Sulla strada

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 14

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.7
(12976)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Svedese , Portoghese , Catalano , Olandese , Polacco , Ceco , Giapponese

Isbn-10: 8481304697 | Isbn-13: 9788481304695 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Magda Maldini de Cristofaro

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
Scritto in tre settimane, su un un enorme rotolo di carta per telescriventi, Sulla strada uscì nel 1957, e il grande successo di pubblico ne fece subito un libro di culto, capace di definire, e in qualche misura anche di fondare, uno stile di vita e di pensiero. Se è vero che la beat generation ha tratto dal romanzo e dalla biografia di Jack Kerouac i tratti più marcati e universali della propria fisionomia, delle proprie estasi, speranze e disperazioni, è anche vero che il disagio nevrotico di cui esso si fa interprete costituisce la prima clamorosa sfida al postbellico American Dream, e finisce dunque per incarnare simbolicamente qualsiasi forma di opposizione, qualsiasi lacuna di resistenza e di marginalità rispetto ai poteri egemoni. Il viaggio verso Sud di Sal e Dean (in realtà l'autore e l'amico Neal Cassady, irriducibile dropout), lungo le strade infinite del Texas e del Messico, è in definitiva un viaggio verso il nulla, nel quale ciò che importa non è arrivare, ma andare, muoversi indefinitamente nella speranza, che si sa comunque vana, di esorcizzare un'ansia e un male di vivere sempre crescenti, a dispetto delle rischiose vie di fuga offerte dall'alcool, dalla marijuana, dalla benzedrina. L'ineludibile bisogno di ribellarsi, il valore dell'amicizia, la ricerca dell'autenticità e di una difficilissima appartenenza offrono le coordinate elementari di un universo giovanile segnato dall'ombra nera della dissoluzione e della morte: un universo che esigeva allora, ed esige tuttora, il rispetto e l'autocritica che si deve alle vittime di un silenzioso quanto micidiale dramma storico.
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  • 3

    Sulla strada

    Cos'è quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi? - è il mondo troppo grande che ci ...continua

    Cos'è quella sensazione che si prova quando ci si allontana in macchina dalle persone e le si vede recedere nella pianura fino a diventare macchioline e disperdersi? - è il mondo troppo grande che ci sovrasta, è l'addio. Ma intanto ci si proietta in avanti verso una nuova folle avventura sotto il cielo.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho tenuto duro fino alla fine solo per l'ottimo gusto che Keruoac ha nello scrivere. La trama, nonostante sia un classico della beat generation, mi ha in parte annoiata. Trovo il personaggio di De ...continua

    Ho tenuto duro fino alla fine solo per l'ottimo gusto che Keruoac ha nello scrivere. La trama, nonostante sia un classico della beat generation, mi ha in parte annoiata. Trovo il personaggio di Dean veramente irritante e ingiustamente scusato e perdonato. le descrizioni in compenso sono splendide.

    ha scritto il 

  • 2

    SARÒ TROPPO BORGHESE...

    Proprio non mi è piaciuto.

    Quello proposto non è certo un positivo stile di vita, lo trovo piuttosto squallido e molto deprimente. L'autore non è assolutamente riuscito a trasmettermi nessun fascino ...continua

    Proprio non mi è piaciuto.

    Quello proposto non è certo un positivo stile di vita, lo trovo piuttosto squallido e molto deprimente. L'autore non è assolutamente riuscito a trasmettermi nessun fascino per quella manciata d'anni trascorsi più che altro a sprecar tempo...

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei libri imperdibili del XX secolo

    Capolavoro assoluto. Il lirismo onirico e la lucidità psichedelica di certi passaggi, soprattutto quando è presente il mitico Dean Moriarty, lasciano una traccia profonda nella mente e nel cuore del l ...continua

    Capolavoro assoluto. Il lirismo onirico e la lucidità psichedelica di certi passaggi, soprattutto quando è presente il mitico Dean Moriarty, lasciano una traccia profonda nella mente e nel cuore del lettore.

    ha scritto il 

  • 5

    Dean Moriarty, ormai me lo vedo davanti agli occhi: seduto al volante di un'auto, a torso nudo, il viso ossuto e lo sguardo fisso davanti... oppure quando dice "Yass, yass"... il santo idiota.
    Nota be ...continua

    Dean Moriarty, ormai me lo vedo davanti agli occhi: seduto al volante di un'auto, a torso nudo, il viso ossuto e lo sguardo fisso davanti... oppure quando dice "Yass, yass"... il santo idiota.
    Nota bene: avevo iniziato a leggerlo nell'edizione mostrata, quella della collana di Repubblica; tuttavia ho trovato alcune espressioni o frasi molto curiose (es. "peperoni ardenti", "succhiarsi il palmo") e ne ho cercato la versione in originale, e lì quelle frasi volevano dire altro... per cui sono passato a leggerlo in versione originale. La traduzione di Repubblica è la prima fatta per Mondadori, che però ne ha rifatta una nel 2000, se ricordo bene.

    ha scritto il 

  • 5

    il mio libro preferito

    le descrizioni nelle pagine ti fanno entrare in quel mondo beat, sembra di sentire il caldo del Messico o il freddo attraversando le montagne. Lo rileggo almeno una volta all'anno.

    ha scritto il 

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