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Sul mestiere dello scrittore e sullo stile

Di

Editore: Adelphi

3.9
(64)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Altri

Isbn-10: 884591013X | Isbn-13: 9788845910135 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Amendola Kuhn E.

Genere: Non-fiction , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Acuto vademecum

    Seppur il libro risenta degli anni in cui è stato scritto e della nazionalità dello scrittore (si scaglia spesso contro l'impiego di certi termini tedeschi e grandi parti sono dedicate all'asserito ...continua

    Seppur il libro risenta degli anni in cui è stato scritto e della nazionalità dello scrittore (si scaglia spesso contro l'impiego di certi termini tedeschi e grandi parti sono dedicate all'asserito decadimento dell'uso della lingua in Germania), sono presenti alcune riflessioni che valgono da sole la lettura. Una fra le molte: "sarebbe bene comprar libri, se insieme si potesse comprare il tempo per leggerli, ma di solito si scambia l'acquisto di libri per l'acquisto del loro contenuto".

    ha scritto il 

  • 4

    Contro i veri nemici della lingua e della letteratura

    Illuminante e citatissimo saggio che sa mettere sapientemente alla berlina qualunque scribacchino che voglia spacciarsi per scrittore (e in Italia ne abbiamo a iosa, di simili vuoti a perdere), ...continua

    Illuminante e citatissimo saggio che sa mettere sapientemente alla berlina qualunque scribacchino che voglia spacciarsi per scrittore (e in Italia ne abbiamo a iosa, di simili vuoti a perdere), integrato dai saggi "Del leggere e dei libri" e "Della lingua e delle parole". Per riflettere efficacemente sul deterioramento della lingua e della letteratura. Nota: decisamente inaccessibili le pagine dedicate, nello specifico, alla lingua tedesca, apprezzabili soltanto da chi la mastichi molto bene.

    ha scritto il 

  • 4

    "Le teste che pensano, le persone di criterio, la gente che prende le cose sul serio non sono altro che eccezioni; la regola a questo mondo è, dovunque, la marmaglia..."

    ha scritto il 

  • 5

    Splendido

    "L'ignoranza degrada l'essere umano solo quando si trova associata con la ricchezza. Il povero è limitato dall sua povertà e dai suoi bisogni; le sue prestazioni sostituiscono in lui l'istruzione e ...continua

    "L'ignoranza degrada l'essere umano solo quando si trova associata con la ricchezza. Il povero è limitato dall sua povertà e dai suoi bisogni; le sue prestazioni sostituiscono in lui l'istruzione e ne occupano i pensieri.Invece i ricchi che sono ignorantivivono soltanto per i loro godimentie somigliano alle bestie, e questo si può vedere ogni giorno"

    ha scritto il 

  • 3

    vecchio

    l'ho mollato, mi annoia mortalmente, dice cose che avevano un senso in quel tempo e in quel contesto, poi è di una tale acidità, avrà avuto ottimi motivi ma di stroncatori letterari ne devo ...continua

    l'ho mollato, mi annoia mortalmente, dice cose che avevano un senso in quel tempo e in quel contesto, poi è di una tale acidità, avrà avuto ottimi motivi ma di stroncatori letterari ne devo sopportare già abbastanza oggi. evitabile

    ha scritto il 

  • 4

    Contro i veri nemici della lingua e della letteratura

    Illuminante e citatissimo saggio che sa mettere sapientemente alla berlina qualunque scribacchino che voglia spacciarsi per scrittore (e in Italia ne abbiamo a iosa, di simili vuoti a perdere). Per ...continua

    Illuminante e citatissimo saggio che sa mettere sapientemente alla berlina qualunque scribacchino che voglia spacciarsi per scrittore (e in Italia ne abbiamo a iosa, di simili vuoti a perdere). Per riflettere efficacemente sul deterioramento della lingua e della letteratura. Nota: decisamente inaccessibili le pagine dedicate, nello specifico, alla lingua tedesca, apprezzabili soltanto da chi la mastichi molto bene.

    ha scritto il 

  • 4

    A proposito della Parola

    "La parola dell’essere umano è il materiale più durevole. Quando un poeta ha incarnato la sua più fuggevole sensazione in parole ad essa adeguate, questa vive in esse nei millenni, e si ...continua

    "La parola dell’essere umano è il materiale più durevole. Quando un poeta ha incarnato la sua più fuggevole sensazione in parole ad essa adeguate, questa vive in esse nei millenni, e si risveglia in ogni lettore sensibile." (cit. pag. 125)

    ha scritto il 

  • 4

    La prosa di Schopenhauer è secca, nitida, geometrica, incredibilmente chiara, forte di una precisione di pensiero chirurgica. E’ un diamante, limpida, trasparente, scintillante ed al contempo ...continua

    La prosa di Schopenhauer è secca, nitida, geometrica, incredibilmente chiara, forte di una precisione di pensiero chirurgica. E’ un diamante, limpida, trasparente, scintillante ed al contempo capace di una durezza e di una resistenza senza pari. Come diceva Kafka, varrebbe la pena di leggere Schopenhauer solo per la lingua.

