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Sulla letteratura

Di

Editore: Bompiani

3.9
(164)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 359 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845250695 | Isbn-13: 9788845250699 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
Questa raccolta di scritti può essere vista come una naturale continuazionedelle "Sei passeggiate nei boschi narrativi". Si tratta infatti di discorsirivolti in genere a un pubblico abbastanza vasto e vertono tutti sullefunzioni della letteratura, su autori che Eco ha frequentato a lungo,sull'influenza di alcuni testi più o meno letterari sullo sviluppo deglieventi storici, su alcuni problemi tipici del narrare e su alcuni concettichiave del scrittura "creativa". In alcuni di questi, e specialmentenell'ultimo ("Come scrivo"), Eco sceglie come esempio e oggetto di riflessionela sua stessa attività di narratore, ma anche i saggi in cui non parladirettamente di sé gettano una luce sul suo fare letterario.
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  • 4

    A livello di puro intrattenimento ho trovato queste riflessioni di Umbero Eco sulla letteratura un po' altalenanti.
    Alcuni di essi sono un po' troppo filosofici, veri e propri interventi da professore universitario di semiotica qual è l'autore. Di questi non voglio certo dir male, ma sempli ...continua

    A livello di puro intrattenimento ho trovato queste riflessioni di Umbero Eco sulla letteratura un po' altalenanti.
    Alcuni di essi sono un po' troppo filosofici, veri e propri interventi da professore universitario di semiotica qual è l'autore. Di questi non voglio certo dir male, ma semplicemente segnalare che volano troppo alto per arrivare ad essere compresi e apprezzati appieno dalla mia limitata istruzione, ben piantata coi piedi per terra.
    Altri interventi sono invece meravigliosi, illuminanti. Pur mantenendo un altissimo livello di esposizione, Eco ci parla dell'influenza - consapevole e inconsapevole - di un autore sull'altro, dello stile di scrivere e della "zeppa", ossia i momenti che nel libro sembrano "morti" ma che in realtà hanno una ben precisa funzione, ci parla di falsi storici e del loro rapporto con la letteratura. Infine nel suo intervento "Come scrivo", altrettanto splendido e istruttivo, Eco ci parla della sua letteratura, del suo modo di concepire, costruire e sviluppare un romanzo, ci parla dei suoi romanzi e fa venire voglia non solo di scrivere, ma anche di leggere gli autori che lui adora e che hanno fatto la storia della letteratura, in primo luogo lui stesso.

    ha scritto il 

  • 5

    Acutissimi articoli-saggi di Eco sulla letteratura. Si parla di estetica, filologia, filosofia, critica, storia della critica.
    Molto interessante ed entusiasmante.
    Curioso l’ultimo capitolo in cui parla di come scrive Eco.

    ha scritto il 

  • 4

    Raccolta disomogena di scritti a volte geniali

    Di Eco, come del maiale, non si butta via niente e questo volume ne è la dimostrazione empirica. Il difetto principale di "Sulla letteratura" è la sua disomogeneità: i pezzi qui assemblati sono stati scritti dal cervello umanistico più brillante del XXI secolo italiano in circostanze assai differ ...continua

    Di Eco, come del maiale, non si butta via niente e questo volume ne è la dimostrazione empirica. Il difetto principale di "Sulla letteratura" è la sua disomogeneità: i pezzi qui assemblati sono stati scritti dal cervello umanistico più brillante del XXI secolo italiano in circostanze assai differenti e il risultato finale è un patchwork a volte affascinante (le disquisizioni su Joyce fatte a Dublino sorprendono per la loro summa, così come appassionanti sono le considerazioni su Borges) altre decisamente un po' troppo incomplete, come la non molto utile introduzione giornalistica al Paradiso di Dante. E però Eco, come sempre, ci mette di tutto e riesce a eccedere ora in tecnicalismi, ora in divulgazione e il lettore alla fine ha una sensazione di mal di mare che ondeggia fra la sindrome di Stendhal e la nausea.

