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Sulla strada

Di

3.8
(12546)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Svedese , Portoghese , Catalano , Olandese , Polacco , Ceco

Isbn-10: A000112990 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
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  • 5

    "dobbiamo andare" "dove?"

    " non importa dobbiamo andare" Libro manifesto dei ventenni, almeno di quelli che leggevano, viaggiavano e si drogavano insieme
    5 stelle per quello che ha significato

    ha scritto il 

  • 1

    Un mattone senza fine

    Mi sono costretta a comprarlo leggerlo perchè tutti me ne parlavano come di una pietra miliare in una libreria che si rispetti. Bene, l'ho letto. E la prossima volta seguirò il mio istinto che mi diceva fin dall'inizio che me ne sarei pentita!

    ha scritto il 

  • 3

    Interminabile

    L'ho letto piena di aspettative vista la sua nomea di classico immancabile...ma temo che questo libro, così come i suoi personaggi, siano figli del loro tempo e non possano essere trasportati verso altre generazioni. 3 stelle perché comunque da l'idea di cosa si cercava nel viaggio in un certo pe ...continua

    L'ho letto piena di aspettative vista la sua nomea di classico immancabile...ma temo che questo libro, così come i suoi personaggi, siano figli del loro tempo e non possano essere trasportati verso altre generazioni. 3 stelle perché comunque da l'idea di cosa si cercava nel viaggio in un certo periodo...ma é stata una lettura noiosa, interminabile.

    ha scritto il 

  • 3

    Manifesto della Beat Generation

    Questo libro è un'icona, un classico moderno di quelli immancabili, assolutamente da leggere.
    Purtroppo credo che col passare degli anni, questo romanzo, abbia perso parte del suo potere e del suo fascino. La beat generation è lontana da noi quanto l'america di quei tempi.

    ha scritto il 

  • 0

    Lo so, questi libri andrebbero letti a 20 anni. Ci provai ma non mi piacque. Devo dire che non mi ha appassionato neppure in età matura.
    Sal e Dean come lotta tra il conformismo e l’innovazione. Con Sal continuamente attratto da Dean per il suo carattere di libertà ma anche respinto dalla m ...continua

    Lo so, questi libri andrebbero letti a 20 anni. Ci provai ma non mi piacque. Devo dire che non mi ha appassionato neppure in età matura.
    Sal e Dean come lotta tra il conformismo e l’innovazione. Con Sal continuamente attratto da Dean per il suo carattere di libertà ma anche respinto dalla mancanza di certezze. Dean le certezze le rifiuta ma ha bisogno, anche, di Sal, per le sue avventure. Avventure di esplorazione nel profondo dell’America post bellica, povera ma ricca di opportunità, in crescita. Avventure di esplorazione dell’anima degli americani sospesi tra la tradizione del lavoro e della famiglia, prebellica, e le pulsioni che animavano i giovani e che innerveranno le grandi trasformazioni degli anni 50 e 60.
    Il romanzo va anche storicizzato: è scritto alla fine degli anni 50 con il, maccartismo, la guerra di corea, la guerra fredda, le politiche autoritarie che si radicavano nelle amministrazioni americane. Da qui i prodromi della rivolta beatnik, ben descritta nella prefazione di Fernanda Pivano. La ricerca da parte di un universo giovanile, in fermento, della propria strada, del desiderio di uscire e rompere gli schemi borghesi, di fare “esperienze” diverse. Classico il filone dell’alcool e delle droghe come strumenti di trasgressione e “liberazione mentale”. Il tutto unito ad una descrizione di un sottoproletariato sia nei grandi centri (San Francisco, Denver, Chicago) che nelle campagne, emarginato ma pervaso dal sogno americano dal quale i “viaggiatori” si allontanano sistematicamente.
    La strada come spazio della libertà e della trasgressione e come tempo dei rapporti interpersonali e delle fugaci avventure. Uno spazio ed un tempo non richiudibile nella città novecentesca. L’ansia del viaggiare come “mestiere” della scoperta del “paese” e di se stessi.

    ha scritto il 

  • 4

    "Si può sempre andare oltre, oltre -non si finisce mai"

    Introduzione di Fernanda Pivano da leggere con attenzione, perché ti fa calare nel mondo della Beat Generation, cerca di comprendere quella spasmodica e senza limiti ricerca dell'Io di Kerouac e compagnia. Il tema del viaggio mi ha sempre affascinato e qui si fa esperienza di tanti viaggi in lung ...continua

    Introduzione di Fernanda Pivano da leggere con attenzione, perché ti fa calare nel mondo della Beat Generation, cerca di comprendere quella spasmodica e senza limiti ricerca dell'Io di Kerouac e compagnia. Il tema del viaggio mi ha sempre affascinato e qui si fa esperienza di tanti viaggi in lungo e largo, in su e giù per l'America; attraverso gli occhi di Sal Paradise si conosce una miriade di persone/esperienze che rappresenta tutto lo spaccato umano di quel tempo. Erano altri tempi - siamo alla fine degli anni '40 - ma quel senso di inquietudine, di ricerca della COSA, di assenza di confini è sempre presente, in minor o maggior misura, in ognuno di noi.

    ha scritto il 

  • 3

    Non proprio quello che mi aspettavo...

    E' sicuramente uno dei quei romanzi con la scadenza, ovvero "leggere non oltre i 25 anni di età". Letto dopo può sembrare inesorabilmente ingenuo e anche un po'"diluito". Di certo alcuni passaggi sono molto ispirati e belli.

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente

    Da anni volevo leggere questo libro che tante volte viene citato come una pietra miliare della letteratura moderna. Ed ecco che alla fine ci sono cascato... Non voglio sembrare blasfemo ma che dire? Datato, inutile, noioso e davvero molto ma molto difficile da finire. Conversazioni surreali, pagi ...continua

    Da anni volevo leggere questo libro che tante volte viene citato come una pietra miliare della letteratura moderna. Ed ecco che alla fine ci sono cascato... Non voglio sembrare blasfemo ma che dire? Datato, inutile, noioso e davvero molto ma molto difficile da finire. Conversazioni surreali, pagine e pagine dove non accade nulla, personaggi che non lasciano nessun segno. Insomma, forse potevo aspettare ancora qualche anno!

    ha scritto il 

  • 3

    Sulla............zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

    Onestamente?

    Non mi è piaciuto. Tre stelle solo perché riconosco la sua importanza, come libro cult. Si capisce quanto mi sia poco piaciuto dai mesi impiegati per finirlo... terribile, non finiva mai sto viaggio!

    Con sommo dispiacere, per me è proprio no.

    ha scritto il 

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