno stato, di un partito.La guerra rende egoisti e vigliacchi.
    Lo stile è scorrevole e l'analisi impetuosa dei personaggi e delle loro azioni è alleggerita dall'ronia.

    ha scritto il 

  • 3

    Capisco l'enorme impatto e importanza di quest'opera, visto soprattutto lo spirito fortemente biografico che la scrittrice vi mette dentro. Inoltre lo stile è scorrevole, piacevole, profondo, ricco di ...continua

    Capisco l'enorme impatto e importanza di quest'opera, visto soprattutto lo spirito fortemente biografico che la scrittrice vi mette dentro. Inoltre lo stile è scorrevole, piacevole, profondo, ricco di similitudini brillanti, esplicative e ispirate. Le appendici sono un colpo al cuore, perché ponte tra l'opera (la finzione) e la realtà (l'esperienza di deportazione della scrittrice. Penso però di aver letto questo romanzo, ahimè incompiuto, in un momento poco adatto. Probabilmente per questo non riesco a non dare un tiepido giudizio, poiché la lettura non mi ha coinvolto al 100%.

    ha scritto il 

  • 4

    Suite francese....

    2013:

    "Ma allora, cos’è che ti conforta?"
    "La certezza della mia libertà interiore, " disse lui dopo aver riflettuto " questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservar
    ...continua

    2013:

    "Ma allora, cos’è che ti conforta?"
    "La certezza della mia libertà interiore, " disse lui dopo aver riflettuto " questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscano poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare....."

    ha scritto il 

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