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Sul sentiero di guerra

Scritti e testimonianze degli indiani d'America

Di

Editore: Feltrinelli

3.8
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 339 | Formato: Altri

Isbn-10: 8807806347 | Isbn-13: 9788807806346 | Data di pubblicazione:  | Edizione 13

Traduttore: Adriana Dell'Orto ; Curatore: Charles Hamilton

Genere: History

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Descrizione del libro
In questa antologia gli ultimi uomini dell'Età della Pietra descrivono la loroeroica lotta coi primi uomini dell'Età della Macchina, i loro riti e costumi,avventure di caccia e di guerra, e infine i loro patetici sforzi perassimilare le strane usanze dell'invasore bianco. Da queste pagine parlanoancora una volta i grandi guerrieri che guidarono i pellirosse delle praterieamericane: Falco Nero, Toro Seduto, Geronimo... Gli scritti degli autoriindiani qui raccolti hanno un'enorme importanza perché, fornendociun'interpretazione dei fatti visti dal punto di vista degli indiani, ciconsentono, tra l'altro, di mettere più precisamente a fuoco la reale naturadel conflitto tra il pellerossa e l'invasore bianco. L'indiano vi spiegaperché abbia tanto aspramente conteso l'avanzata all'uomo bianco e perchéspesso abbia preferito morire piuttosto che cedere i suoi tenitori di caccia.Entro i confini degli Stati Uniti esistevano centinaia di tribù, ma fu ilvaloroso indiano delle praterie, con la sua colorata acconciatura di guerra ela lancia piumata, quello che diventò il simbolo del pellerossa, come dimostraanche una copiosa produzione cinematografica: la lunga lotta che sostenne e ladignità con cui seppe sopportare la sconfitta gli hanno meritato il ruoloprincipale in questo libro.
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  • 5

    Una sola colpa avevamo: di possedere una terra sulla quale l'uomo bianco aveva posto gli occhi.

    Una raccolta di testimonianze. Una raccolta che non ha prezzo e che bisogna leggere. Bisogna leggerla per imparare, bisogna leggerla per ricordare, bisogna leggerla per rispettare.
    Rispettare un popolo che ha sofferto, un popolo grandioso che era numeroso e che è stato rinchiuso in uno sput ...continua

    Una raccolta di testimonianze. Una raccolta che non ha prezzo e che bisogna leggere. Bisogna leggerla per imparare, bisogna leggerla per ricordare, bisogna leggerla per rispettare.
    Rispettare un popolo che ha sofferto, un popolo grandioso che era numeroso e che è stato rinchiuso in uno sputo di terra chiamato "Riserva", mentre gli europei diventati americani edificavano, distruggevano, sterminavano.
    Una raccolta di usanze, di tradizioni, ma anche una testimonianza di amarezze, di inganni, di patti non rispettati, di dolore.
    Un'antologia che va da appena prima dell'arrivo degli esploratori al momento in cui, per la propria sopravvivenza, i Nativi Americani si sono dovuti adattare agli usi e costumi degli americani, degli uomini bianchi.
    Una lettura che è un viaggio nella storia e nella vita di un popolo che ha fatto di tutto per non essere spazzato via dalla voglia di ricchezza europea, che ha portato malattie, nuove armi che spaziano dai cannoni al whisky (tutte cose che hanno contribuito a distruggere i Nativi).
    Va letto. Deve essere letto, per rispetto a queste tribù. E' la loro voce, non mettiamola a tacere.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante raccolta

    Questo libro raccoglie delle brevissime (a volte troppo) testimonianze di diversi indiani o capi.
    Si legge veramente di tutto: dalle abitudini culturali delle varie tribù,alle battaglie contro i lunghi coltelli, gli immancabili racconti di assalti a fortini o treni.
    Ma quello che spes ...continua

    Questo libro raccoglie delle brevissime (a volte troppo) testimonianze di diversi indiani o capi.
    Si legge veramente di tutto: dalle abitudini culturali delle varie tribù,alle battaglie contro i lunghi coltelli, gli immancabili racconti di assalti a fortini o treni.
    Ma quello che spesso emerge sono le ingiustizie e le angherie subite dai "lunghi coltelli",l'uomo bianco.
    A volte invece si intravede il lato selvaggio del popolo rosso,con il capitolo sul palo della tortura e un inganno per sgozzare a tradimento dei soldati.
    Una lettura piacevole,interessante ma leggera. E' stata una bella compagnia nelle fredde serate invernali.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bello questo libro sugli indiani d'america. Chi mi conosce, sa quanto adoro la cultura amerinda.
    Si tratta di un libro non scritto dal solito saggista che racconta degli indiani,ma di una antologia che raccoglie testimonianze e scritti degli indiani .Pertanto sono gli indiani stessi a ...continua

