Sulla strada

Di

3.7
(13195)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Svedese , Portoghese , Catalano , Olandese , Polacco , Ceco , Giapponese

Isbn-10: A000112990 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 2

    Mi aspettavo di più, forse troppo dopo averne sentito molto parlare. Sono rimasto abbastanza deluso ed è stato arduo portarne a termine la lettura. Il racconto si sviluppa in un continuo viaggio senza ...continua

    Mi aspettavo di più, forse troppo dopo averne sentito molto parlare. Sono rimasto abbastanza deluso ed è stato arduo portarne a termine la lettura. Il racconto si sviluppa in un continuo viaggio senza uno scopo ben definito. Forse questo libro è stato un mito per i giovani degli anni cinquanta e sessanta e adesso non si riesce più ad apprezzarlo come allora perché i tempi sono cambiati e i viaggi fanno parte della quotidianità mentre allora erano un motivo di evasione. E poi, come disse una volta Guccini (https://www.youtube.com/watch?v=qkAXcBlQRiM) " gli Americani ci fregano con la lingua".

    ha scritto il 

  • 1

    Mah...

    Sarà anche un classico...
    Sta di fatto che non ci ho trovato nulla di speciale in tutto quell'andirivieni in macchina contornato di sbornie e stronzate varie. Credo che il libro sia un tantino soprava ...continua

    Sarà anche un classico...
    Sta di fatto che non ci ho trovato nulla di speciale in tutto quell'andirivieni in macchina contornato di sbornie e stronzate varie. Credo che il libro sia un tantino sopravalutato. Non è nemmeno scritto bene, o forse è tradotto malissimo...
    Ho fatto fatica a finirlo, perciò non lo consiglio a nessuno. C'è molto di meglio da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Un romanzo che si ama o si odia, simbolo di una generazione che si ama o si odia. Il mio spirito pragmatico non è capace di entare in sintonia con una filosofia di vita che intende la distruzione di s ...continua

    Un romanzo che si ama o si odia, simbolo di una generazione che si ama o si odia. Il mio spirito pragmatico non è capace di entare in sintonia con una filosofia di vita che intende la distruzione di sé come mezzo di rivolta contro la società che la circonda.
    A costo di prendermi dell'imborghesito, del bacchettone, del "vecchio dentro", sono convinto che rubare per noia, drogarsi per sballo, spendere i propri risparmi incautamente o, peggio, non assumersi responsabilità nemmeno di fronte a un figlio, siano qualità di un fancazzista fatto e finito e non certo di un moderno cantore della vita senza costrizioni.
    L'aspetto di questo romanzo che invece mi ha colpito è la crudezza con cui Kerouac descrive l'America (e il Messico, mio Dio, il Messico!) di fine anni '40: una società i cui strati meno abbienti sguazzano nella miseria, una miseria poco immaginabile oggigiorno e che rappresenta il fallimento di quel "grande sogno americano" sbandierato in lungo e largo fin dal 19° Secolo.
    E che dire degli spazi aperti in cui si muovono i protagonisti? Magnifici! Superbi! Che paese selvaggio dovevano essere gli USA centrali a metà secolo! E il Messico descritto? Non potevo che concordare con l'eccitazione di Dean alla vista di tutta quella umanità diversa, così vicina all'America eppure così distante...
    Insomma, un testo che salvo unicamente per l'impianto narrativo e non certo per il messaggio di vita che critici e generazioni di lettori hanno voluto accostargli dopo la sua uscita (cosa che neppure Kerouac aveva in mente di fare durante la stesura).

    ha scritto il 

  • 2

    Libro letto con grandi aspettative fino all'ultimo ma che non mi ha colpito positivamente quanto credevo. L'unica parte che ho veramente apprezzato è la fine, la lunga descrizione del senso di libertà ...continua

    Libro letto con grandi aspettative fino all'ultimo ma che non mi ha colpito positivamente quanto credevo. L'unica parte che ho veramente apprezzato è la fine, la lunga descrizione del senso di libertà nelle ultime pagine. Ecco, bastano quelle per apprezzare tutto il libro.

    ha scritto il 

  • 0

    Best part of the novel: when Sal and Dean and their friend cross the magic border and enter Mexican soil, and then begin to see yucca cactus and organpipe on all sides, and begin to see and the white ...continua

    Best part of the novel: when Sal and Dean and their friend cross the magic border and enter Mexican soil, and then begin to see yucca cactus and organpipe on all sides, and begin to see and the white sand of the desert, and then come into the dizzying heights of the Sierra Madre Oriental, and then see Mexico City stretched out in its volcanic crater. Till the end of the road…..

    ha scritto il 

  • 4

    Be the passenger.

    Una serie di viaggi folli che attraversano tutti gli Stati Uniti, una scrittura travolgente e vorticosa come il jazz di quegli anni, che tiene il lettore incollato alla pagina: vietato scendere finché ...continua

    Una serie di viaggi folli che attraversano tutti gli Stati Uniti, una scrittura travolgente e vorticosa come il jazz di quegli anni, che tiene il lettore incollato alla pagina: vietato scendere finché non si arriva a destinazione.

    ha scritto il 

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