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Suite francese

Di

Editore: Adelphi (Biblioteca Adelphi; 482)

4.3
(3446)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 413 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Chi tradizionale , Chi semplificata , Portoghese , Basco

Isbn-10: 884592016X | Isbn-13: 9788845920165 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Frausin Guarino ; Curatore: Denise Epstein , Olivier Rubistein ; Postfazione: Myriam Anissimov

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook , Altri , Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande "sinfonia in cinque movimenti" che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l'occupazione nazista: Tempesta in giugno (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell'arrivo dei tedeschi) e Dolce (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una "sposa di guerra" a un ufficiale tedesco). Pubblicato a sessant'anni di distanza, Suite francese è il volume che li riunisce.
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  • 4

    Il "Guerra e Pace" che mai sarà...

    Inizio col precisare che questo non è un romanzo vero e proprio ma un romanzo... ahimè... INCOMPIUTO. L'intento dell'autrice era quello di scrivere un macro-romanzo (una sorta di "Guerra e Pace" franc ...continua

    Inizio col precisare che questo non è un romanzo vero e proprio ma un romanzo... ahimè... INCOMPIUTO. L'intento dell'autrice era quello di scrivere un macro-romanzo (una sorta di "Guerra e Pace" francese) composto da 5 storie collegate tra loro ma apparentemente autoconclusive e con protagonisti diversi. Qui ritroviamo solo 2 delle 5 storie previste e non sapremo mai (l'autrice è morta deportata ad Auschwitz) come avrebbe evoluto e collegato le varie storie, un vero peccato non solo dal punto di vista umano, ma letterario, dato che il romanzo in questione avrebbe avuto davvero le carte in tavola per diventare il "Guerra e Pace" del ventesimo secolo.
    La prima storia ("Tempesta di Giugno") è incentrata sulla fuga dei parigini dalle loro case agli albori della seconda guerra mondiale. La seconda storia ("Dolce") si concentra invece sull'occupazione tedesca di un paese di campagna francese. Tra le due ho preferito la prima, con più punti di vista che si intersecano tra loro, più personaggi, dal ritmo più dinamico e dalla sagacia più pungente. La seconda storia è invece un po' più lenta, più riflessiva, con meno personaggi. Ciò che è comunque innegabile è la straordinaria capacità narrativa dell'autrice, la sua abilità nell'entrare nella mente di tanti personaggi descrivendone alla perfezione stati d'animo e i tanti mutamenti caratteriali che sorgono nei momenti difficili durante le avversità della guerra. Si assiste infatti ad un caleidoscopio di immagini che tratteggiano con assoluta precisione ogni peculiarità dell'animo umano, pregi e difetti vengono messi completamente a nudo con perspicacia e acume. Altro pregio fondamentale della scrittura della Nemirovsky è la sua completa imparzialità nelle vicende narrate. Si capisce che i fatti descritti sono quanto più possibile vicini all'autrice stessa e che racconta dell'identico periodo storico che lei stessa vive mentre sta scrivendo (è infatti forte la sensazione di vivere le vicende in diretta) ma al tempo stesso nessuna opinione personale scaturisce dalla sua penna, ricreando grazie a ciò un romanzo corale e multisfaccettato, dalle innumerevoli chiavi di lettura.
    Purtroppo l'incompiutezza del testo pesa come un macigno e non permette di apprezzare pienamente ciò che sarebbe stato e che mai sarà. Le due storie che il lettore affronta possono essere definite concluse, vi è un inizio e una fine per entrambe, ma sono comunque troppe le diversità (sia di forma che di sostanza) tra le due storie, e sono troppi i fili recisi e gli interrogativi sulle varie dinamiche che si vengono a creare. Sono sicura che l'autrice avrebbe editato ulteriormente i testi, livellando le asperità e amalgamandoli con nuove storie che avrebbero dato un senso a tutto il romanzo. Rimane molta amarezza nel non poterlo leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un buon libro

    ma sinceramente niente di più. Avevo visto il trailer che reclamava " la più grande storia d'amore ..." e mi aveva incuriosito il titolo, avevo anche letto altro e mi era piaciuto; in realtà la storia ...continua

    ma sinceramente niente di più. Avevo visto il trailer che reclamava " la più grande storia d'amore ..." e mi aveva incuriosito il titolo, avevo anche letto altro e mi era piaciuto; in realtà la storia è debole , chiariamoci, è un libro di guerra e amore anche semi-autobiografico ( credo) ma la dimensione narrativa è poco autentica, edulcorata, è come se fosse forzata, posticcia. Ho apprezzato molto alcuni tratti dello stile dell'autrice, molte figure retoriche ricche e belle, ma, ripeto, è la storia che non mi ha convinto.

    ha scritto il 

  • 5

    La vita in un libro

    La guerra, l'esodo, l'armistizio e l'occupazione.
    L'amore, l'odio, il nemico, la morte.
    Personaggi che di artificioso non hanno niente, ma sono vivi sulla pagina.
    La vita. Tutta la vita in un libro!

