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Sulla strada

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.8
(12584)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Svedese , Portoghese , Catalano , Olandese , Polacco , Ceco , Giapponese

Isbn-10: A000058983 | Data di pubblicazione:  | Edizione 12

Traduttore: Magda de Cristofaro ; Prefazione: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Divenuto vangelo della "Beat Generation", Sulla strada è la storia di un lungo vagabondaggio, i cui protagonisti appaiono impegnati in un'avventura morale ancora prima che fisica. Inquieti, tormentati, in preda a un'esaltazione mistica, essi percorrono gli Stati Uniti, sperimentando se stessi e il mondo circostante alla ricerca di una realtà trascendente in cui poter credere: per questo vivono come vagamondi, si ubriacano, guidano le auto a folle velocità, sfogando la loro avidità di vita nelle avventure più folli e accumulando disordinatamente sempre nuove, eccitanti esperienze. E tuttavia non v'è degradazione e turpitudine in questo abbandonarsi con primitiva spontaneità alle leggi naturali e all'istinto individuale, bensì una patetica aspirazione all'innocenza perduta, una ribellione alle aberranti sovrastrutture che soffocano nel conformismo l'istinto creativo dell'uomo.
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  • 4

    L'inizio del brano fa rivivere la mitica America di Kerouac, quando, negli anni Cinquanta, i giovani si ribellavano al culto del "benessere" e si abbandonavano a folli viaggi da una costa all'altra de ...continua

    L'inizio del brano fa rivivere la mitica America di Kerouac, quando, negli anni Cinquanta, i giovani si ribellavano al culto del "benessere" e si abbandonavano a folli viaggi da una costa all'altra degli Stati Uniti, su automobili scassate, lanciate a velocità vertiginose (come accadeva anche in un film famoso del tempo, Gioventù bruciata, che aveva come suo interprete James Dean, omonimo del protagonista di Sulla strada). I quattro personaggi che
    per esercitarmi in mezzo al traffico; questo sarebbe
    viaggiano verso il sud non hanno altro scopo se non quello di andare: nauseati dal consumismo e dalla corruzione di New York (definita iperbolicamente gelata città di pederasti), oppongono alla grande metropoli la mitica New Orleans, la capitale del jazz e della gioia di vivere. Non a caso il discorso eccitato di Dean trova tutti d'accordo (l'espressione è significativamente ripetuta due volte): al leit-motiv dei genitori (non ti devi fidare degli estranei), i quattro giovani oppongono la necessità di fidarsi, per essere felici (siamo tutti insieme, dice con gioia Dean). Essere on the road (sulla strada) è, per questi giovani, la massima felicità: non a caso uno di essi, il narratore, si chiama Paradiso (sogna un mondo come il suo nome, dal momento che il mondo reale non coincide con nessun "eden"). Ovviamente, la fuga dei ragazzi ha un carattere illusorio: non c'è nessun "paradiso" alla fine del loro viaggio. L'esuberante scoperta degli immensi spazi dell'America ha già il sapore nostalgico della "ricerca del tempo perduto": non è un caso che, tra i libri preferiti di Dean (ci viene detto nell'ultimo capitolo) c'è la grande opera di Proust, che descrive «l'alta-eternità-nel pomeriggio». Libro-culto, Sulla strada registra un vissuto che è già memoria colorata di gioia, ma ancor più di nostalgia.

    ha scritto il 

  • 2

    No.

    Mi dispiace perché inizialmente avevo aspettative alte, ma più guardavo il libro e più sapevo che non mi sarebbe piaciuto. Purtroppo non mi sbagliavo: l'ho letto faticosamente, controvoglia. Non mi ha ...continua

    Mi dispiace perché inizialmente avevo aspettative alte, ma più guardavo il libro e più sapevo che non mi sarebbe piaciuto. Purtroppo non mi sbagliavo: l'ho letto faticosamente, controvoglia. Non mi ha mai sorpreso, ne entusiasmato. Mi sono obbligata a finirlo....

    ha scritto il 

  • 4

    bello!!!! è il caso di dirlo.. si legge in un Beat

    In moto perpetuo alla ricerca del 'qualcosa', del significato dell'essere, della vita, del divenire, di un po' di calma, di un argine abbastanza alto da contenere tutto ma non abbastanza da non poter ...continua

    In moto perpetuo alla ricerca del 'qualcosa', del significato dell'essere, della vita, del divenire, di un po' di calma, di un argine abbastanza alto da contenere tutto ma non abbastanza da non poter essere superato, di qualsiasi cosa di cui l'anima abbia bisogno, alla ricerca del 'ricercare' stesso... dove?! ovunque, sopra e sotto, fuori e dentro, per le strade dell'America giù fino in Messico, in lungo e in largo, in solitudine ed in compagnia, nella notte e nel giorno, nella musica, nelle donne, negli altri, in se stessi, nel passato spesso, nel futuro quasi mai, ma sempre in girotondo. il Sacro idiota, Gargantua Neal, conosce il 'tempo', il respiro della sua vita, e per questo corre fin da quando era bambino, inseguito dal ticchettio e preceduto dalla follia, passo dopo passo brucia la terra dietro di sé e semina quella che ha davanti.. Jack scrive, scrive bene, riflette molto e usa poco la punteggiatura. Diventa un tutt'uno, resoconti descrizioni e pensieri prendono la forma di un unico flusso, fluido e piacevole da leggere---buona immersione a tutti

    ha scritto il 

  • 5

    "dobbiamo andare" "dove?"

