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Suor

Por

Editor: RECORD

3.8
(288)

Language:Português | Number of Páginas: 164 | Format: Others | Em outros idiomas: (outros idiomas) Italian , French , Spanish

Isbn-10: 8501005320 | Isbn-13: 9788501005328 | Data de publicação: 

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrição do livro
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  • 4

    Un libro che arriva piano, come le parole di un oratore che parli ad un pubblico di quattro o cinque persone. Che poi diventano dieci, venti, cinquanta, e poi un'intero palazzo, un'intera strada, ...continuar

    Un libro che arriva piano, come le parole di un oratore che parli ad un pubblico di quattro o cinque persone. Che poi diventano dieci, venti, cinquanta, e poi un'intero palazzo, un'intera strada, un'intera città. E nelle sue parole ci sono verità semplici e universali, come nelle storie dell'umanità stanca di Amado, la quale non rinuncia tuttavia alla propria dignità, a lottare per costruire un mondo in cui abbia ancora senso parlare di speranza e di giustizia.

    dito em 

  • 4

    La miseria abita qui

    Presentato come una delle opere dichiaratamente ‘politiche’ di Amado, Sudore ha la forza del romanzo naturalista francese e i colori del carnevale di Rio: terribile nelle descrizioni e disperato ...continuar

    Presentato come una delle opere dichiaratamente ‘politiche’ di Amado, Sudore ha la forza del romanzo naturalista francese e i colori del carnevale di Rio: terribile nelle descrizioni e disperato come può essere solo una cronaca senza redenzione e senza morale. Lirico, eppure rigoroso, Amado imbandisce una tragedia corale e racconta il Brasile degli ultimi rinunciando agli orpelli della penna per il bisturi del chirurgo.

    dito em 

  • 4

    Al 68 di Rua do Pelourinho, Bahia

    Si respira il puzzo della miseria e del sudore girovagando tra le stanze della Ladeira do Pelourinho. Salendo la fetida scala del palazzone si incontrano topi, puttane, tisici, mendicanti, sarte e ...continuar

    Si respira il puzzo della miseria e del sudore girovagando tra le stanze della Ladeira do Pelourinho. Salendo la fetida scala del palazzone si incontrano topi, puttane, tisici, mendicanti, sarte e lavandaie, tutti diversi nel credo e nella nazionalità, ma uguali di fronte alla miseranda sorte. Troveranno nella solidarietà di classe l'inizio del cammino verso il riscatto!

    "Si ricordò di Alvaro Lima. L'agitatore gli aveva detto che le cose non sarebbero migliorate finché gli operai non avessero dominato il paese. Aveva sentito le sue idee di sciopero, di comizi. Un gruppo di uomini sporchi e sudati avrebbe risalito la ladeira. Per la prima volta il violinista capì che cosa sarebbe sata la rivolta di quegli uomini sfruttati. Il giorno in cui loro l'avessero scoperto..."

    dito em 

  • 3

    A Bahia, nel quartiere Pelourinho al numero 68 esiste un grande palazzo, il suo colore è rosa sbiadito, conta più di cento stanze e oltre seicento anime condividono l’edificio.

    Un mondo. Un ...continuar

    A Bahia, nel quartiere Pelourinho al numero 68 esiste un grande palazzo, il suo colore è rosa sbiadito, conta più di cento stanze e oltre seicento anime condividono l’edificio.

    Un mondo. Un mondo fetido, senza igiene e morale, con topi, parolacce e gente. Operai, soldati, arabi dalla parlantina rovesciata, venditori ambulanti, ladri, prostitute, sartine, scaricatori, gente di ogni colore, di ogni luogo, con ogni abbigliamento.

    Storie che s’intersecano tra loro sotto il comune denominatore della maleodorante miseria.

    dito em 

  • 5

    J. Amado - Sudore

    Recensione di Ania Maslova

    A Bahia, al numero 68 della Ladeira do Pelourinho si svolge la vita degli operai e delle sarte, delle lavandaie e degli scaricatori di porto, delle prostitute e degli ...continuar

    Recensione di Ania Maslova

    A Bahia, al numero 68 della Ladeira do Pelourinho si svolge la vita degli operai e delle sarte, delle lavandaie e degli scaricatori di porto, delle prostitute e degli ambulanti, dei bambini, piccoli solo nel corpo. Il ritmo si sussegue tra il sudore e la miseria di chi si guadagna la giornata e di chi vive di espedienti, di chi si è rassegnato a sperare e di chi sogna una vita migliore. Gli inquilini del palazzone giallo sono di tutti i colori e parlano tutte le lingue, tutti uniti dall’indifferenza e dalla scala buia, invasa dai topi e dall’acre puzzo “che sale lungo l’edificio come una liana che si arrampica all’interno del tronco di un albero”. Si sopravvive, si chiacchiera, si parla di sesso per far passare il tempo, si ascoltano storie antiche sulla schiavitù.

    C’è l’instancabile Dona Rosoleta che cuce i vestiti per mantenere la figlioccia Linda, la quale spera di trovare riscatto sposandosi con un ragazzo ricco, ma dopo la lettura dei testi rivoluzionari presi in prestito da Alvaro Lima, cambierà idea. C’è la cinica Julieta, la prostituta Nair e la misteriosa donna che gira come un fantasma con un vecchio abito azzurro. La tisica della soffitta emette strazianti colpi di tosse che tormentano gli inquilini del palazzo. Al quarto piano abita l’ebreo Isaac, il sessantenne giramondo, più volte arrestato per le sue convinzioni marxiste. Accanto a lui vive Il professor Otávio, il vedovo che ha perso la moglie e la figlia per la tubercolosi. L’altro abitante del 68 è un mite calzolaio, il cui arresto sorprenderà tutti: mentre al cinematografo proiettavano un film americano sulla rivoluzione russa, prenderà a sassate lo schermo. E poi c’è il rachitico che spera di diventare un trapezista, il musicista che sente frustrato il suo talento e Maria do Espìrito Santo che scappa dalla disperazione rifugiandosi nella cocaina. Nel sottoscala, tra gli odori più terribili, vive il mendicante Cabaça, la cui morte sarà presto dimenticata da tutti.

    Dopo il fallimento di uno sciopero, la polizia fa una perquisizione al numero 68, sospettando che nell’edificio ci sia la cellula di un partito sovversivo. Diverse persone estranee alla faccenda sono arrestate. In camera dell’ebreo trovano manifesti rivoluzionari e libri di Lenin. Ma presto uomini e donne si uniranno alla folla che riempie la Ladeira do Pelourinho per protestare contro l’arresto degli operai. Tutto il 68 scenderà le scale come un sol uomo, costruendo un’altra scala: la solidarietà di classe. L’inquilino Alvaro Lima inciterà i manifestanti e prima di finire le parole “proletari di tutto il mondo unitevi”, sarà raggiunto da una pallottola in fronte.

    dito em 

  • 4

    Pur essendo degli appunti giovanili, decine e decine di piccole storie si intrecciano e ci fanno scoprire un mondo inimmaginabile. E tutte compiute...

    dito em 

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