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Sulle strade di Barney

Un viaggio nel mondo di Mordecai Richler

Di

Editore: Bompiani (AsSaggi)

3.7
(53)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Paperback

Isbn-10: 884526615X | Isbn-13: 9788845266157 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Christian Rocca è un giornalista del "Foglio" e in questo suo saggio viaggia insieme a Barney Panofsky per conoscere un po' meglio il suo autore, Mordecai Richler, o forse no... no no, è il contrario... Rocca viaggia insieme a Mordecai Richler per scoprire come sia nato il personaggio di Barney Panofsky, il celebre protagonista del libro "La versione di Barney", che in tutto il mondo e specialmente in Italia ha affascinato milioni di persone. Christian Rocca è il fantasioso autore di questo libro che è saggio, ma anche racconto di un libro di successo, del suo protagonista e del suo autore, e di tutto quanto gravita attorno al loro mondo, in Canada come nella redazione di un giornale italiano alla notizia della morte dell'autore. È un libro simpatico e affettuoso su quello che è il più affascinante degli intrighi letterari: come un personaggio immaginario diventi più vivo dell'autore che l'ha creato. E a rendere il viaggio pieno di volti, veri o finti, contribuisce anche la testimonianza del figlio di Mordecai Richler, Noah, a introduzione del libro, che ricorda il rapporto dei suoi genitori con l'Italia, paese dove più di tutti Barney ha preso vita ed è diventato Mordecai.
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  • 2

    Mordecai Richler che mulina velocissimo nella tomba

    Mio Dio, davvero terribile. Due stelle solo perché parla di Mordecai, che probabilmente era un genio, ma 'sto approfondimento è veramente penoso. Scritto a mo' di tema in classe da Christian Rocca, un rotolo di tessuto adiposo staccatosi per mitosi da Giuliano Ferrara, lo stesso petulante dirigen ...continua

    Mio Dio, davvero terribile. Due stelle solo perché parla di Mordecai, che probabilmente era un genio, ma 'sto approfondimento è veramente penoso. Scritto a mo' di tema in classe da Christian Rocca, un rotolo di tessuto adiposo staccatosi per mitosi da Giuliano Ferrara, lo stesso petulante dirigente de Il Foglio che pensa di esser stato il messia di Richler in Italia; perché ovviamente Adelphi non c'entra un cazzo, e l'ottima traduzione nemmeno. Comunque il giornalista che l'ha scritto ha un'ossessione morbosa per Mordecai Richler, sembra non essersi accorto di aver avuto una vita prima di aver letto La versione di Barney, e per tutto il libricino non fa altro che annusare di nascosto le vecchie mutande dell'autore o rompere i coglioni ad ogni barista del Quebec. Vabbè, la dedica iniziale doveva mettermi in guardia, dedicare un approfondimento su Richler a Giuliano Ferrara è come discutere di fisica particellare col Gabibbo. Tra l'altro Rocca sembra la Fornero che si lamenta dei giovani, con 'sti "It's a blessing" e tutto il resto del suo inglese cool imparato su google translate. Fa innorridire che per gli amici e i relativi di Mordecai Richler, Rocca e Ferrara probabilmente rappresentino il giornalismo italiano.

    ha scritto il 

  • 3

    Barney = Richler? No.

    Libretto innocuo, a firma di un dipendente di Giuliano Ferrara, che ti fa fare un giretto nei luoghi in cui si ambienta il capolavoro di Richler. Però l'autore commette l'errore - e lo fa ossessivamente dalla prima all'ultima pagina - di volere per forza far corrispondere Barney a Richler, quasi ...continua

    Libretto innocuo, a firma di un dipendente di Giuliano Ferrara, che ti fa fare un giretto nei luoghi in cui si ambienta il capolavoro di Richler. Però l'autore commette l'errore - e lo fa ossessivamente dalla prima all'ultima pagina - di volere per forza far corrispondere Barney a Richler, quasi La versione fosse non già un romanzo, ma un'autobiografia. E poi voglio chiarire un fatto: io ho letto tutto quello che si può leggere di Richler, ho letto la Versione tre volte, Solomon due, ma non l'ho fatto di certo perché Giulianone Ferrara lo consigliava dalle colonne del Foglio. Basta con questa storia che la (ri)scoperta di Richler sia esclusivo merito di Ferrara. È merito, invece, in primo luogo della Adelphi che lo ha pubblicato, poi di Matteo Codignola che lo ha tradotto magnificamente e, last but not least, di noi lettori che lo abbiamo regalato o consigliato ad altri lettori.

