Sul tradurre

Esperienze e divagazioni militanti

Di

Editore: Bruno Mondadori

4.3
(61)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8861593275 | Isbn-13: 9788861593275 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Studio di Lingue Straniere , Non-narrativa , Da consultazione

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Descrizione del libro
Il suo è un inglese severo e, a lavorarlo troppo, si rischia di scaldarlo, di perdere la spigolosità luminosa con cui ci incanta. Di fronte a quel breve giro di frase so che sta per arrivare una di quelle difficoltà scomode, neppure oggettive che, con invidia, dovrò contemplare impotente.
Mi rassegnerò a guastare la soluzione originale, e conserverò il senso di una sconfitta incolpevole, che tuttavia renderà più alto il livello della mia successiva attenzione.

Tradurre è una forma di lettura, o di ascolto, ad alta intensità. Implica attenzione per il ritmo della scrittura, per i caratteri stilistici più riposti, per indizi infinitesimali, per simmetrie, opposizioni, enigmi, reticenze e bugie. Questo libro sul tradurre è un diario, un manuale, una resa dei conti, una collezione di storie. Entra nel lavoro quotidiano del traduttore (di un traduttore d’eccezione) e, partendo da rituali privatissimi (inseguire il testo completo di poesie delle quali è citato un solo verso, ricostruire in dettaglio lo svolgimento di una battaglia di cui occorreva controllare solo la data), parla di esperienze che lasciano il segno e di (provvisori) segreti di bottega; analizza zone tradizionalmente ostiche del tradurre (dialoghi, incipit, enigmi); racconta senza sentimentalismo l’incontro coi testi (l’invidia è un motore positivo); pratica il confronto con le versioni altrui (strumento per misurare, come in uno specchio, il proprio personale processo di manipolazione del testo). Questo è un libro che parla, ostinatamente, non di scrittori, ma di scritture. E concede, solo nell’Appendice, una galleria di ritratti (tra gli altri, Alice Munro e Ian McEwan): piccole storie di incontri mai dimenticati, che restituiscono per una volta, tra silenzi e lampi di svelamento, non pagine ma persone.
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  • 5

    Un gioiellino..

    ..che tengo preziosamente riservato nella mia libreria. Ringrazio la traduttrice/autrice Susanna Basso per averci concesso l'ingresso ai retroscena del suo meraviglioso lavoro. E anche per i tanti spu ...continua

    ..che tengo preziosamente riservato nella mia libreria. Ringrazio la traduttrice/autrice Susanna Basso per averci concesso l'ingresso ai retroscena del suo meraviglioso lavoro. E anche per i tanti spunti di letture!

    ha scritto il 

  • 4

    Uno sguardo "dietro le quinte"

    Interessante per chi si occupa di traduzioni. Uno sguardo "dietro le quinte" del lavoro di una traduttrice affermata come lo è Susanna Basso che ha tradotto moltissimi libri di autori di lingua ingles ...continua

    Interessante per chi si occupa di traduzioni. Uno sguardo "dietro le quinte" del lavoro di una traduttrice affermata come lo è Susanna Basso che ha tradotto moltissimi libri di autori di lingua inglese, tra l'altro il premio Nobel per la letteratura dell'anno scorso, Alice Munro. I dubbi, i limiti e le interrogazioni di ogni traduttore di fronte a un testo in lingua originale. E la domanda come si possono seguire i passi dello scrittore senza uscire troppo dalle sue impronte.

    ha scritto il 

  • 0

    Bello. In certi punti quasi commovente. Soprattutto per chi in vita sua ha praticato poco o molto questo delicato ingratissimo mestiere. Peccato per le citazioni dal francese, così sciatte e "a memori ...continua

    Bello. In certi punti quasi commovente. Soprattutto per chi in vita sua ha praticato poco o molto questo delicato ingratissimo mestiere. Peccato per le citazioni dal francese, così sciatte e "a memoria". Quella da Proust grida vendetta al cospetto di dio, tanto per non usare frasi fatte!

    ha scritto il 

  • 4

    “Sul tradurre” di Susanna Basso è certamente un testo per addetti ai lavori, ma sicuramente bello anche per chi non lo è. Splendide le metafore sul lavoro di traduzione, che svelano un rapporto quasi ...continua

