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Super Santos

Inediti d'autore, 1

Di

Editore: Corriere della Sera

3.8
(516)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 66 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Nella strada non c’è novan­tes­imo, nes­sun fis­chio finale, la sfida è eterna. Gio­care senza pen­sare, gio­care per non pen­sare, finché le gambe reg­gono, finché si è vivi. Cor­rere a perdi­fi­ato fino a notte, palla al piede, tra i pas­santi. Bat­tere calci d’angolo fra le auto e i motorini. In piazza questo era davvero gio­care a cal­cio. Loro quat­tro lo sape­vano, Rino, Dario, Gio­vanni e Giuseppe. Loro erano gio­ca­tori di strada, e quando nel tuo sta­dio immag­i­nario a guardarti c’è addirit­tura la Sto­ria, la porta seg­nata col gesso diventa quella del Bern­abeu e ogni par­tita è mate­ria per l’epica. E allora gio­care, sem­pre, senza fermarsi. Poi accade che l’epica deragli in cronaca, e quel giorno i sogni si arren­dono. Suc­cede che Tonino, il capo­zona che gestisce lo spac­cio di coca, trasformi questi cam­pi­oni in pali per i suoi pusher. Ma la reli­gione del cal­cio, come ogni fede, non ammette tradimenti. Così gli anni pas­sano e nella piazza uno solo di loro ritornerà, men­tre il pal­lone rim­balza con­tro il muro di un tempo, e tutto intorno il silenzio.
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  • 3

    carino ma...

    Non eccezionale. Carina la storia dei ragazzini che giocano a pallone per strada, occasione di divertimento che viene poi strumentalizzata dal boss del quartiere. Però il finale mi è sembrato un pochino banale, soprattutto la trovata quasi cinematografica, ecco, del ragazzo per bene, quello che s ...continua

    Non eccezionale. Carina la storia dei ragazzini che giocano a pallone per strada, occasione di divertimento che viene poi strumentalizzata dal boss del quartiere. Però il finale mi è sembrato un pochino banale, soprattutto la trovata quasi cinematografica, ecco, del ragazzo per bene, quello che si è affrancato dalla strada, che torna sul luogo dell'infanzia e onora la memoria dei suoi vecchi amici. Non so, non mi ha particolarmente entusiasmato.

    ha scritto il 

  • 3

    "È una regola eterna. Immutabile." Incipit che induce a pensare subito a 'certe regole' di una 'società' ben definita, scopriamo, invece, che altre sono queste regole e riguardano due calci ad un pallone, rigorosamente dati in strada. 'Americano e Tocco' sono parte integrante della regola, ...continua

