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Superzelda

La vita disegnata di Zelda Fitzgerald

Di

Editore: Minimum Fax

3.8
(171)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 172 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875212961 | Isbn-13: 9788875212964 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tiziana Lo Porto

Genere: Biography , Comics & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Ballerina, pittrice e scrittrice, Zelda Sayre (1900-1948), moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald, ha incarnato più di ogni altra sua contemporanea il prototipo della "maschietta", creando un modello di femminilità alternativa e ribelle che è sopravvissuto ben oltre gli Anni Ruggenti - grazie anche alle opere del marito, che a lei si è ispirato nel costruire le eroine più riuscite dei suoi romanzi. Questo graphic novel ne racconta le vicende, dall'infanzia in Alabama, passando per l'incontro con Scott, il matrimonio e la scandalosa luna di miele a New York, e poi i viaggi in Europa e in Africa, le frequentazioni con Ernest Hemingway, Dorothy Parker, John Dos Passos e molti altri protagonisti della scena intellettuale e artistica dell'epoca, fino alla malattia, il ricovero per schizofrenia e il drammatico epilogo. Sceneggiato a partire dai romanzi del marito, e disegnato utilizzando l'iconografìa dell'epoca e le foto di famiglia di casa Fitzgerald, Superzelda è il ritratto a fumetti della coppia più spericolata e romantica di quella che Gertrude Stein definì "generazione perduta".
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    Una veste grafica anticonvenzionale (oggi si dice “graphic novel”), per rendere giustizia alla supereroina del Novecento americano. Una ricostruzione della vita esteriore che va di pari passo con ...continua

    Una veste grafica anticonvenzionale (oggi si dice “graphic novel”), per rendere giustizia alla supereroina del Novecento americano. Una ricostruzione della vita esteriore che va di pari passo con quella interiore, grazie a un intenso lavoro di documentazione. Il fumetto è italiano, dunque solo una stordita come me poteva confondersi e comprarselo in inglese. Ad ogni modo, per le numerose citazioni dai romanzi di Scott, dalle lettere dei due e dalle interviste alla coppia e ai loro conoscenti, la lingua “originale” non è poi questo grande difetto.

    Leggi il mio articolo qui: http://zeldasroom.wordpress.com/2014/05/01/cinque-piu-cinque-titoli-per-scoprire-zelda-fitzgerald/

    ha scritto il 

  • 2

    Per conoscere Zelda Fitzgerald

    La vita di Zelda Fitzgerald, dall'infanzia, all'incontro con il marito Francis Scott, alla malattia e alla morte.

    In favore del libro, posso dire che non sono troppo abituato alle graphic novels e ...continua

    La vita di Zelda Fitzgerald, dall'infanzia, all'incontro con il marito Francis Scott, alla malattia e alla morte.

    In favore del libro, posso dire che non sono troppo abituato alle graphic novels e che non ero così interessato all'argomento (ho letto il libro su insistenza di un amico). Se le premesse per la lettura non erano ottimali, Superzelda non ha però migliorato il mio giudizio: il tratto accennato dei disegni non mi è piaciuto per niente, la struttura delle tavole è ripetitiva, la narrazione molto (troppo?) didascalica. Il personaggio di Zelda non mi è parso per di più molto interessante: schizofrenico (come il marito), preso continuamente tra la frenesia di vivere al massimo ogni esperienza e una disperata tristezza... ma niente di più. Questa biografia scava ben poco nell'interiorità di Zelda: a lettura conclusa, posso dire di aver conosciuto il dramma della sua esistenza, ma non ne sono stato minimamente toccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Zelda Sayre (1900-1948) è la moglie di Francis Scott Fitzgerald. La sua vita e la loro relazione sono esposte in questa graphic novel di 170 tavole, in cui i disegni di Daniele Marotta - con l’uso ...continua

    Zelda Sayre (1900-1948) è la moglie di Francis Scott Fitzgerald. La sua vita e la loro relazione sono esposte in questa graphic novel di 170 tavole, in cui i disegni di Daniele Marotta - con l’uso di soli 3 colori (bianco, nero e azzurro) – e i testi di Tiziana Lo Porto fanno rivivere uno spirito ribelle, una personalità affascinante e anticonformista, perennemente insoddisfatta. E che chiuderà una vita spumeggiante con una tragica fine. Personaggio dissonante rispetto ai canoni dei primi decenni del Novecento, Zelda incarnò il prototipo della “maschietta”, modello di femminilità che fece epoca negli anni Venti, quelli “ruggenti” del Proibizionismo, attraversati dalla “generazione perduta” (definizione di Gertrude Stein). Zelda, dice Scott, è una di quelle ragazze che non devono fare il minimo sforzo per fare innamorare; “sono due i tipi di uomini che solo di rado si innamorano di lei: gli stupidi, che di solito hanno paura della sua intelligenza, e gli intellettuali, che di solito hanno paura della sua bellezza. Tutti gli altri le appartengono per diritto naturale”. Nel racconto si inseriscono pensieri su Zelda proposti da personaggi come Patti Smith: “da bambina, mi identificai con il suo spirito ribelle, e cominciai a chiedermi perché la gente non può prendere a calci le vetrine”. La sceneggiatura attinge a piene mani dal fondo autobiografico degli romanzi del marito, dalle lettere e dai testi scritti sulla coppia. Il segno – con influenze di José Munoz e Gipi, o almeno così mi è parso – riprende le foto di famiglia e la grafica dell’epoca. L’editore è quello che sta ripubblicando l’opera integrale di Francis Scott Fitzgerald.

    ha scritto il 

  • 2

    Non bastano due personaggi favolosi come Scott e Zelda, nè la storia di un grande amore tira-e-molla, nè lo sfondo dei ruggenti anni Venti a fare un buon libro: ahimè, qui l'idea era buona e la ...continua

    Non bastano due personaggi favolosi come Scott e Zelda, nè la storia di un grande amore tira-e-molla, nè lo sfondo dei ruggenti anni Venti a fare un buon libro: ahimè, qui l'idea era buona e la graphic novel è un modo originale per raccontare qualcosa, ma questa è uscita proprio male.

    Dei Fitzgerald ci vengono raccontati tutti, ma veramente tutti i viaggi e i traslochi, ma alla fine della storia non ci sembra di conoscerli tanto più di prima. Gli vengono messe in bocca frasi celebri dette in vita, ma la narrazione è molto superficiale e loro alla fine risultano due macchiette e basta.

    Infine, si può dire...? I disegni sono veramente ORRENDI! Ma roba che se disegnassi io così mai e poi mai mi sognerei di spedire addirittura dei miei disegni a una casa editrice (ma buon per i disegnatori che ci hanno creduto e ci hanno provato, gli è andata bene). Nulla più di un'operazione commerciale, il libretto paraculo che si poteva vendere bene.

    ha scritto il