Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Suo marito

Ted Hughes & Sylvia Plath Ritratto di un matrimonio

Di

Editore: Mondadori

4.1
(25)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 383 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8804583509 | Isbn-13: 9788804583509 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography

Ti piace Suo marito?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
"C'è una pantera che m'incalza:
un giorno me ne verrà morte
(Sylvia Plath, Inseguimento)"
Ordina per
  • 4

    Vista la scarsità di materiale critico in italiano su Sylvia Plath, tocca accontentarsi di questa agiografia di Ted Hughes, scritta con la mirabile sintesi di leggibilità e accuratezza scientifica che è uno dei tratti caratterizzanti della letteratura critica di matrice anglosassone. L’autrice no ...continua

    Vista la scarsità di materiale critico in italiano su Sylvia Plath, tocca accontentarsi di questa agiografia di Ted Hughes, scritta con la mirabile sintesi di leggibilità e accuratezza scientifica che è uno dei tratti caratterizzanti della letteratura critica di matrice anglosassone. L’autrice non manca di piazzare qua e là, con molta abilità, delle velenose insinuazioni di carattere personale su S.P., in modo da dare al lettore l’impressione che sì, Plath è un genio, è vero, e può anche essere –ma con molte riserve, eh!- che Plath sia un poeta ben più grande di Hughes –ma lo sarebbe stata senza di lui??-…però, quante ne ha dovute sopportare quel poveruomo!

    ha scritto il 

  • 4

    Il poeta vs l'uomo

    Avevo già letto una biografia (molto più sintetica ) di Sylvia Plath ma sapevo molto poco della personalità di Ted Hughes. L'opera della Middelebrook è sicuramente accurata, ben scritta ed estremamente interessante, ma decisamente di parte. Hughes viene presentato come una sorta di eroe, un poeta ...continua

    Avevo già letto una biografia (molto più sintetica ) di Sylvia Plath ma sapevo molto poco della personalità di Ted Hughes. L'opera della Middelebrook è sicuramente accurata, ben scritta ed estremamente interessante, ma decisamente di parte. Hughes viene presentato come una sorta di eroe, un poeta che si sentiva chiamato, arcanamente designato... "Fu la depressione ad uccidere Sylvia Plath", afferma l'autrice, quasi a voler fugare ogni sospetto di responsabilità nei confronti di un uomo che era certamente un grande poeta, ma che ha sparso attorno a sé grandissima sofferenza, soprattutto fra le (numerose) donne della sua vita. L'autrice arriva a parlare di commozione davanti ad una foto che ritrae Hughes intento a selezionare e classificare le proprie carte prima di venderle ad una università. Non sono riuscita a commuovermi, in compenso mi è venuta voglia di leggere le poesie di Hughes, anche se temo che la lettura di questa biografia influenzerà in negativo le impressioni che potrò trarne. Un grande poeta ma un uomo meschino? O semplicemente incapace di riconoscere negli altri i suoi stessi bisogni e sentimenti?

    ha scritto il 

  • 4

    Non conosco l'opera poetica di Ted Hughes e Sylvia Plath e non avevo mai letto alcuna biografia relativa a questi due personaggi. Ho acquistato il libro della Middlebrook affascinato dagli accenni di pscologia di coppia letti sui risvolti di copertina. Ho faticato nell'avanzare le pagine di un te ...continua

    Non conosco l'opera poetica di Ted Hughes e Sylvia Plath e non avevo mai letto alcuna biografia relativa a questi due personaggi. Ho acquistato il libro della Middlebrook affascinato dagli accenni di pscologia di coppia letti sui risvolti di copertina. Ho faticato nell'avanzare le pagine di un testo che la mia debole intelligenza critica ha rivelato complesso, perfino arduo.
    Che mi è restato? Beh, una serie di spunti di riflessione riguardanti, soprattutto, i processi di formazione del mito poetico. Sylvia e Ted furono l'uno per l'altro, in misura differente ma comunque simmetrica, la musa guida ispiratrice della propria immaginazione/azione poetica e letteraria. Silvia si prestò ad offrire a Ted l'archetipo generatore di un certo mito feminino elaborato in varie sue opere poetiche, Ted (volontariamente ed involontariamente) spronò Sylvia a fare passi verso l'acquisizione della propria sicurezza creativa. Nessuno dei due fu però in grado di offrire all'altro quello di cui entrambi avevano bisogno: realtà, radicamento, presenza, incarnazione, ascolto: Di mito si scrive, ma non si vive - sembra di potersi concludere.

    ha scritto il 

  • 5

    La pantera e lo sciamano

    Ho appena terminato la lettura di questa opera della Middlebrook e sento l'esigenza incondizionata di crearmi un angolo aperto che mi permetta di respirare forte. In un meccanismo innato d'inspirazione ed espirazione le parole dell’autrice fanno tutte centro. Ottimo libro. Ottima e curata biograf ...continua

    Ho appena terminato la lettura di questa opera della Middlebrook e sento l'esigenza incondizionata di crearmi un angolo aperto che mi permetta di respirare forte. In un meccanismo innato d'inspirazione ed espirazione le parole dell’autrice fanno tutte centro. Ottimo libro. Ottima e curata biografia di un rapporto, di un matrimonio, di un'alleanza artistica che non è mai venuta meno. Non l'ha interrotta la morte precoce di Sylvia. Nuova luce è proiettata sui sentieri bui di una storia che per molti anni ha affascinato, e continua tutt'ora a farlo, schiere di lettrici e di lettori. Un percorso biografico ed artistico di due grandi poeti del Novecento. Lettura affascinante, scritta in modo sempre puntuale e consono. Da leggere dopo le opere della Plath (Diari, Lettere, poesie) e Lettere di Compleanno di Hughes, i rimandi sono d'obbligo.