    "È una regola eterna. Immutabile." Incipit che induce a pensare subito a 'certe regole' di una 'società' ben definita, scopriamo, invece, che altre sono queste regole e riguardano due calci ad un pallone, rigorosamente dati in strada. 'Americano e Tocco' sono parte integrante della regola, come 'Super Santos', il pallone per antonomasia:" Un pallone con la vera dignità di un pallone...Era un modo di concepire la vita" e la stessa 'dignità' è riscontrabile in chi ha la fortuna di possederlo. Ma anche in questo c'è una differenza, esiste sempre l'opposto, rappresentato qui dal Tango, il mitico pallone, perfetta riproduzione del più famoso 'Argentina 1978' e, naturalmente, anche questa sfera ha le sue regole, così, l'impegno profuso nel gioco serve anche a maturare un comportamento corretto e adeguato.
    Ma il bel gioco a volte dura poco, soprattutto se 'qualcuno' prende in considerazione l'altra faccia della medaglia:"Tonino Porcello...chiamò Dario, Rino, Giovanni, Giuseppe...solo loro...invece avrebbero potuto vivere giocando...In cambio il lavoro che dovevano svolgere era semplice... Solo una normalissima richiesta - 'o pallone - "E tutti avrebbero fatto eco". Come non obbedire ad una richiesta così normale, se il pegno da pagare è un luogo sicuro in cui giocare, senza lasciare la scuola, sfogando le forze adolescenziali in un gioco innocente! "No, gioco e basta. Un antidoto al dolore, alla fatica, al lavoro.
    Però "L'illusione a volte può essere l'unica vera realizzazione possibile. E quindi va bevuta tutta..., così l'organizzazione trova terreno fertile per assoldare, lentamente, militanti che non riusciranno più ad agire e a reagire da soli, niente grilli per la testa, nessuna fantasia possibile:" Le cose vanno così, a comandare sono loro, e quando loro decidono, bisogna starci e basta...". Inutile farsi venire degli scrupoli di coscienza, se serve una scorta per un cuore da trapiantare ad un boss, uno che 'conta', non devono esserci esitazioni, la mente non deve pensare, anche se è il cuore di un calciatore che deve servire allo scopo, ma allora dove va a finire il senso di giustizia? "Giustizia e ingiustizia potevano avere definizione solo considerate nel loro ruolo concreto". Se si agisce secondo le regole, le altre regole, non si deve temere, ma se solo si ipotizza un' incertezza, un dubbio, allora la punizione definitiva arriverà a stroncare la vita di chi ha solo pensato di poter reagire.
    Per chi, invece, si è allontanato in tempo non resta altro che un Super Santos per rinverdire la memoria:"... E cominciò la partita...Nessuno in porta, nessuno in difesa, nessun centravanti...Da solo all'americana.."
    Una breve ed eloquente lezione di vita, di un'altra vita, che a volte stentiamo a (ri)conoscere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Saviano ha il potere, ogni volta che leggo qualcosa di suo, di farmi diventare parte integrante del suo libro in qualità di spettatore, e di farmi rivivere - seppur in maniera indiretta - ricordi legati alla mia infanzia, ricordi legati alle stesse situazioni e agli stessi posti da lui descritti. ...continua

    Saviano ha il potere, ogni volta che leggo qualcosa di suo, di farmi diventare parte integrante del suo libro in qualità di spettatore, e di farmi rivivere - seppur in maniera indiretta - ricordi legati alla mia infanzia, ricordi legati alle stesse situazioni e agli stessi posti da lui descritti.
    Non ho mai fatto parte di un gruppo come quello di Rino & company, ma ne ho avuti tanti di amichetti che, come loro, passavano le intere giornate a rincorrere il loro amato Super Santos, sognando un giorno di diventare dei grandi, proprio come i loro idoli. A loro non importava di vivere in un ambiente tanto ostile e degradato come quello napoletano. E non erano neanche consci che presto o tardi ne sarebbero diventati sempre più parte integrante. A loro interessava solo giocare a pallone, proprio come accade ai ragazzi di questo breve racconto. Giocare, giocare e giocare ancora.

    Questo è un sogno che però svanisce per alcuni di questi, i quali comprendono quanto in realtà la vità sia fatta d'altro, di soldi, specie se guadagnati facilmente. Altri, invece, pur facendo parte di questo sistema, Del Sistema, ne riconoscono tutto lo schifo, ma è ormai troppo tardi per tirarsi indietro, per poter vivere di quei sogni belli proprio perché puri. Quando si è consapevoli di essere parte del marcio, ci si sente automaticamente marci, e tornare indietro risulta essere solo un'utopia.

    Questo è un racconto che inneggia la purezza dell'infanzia, la moltitudine dei sogni di un bambino che, in situazioni difficili come quelle del contesto qui esposto, si trova ad accantonarli, a dover crescere troppo in fretta, contribuendo a mandare avanti il lercio, in continua espansione, di una società malata, malata del dio denaro.

    ha scritto il 

  • 4

    'O pallone

    Appena vedevano un’auto della polizia o un’auto civetta che riconoscevano o sospettavano, o qualche faccia non conosciuta, dovevano gettare il pallone in fondo alla strada e urlare: “’o pallone, ’o pallone, ’o pallone”.


    E' sempre un piacere leggere o ascoltare le parole di Saviano. ...continua

    Appena vedevano un’auto della polizia o un’auto civetta che riconoscevano o sospettavano, o qualche faccia non conosciuta, dovevano gettare il pallone in fondo alla strada e urlare: “’o pallone, ’o pallone, ’o pallone”.

    E' sempre un piacere leggere o ascoltare le parole di Saviano. Grande stima.

    ha scritto il 

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