    “Sul tradurre” di Susanna Basso è certamente un testo per addetti ai lavori, ma sicuramente bello anche per chi non lo è. Splendide le metafore sul lavoro di traduzione, che svelano un rapporto quasi fisico col testo: “occuparsi di una proposizione è difficile; bisogna sapewrla ascoltare, bisogna rispettarla e cercare di non invaderla.”
    Bellissima l'aneddotica: dalla Lanati che giustifica le prime traduzioni libere della Dickinson da parte di Margherita Guidacci, alla borsa che la Basso regala alla Munro con un ricamo montato al contrario a ricordare la definizione della traduzione di Cervantes, passando dagli occhi di Ian McEwan che “ti guardano davvero.”
    Non sempre, però, mi sono trovata d'accordo con le sue scelte traduttive e mi si insinua il sospetto di Aver amato Susanna Basso più della Munro stessa, così come a 15 anni mi capitò di innamoramidi Margherita Guidacci credendo che fosse Emily Dickinson.

    ha scritto il 

  • 2

    Das Buch ist aus Tagebucheinträgen entstanden, und das sieht man ihm an. Für mich als Übersetzer von informativen Texten bringen die Erfahrungen von Frau Basso mit der Literatur wenig praktischen Nutz ...continua

    Das Buch ist aus Tagebucheinträgen entstanden, und das sieht man ihm an. Für mich als Übersetzer von informativen Texten bringen die Erfahrungen von Frau Basso mit der Literatur wenig praktischen Nutzen. Und ich bin zu wenig Italiener um diesen emotionalen Überschwang zu goutieren.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro meraviglioso, che mette in luce non tanto gli aspetti tecnici legati al tradurre, quanto la meticolosa passione nella lettura e l'approccio quasi reverenziale al linguaggio narrativo che ne s ...continua

    Un libro meraviglioso, che mette in luce non tanto gli aspetti tecnici legati al tradurre, quanto la meticolosa passione nella lettura e l'approccio quasi reverenziale al linguaggio narrativo che ne sono alla base.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante.
    Leggendo Il cimitero di Praga di Umberto Eco mi sono imbattuto tante volte in termini molto particolari che mi hanno fatto riflettere. Mi dicevo: come si può rendere in una lingua strani ...continua

    Interessante.
    Leggendo Il cimitero di Praga di Umberto Eco mi sono imbattuto tante volte in termini molto particolari che mi hanno fatto riflettere. Mi dicevo: come si può rendere in una lingua straniera un concetto così particolare? come si può rendere il colore, il sapore di quella parola? la connotazione che dà in quel particolare contesto?
    Poi ho cominciato a chiedermi: quando rimango colpito dal modo di scrivere di un autore straniero, quanto merito ha l'autore e quanto c'è del traduttore? chi dei due è il genio? e se un genio venisse tradotto da un normale traduttore?
    Come leggono gli stranieri i libri di Umberto Eco? Poverini!
    Insomma mi è venuta la curiosità e ne ho parlato con un'amica che traduce per lavoro. Mi ha consigliato questo libro che ho trovato interessante. A tratti ha troppo l'aria di uno sfogo ad uso e consumo personale dell'autrice, ma nel complesso è stata una lettura che mi ha arricchito.

    ha scritto il 

  • 5

    Semplicemente bello. Colpisce soprattutto per la nostalgia che si nasconde dietro le parole dell'autrice, per la sua modestia, per le critiche che riserva quasi soltanto al proprio lavoro, per la sua ...continua

    Semplicemente bello. Colpisce soprattutto per la nostalgia che si nasconde dietro le parole dell'autrice, per la sua modestia, per le critiche che riserva quasi soltanto al proprio lavoro, per la sua enorme sensibilità. Un viaggio intimo nel mondo misterioso della traduzione.

    Un libro da leggere. Una persona da conoscere.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante, estremamente piacevole da leggere, anche se non mantiene lo stesso livello fino alla fine. Avrei preferito una maggiore analisi delle scelte compiute da parte dell'autrice/traduttrice. ...continua

    Interessante, estremamente piacevole da leggere, anche se non mantiene lo stesso livello fino alla fine. Avrei preferito una maggiore analisi delle scelte compiute da parte dell'autrice/traduttrice. Anche a costo di qualche esempio in meno di traduzioni diverse dello stesso testo. Lo stile è un po' troppo algido per i miei gusti, comunque è molto ben scritto e trasmette un grande amore per la buona letteratura.

    ha scritto il 

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