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Sulla strada

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore

3.7
(12766)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 333 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Svedese , Portoghese , Catalano , Olandese , Polacco , Ceco , Giapponese

Isbn-10: 880432581X | Isbn-13: 9788804325819 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Magda de Cristofaro ; Postfazione: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
Sal Paradise, un giovane newyorkese con ambizioni letterarie, incontra Dean Moriarty, un ragazzo dell'Ovest. Uscito dal riformatorio, Dean comincia a girovagare sfidando le regole della vita borghese, sempre alla ricerca di esperienze intense. Dean decide di ripartire per l'Ovest e Sal lo raggiunge; è il primo di una serie di viaggi che imprimono una dimensione nuova alla vita di Sal. La fuga continua di Dean ha in sé una caratteristica eroica, Sal non può fare a meno di ammirarlo, anche quando febbricitante, a Città del Messico, viene abbandonato dall'amico, che torna negli Stati Uniti.
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  • 0

    Un romanzo per l'estate, quando la mente è rondine e quando i sogni somigliano più a buone intenzioni e a progetti anziché a voli pindarici di fantasia.
    Niente da dire sulla voglia, sul coraggio o sul ...continua

    Un romanzo per l'estate, quando la mente è rondine e quando i sogni somigliano più a buone intenzioni e a progetti anziché a voli pindarici di fantasia.
    Niente da dire sulla voglia, sul coraggio o sulla semplice possibilità, o scelta, di siffatto stile di vita, che peraltro è tanto simile ai grand tour settecenteschi; però mi vien voglia di essere acido verso certa leggerezza nei rapporti umani: che resterà di loro, dopo?
    C'è senz'altro la rottura dei canoni perbenisti americani, sulla falsariga del giovane Holden, ma io sono forse troppo vecchio per innamorarmi del viaggio in sé ...ci manca un pizzico d'anima per rinfocolare l'illusione della vera libertà.
    In fondo, tanta umana, e amara qui, solitudine.

    ha scritto il 

  • 5

    “E qui, per la prima volta in vita mia, vidi l’amatissimo Mississippi, asciutto nella foschia estiva, quasi in secca, con quel grande odore forte che è l’odore del corpo nudo dell’America stessa, della terra che lava.”

    Lettura dovuta e promessa questa, molti anni fa, a due amici con cui per vari motivi adesso non ho più contatti; sono amici che hanno condiviso con me un lungo percorso, quasi un terzo, di questa vita ...continua

    Lettura dovuta e promessa questa, molti anni fa, a due amici con cui per vari motivi adesso non ho più contatti; sono amici che hanno condiviso con me un lungo percorso, quasi un terzo, di questa vita sempre troppo congestionata e di cui hanno contribuito a stemperarne gli affanni.
    Mi dissero un giorno “Anche se non sei un viaggiatore, se vuoi conoscere l’anima del continente americano, devi leggere questo!” Presi nota, ma non lo feci subito, forse in relazione agli affanni di cui sopra.
    Peccato che non abbia più contatti perché presenterei loro finalmente il saldo del debito, riuscendo forse a spiegare perché, alla fine, abbia aspettato così a lungo per leggere questo monumento alla vastità di quegli orizzonti che Jack Kerouac adoperò come potentissima metafora per risvegliare la coscienza di una generazione troppo chiusa in se stessa, adagiata su un futuro preconfezionato e a visibilità ridotta.
    Direi loro di come abbia riconosciuto nella persona di Dean Moriarty l’America stessa, con la sua voglia di ribellarsi, la sua vita apparentemente sconclusionata, la sua strabiliante fantasia, la sua testardaggine nel cercare la nazione più vera nell’incredibile sottobosco di un'umanità crepuscolare sincera e solidale, come solo sulla strada si può trovare, anche se ai margini della società.
    Direi loro ancora di come si senta forte il richiamo, in questo libro, a riappropriarsi del proprio destino, a rimettersi in gioco, a dimostrare che si può uscire da qualunque situazione soltanto credendo di più in noi stessi, dandoci da fare a demolire barriere, spesso posticce, messe lì solo per ingannare gli occhi e limitare la visuale
    Direi loro infine che ho finalmente capito il perché di tutti i loro richiami e citazioni di musica e musicisti di cui è permeato il libro, che corrono paralleli alle strade percorse, come linfa vitale di una nazione, che nella musica, forse più che in altre cose, ha costruito la sua identità.
    La strada quindi come metafora di una ribellione generazionale: rimettersi al centro del gioco e dettare le proprie regole al posto di quelle stantie e retrograde di una società retriva che tardava a rinnovarsi; se poi la metafora è rappresentata dalla vastità degli orizzonti americani e da un'umanità viva e pulsante che scorre sulle sue strade, ci si renderà conto della sua smisurata potenza.
    Una citazione accompagna quasi sempre questo libro, ormai troppo abusata:
    “Dobbiamo andare. Si ma dove? Non importa dove, l’importante è andare”
    Efficace ma abusata, ne ho trovata un’altra che forse rende meglio l’essenza di questa cronaca di viaggi su spazi vastissimi e che pone l’idea del viaggio come condizione mentale, non come meta, ma essenzialmente fine a se stesso:
    “Non importa dove sono, dove vivo, il mio baule spunta sempre da sotto il letto e io sono pronto a partire o a farmi buttar fuori.”