    In ogni caso, l’ architettura classica su si innesta l’ analisi schopenhaueriana delle nozioni di scrittore, scrittura, lettore, lettura, eccetera, eccetera è oggi palesemente insufficiente, ricca di fallacie e distinzioni teoreticamente fragili e deboli. Tuttavia, ciò che a livello strutturale è scorretto, è possibile recuperarlo ad un livello “etico”, ovverossia come ideali regolativi.

    Ora, perfino nel numero esiguo di scrittori che pensano realmente, seriamente e anticipatamente, sono, di nuovo, estremamente pochi quelli che pensano sulle cose stesse: gli altri pensano soltanto sui libri, su ciò che è stato detto da altri. Essi, cioè, per pensare hanno bisogno dell’eccitamento più immediato e più forte che deriva da pensieri altrui, belli e pronti. Questi pensieri diventano il loro tema immediato; perciò essi rimangono sempre sotto la loro influenza, e per conseguenza non raggiungono mai la vera e propria originalità. I primi, invece, vengono incitati a pensare dalle cose stesse, perciò i loro pensieri sono rivolti direttamente a esse. Solamente fra loro si trovano gli scrittori che rimangono o diventano immortali. – Si intende che qui si parla delle discipline più elevate, e non di chi scrive sulla distillazione dell’acquavite.
    Solamente colui che, quando scrive, prende il materiale direttamente dalla sua testa è degno di essere letto. [Sul mestiere dello scrittore e sullo stile, pag. 20]

    Per poter effettuare una stima provvisoria del valore dei prodotti dell’ingegno di uno scrittore, non è propriamente necessario sapere su che cosa o che cosa egli abbia pensato; a questo fine sarebbe necessario aver letto tutte le sue opere; - invece, in un primo momento, è sufficiente sapere come egli ha pensato. Di questo come del pensare, di questo suo carattere essenziale e della sua qualità in generale, lo stile è l’esatta riproduzione. Lo stile rivela, appunto, il carattere formale di tutti i pensieri di un uomo, e questo carattere rimane necessariamente sempre uguale a se stesso, non importa che cosa o su che cosa egli possa pensare. Lo stile rappresenta in un certo senso la pasta con la quale egli forma tutte le sue figure, per diverse che siano. Perciò, come Eulenspiegel, a chi gli aveva chiesto quanto mancasse fino al prossimo paese, diede la risposta apparentemente assurda: “Cammina!”, con l’intenzione di calcolare prima, in base al suo passo, quanta strada avrebbe fatto in un dato tempo; parimenti anch’io leggo un paio di pagine di un autore e quindi so pressappoco fin dove possa giovarmi. [Sul mestiere dello scrittore e sullo stile, pag. 34]

    ha scritto il 

  • 4

    "Entrare" in un libro di un’altra epoca richiede più impegno ed energia e questo volumetto non fa eccezione. Vi sono raccolte alcune note in tema di scrittura, lettura e in genere uso della lingua ...continua

    "Entrare" in un libro di un’altra epoca richiede più impegno ed energia e questo volumetto non fa eccezione. Vi sono raccolte alcune note in tema di scrittura, lettura e in genere uso della lingua originariamente pubblicate nei Parerga e Paralipomena. L’incontro con le idiosincrasie linguistiche di Schopenhauer (per le storpiature dei termini greci nella lingua francese, per esempio, “che dovrebbe guardare con profondo rispetto alla sua più vecchia e nobile sorella, la lingua italiana”), le sue tirate polemiche contro campioni di cattivo stile e avversari filosofici, le analisi acute (sulla forza delle similitudini, per esempio) e sorprendenti (come nel caso dell'individuazione dei limiti solo “esterni e accidentali” dell’alfabeto cinese e della sua logica visiva) sarà alla fine una buona ricompensa.

    ha scritto il