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Sulla libertà

Testo inglese a fronte

Di

Editore: Bompiani

4.2
(367)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 374 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8845290727 | Isbn-13: 9788845290725 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: History , Philosophy , Political

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Descrizione del libro
E' intorno alla libertà che ruotano, secondo Mill, le grandi questioni della felicità umana, del progresso, della responsabilità, e della stessa ricerca della verità. Il saggio è volto a chiarire il carattere inscindibile di questo legame. Quanto al problema della libertà politica in particolare, con l'affermarsi dei sistemi democratici moderni non si tratta più di limitare il potere dello Stato sui cittadini, quanto di salvaguardare la "sovranità dell'individuo" dal potere pervasivo della società. Con testo inglese a fronte.
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  • 2

    Questa sì che è distopia!

    Nessuna curiosità o tarlo mi ha mosso a leggere questa distopia in mala fede (o buona fede, se è giusto che uno se ne stia al calduccio dei salotti buoni senza dare un’occhiata al colonnato di Bernini ...continua

    Nessuna curiosità o tarlo mi ha mosso a leggere questa distopia in mala fede (o buona fede, se è giusto che uno se ne stia al calduccio dei salotti buoni senza dare un’occhiata al colonnato di Bernini di notte). Uno stato di necessità, un semplice e ineludibile stato di necessità mi ha spinto e che non sto a raccontarvi.
    Mi sono chiesta in che mondo vivesse nell’accezione semplice semplice di fare la spesa, andare dal medico, dal barbiere, o fare due passi fuori dal suo quartiere ovattato. In che secolo credesse di vivere se, -lasciamo stare Stendhal, Flaubert, Balzac più o meno suoi coevi ma francesi - Dickens, dico, Dickens ci dava di quel mondo una realtà rovesciata rispetto a quella cui Mill vuole appiccicare, come un francobollo, la sua teoria liberale, banalizzazione di quelle più autorevoli partorite prima di lui.
    Una teoria scientificamente partorita nel vuoto e applicabile al vuoto: stato minimo! Vai a convincere la trojca, che si è fatta potere assoluto, a mollare le prede in nome della libertà individuale del singolo ma anche di uno stato (mazzinianamente parlando: Nazione Una, Indipendente, Libera). È tanto leggera, questa teoria, e buona per tutte le stagioni che un tizio, di educazione marxista convertitosi al liberalismo sfrenato come l’elefante Ferrara, a distanza di quasi duecento anni la strombazza come vangelo a difesa dell’indifendibile.
    Dite: la porti sempre in politica. Ma il buon Mill, ottimista fino all’idiozia, era un filosofo politico servo idiota del capitalismo pescecane!
    Non ho idea di quale sia la teoria ideale (mento: quella marxista applicata con la santa e giusta teoria antropologica hobbesiana!) ma sicuramente non quella di Mill. Cosa cavolo significa che la libertà individuale finisce dove inizia quella altrui? Che non puoi installarti nel bagno quando è già occupato? E se un geniale imprenditore (un nome a caso:Marchionne) in nome della libertà imprenditoriale getta sul lastrico migliaia di operai, che cosa gli raccontiamo a questi, che sono liberi di tornarsene a casuccia loro?
    Molto meglio la vecchia e mai applicata “non fare agli altri quello che non vuoi si faccia a te” come teoria di libertà individuale.

    ha scritto il 

  • 5

    La libertà non è, si fa.

    Libro quasi irriassumibile (molte frasi - in ogni caso - sono su wiki) e molto probabilmente ineditabile.

    D'importanza solamente inferiore alla scarsezza di propaganda (sennò vi accorgereste che quel ...continua

    Libro quasi irriassumibile (molte frasi - in ogni caso - sono su wiki) e molto probabilmente ineditabile.

    D'importanza solamente inferiore alla scarsezza di propaganda (sennò vi accorgereste che quelli che scrivono contro l'ISIS, attingono sostanzialmente da qui) un'argomentazione serrata dove un quarto abbondante sono principi o lemmi citabili, una metà i passi dell'argomentazione e il resto esempi.

    Visibilmente postilluminista (lo stile è quello che incontrereste in Beccaria: chiarissimo) l'ottimo JSM non è tanto interessato a disquisizioni platoniche ma a costruire una teoria della libertà attraverso gli strumenti, le ferramente per costruirla.

    La libertà d'opinione e - necessariamente - sennò perché perder tempo a farsi opinioni se non per porle in atto, d'azione. Siccome la libertà d'opinione e d'azione deve poter comprendere un terreno comune, si passa al discriminante della società libera e dei limiti (fluidi) tra essa, l'individuo e l'individuo in formazione.

    Post-illuminista. Le minchiate sono già accantonate. E parimenti deposto è il sofisma secondo il quale "è così difficile definire cosa è bene e cosa è male che non si possono dare regole educative certe".

