Sur la route

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Editeur: Gallimard (Folio, 766)

3.7
(13195)

Language: Français | Number of pages: 436 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Chi traditional , Chi simplified , German , Italian , Swedish , Portuguese , Catalan , Dutch , Polish , Czech , Japanese

Isbn-10: 2070367665 | Isbn-13: 9782070367665 | Publish date: 

Preface Michel Mohrt

Aussi disponible comme: Others , Hardcover , Paperback

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Description du livre
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  • 2

    Mi aspettavo di più, forse troppo dopo averne sentito molto parlare. Sono rimasto abbastanza deluso ed è stato arduo portarne a termine la lettura. Il racconto si sviluppa in un continuo viaggio senza ...continuer

    Mi aspettavo di più, forse troppo dopo averne sentito molto parlare. Sono rimasto abbastanza deluso ed è stato arduo portarne a termine la lettura. Il racconto si sviluppa in un continuo viaggio senza uno scopo ben definito. Forse questo libro è stato un mito per i giovani degli anni cinquanta e sessanta e adesso non si riesce più ad apprezzarlo come allora perché i tempi sono cambiati e i viaggi fanno parte della quotidianità mentre allora erano un motivo di evasione. E poi, come disse una volta Guccini (https://www.youtube.com/watch?v=qkAXcBlQRiM) " gli Americani ci fregano con la lingua".

    dit le 

  • 1

    Mah...

    Sarà anche un classico...
    Sta di fatto che non ci ho trovato nulla di speciale in tutto quell'andirivieni in macchina contornato di sbornie e stronzate varie. Credo che il libro sia un tantino soprava ...continuer

    Sarà anche un classico...
    Sta di fatto che non ci ho trovato nulla di speciale in tutto quell'andirivieni in macchina contornato di sbornie e stronzate varie. Credo che il libro sia un tantino sopravalutato. Non è nemmeno scritto bene, o forse è tradotto malissimo...
    Ho fatto fatica a finirlo, perciò non lo consiglio a nessuno. C'è molto di meglio da leggere.

    dit le 

  • 3

    Un romanzo che si ama o si odia, simbolo di una generazione che si ama o si odia. Il mio spirito pragmatico non è capace di entare in sintonia con una filosofia di vita che intende la distruzione di s ...continuer

    Un romanzo che si ama o si odia, simbolo di una generazione che si ama o si odia. Il mio spirito pragmatico non è capace di entare in sintonia con una filosofia di vita che intende la distruzione di sé come mezzo di rivolta contro la società che la circonda.
    A costo di prendermi dell'imborghesito, del bacchettone, del "vecchio dentro", sono convinto che rubare per noia, drogarsi per sballo, spendere i propri risparmi incautamente o, peggio, non assumersi responsabilità nemmeno di fronte a un figlio, siano qualità di un fancazzista fatto e finito e non certo di un moderno cantore della vita senza costrizioni.
    L'aspetto di questo romanzo che invece mi ha colpito è la crudezza con cui Kerouac descrive l'America (e il Messico, mio Dio, il Messico!) di fine anni '40: una società i cui strati meno abbienti sguazzano nella miseria, una miseria poco immaginabile oggigiorno e che rappresenta il fallimento di quel "grande sogno americano" sbandierato in lungo e largo fin dal 19° Secolo.
    E che dire degli spazi aperti in cui si muovono i protagonisti? Magnifici! Superbi! Che paese selvaggio dovevano essere gli USA centrali a metà secolo! E il Messico descritto? Non potevo che concordare con l'eccitazione di Dean alla vista di tutta quella umanità diversa, così vicina all'America eppure così distante...
    Insomma, un testo che salvo unicamente per l'impianto narrativo e non certo per il messaggio di vita che critici e generazioni di lettori hanno voluto accostargli dopo la sua uscita (cosa che neppure Kerouac aveva in mente di fare durante la stesura).

    dit le 

  • 2

    Libro letto con grandi aspettative fino all'ultimo ma che non mi ha colpito positivamente quanto credevo. L'unica parte che ho veramente apprezzato è la fine, la lunga descrizione del senso di libertà ...continuer

    Libro letto con grandi aspettative fino all'ultimo ma che non mi ha colpito positivamente quanto credevo. L'unica parte che ho veramente apprezzato è la fine, la lunga descrizione del senso di libertà nelle ultime pagine. Ecco, bastano quelle per apprezzare tutto il libro.

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  • 0

    Best part of the novel: when Sal and Dean and their friend cross the magic border and enter Mexican soil, and then begin to see yucca cactus and organpipe on all sides, and begin to see and the white ...continuer

    Best part of the novel: when Sal and Dean and their friend cross the magic border and enter Mexican soil, and then begin to see yucca cactus and organpipe on all sides, and begin to see and the white sand of the desert, and then come into the dizzying heights of the Sierra Madre Oriental, and then see Mexico City stretched out in its volcanic crater. Till the end of the road…..

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  • 4

    Be the passenger.

    Una serie di viaggi folli che attraversano tutti gli Stati Uniti, una scrittura travolgente e vorticosa come il jazz di quegli anni, che tiene il lettore incollato alla pagina: vietato scendere finché ...continuer

    Una serie di viaggi folli che attraversano tutti gli Stati Uniti, una scrittura travolgente e vorticosa come il jazz di quegli anni, che tiene il lettore incollato alla pagina: vietato scendere finché non si arriva a destinazione.

    dit le 

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