Sulla strada

Di

Editore: A. Mondadori (Medusa, 420)

3.7
(13269)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 398 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Svedese , Portoghese , Catalano , Olandese , Polacco , Ceco , Giapponese

Isbn-10: A000034101 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Magda de Cristofaro ; Prefazione: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 3

    Credevo fosse una mia difficoltà, legata al periodo di lettura, ma leggendo anche altre recensioni devo concordare con coloro che hanno ritenuto questo libro difficile da portare a termine e tutto som ...continua

    Credevo fosse una mia difficoltà, legata al periodo di lettura, ma leggendo anche altre recensioni devo concordare con coloro che hanno ritenuto questo libro difficile da portare a termine e tutto sommato inconcludente. In effetti, in questo romanzo, Kerouac non fa altro che portarti da un capo all'altro dell'America, senza un preciso scopo, ma soprattutto senza connotare questo andirivieni costante con un fine ultimo, fosse solo per spiegare una passione amorosa non corrisposta nei confronti di Dean, il coprotagonista. Certo è intuibile che Sal-Kerouac possa avere una forte infatuazione per l'amico che gli ha ispirato il desiderio di andare, nonché di scrivere di questo andare, ma per il resto non c'è una vera e propria introspezione psicologica dell'autore, piuttosto il pensiero confuso di chi indugia nell'eterno rincorrere una libertà che affranchi dal conformismo e dal senso di apatia. Ciò non toglie che nel romanzo vengano trattati temi esistenziali che rendono l'opera emblema della generazione beat degli anni '50 e che poi ritroveremo nel periodo successivo dei figli dei fiori: giovani che cercavano di trovare un significato profondo nel viaggio su strada, nel viaggio fatto durante l'estasi della droga, ma che di fatto manifestavano l'incapacità di vivere un'esistenza ordinaria, fatta di abitudini e noia, e all'opposto vedevano nel continuo andare un viaggio della vita vissuta in eterna giovinezza, con l'illusione di saper comunicare a livello profondo con chi condivideva questa esperienza, mentre in realtà era proprio l'incomunicabilità ad imperare tra questi nomadi hippy.
    Pur usando uno stile colloquiale che rende scorrevole il romanzo e lo fa assomigliare ad una sorta di diario di memorie, Kerouac non si esime dall'essere quasi noioso: i vaneggiamenti di Dean, logorroico pazzoide (fattone!!!) di turno e le avventure vissute (che sembrano più che altro un elenco infinito di tappe di un percorso illogico), mi hanno fatto centellinare le pagine da leggere per ridurre il senso di svogliatezza che in ogni caso mi assaliva...unica frase davvero geniale che salvo e che può ben rappresentare le divagazioni surreali di Sal la si incontra in chiusura di romanzo: "E non sapete che Dio è Winnie Pooh!", frase che nn ha motivo di essere scritta in quel contesto, ma proprio per questo inserita quasi a chiosa della conclusione per stupire, scandalizzare e anche solo per esprimere una volta di più il pensiero sconclusionato e inconcludente (o forse magistralmente astuto) del portavoce dei poeti di San Francisco.

    ha scritto il 

  • 3

    Lust for life

    «A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i p ...continua

    «A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno «Oooooh!». »
    (parte 1 cap. 1)

    ha scritto il 

  • 5

    L'autore che mi ha fatto crescere!!!

    Quando ero un ragazzino mi capitava di perdere la testa per qualche ragazza (più o meno tutte dimenticate col tempo) fino al giorno in cui scatta qualcosa e ti innamori di una che apparentemente è com ...continua

    Quando ero un ragazzino mi capitava di perdere la testa per qualche ragazza (più o meno tutte dimenticate col tempo) fino al giorno in cui scatta qualcosa e ti innamori di una che apparentemente è come tutte le altre ma che tu sai, solo tu sai, che in lei c'è qualcosa di te. La stessa cosa mi è successa con questo libro, mi piaceva già leggere ma solo mentre vivevo queste pagine ho capito di essere innamorato dei libri. Che dire, non è la storia in sé o le mille frasi stupende in pieno di stile Kerouac, la vera forza di questo libro è che non ti abbandona mai...anche anni dopo averlo letto (e riletto). È questo ciò che vi auguro leggendo queste pagine!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonato

    Abbandonato.
    Mi sono dibattuta disperatamente per venti giorni in questo libro, sempre in biblico se andare avanti oppure no. Dopo 180 pagine ho gettato la spugna.
    Io e Kerouac non ci siamo presi. Non ...continua

    Abbandonato.
    Mi sono dibattuta disperatamente per venti giorni in questo libro, sempre in biblico se andare avanti oppure no. Dopo 180 pagine ho gettato la spugna.
    Io e Kerouac non ci siamo presi. Non capisco la beat generation, non capisco tutto questo andare e andare senza meta, a parte il fatto che tutti i personaggi sono sempre strafatti, perché altrimenti non si spiegherebbe la loro follia.
    Del resto ho odiato Gioventù bruciata, non vedo perché avrei dovuto amare Sulla strada.
    Sarà un limite mio, ma credo che questo sia uno di quei romanzi che o lo ami o lo odi, e io l’ho odiato sin da subito.