    ha scritto il 

  • 5

    E' innegabile che la leggenda che avvolge questo libro crea aspettative molto alte nel lettore; e nel mio caso almeno nelle prime pagine sono state un po' deluse. Tuttavia alla fine, voltata l'ultima ...continua

    E' innegabile che la leggenda che avvolge questo libro crea aspettative molto alte nel lettore; e nel mio caso almeno nelle prime pagine sono state un po' deluse. Tuttavia alla fine, voltata l'ultima pagina, mi è quasi sembrato che tutta quella strada col vecchio Sal l'avevo fatta anche io. La vicenda prende il lettore piano piano e lo porta in giro per le strade d'America in lungo e in largo dipingendo un paese e un epoca in modo graffiante ma vero.

    ha scritto il 

  • 1

    Scritto in poco più di due settimane, vero è che secondo alcuni bastò la metà per creare il mondo, ma in ben più tempo non sono riuscito a superare pagina 50.
    Confuso, sgraziato, indigesto. ...continua

    Scritto in poco più di due settimane, vero è che secondo alcuni bastò la metà per creare il mondo, ma in ben più tempo non sono riuscito a superare pagina 50.
    Confuso, sgraziato, indigesto.

    ha scritto il 

  • 3

    Jack Kerouac, Sulla strada

    Romanzo autobiografico dello statunitense Kerouac scritto nel 1951 (in poche settimane) e pubblicato, per la prima volta nel 1957. E' considerato il simbolo della Beat Generation.
    Ambientato alla fine ...continua

    Romanzo autobiografico dello statunitense Kerouac scritto nel 1951 (in poche settimane) e pubblicato, per la prima volta nel 1957. E' considerato il simbolo della Beat Generation.
    Ambientato alla fine degli anni Quaranta, narra una serie di viaggi in autostop o con mezzi di fortuna, compiuti dal protagonista solo o in compagnia di amici. I viaggi lo portano a percorrere gli Stati Uniti in lungo e in largo.
    E' una continua ricerca, un continuo confronto/scontro con se stesso, con la società, ma anche con tutti i cambiamenti del periodo. La musica vi domina sovrana.
    Lettura interessante, anche se non mi ha entusiasmato.

    ha scritto il 

  • 0

    “Se lasciate cadere una rosa nella misteriosa sorgente dello Hudson pensate a tutti i posti che toccherà nel suo cammino prima di perdersi per sempre nel mare”.

    Un periplo nelle autostrade degli States, dove ogni cunetta, rialzo o rettilineo suscitano ingannevoli desideri, dattiloscritto in tempi record in romanzo. I protagonisti di “On the road” sono giovani ...continua

    Un periplo nelle autostrade degli States, dove ogni cunetta, rialzo o rettilineo suscitano ingannevoli desideri, dattiloscritto in tempi record in romanzo. I protagonisti di “On the road” sono giovani, ubriachi, squattrinati, arruffati, avidi di pane, sesso e amore che si spingono oltre la muraglia di emozioni anchilosate. Se l’asfalto ribolle di aspirazioni praticabili e fatue speranze, un solo imperativo categorico conta: andare e ricercare l’intangibile, un nulla che può diventare opportunità conoscitiva, mistica e forse mai realmente fuga. Irrilevante che il plot sia sfilacciato e la stesura sgangherata, è prosa spontanea, epidermica e non potrebbe essere altrimenti. Anni fa, al primo incontro persi l’occasione, stavolta non ne potei fare a meno.

    “E così in America quando il sole tramonta e me ne sto seduto sul vecchio molo diroccato del fiume a guardare i lunghi lunghi cieli sopra il New Jersey e sento tutta quella terra nuda che si srotola in un'unica incredibile enorme massa fino alla costa occidentale, e a tutta quella strada che corre, e a tutta quella gente che sogna nella sua immensità…penso a Dean Moriarty”

    (https://www.youtube.com/watch?v=thSfGPZGmnQ)

    ha scritto il 

  • 4

    "A me piacciono troppe cose e io mi ritrovo sempre confuso e impegolato a correre da una stella cadente all'altra finché non precipito. Questa è la notte e quel che ti combina. Non avevo niente da offrire a nessuno eccetto la mia stessa confusione."

    Affascinante, folle, rivelatore. I tre viaggi descritti nel romanzo di Kerouac sono stati veramente compiuti dall'autore e tutti i personaggi che vi compaiono sono realmente esistiti (ad esempio Dean ...continua

    Affascinante, folle, rivelatore. I tre viaggi descritti nel romanzo di Kerouac sono stati veramente compiuti dall'autore e tutti i personaggi che vi compaiono sono realmente esistiti (ad esempio Dean Moriarty è Neal Cassady).
    Un viaggio, oltre che per l'immenso continente americano, anche nella beat generation: l'insaziabile senso di libertà che si accompagna ad una sorta di senso di insoddisfazione perpetua, l'incoscienza, gli eccessi, il richiamo della strada, la ricerca di una spiritualità e di un senso di armonia con il mondo e la natura... L' indimenticabile affresco di una moltitudine di realtà che lo scrittore ha sperimentato durante i suoi vagabondaggi.

    ha scritto il 

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