    ha scritto il 

  • 3

    Riservato agli amanti de La versione

    Se non avete letto, e quindi amato (perchè se l'avete letta dovete per forza averla amata, altrimenti lasciate subito la mia libreria), La versione di Barney, lasciate perdere e ripassate più tardi. Se uno supera lo shock iniziale della dedica a Giuliano Ferrara si può tranquillamente gustare il ...continua

    Se non avete letto, e quindi amato (perchè se l'avete letta dovete per forza averla amata, altrimenti lasciate subito la mia libreria), La versione di Barney, lasciate perdere e ripassate più tardi. Se uno supera lo shock iniziale della dedica a Giuliano Ferrara si può tranquillamente gustare il resto del libro, una biografia dello scrittore Mordecai Richler scritta tra le strade della sua città, Montreal, nei luoghi resi celebri dai suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Per tutti gli amanti del mitico Mordecai, grande uomo e sublime narratore...il viaggio che tutti noi avremmo voluto fare alla ricerca dei luoghi e delle atmosfere di Barney Panofsky.

    ha scritto il 

  • 4

    Per chi ha amato Barney Panofsky , per chi legge volentieri Mordecai Richler. Aneddoti su Mordecai , la sua vita , la sua famiglia. I luoghi del libro , i fatti che lo hanno ispirato. Si legge di un fiato.

    ha scritto il 

  • 5

    "Richler, cosa fai?" gli chiedevano. E lui: "Scrivo romanzi". "Ah, bene. E di lavoro?"


    E' sempre così, con Mordecai Richler, un sorriso e una strizzata di malinconia, una battuta corrosiva e una lacrima che fa capolino. Se c'era bisogno di conferme, ecco questo libro di Christian Rocca, Su ...continua

    "Richler, cosa fai?" gli chiedevano. E lui: "Scrivo romanzi". "Ah, bene. E di lavoro?"

    E' sempre così, con Mordecai Richler, un sorriso e una strizzata di malinconia, una battuta corrosiva e una lacrima che fa capolino. Se c'era bisogno di conferme, ecco questo libro di Christian Rocca, Sulle strade di Barney (Bompiani).

    Uno di quei libri che uno compra quasi per dovere - come potrei altrimenti visto che la Versione di Barney me lo porterei sulla famosa isola deserta? - e che invece uno finisce per divorare solo per piacere, per immenso piacere.

    E sarà che hai delle idee su quello che deve esserci dentro e che queste idee vengono da subito deliziosamente smentite. Sarà che non si tratta di un saggio su Mordecai Richler - lui avrebbe certamente detestato i saggi su Mordecai Richler - ma piuttosto di un viaggio in Canada sulle sue tracce, di una memoria affettuosa, di un gioco delle parti.

    Sarà che il titolo ti spiazza e ti porta altrove.

    Pensate. Sulle strade di Barney. Mica Sulle strade di Mordecai. Un viaggio all'inseguimento di quel magnifico personaggio, Barney Panofski, che ebbe la magnifica sorte di uscire dalle sue pagine e di confondersi con lo scrittore che lo mise al mondo...

    E questo libro è anche questo, una dolce, commovente, divertente tentazione di equivoco tra Mordecai e Barney. Con lo stesso Christian che si mette in mezzo tra i due, magari per una bella bevuta insieme in quel localino di Montreal, non prima delle quattro del pomeriggio, però...

    ha scritto il 

  • 4

    Benvenuti a Barneylandia.