    ha scritto il 

  • 1

    niente da fare, avevo letto I sotterranei e non mi era piaciuto, ho riprovato ma siamo assolutamente fuori sintonia. 450 pagine a seguire un vagabondo sbandato con un amico mentecatto che non fanno al ...continua

    niente da fare, avevo letto I sotterranei e non mi era piaciuto, ho riprovato ma siamo assolutamente fuori sintonia. 450 pagine a seguire un vagabondo sbandato con un amico mentecatto che non fanno altro che attraversare da est a ovest e viceversa gli Stati Uniti per diverse volte, senza un motivo preciso se non il dover "andare". francamente posso vivere anche senza, magari è colpa mia che sono pigro e stanziale.
    lasciate perdere e leggete piuttosto John Steinbeck, Erskine Caldwell, Charles Bukowski e Edward Bunker

    ha scritto il 

  • 5

    Partito da New York con il desiderio di andare nel West e di raggiungere là gli amici, il narratore inizia un vagabondaggio incessante, con l'autostop e altri mezzi di fortuna, per gli ampi spazi del ...continua

    Partito da New York con il desiderio di andare nel West e di raggiungere là gli amici, il narratore inizia un vagabondaggio incessante, con l'autostop e altri mezzi di fortuna, per gli ampi spazi del Nord America. Sfilano paesaggi sempre diversi e si incontrano tipi di ogni genere; ogni immagine, ogni esperienza, ogni discorso è fedelmente registrato nel tentativo di cogliere la vita nel suo fluire e di dar voce ad un soggetto collettivo.Di fronte a una società del benessere che esalta i valori del successo e del denaro, essi si pongono in una posizione volutamente emarginata, conducono esistenze irregolari e trasgressive, si danno a esperienze mistiche.Nel romanzo lo spirito della beat generation si esprime non tanto come ribellione quanto come impeto di vitalità, desiderio di esperienze e sensazioni, smania di " bruciare" . L'opera esprime in uno stile immediato, apparentemente spontaneo, una protesta viscerale e globale e il mito di una vitalità giovanile che sfugge ad ogni vincolo di convenzione sociale.

    ha scritto il 

  • 3

    Difficile recensire un romanzo sul quale è già stato scritto tutto e poi…il tempo, perché i 60 anni che ci separano dai giorni raccontati da Kerouac, oggi appaiono una distanza incolmabile!
    Tutta quel ...continua

    Difficile recensire un romanzo sul quale è già stato scritto tutto e poi…il tempo, perché i 60 anni che ci separano dai giorni raccontati da Kerouac, oggi appaiono una distanza incolmabile!
    Tutta quella frenesia, la voglia di andare, scoprire, si avverte lontana.
    Si ha la percezione che un’intera generazione, quella hippie che seguì di poco quei giorni, non avesse altro da offrire se non la propria confusione, la voglia di conoscere, di incontrare, di mettere in comune.
    Prendere la vita così come viene: era forse questo il segreto di allora?
    Difficile spiegare oggi quei desideri a chi si chiude dentro il proprio recinto, creando barriere per difendersi dagli altri.
    Io so soltanto che bisogna essere davvero dei pazzi per vivere pienamente la vita, restando comunque colmi di curiosità, di desiderio, vogliosi di bruciare come una stella che sarà già morta, quando continuerà a regalare ancora il suo scintillio.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggendo i commenti, almeno quelli più recenti, rimango abbastanza agghiacciata. A me "Sulla Strada", o "On the Road", che dir si voglia, è piaciuto tantissimo, ho finalmente capito il motivo per il q ...continua

    Leggendo i commenti, almeno quelli più recenti, rimango abbastanza agghiacciata. A me "Sulla Strada", o "On the Road", che dir si voglia, è piaciuto tantissimo, ho finalmente capito il motivo per il quale sia considerato un grande classico ma soprattutto il manifesto di un'intera generazione. La prosa di Kerouac è deliziosa, a tratti anche irriverente, descrive in maniera perfetta l'essenza della vita dell'autore tra scorribande, consumo di alcol e droghe, amori e ricerca della propria spiritualità, del proprio genio creativo. Un libro totalmente da scoprire, forse è vero che la trama non sarà delle più "avvincenti", se vogliamo, ma va letto con la consapevolezza che c'è poco di pragmatico e molto in termini di sensazioni.

    ha scritto il 

  • 1

    l'ho letto con una grande aspettativa alle spalle, ma la mia impressione già dalle prime pagine è stata di delusione e fastidio. Sembra di stare sul treno, con una serie di immagini che scorrono una d ...continua

    l'ho letto con una grande aspettativa alle spalle, ma la mia impressione già dalle prime pagine è stata di delusione e fastidio. Sembra di stare sul treno, con una serie di immagini che scorrono una dopo l'altra senza mai soffermarsi su nulla. la meta del viaggio (che in realtà sono almeno 3) è solo di facciata. tutto il libro è una nevrotica ricerca di un passaggio per riuscire a percorrere un chilometro in piu sotto l'effetto di sbornie. Incontri saltuari con vagabondi, stazioni di servizio e balere si susseguono senza fine.

    ha scritto il 

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