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Superman: Red Son

Di

Editore: Planeta DeAgostini

4.1
(207)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 846747520X | Isbn-13: 9788467475203 | Data di pubblicazione: 

Illustratore o Matitista: Dave Johnson , Kilian Plunkett ; Colorista: Paul Mounts

Genere: Comics & Graphic Novels , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Mi sono avvicinato a S:RS pensando che fosse una cazzatona del tipo EHU EHU EHU PROVIAMO A METTERE SUPERMAN IN RUSSIA e invece mi son trovato davanti un fumetto molto profondo e molto intelligente, un fumetto che grida a gran voce quanto sia bello essere umani anche quando stiamo nella cacca fino ...continua

    Mi sono avvicinato a S:RS pensando che fosse una cazzatona del tipo EHU EHU EHU PROVIAMO A METTERE SUPERMAN IN RUSSIA e invece mi son trovato davanti un fumetto molto profondo e molto intelligente, un fumetto che grida a gran voce quanto sia bello essere umani anche quando stiamo nella cacca fino al collo. Pure il finale ZOMG è molto carino.

    ha scritto il 

  • 5

    Hoy os queremos hablar de una novela gráfica de Superman. Se trata de una edición en tapa dura, prologada por Tom DeSanto, con un What if? como lo denomina Marvel. Esta versión alternativa de la historia de Superman comienza por su llegada al planeta Tierra pero mostrándonos que hubiese pasado si ...continua

    Hoy os queremos hablar de una novela gráfica de Superman. Se trata de una edición en tapa dura, prologada por Tom DeSanto, con un What if? como lo denomina Marvel. Esta versión alternativa de la historia de Superman comienza por su llegada al planeta Tierra pero mostrándonos que hubiese pasado si hubiese aterrizando en el bloque soviético.

    La historia que hoy queremos mostraros está escrita por Mark Millar e ilustrada por Dave Johnson y Kilian Plunkett. La obra se encuentra dividida en tres partes (El amanecer del hijo rojo, El apogeo del hijo rojo, El ocaso del hijo rojo) pero en esta edición lo encontramos recopilado para mayor comodidad. También se incluyen unos bocetos de la creación de los personajes con algunas anotaciones traducidas.

    Red Son: La historia

    El matrimonio Luthor recibe una llamada de Perry White, del Daily Planet, dónde se nos comunica que Washington está a punto de dar una noticia importante: la Unión Soviética ha revelado que tienen a un superhombre alienígena a su servicio. Esta noticia altera el curso de la Guerra Fría, dando como vencedor al bloque soviético. Tras el anuncio, el gobierno estadounidense se pone en contacto con los laboratorios S.T.A.R. para pedir la ayuda de Lex Luthor.

    Se dice que Superman tiene poderes como el superoído o que pueda disparar rayos láser; por lo que Superman mantiene muchos de sus rasgos más conocidos. El pánico ha cundido en los Estados Unidos y algunas familias tratan de protegerse de la mirada del hombre venido del espacio forrando con plomo las paredes de sus hogares. Durante los meses venideros, los titulares giran en torno al superhombre. Como curiosidad, el nombre que le dieron sus padres adoptivos permanece como secreto.

    Finalmente comentar que esta edición de Planeta me parece muy buena salvo el prólogo, que no me ha convencido demasiado. El papel usado en los cómics suele se de gran calidad por las tintas y las tapas duras le dan mayor consistencia (a mi gusto) que las ediciones grapadas. La historia en general me ha parecido entretenida, así que cuando pueda me haré con un ejemplar para mi colección.

    [Atención, la entrada contiene información a cerca del final de esta novela gráfica, si no has leído Superman: Hijo Rojo hazlo antes de continuar leyendo.]