    Avviso ai fruitori di questo libro: se avete letto "La versione di Barney" e vi è piaciuto, allora leggete anche questo. Se il metodo Stanislavskij prevede che ci si cali nel personaggio per poi rielaborarlo e farlo proprio, anche per "entrare" dentro questo libro, dovete esservi calati prima ne ...continua

    Avviso ai fruitori di questo libro: se avete letto "La versione di Barney" e vi è piaciuto, allora leggete anche questo. Se il metodo Stanislavskij prevede che ci si cali nel personaggio per poi rielaborarlo e farlo proprio, anche per "entrare" dentro questo libro, dovete esservi calati prima nella storia di Barney. Se avete letto "La versione di Barney" e non vedevate l'ora di finirlo, e quando l'avete chiuso vi siete chiesti chi diavolo ve l'ha fatto fare, mettetevi la tonaca di un martire qualsiasi e leggete anche questo libriccino. Riuscirà a chiarirvi come Barney non potesse che essere descritto in questo modo. Se non avete mai letto "La versione di Barney", non leggete prima questo. Sono riportati parecchi stralci del libro, e anche se non svelano tutto, tolgono il gusto di doversi raccapezzare dentro la confusione che Barney fa nei suoi racconti e nei suoi flashback. E sarebbe come mangiare il vostro gelato preferito imboccati da qualcuno, quando il divertimento sta invece nel poterlo leccare dal cono.

    Fatta questa premessa, parliamoci chiaro: Christian Rocca è innamorato sia di Richler che di Barney. È evidente.

    "Tutti quelli con cui ho parlato mi hanno detto che Barney Panofsky non è Mordecai Richler. Ma quando ad amici e parenti ho chiesto di parlarmi di Richler, me l'hanno descritto uguale identico a Barney."

    E del resto come dargli torto. Rocca si è impegnato a rivivere i luoghi e le persone frequentate da Richler, per scoprire quanto c'è di autobiografico nei suoi libri. Siete stati attenti? Ho detto "nei suoi libri", non nel suo libro. No, perché a fine libro, vi accorgerete, che leggere tutta la bibliografia di Mordecai dev'essere come fare una caccia al tesoro, per scoprire tutti i riferimenti alla vita personale di Richler. E devo dire ce ne sono tantissimi.

    E come mai così tanti poi? Perché è assolutamente vero che Richler è Barney. E da brava canaglia, autocelebrativa, anticonformista, provocatoria ma indiscutibilmente geniale e affascinante, non poteva che usare i suoi libri per fare sfoggio della sua squisita irriverenza nei confronti di chiunque.

    Già con queste premesse, chiunque dovrebbe sentirsi invogliato a leggerlo, ma giusto per farvi venire l'acquolina, voglio aggiungere: quanta soddisfazione può dare sapere che oltre a un Barney vero, il suo autore appunto, esiste anche una Miriam vera, che altro non è che la vera moglie di Richler, Florence? Se nei sogni più reconditi, speriamo tutte di trovare un marito "sorprendente" come Barney, credo che allo stesso modo aspiriamo a diventare la colonna portante del nostro uomo, con la stessa classe e grazia di Miriam.

    Infine ho apprezzato molto il cameo riguardante l'intervista al traduttore italiano de "La versione di Barney" che illumina su parecchi problemi stilistici, a cui un lettore qualunque non potrebbe mai fare caso.

    E poi, detto tra noi, com'è possibile non rivedere Barney in Richler, quando si viene a sapere che Mordecai aveva scritto un ipotetico necrologio per la sua morte che suona così: "Ieri il mondo letterario ha pianto la morte del meravigliosamente bello e incomparabilmente spiritoso Mordecai Richler, mancato ai suoi cari nel periodo di sua massima fioritura all'età di 969 anni".

    E adesso chioserei con qualche gossip alla Novella 2000: lo sapevate che una delle care amiche della famiglia Richler, è Haya Harareet, cioè la protagonista femminile di "Ben Hur"? E lo sapevate che nel 1959 Jack Clayton ha fatto un film (La strada dei quartieri alti), che ha vinto un Oscar anche per la sceneggiatura, attribuito a un certo Paterson, ma che in realtà aveva scritto Richler, con tanto di tardivo riconoscimento ufficiale? E lo sapevate che... ok, la smetto, prendete il libro e leggetevelo.

    Intanto nella vita reale: ieri il nostro amore sarebbe potuto andare in fumo. Ieri tu saresti potuto essere morto tra le macerie. Ieri avrei potuto guardare le foto di Cinecittà 2, come se fosse un’antichità pari pari al Colosseo. Ieri poteva essere l’ultimo giorno in cui avrei sentito la tua voce. Non è successo niente. Bene! Adesso non ci resta che demolire gli altri 2999 motivi che ci impediscono di stare assieme. Coraggio, "il meglio è passato." ^^

    ha scritto il