    La quarta stella è conquistata sul campo per via di due saggi da "Sindrome di Stendhal": "Ironia intertestuale e livelli di lettura", che brilla per chiarezza e compendiosità, nel quale Eco si diverte a disarticolare le congetture di alcuni dei più bei nomi fra i sostenitori del concetto di "postmodernismo" e lo fa con una levità e un'ironia senza pari. E poi "Il mito americano di tre generazioni antiamericane", nel quale l'autore spiega l'americanismo e l'antiamericanismo di tanti intellettuali di Sinistra italiana. Notevole assai è anche "Wilde. Paradosso e aforisma", prolusione nella quale però anche un lettore colto rischia di perdersi. Cmqe superlativo, il saggio mi ha fatto scoprire il polacco Stanislaw J. Lec, autore di alcuni dei migliori aforismi non cancrizzabili, quali "Frequentare i nani deforma la spinda dorsale", "Persino nel suo silenzio c'erano errori linguistici" e "Ha posseduto la scienza ma non l'ha resa gravida".

    ha scritto il 

  • 5

    Seppur di non facile lettura, "Sulla letteratura" è un testo che va conservato come un prontuario, un manuale, una sorta di volume enciclopedico sempre utile perché sempre possibile di consultazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto da: Peppe.


    Un testo, per me che non ho una formazione classica, parecchio ostico da affrontare. Si tratta di lezioni o interventi nell'ambito di platee di addetti ai lavori comunque godibili in alcuni punti dove solletica l'immaginazione del lettore, o la descrizione che da di come c ...continua

    Letto da: Peppe.

    Un testo, per me che non ho una formazione classica, parecchio ostico da affrontare. Si tratta di lezioni o interventi nell'ambito di platee di addetti ai lavori comunque godibili in alcuni punti dove solletica l'immaginazione del lettore, o la descrizione che da di come concepisce e crea i suoi (non molti) romanzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Ovviamente non è l'Eco di "Semiotica e filosofia del linguaggio", ma il tutto è pur sempre interessante. Innegabile quanto sia in gamba e, negli spunti meno autoreferenziali, quanto abbia da insegnare.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il Paradiso dantesco è l'apoteosi del virtuale, degli immateriali, del puro software, senz ail peso dello hardware terrestre e infernale, di cui rimangonoi cascami nel Purgatorio. Il Paradiso è più che moderno, può divenatre, per il lettore che abbia dimenticato la storia, tremendamente futuribi ...continua

    "Il Paradiso dantesco è l'apoteosi del virtuale, degli immateriali, del puro software, senz ail peso dello hardware terrestre e infernale, di cui rimangonoi cascami nel Purgatorio. Il Paradiso è più che moderno, può divenatre, per il lettore che abbia dimenticato la storia, tremendamente futuribile. E' il trionfo di una energia pura, ciò che la ragnatela del Web ci promette e non saprà mai darci, è una esaltazione di flussi, di copri senz'organi, un poema fatto di novae e stelle nne, un Big Bang ininterrotto, un racconto le cui vicende corrono per la lunghezza di anni luce e, se proprio volete ricorrere a esempi familiari, una trionfale odissea nello spazio, a lietissimo fine"

    "Sulla letteratura" meriterebbe anche solo per questa pagina che descrive il Paradiso di Dante, come luce, energia, realtà virtuale alla stregua del web... ma in realtà è una miniera, una straordinaria miniera di spunti e riflessioni. Vale la pena anche di affrontare i passi più ostici per chi, come me, non è uno specialista...

    ha scritto il 

  • 2

    illeggibile. uno sfoggio autocompiaciuto di cultura degenerata in saccenteria improponibile se non ad una ristretta cerchia di sedicenti intellettualoidi. e chi sei tu per dire questo? - non me ne frega.

    ha scritto il 

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