    Talmente acuta è la disamina da porre in guardia già nell'Ottocento inglese non solo per l'ovvia protezione del popolo dalla tirannide - obiettivo minimo - ma contro la dittatura della maggioranza, e anche la protezione del popolo da sé stesso, l'omologazione delle masse, le droghe, i rischi di una istruzione pubblica monolitica centralizzata eccetera. Argomenti tutt'ora ben vivi.

    Ah, la libertà si dà come instaurazione di società libera, ma da quel momento in poi è affare dell'individuo: la libertà aborre la passività. Di fatto la libertà è l'esercizio della medesima, un processo non uno stato: non si è liberi, si pensa per agire liberamente.

    Nella scienza c'è l'esperimento, negato dove s'esaminano fatti sociali o psicologici.
    Ma in questi, se l'esperimento è negato, l'analogia o il paragone è ammesso, spesso non c'è altro. Ricordate che dove ci si è ispirati di più a questo libro non c'è mai stato alcun totalitarismo. Se non vi basta non so che dirvi. Forse la libertà non fa per voi e cercate solo un palo cui legarvi per riuscire a stare in piedi o sottomettervi.

    Ah: l'Italia non è un paese libero. Più dell'Iran o della Cambogia ma assolutamente non paragonabile ai paesi dove la civiltà non coincide coll'albagia per il Rinascimento o le colonne romane.
    E non lo è non perché "non è stata attuata la Costituzione" come dicono i semplici o Benigni, ma perché pure quella non è proprio che sia stata creata esattamente per attuare la libertà quanto garantire la tutela. L'italiano essendo minorato e minorenne, è costituzionalmente incapace di decidere per sé. In un paese libero un presidente che immediatamente dopo le elezioni nominasse un gruppo di saggi per mettere il parlamento sotto tutela verrebbe asprissimamente criticato dai milioni, quando non processato e deposto, non apprezzato, grati per la paterna sollecitudine.

    Del resto questo libro è aborrito dai fascisti, dagli stalinisti, dai clericali d'ogni confessione, dai liberali del prendere, dai tossicomani, dai lobbisti, dai padroni, dai ladri, da truffatori ed assassini, dai conformisti, dagli unzaccobbell', da quelli che fanno cose e vedono gente, dagli ignoranti, dai burocrati e dagli ingenui che identificano l'anticonformismo col vestire mimetiche di colori fluorescenti, portare i capelli come il proprio cane o scoreggiare in ascensore. Probabilmente pure da vostra madre, da vostra suocera e stigmatizzato magari dal coniuge che ha della libertà una visione terrorizzante di mostro che porta necessariamente alla solitudine o l'immagina come anarcocomanticismo adolescenziale.

    Tolte quelle piaghe, non è che in Italia ne rimangano tantissimi eh?

    Ah, c'è pure chi lo snobba. Non sono curioso di sapere a che autore alternativo s'ispirano. Anche a scendere c'è un limite.

    ha scritto il 

  • 3

    Il saggio di Mill è un inno alla libertà come massima espressione dell'individuo. Positivista e certo del progresso dell'uomo, non solo in senso materiale ma anche morale. Mill crede al suo felice e p ...continua

    Il saggio di Mill è un inno alla libertà come massima espressione dell'individuo. Positivista e certo del progresso dell'uomo, non solo in senso materiale ma anche morale. Mill crede al suo felice e progressivo perfezionamento e difende la libertà del singolo contro tutte le possibili ingerenze dello stato e della società, dell'opinione pubblica e dei suoi modelli. Nessun modello è in grado di sostituire la vitalità dell'individuo che deve poter essere lasciato libero di esprimersi in tutti i campi, senza imposizioni, nemmeno quando agisca, eventualmente, malvagiamente o contro di se'. L'unica cosa che gli è proibita è di rinunciare alla propria libertà per darsi schiavo, in null'altro deve essere limitato. La chiave di lettura del saggio è che l'uomo si riconosce nei suoi pari come individuo tra gli individui non come simile tra i simili, perciò il suo essere sta nella distinzione, nella sua particolarità, nella sua individualità, non nell'eguaglianza. Tutte le considerazioni che l'autore propone sono diretta conseguenza di questo punto di vista. Solo con la piena affermazione del singolo, secondo Mill, può esserci un progresso dell'insieme degli individui che compongono uno Stato evoluto.

    ha scritto il 

  • 5

    La Libertà! Che ancora non c'è....

    Libro fondamentale per lo svl intellettuale e personale, credo in partic per ragazzi di 15-20anni. Lo studiai anni fa da sintesi di terzi; mi aspettavo un testo politico ed ho trovato un saggio sociol ...continua

    Libro fondamentale per lo svl intellettuale e personale, credo in partic per ragazzi di 15-20anni. Lo studiai anni fa da sintesi di terzi; mi aspettavo un testo politico ed ho trovato un saggio sociologico (le basi di C.Hitchens?) sul diritto di ciascuno ad affermare il suo pensiero dal giogo intellettuale imposto da relig e consuetudini.
    Anche se lo scopo (p.54) è individuare norme per il rapporto società-individuo che lascino la più ampia libertà personale, lo scritto è un saggio sulla libertà di pensiero ed espressione, perché da questa e dall’individualità anticonformista (splendido il Cap.3), derivano tutte le altre libertà.
    Politico e sociologico nel mostrare come la società con norme/prassi limita lo svl/libertà dei singoli, da tutelare con l’unica eccezione nel caso in cui l’azione del singolo rechi danno alla collettività.