    - ...continua

    La guerra, l'esodo, l'armistizio e l'occupazione.
    L'amore, l'odio, il nemico, la morte.
    Personaggi che di artificioso non hanno niente, ma sono vivi sulla pagina.
    La vita. Tutta la vita in un libro!

    -Non una confessione, non un bacio, il silenzio... poi conversazioni febbrili e appassionate in cui parlavano dei loro rispettivi paesi, delle loro famiglie, di musica, di libri... La strana felicità che provavano... quella fretta di far conoscere il proprio cuore l'uno all'altra... una fretta da amanti che è già dono, il primo, il dono dell'anima prima di quello del corpo. "Conoscimi, guardami. Io sono così. Ecco come ho vissuto, ecco cosa ho amato. E tu? E tu, amore mio?" Ma fino a quel momento nessuna parola d'amore. A quale scopo, parole d'amore? Sono inutili quando le voci rivelano emozioni, e le bocche tremano, e scendono quei lunghi silenzi...-

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Come definirlo: gradevole, delicato, alquanto inaspettato.
    Anche se è una storia ambientata durante la seconda guerra mondiale, la descrizione che l'autrice fa di tutto quello che sta succedendo è mol ...continua

    Come definirlo: gradevole, delicato, alquanto inaspettato.
    Anche se è una storia ambientata durante la seconda guerra mondiale, la descrizione che l'autrice fa di tutto quello che sta succedendo è molto tranquilla e a volte anche esilarante (come quando una famiglia dimentica il nonno!).

    ha scritto il 

  • 5

    Il nemico è alle porte e "Guerra e Pace" nel XX secolo è donna e parla francese!
    Altro che cinque stelle, ne avrei date sei o sette a questo che è un autentico capolavoro, è uno dei cinque libri più b ...continua

    Il nemico è alle porte e "Guerra e Pace" nel XX secolo è donna e parla francese!
    Altro che cinque stelle, ne avrei date sei o sette a questo che è un autentico capolavoro, è uno dei cinque libri più belli che abbia mai letto in vita mia, era da parecchio tempo che un libro non riusciva a catturarmi così tanto fin dalle prime pagine, l'ho iniziato sicuro che alla fine avrei sentito la mancanza dei suoi personaggi e così è stato, bello, bello, bello!

    Chiudo leggendo le drammatiche lettere finali e la postfazione e rivolgo un piccolo pensiero a dei piccoli uomini, i negazionisti: siete più in malafede di un ladro in chiesa.

    ha scritto il 

  • 5

    #ancoraunpo'diNémirovskygrazie

    dal mio blog: http://lastcenturygirl.blogspot.it/

    E' il primo romanzo che leggo di quest'autrice destinata, lo so già, a entrare nella mia cerchia dei preferiti. L'ho corteggiata a lungo, va detto. Ne ...continua