    " non importa dobbiamo andare" Libro manifesto dei ventenni, almeno di quelli che leggevano, viaggiavano e si drogavano insieme
    5 stelle per quello che ha significato

    ha scritto il 

  • 1

    Un mattone senza fine

    Mi sono costretta a comprarlo leggerlo perchè tutti me ne parlavano come di una pietra miliare in una libreria che si rispetti. Bene, l'ho letto. E la prossima volta seguirò il mio istinto che mi dice ...continua

    Mi sono costretta a comprarlo leggerlo perchè tutti me ne parlavano come di una pietra miliare in una libreria che si rispetti. Bene, l'ho letto. E la prossima volta seguirò il mio istinto che mi diceva fin dall'inizio che me ne sarei pentita!

    ha scritto il 

  • 3

    Interminabile

    L'ho letto piena di aspettative vista la sua nomea di classico immancabile...ma temo che questo libro, così come i suoi personaggi, siano figli del loro tempo e non possano essere trasportati verso al ...continua

    L'ho letto piena di aspettative vista la sua nomea di classico immancabile...ma temo che questo libro, così come i suoi personaggi, siano figli del loro tempo e non possano essere trasportati verso altre generazioni. 3 stelle perché comunque da l'idea di cosa si cercava nel viaggio in un certo periodo...ma é stata una lettura noiosa, interminabile.

    ha scritto il 

  • 3

    Manifesto della Beat Generation

    Questo libro è un'icona, un classico moderno di quelli immancabili, assolutamente da leggere.
    Purtroppo credo che col passare degli anni, questo romanzo, abbia perso parte del suo potere e del suo fas ...continua

    Questo libro è un'icona, un classico moderno di quelli immancabili, assolutamente da leggere.
    Purtroppo credo che col passare degli anni, questo romanzo, abbia perso parte del suo potere e del suo fascino. La beat generation è lontana da noi quanto l'america di quei tempi.

    ha scritto il 

  • 0

    Lo so, questi libri andrebbero letti a 20 anni. Ci provai ma non mi piacque. Devo dire che non mi ha appassionato neppure in età matura.
    Sal e Dean come lotta tra il conformismo e l’innovazione. Con S ...continua

    Lo so, questi libri andrebbero letti a 20 anni. Ci provai ma non mi piacque. Devo dire che non mi ha appassionato neppure in età matura.
    Sal e Dean come lotta tra il conformismo e l’innovazione. Con Sal continuamente attratto da Dean per il suo carattere di libertà ma anche respinto dalla mancanza di certezze. Dean le certezze le rifiuta ma ha bisogno, anche, di Sal, per le sue avventure. Avventure di esplorazione nel profondo dell’America post bellica, povera ma ricca di opportunità, in crescita. Avventure di esplorazione dell’anima degli americani sospesi tra la tradizione del lavoro e della famiglia, prebellica, e le pulsioni che animavano i giovani e che innerveranno le grandi trasformazioni degli anni 50 e 60.
    Il romanzo va anche storicizzato: è scritto alla fine degli anni 50 con il, maccartismo, la guerra di corea, la guerra fredda, le politiche autoritarie che si radicavano nelle amministrazioni americane. Da qui i prodromi della rivolta beatnik, ben descritta nella prefazione di Fernanda Pivano. La ricerca da parte di un universo giovanile, in fermento, della propria strada, del desiderio di uscire e rompere gli schemi borghesi, di fare “esperienze” diverse. Classico il filone dell’alcool e delle droghe come strumenti di trasgressione e “liberazione mentale”. Il tutto unito ad una descrizione di un sottoproletariato sia nei grandi centri (San Francisco, Denver, Chicago) che nelle campagne, emarginato ma pervaso dal sogno americano dal quale i “viaggiatori” si allontanano sistematicamente.
    La strada come spazio della libertà e della trasgressione e come tempo dei rapporti interpersonali e delle fugaci avventure. Uno spazio ed un tempo non richiudibile nella città novecentesca. L’ansia del viaggiare come “mestiere” della scoperta del “paese” e di se stessi.

    ha scritto il 

  • 4

    "Si può sempre andare oltre, oltre -non si finisce mai"

    Introduzione di Fernanda Pivano da leggere con attenzione, perché ti fa calare nel mondo della Beat Generation, cerca di comprendere quella spasmodica e senza limiti ricerca dell'Io di Kerouac e compa ...continua

    Introduzione di Fernanda Pivano da leggere con attenzione, perché ti fa calare nel mondo della Beat Generation, cerca di comprendere quella spasmodica e senza limiti ricerca dell'Io di Kerouac e compagnia. Il tema del viaggio mi ha sempre affascinato e qui si fa esperienza di tanti viaggi in lungo e largo, in su e giù per l'America; attraverso gli occhi di Sal Paradise si conosce una miriade di persone/esperienze che rappresenta tutto lo spaccato umano di quel tempo. Erano altri tempi - siamo alla fine degli anni '40 - ma quel senso di inquietudine, di ricerca della COSA, di assenza di confini è sempre presente, in minor o maggior misura, in ognuno di noi.

    ha scritto il 

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