    Molti approfondimenti del pensiero altrui (Carlyle, Tocqueville, Shopenhauer) e riflessioni che trovano echi in autori e temi spesso di molto posteriori: interferenza tra Stato e privato (Nozick), la laicità dello Stato (Bobbio), la tirannia di consuetudine opinione pubblica e religione come freni allo svl sociale/personale (Hitchens), la necessità di scolarizzare, i rapp tra razza e cultura (Levi-Strauss), la società europea in declino (Spengler), il sale della terra (Schmitt), l’appiattimento culturale (Marcuse), l’anomia giovanile del XX Sec ed il Grande Fratello di Orwell.
    Nel supporto all’agire libero dei singoli si ritrovano le radici liberiste di Mill, mentre nell’antiegualitarismo per far emergere il talento di pochi per il bene collettivo, si trova la venatura di teoria delle elite, che ha guidato lo sviluppo politico inglese del XVIII-XIX Sec.

    Cavillando si possono trovare 2 limiti allo scritto:
    1) non riesce a definire i limiti tra scelte private e comportamento dannoso per la collettività [difficile trovare il limite tra il diritto ad agire mettendo in pericolo anche solo se stessi – alcool, azioni pericolose – e le ripercussioni negative sulla società] nell’ottica di una società moderna;
    2) presuppone una forte tensione etica/personale verso il miglioramento, per la popolaz in genere ed in partic per la cl.politica/dirigente.
    Entrambi potrebbero anche non essere considerati limiti, quanto piuttosto un umore sociale ed un riflesso del pensiero comune dell’elite inglese del tempo.

    ha scritto il 

  • 5

    "La cruda verità è questa: si può anche dire di voler rendere omaggio alla superiorità intellettuale, reale o presunta, e magari lo si fa pure davvero; ma la tendenza generale in tutto il mondo è quel ...continua

    "La cruda verità è questa: si può anche dire di voler rendere omaggio alla superiorità intellettuale, reale o presunta, e magari lo si fa pure davvero; ma la tendenza generale in tutto il mondo è quella di assegnare il predominio alla mediocrità."
    (p. 90)

    ha scritto il 

  • 4

    “Tra le opere umane che la vita giustamente si sforza di perfezionare e rendere più belle...

    la prima in ordine d’importanza è sicuramente l’uomo stesso”.
    Grazie infinite a mio cognato che mi ha chiesto di fare per lui una tesina su questo saggio.
    Un concentrato di nozioni fondamentali sulla ...continua

    la prima in ordine d’importanza è sicuramente l’uomo stesso”.
    Grazie infinite a mio cognato che mi ha chiesto di fare per lui una tesina su questo saggio.
    Un concentrato di nozioni fondamentali sulla libertà di pensiero e di discussione e quindi di parola e di opinione, e la libertà d’azione individuale in visione dei limiti all’autorità della società sull’individuo. Il tutto arricchito di citazioni e casi esemplari che chiariscono vivacemente la visione dell'autore.
    Mi chiedo come mai non lo avessi letto prima; forse troppo conosciuto quale uno dei pensatori più rappresentativi del positivismo e dell'economia del diciannovesimo secolo, si è tralasciato di mettere in evidenza anche questo piccolo ma fondamentale contributo dell'autore al pensiero libero. O più semplicemente è sfuggito a me...

    ha scritto il 

  • 5

    Ottima lettura

    Le più potenti argomentazioni sulla libertà di opinione e contro la censura, anche di quelle idee che consideriamo certamente false e dannose (qualcuno ha detto razzismo e fascismo?) espresse in modo ...continua

    Le più potenti argomentazioni sulla libertà di opinione e contro la censura, anche di quelle idee che consideriamo certamente false e dannose (qualcuno ha detto razzismo e fascismo?) espresse in modo chiaro, logico, scorrevole, illuminante.

    Argomenta anche sulla libertà di agire, e non solo pensare, e su quale debba essere l'unica giustificazione per cui la società può impedire la libertà del singolo (ovvero la protezione della società stessa - non la protezione del singolo interessato, non il solo rischio della società). Argomenta sul valore dell'individualità.

    Dopo 150 anni non perde ancora la sua attualità, dovrebbe esser letto da molte persone, specie in Italia dove il liberalismo non ha ancora attecchito nella profondità degli animi di molti.

    Per chi fosse interessato qua ho riassunto gli argomenti a favore della libertà di opinione: http://www.lastessamedaglia.com/2011/11/sulla-liberta-di-ogni-opinione/

    ha scritto il 

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