    dal mio blog: http://lastcenturygirl.blogspot.it/

    E' il primo romanzo che leggo di quest'autrice destinata, lo so già, a entrare nella mia cerchia dei preferiti. L'ho corteggiata a lungo, va detto. Ne ero attratta con titubanza. Poi (come sono banale) uscito il film ho capito di non avere più scuse, dovevo leggerlo prima di vederlo, peccato che al cinema non ci sia più andata, e che il libro sia rimasto sullo scaffale insieme alla grande famiglia dei non iniziati. E li sarebbe rimasto chissà per quanto tempo se non mi fosse stato consigliato in un gruppo di Anobii (sempre sia benedetto Anobii!). Il mio approccio a questa scrittrice è iniziato così con l'ultima delle sue opere, tra l'altro incompiuta. Molto da me, insomma.
    Giusto per offrire qualche informazione di servizio *dlin dlon* quest'opera nel progetto della Némirovsky (di nazionalità ucraina e trasferitasi in Francia all'età di sedici anni) avrebbe dovuto essere composta da cinque parti, o meglio, movimenti, per continuare con la metafora musicale. Ne concluse solo due prima di essere arrestata nel 1942 in quanto ebrea e deportata ad Auschwitz, dove morì un mese dopo. Leggerle è stato doloroso per molte ragioni. Di una ci si rende conto solo dopo aver voltato l'ultima pagina e averne trovata una il cui candore è ingannevole. Avrebbe dovuto essere rossa, come il sangue che è stato versato, oppure nera, in segno di lutto e del nulla nel quale rimangono sospese le storie che non si sono concluse. Dal mero versante culturale, non resta che assaporare la perfezione di Tempesta di giugno, con l'esodo dei parigini in seguito all'occupazione della città, e di Dolce, che mostra la complessità del rapporto tra vinti e vincitori. Perdonatemi. E' molto, molto più di tutto ciò. E' come amo venga raccontata la grande storia... attraverso i dettagli, le sfumature, le esperienze del singolo. Dei numeri, delle date, non mi è mai interessato un granché, e li scordo subito. L'altro punto di vista, invece, si sedimenta nello strato più profondo dei miei pensieri, e lì vi resta. Suite francese è letteratura anche per il modo sottile con il quale scandaglia l'animo umano e si insinua nella mente del lettore provocando in lui l'empatia. Ho dovuto abbandonare la mia casa, la mia vita, ogni sicurezza conquistata, e partire verso l'ignoto. Sono stata francese e tedesca. Uomo e donna. Mi sono innamorata del mio nemico, forse, ma non so se fosse amore o desiderio di colmare un vuoto, e non so se fosse mio nemico. Nulla è assoluto. Guardando più da vicino, ci si accorge che quella che dall'alto sembrava una massa indistinta è invece la somma di minuscoli puntini, in cui ogni individuo ha la propria verità e la propria storia da raccontare. Ecco perché Suite francese è un'opera corale, sì, ma non si tratta di una coralità grigia e sfocata. Ogni voce è unica e vibrante, nonostante la Némirovsky si muova tra di esse con una naturalezza ingannevole. Con una lucidità che non sfocia mai nel cinismo, ma che si mescola a momenti di lirismo disarmante, scandaglia l'animo umano mostrando come luci ed ombre risiedano nei luoghi più inaspettati.
    Ok, sono partita per la tangente. Mi fermo qui, faccio l'autostop, e mentre aspetto vado avanti con la lettura di I cani e i lupi.

    "Si sa che l'essere umano è complesso, plurale, scisso, pieno di risvolti, ma ci vogliono guerre, grandi rivolgimenti per rendersene conto. E' lo spettacolo più appassionante e terribile", pensò ancora. "Il più terribile perché il più vero; non ci si può illudere di conoscere il mare se non lo si è visto nella tempesta come nella quiete. Solo chi ha osservato gli uomini e le donne in tempi simili a questo può dire di conoscerli a fondo, e solo lui conosce se stesso."

    ha scritto il 

  • 4

    Libro non finito, ma perfetto

    Certo che se la scrittrice fosse riuscito a terminarlo avrebbe forse la valenza di un "Guerra e pace" come voleva lei.
    Purtroppo, da quello che si legge in postfazione non ha potuto farlo a causa dell ...continua

    Certo che se la scrittrice fosse riuscito a terminarlo avrebbe forse la valenza di un "Guerra e pace" come voleva lei.
    Purtroppo, da quello che si legge in postfazione non ha potuto farlo a causa della persecuzione degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.
    L'opera inizia con una descrizione della fuga da Parigi dopo l'armistizio coi tedeschi da parte dei cittadini francesi. E' un grande intreccio di personaggi e vicende. La seconda parte è più romanzata: la storia d'amore irrealizzabile tra una francese e un ufficiale nazista. Purtroppo le due parti non si incontrano, la storia si interrompe, la scrittura della Némirosky è molto gradevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Straordinariamente contemporaneo

    Delicate storie di seconda guerra mondiale. Scritto in un linguaggio così attuale che si fa fatica a credere che l'autrice non abbia mai saputo com'è andata a finire. E' un dettaglio: ma la scena del ...continua

    Delicate storie di seconda guerra mondiale. Scritto in un linguaggio così attuale che si fa fatica a credere che l'autrice non abbia mai saputo com'è andata a finire. E' un dettaglio: ma la scena del gatto che, prima di saltare giù dalla finestra indugia, esagerando la difficoltà del salto, "per rafforzare la sua autostima", è semplicemente geniale. Come molte altre.

    ha scritto il 

  • 4

    Incompiuto

    Alla luce degli eventi, risulta molto struggente la lettura di questo libro che descrive il clima di caos e sgomento conseguenti all'occupazione tedesca della Francia. Nelle intenzioni dell'Autrice l ...continua

    Alla luce degli eventi, risulta molto struggente la lettura di questo libro che descrive il clima di caos e sgomento conseguenti all'occupazione tedesca della Francia. Nelle intenzioni dell'Autrice l'opera avrebbe dovuto avere un respiro sinfonico, Ma la sua vita fu falciata brutalmente dalla furia disumana e abietta del nazismo. La corrispondenza conclusiva del testo risulta drammatica e angosciante proprio in quanto vera.

    ha scritto il 

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