    La estructura de cada una de las partes es similar, con un ataque de Luthor a Superman en cada una de ellas: un satélite Sputnik fuera de control y la creación de un clon de superman, la alianza con Brainiac y Batman, y finalmente la creación de un cuerpo de Linternas Verdes y la aparición de Lex Luthor en la casa de superman. Sinceramente me sorprendió muchísimo, en la tercera parte, cuando Lex Luthor aparece en la residencia de Superman y es arrojado a la máquina para convertirlo en un robot zombie. Sin embargo me convenció muy poco el momento de rebeldía de Brainiac Al final todo se soluciona con momento de lagrimita pero con la sensación de que podría haber tenido un final mucho más osado.

    Podéis leer más reseñas en: ashoggothontheroof.blogspot.com

    ha scritto il 

  • 4

    Mark Millar negli ultimi anni è divenuto una specie di superstar dei fumetti, come non accadeva da diversi anni, dai tempi di gente come McFarlane, Jim Lee e co. che trasformavano in oro tutto quello toccavano. Leggendo "Superman Red Son" se ne capisce facilmente il motivo. Millar, rispetto ai pr ...continua

    Mark Millar negli ultimi anni è divenuto una specie di superstar dei fumetti, come non accadeva da diversi anni, dai tempi di gente come McFarlane, Jim Lee e co. che trasformavano in oro tutto quello toccavano. Leggendo "Superman Red Son" se ne capisce facilmente il motivo. Millar, rispetto ai predecessori che ho citato, però, ha qualcosa in più, perchè le sue storie non sono solo bei disegni, colori al pc o copertine metallizzate, ma soprattutto idee.
    "Superman Red Son" si trova al di fuori della normale continuity dell'Uomo d'Acciaio e questo giova moltissimo alla storia che, nelle mani di Millar, non diventa solo un classico "what if...", ma un affresco distopico che, a sua volta, si trasforma in racconto di fantascienza. Inoltre queste caratteristiche fanno sì che possa essere letto da tutti, sia dai fan dell'Uomo d'Acciaio che dal semplice appassionato di fumetti, che dal lettore occasionale che vi si accosta incuriosito (magari proprio da questa recensione).
    Al di là della bellezza della storia, dei valori espressi e dell'interessante esperimento di immaginare cosa sarebbe successo se Superman fosse arrivato in Russia invece che in USA, il merito di Millar, a mio avviso, è un altro. L'autore, infatti, non tocca quasi per nulla il personaggio del protagonista, Superman è sempre quello che conosciamo, pieno di buone intenzioni e buoni sentimenti. Non è, quindi, il regime comunista a "influenzarlo" e a trasformarlo in un despota, è, invece, solo una scusa per Millar per poter avere le mani libere. In questo modo l'autore può spingere al massimo su quelle che sono le propensioni stesse del personaggio, mettendone in luce tutte le contraddizioni e i problemi. D'altronde come recita un saggio detto popolare: "la strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni" e Millar ce lo dimostra con un graphic-novel di grande livello che si legge come un romanzo.
    Una piccola annotazione conclusiva non può che essere d'elogio per l'edizione con copertina rigida e di pregio, capace di dare a questo volume il giusto rilievo nelle librerie di tutti gli appassionati.

    ha scritto il 

  • 2

    Curiosa esta versión de la historia, ¿qué habría pasado si Superman hubiese caído en Rusia y no en EE.UU.? A pesar de la interesante premisa inicial, me ha parecido una historia sosa y desaprovechada. El final me ha decepcionado bastante.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Superman non mi è mai stato particolarmente simpatico, né ha mai attirato la mia attenzione. Voglio dire, è il classico perfettino, il secchione che a scuola corregge la maestra (e il fatto che a me sia sporadicamente successo in passato è diverso, io sono giustificabile, io sono meglio, io non g ...continua