    Molto bello questo libro sugli indiani d'america. Chi mi conosce, sa quanto adoro la cultura amerinda.
    Si tratta di un libro non scritto dal solito saggista che racconta degli indiani,ma di una antologia che raccoglie testimonianze e scritti degli indiani .Pertanto sono gli indiani stessi a dare la loro voce.E proprio per questo motivo è un libro importante e piu realistico.
    Sono testimonianze che permettono , come si dice in quarta di copertina, anche di mettere piu a fuoco il reale motivo del conflitto tra i bianchi e gli amerindi.E scopriamo quindi quanto diversa fosse la mentalita di un pellerossa(che viveva in totale armonia con la natura) e quella capitalista dei bianchi.
    Una civilta distrutta prima che dai fucili, dall'alcool e dalle malattie introdotte dall'uomo bianco.
    Bellissimo il primo capitolo, dove , attraverso dei racconti(anche divertenti), veniamo a conoscere il modo di vivere degli indiani,fatto di semplicita e purezza .Il modo di corteggiare le donne, i racconti riuniti attorno a un fuoco, la festa delle fanciulle, i canti d'amore, i consigli tradizionali a chi si sposa...le segnalazioni con le coperte(che era il loro modo di comunicare una notizia), i giochi dei bambini,che crescevano forti a contatto con la natura, la danza del sole(perche non c'è solo quello della pioggia:))...Tutto meraviglioso.
    Chi ama gli indiani non puo perderlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Raccolta di testimonianze di diversi Capi Tribù degli indiani d'America.


    Il libro è un insieme di racconti delle loro vite, delle tradizioni delle diverse tribù e nei diversi capitoli vengono toccati un pò tutti gli aspetti della vita: la famiglia e l'organizzazione della casa, la caccia, ...continua

    Raccolta di testimonianze di diversi Capi Tribù degli indiani d'America.

    Il libro è un insieme di racconti delle loro vite, delle tradizioni delle diverse tribù e nei diversi capitoli vengono toccati un pò tutti gli aspetti della vita: la famiglia e l'organizzazione della casa, la caccia, la religione, i giochi e i passatempi e infine il doloroso rapporto con l'uomo bianco.

    Tutti i racconti sono pieni della dignità indiana, della volontà di mantenere una propria identità ma inesorabilmente sono tutti velati di tristezza. Tutte queste testimonianze, raccolte tra la fine dell'ottocento e i primi decenni del novecento, svelano la consapevolezza di essere le ultime di un mondo, di un popolo che ormai sta morendo e che sopravvive solamente nei ricordi.

    "non riesco a capire per quale ragione nulla vien fatto a favore del mio popolo. Ho inteso parole e parole, ma nessuno muove un dito...Io sono stanco di discorsi che non portano a niente di concreto. Mi fa male al cuore quando mi ricordo di tutte le buone parole che sono state dette e di tutte le promesse che sono state infrante...lo so bene che la mia razza deve cambiare. Non possiamo restare quelli che siamo , frammezzo agli uomini bianchi. Ma noi chiediamo lo stesso diritto alla vita di tutti gli altri uomini. Noi chiediamo di essere considerati uomini"
    Capo Giuseppe, Nez Perces

    "Fratelli miei, una delle leggende del mio popolo narra di un capo, e come costui alla teesta dei resti della sua gente, passò un grande fiume e, piantando il palo della tenda sull'altra riva sospirasse "A-la-ba-ma", che nella nostra lingua significa "Qui possiamo restare". Ma quel capo non seppe prevedere il futuro. Venne l'uomo bianco, ed il capo e il suo popolo non poterono più rimanere là; furono cacciati via e nella palude affondarono nel fango e morirono. La parola che egli aveva pronunciata con così triste accento divenne il nome di uno Stato dell'uomo bianco. Ma non c'è più luogo alcuno sotto le stelle che di lassù sorridono, dove l'indiano possa piantare la tenda e sospirare " A-la-ba-ma"

    ha scritto il