    * Sono sempre stata incondizionatamente dalla parte di Sylvia, in lei vedo la figura dell'artista che deve lottare con il suo essere madre-moglie-donna poeta, in Ted il carnefice, il maschio che sopprime. Ora in Ted riesco a vedere anche colui che ha reso possibile l'arte di Sylvia, che ci ha donato le sue opere (certo l'aspetto economico non si può tralasciare). Non mi soffermo quindi sull'intento, ma sull'enorme favore che ci ha fatto portando alla luce gli scritti di lei. Mi ha sconvolto l'inesistente rapporto di Hughes con il piccolo Nicholas (morto anche lui suicida lo scorso marzo).

    ° Versi tratti dalla poesia Third year di Frieda Plath Hughes

    My mother, head in oven, died,
    And me, already dead inside,
    I was an empty tin
    Where nothing rattled in.

    ° Sylvia Plath My Mother di Frieda Plath Hughes

    They are killing her again,
    She said she did it
    One Year in every ten,
    But they do it annually, or weekly,
    Some do it daily,
    Carrying her death around in their heads,
    And practising it. She saves them
    The trouble of their own;
    They can die through her
    Without ever making
    The decision. My buried mother
    Is dug up for repeat performances

    Now they want to make a film
    For anyone lacking the ability
    To imagine the body, head in oven,
    Orphaning children. Then
    It can be rewound
    So they can watch her die
    Right from the beginning again.

    The peanut eaters, entertained
    At my mother's death, will go home,
    Each carrying their memory of her,
    Lifeless — a souvenir.
    Maybe they'll buy the video
    Watching someone on TV
    Means all they have to do
    Is press 'pause'
    If they want to boil a kettle,
    While my mother holds her breath on screen
    To finish dying after tea.

    The filmmakers have collected
    The body parts.
    They want me to see.
    But they require dressings to cover the joins
    And disguise the prosthetics
    In their remake of my mother.
    They want to use her poetry
    As stitching and sutures
    To give it credibility.
    They think i should love it-
    Having her back again, they think
    I should give them my mother’s words
    to fill the mouth of their monster,
    Their Sylvia Suicide Doll.
    Who will walk and talk
    And die at will,
    And die, and die
    And forever be dying.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è ancora qualcosa da dire sulla vicenda Plath? Sì. Diane Middlebrook (che aveva scritto quella piacevole biografia di Anne Sexton) ha consultato le carte lasciate da Ted Hughes, il quale però le aveva arrangiate, emendate, organizzate, prima di morire nel 1998. Gli Hughesiani (strana stirpe di ...continua

    C'è ancora qualcosa da dire sulla vicenda Plath? Sì. Diane Middlebrook (che aveva scritto quella piacevole biografia di Anne Sexton) ha consultato le carte lasciate da Ted Hughes, il quale però le aveva arrangiate, emendate, organizzate, prima di morire nel 1998. Gli Hughesiani (strana stirpe di cui non riesco a immaginare un esemplare, ma esistono) hanno apprezzato l'approccio e il taglio della Middlebrook all'ennesimo tentativo di capire che cavolo sia successo, chi ha ragione, chi ha torto, ecc.<br />E' davvero molto strana, questa tolleranza, perché, di nuovo e forse peggio di prima, sotto i toni ragionevoli e artatamente imparziali, esce fuori un Ted Hughes insopportabile, dal narcisismo mostruoso, ottenebrato dai propri comodi miti sullo "sperma predatore", "l'uomo primitivo", "la Dea Bianca"... Insomma, per farla breve, crassamente infedele a donne che si sceglie sempre deboli e dipendenti, dopo il suicidio della prima moglie, quella dell'amante insieme alla loro figlia, l'infelicità costituita del figlio (sfociata di recente anch'essa in un suicidio), Hughes divenne ricco (soprattutto grazie ai diritti di Sylvia Plath di cui era l'erede), famoso poeta laureato, best-seller e adorato, ed è morto a un'età rispettabile dopo aver avuto l'ultima parola (Birthday Letters).<br />Una morale c'è.

    ha scritto il 

  • 3

    Her Husband . Ted Hughes & Sylvia Plath : a Marriage ( 2003)

    Copy Diane Middlebrook 2003. Mondadori Editore, prima edizione maggio 2009. Traduzione di Anna Ravano.

    ha scritto il