    Superman non mi è mai stato particolarmente simpatico, né ha mai attirato la mia attenzione. Voglio dire, è il classico perfettino, il secchione che a scuola corregge la maestra (e il fatto che a me sia sporadicamente successo in passato è diverso, io sono giustificabile, io sono meglio, io non giro con una maglia con le mie iniziali), è come Topolino, come Pegasus, come Quo (ma pure Qui e Qua non scherzano), come Jack di Lost.
    Da queste parti riscuotono simpatie i personaggi tormentati, che non sanno mai qual è la cosa giusta da fare, che sono impacciati o, al contrario, sono sicurissimi delle proprie azioni per poi andare a sbagliare irreparabilmente. Quindi, si sa, che l'amore va tutto a Pippo, Phoenix (ma anche Sirio e/o Cristal; Andromeda no, quello sta sulle balle a tutti ché è troppo poco virile), Paperino (e ancor di più Paperoga), Hugo (anche se dalle parti di Lost, un giretto su... ehm, un giretto con Kate non ci starebbe neanche male [nota per la signora in "Polenta e Computer": lo scopo del giro è esclusivamente per provare un furgoncino hippie su un isola con gli orsi polari, giuro.]).
    Casualmente sono venuto a conoscenza di questo Superman Red Son e mi sono dedicato alla raccolta di qualche informazione in più, mentre la mia mente malata già si immaginava una realtà in cui Superman fosse stato adottato da Red Ronnie. La storia è ancor più sconvolgente: una realtà alternativa che vede Kal-el arrivare sulla Terra con poche ore di ritardo (Trenitalia protagonista indirettamente anche dei comics americani) e cade in una fattoria ucraina anziché nel Kentucky.
    In pochi anni, invece che campione del turbocapitalismo, diventa l'uomo fidato di Stalin e vessillo del comunismo. Gli uomini sono tutti uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. Ecco, un uomo invincibile, volante e che spara raggi dagli occhi è decisamente più uguale degli altri. Ma siccome "ognuno secondo le sue possibilità e ad ognuno secondo le sue necessità", al buon Superman non tocca nulla se non salvare tutti da incidenti catastrofici, alcuni dei quali causati da quel simpaticone di Lex Luthor. Lex è un simpatico individuo che, dopo aver sposato Lois Lane, gioca a scacchi con i robot che costruisce (e si bulla di vincere) fino a quando non trova la sua ragion d'essere nell'eliminazione di Superman.
    Nel frattempo, Stalin ci lascia le penne e l'uomo d'acciaio (stahl in russo vuol dire acciaio, sapevatelo) viene sostituito dal vero Uomo d'Acciaio (Superman è noto anche come l'Uomo d'Acciaio).
    Lo strapotere di Superman, che diventa una sorta di Grande Fratello che protegge e sorveglia l'intero pianeta, viene minato solo da dei Batman sovietici, che sono molto simili a V (vedi V for Vendetta). Molto simile a quanto descritto nel fumetto di Alan Moore è anche la diffusione di una pletora (Gesù, son dieci anni che non vedevo l'ora di usare 'sta parola) di Batman anarchici.
    C'è pure Wonder Woman, che flirta quanto più possibile con Superman. Ma l'Uomo d'Acciaio è interamente d'acciaio, pure il suo cuore (ma non il suo pube, a differenza di quanto vorrebbe WW).
    La valutazione complessiva di questo fumetto non può che essere ancorata a due grossi problemii.
    Primo, iniziando a leggere le avventure di un supereroe da un what if, si perde tutta la marea di citazioni di cui tutta la storia è infarcita.
    Secondo, la storia dei Batman sovietici (la parte migliore di questo "Red Son") ricorda troppo V for Vendetta. Il confronto è inevitabile e si sa che chiunque si confronta con Alan Moore ne esce con le ossa rotte.
    In sostanza, consigliatissimo ai fan di Superman e a chi non ha ancora letto niente di Alan Moore.
    Ma se uno non ha ancora letto Alan Moore, meglio che si dedichi alle opere del genio stramboide, piuttosto che impegolarsi con questo volume.

    ha scritto il 

  • 3

    Paradosso narrativo di partenza: e se Superman fosse cresciuto nell'Unione Sovietica invece che negli Stati Uniti?
    Da questa idea di base si sviluppa una trama che si diverte a giocare con tutti gli altri capisaldi dell'universo fumettistico in cui si muovono Superman, Wonder Woman, Lex Lut ...continua

    Paradosso narrativo di partenza: e se Superman fosse cresciuto nell'Unione Sovietica invece che negli Stati Uniti?
    Da questa idea di base si sviluppa una trama che si diverte a giocare con tutti gli altri capisaldi dell'universo fumettistico in cui si muovono Superman, Wonder Woman, Lex Luthor e altri eroi DC Comics.
    La vicenda è piuttosto condensata, con al suo interno molti dei paradossi ormai clichè della fantascienza. La grafica è ineccepibile.
    Va letto come un divertissment, senza aspettarsi un capolavoro: è un esercizio di fantasia sul classico tema "E se invece fosse successo che..."

    ha scritto il 

  • 2

    Ucronías y bolis de propaganda

    Siento que me repito, pero aquí hay otra genial idea que no ha tenido un desarrollo satisfactorio.


    La de punta que se le habría podido sacar al lápiz con la historia del nacimiento alternativo de Superman en la URSS, y sin embargo tiramos el lápiz y nos quedamos con un boli de propaganda.. ...continua

    Siento que me repito, pero aquí hay otra genial idea que no ha tenido un desarrollo satisfactorio.

    La de punta que se le habría podido sacar al lápiz con la historia del nacimiento alternativo de Superman en la URSS, y sin embargo tiramos el lápiz y nos quedamos con un boli de propaganda...

    Ni me gustó el dibujo, ni la historia salió de las aventuras más cliché de superhéroes. Superman es tan bueno como soso y el Batman que pintan aquí, al que tachan de terrorista, se mearía en las mallas si conociese al sexagenario Batman de Frank Miller.

    No hay ni batallas espectaculares ni nada más allá de un intento de ucronía que por no tener no tiene ni gracia.

    ha scritto il 

  • 5

    Il superuomo esiste, ed è Sovietico!

    Quando si dà troppo per scontata una cosa, il suo ribaltamento diviene immediatamente accattivante: caduto in Ukraina anziché nel Kansas, il superstite Kriptoniano Kal'el finisce per offrire il suoi superpoteri a Stalin e alla causa del Patto di Varsavia, diventando il Superuomo dalla Falce e Mar ...continua

    Quando si dà troppo per scontata una cosa, il suo ribaltamento diviene immediatamente accattivante: caduto in Ukraina anziché nel Kansas, il superstite Kriptoniano Kal'el finisce per offrire il suoi superpoteri a Stalin e alla causa del Patto di Varsavia, diventando il Superuomo dalla Falce e Martello sul petto, al posto della classica "S" rossa su fondo giallo.

    I timori che questo "divertissement", o gioco letterario, si esaurissero lì sono presto fugati: Mark Millar scrive una delle più grandi e profonde storie dedicate a Superman, ed è in grado di dipanare una trama globale e drammatica che supera l'iniziale incipit (e una nuova, più matura rivalità tra Luthor e Superman) per diventare qualcosa di più, un ragionamento sul concetto stesso di "Super", di "Eroe salvatore" e sulle responsabilità che coinvolgono esseri semi-divini come Superman, per l'appunto, o Wonder Woman.

    Un fumetto emozionante, divertente ed avvincente, maturo e ricco di inventiva, consigliato tanto agli appassionati delle vicende di Superman e della JLA quanto ai lettori occasionali che, per una volta, vogliono vedere veramente nuova linfa iniettata nel più classico dei classici, padre dei supereroi stessi.

    Il tutto in una veste grafica fenomenale, con disegni eccezionali e uno storytelling sempre eccellente.

    Consiglio vivissimo: NON prendete la costosissima e castrata versione italiana, procuratevi il volume originale USA.

    ha scritto il