Surplus cognitivo

Creatività e generosità nell'era digitale

Di

Editore: Codice

4.1
(47)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 180 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875781680 | Isbn-13: 9788875781682 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Computer & Tecnologia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Questo è un libro sul tempo libero. Qualcosa di molto comune, certo, ma pensate di considerare il tempo libero dell’umanità come un unico insieme, una specie di surplus cognitivo, e di utilizzarlo attraverso i nuovi media e le possibilità di condivisione e di dialogo che offrono. Mentre i media del Ventesimo secolo permettevano un unico evento, il consumo, il cablaggio dell’umanità ci permette di trattare il tempo libero come una risorsa globale condivisa, e di immaginarci nuovi tipi di partecipazione. Ma per capire come usarlo, dobbiamo porci diverse domande: abbiamo le giuste motivazioni, oltre che l’opportunità, per farne qualcosa? E ancora: è una questione solo personale o anche sociale? Il surplus cognitivo non consiste solo in trilioni di ore di tempo libero sparso fra miliardi di individui interconnessi. Piuttosto, è qualcosa di comunitario; e sarà utile se saremo in grado di sfruttarlo per produrre valore civico. Sta già succedendo: il surplus cognitivo si sta caratterizzando come una grande forza emergente, in grado di raccogliere un sapere delocalizzato e frammentato, e di aggregarlo in un qualcosa di grande e di nuovo.
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  • 3

    Il libro è scritto da un cosiddetto guru dell'informatica: già questo basta per capire la veloce obsolescenza dei concetti. La tecnologia in ambito ITC è così naturalmente orientata all'innovazione e ...continua

    Il libro è scritto da un cosiddetto guru dell'informatica: già questo basta per capire la veloce obsolescenza dei concetti. La tecnologia in ambito ITC è così naturalmente orientata all'innovazione e al farci cambiare o acquisire nuove abitudini che spesso troviamo molte idee ancora in formazione al momento dello scritto essere divenute realtà familiari e quotidiane. Nel libro, per esempio, non si parla dell'esplosione dei social network perché ancora di là da venire.
    Il cardine intorno al quale ruotano le considerazioni dell'autore è quello della spontaneità e del disinteresse: il lavorare senza badare al riscontro economico; creare un'opera, erogare un servizio a titolo totalmente gratuito, ci fa cambiare approccio anche nei confronti del nostro stesso lavoro. È una generosità che spesso si traduce in maggior cura e attenzione sia per l'attività in sé sia per la relazione cui si sta dando vita e forma. Non solo, ma tale disposizione d'animo, tale disinteresse, suscita simpatie ed emulazioni ed è generatore di conoscenza e di nuove idee condivise. È la base della tecnologia open source, del mondo Wikipedia, dove i contributi e gli accessi di tutti migliorano costantemente i risultati e costituiscono un ritorno in termini di sviluppo e progresso con pochi paragoni.
    C'è da chiedersi se tutto questo sia possibile perché avviene nel contesto di transazioni normalmente utilitaristiche in cui gli scambi a titolo gratuito sono un'eccezione. Se fossero la regola generale forse il sistema diverrebbe in fretta non sostenibile e le motivazioni intrinseche perderebbero l'energia necessaria ad alimentare il bene comune della conoscenza e della tecnologia condivisa.

    ha scritto il 

  • 5

    nulla da dire sul contenuto, Brillante però la traduttrice sarebbe meglio che facesse un corso accelerato di italiano, spesso alla fine dei capitoli si perde negli accordi tra genere e numero.. insomm ...continua

    nulla da dire sul contenuto, Brillante però la traduttrice sarebbe meglio che facesse un corso accelerato di italiano, spesso alla fine dei capitoli si perde negli accordi tra genere e numero.. insomma per un libro che costa 22 euro e di nemmeno 200 pagine mi aspetto che sia perfetto!

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro. Fondamentale per chiunque voglia capire qualcosa sui meccanismi della partecipazione e dell'azione organizzata in rete, oltre che sulle dinamiche motivazionali delle community. Il tutt ...continua

    Un capolavoro. Fondamentale per chiunque voglia capire qualcosa sui meccanismi della partecipazione e dell'azione organizzata in rete, oltre che sulle dinamiche motivazionali delle community. Il tutto in uno stile colloquiale e con storie e davvero interessanti. Grandi Teorici della Rete nostrani dalla citazione facile e dal lessico difficile, cercate di imparare qualcosa sullo stile in cui si scrive di cose del genere, grazie

    ha scritto il 

  • 4

    Il tempo libero, ostaggio per decenni della televisione, si è liberato: creare, condividere, collaborare si aggiungono al solo guardare grazie alle opportunità fornite da internet.

    ha scritto il 

  • 4

    confesso...

    che non mi piace lo stile di scrittura di Shirky, ma comunque alcune sue riflessioni le considero illuminanti! Aprono prospettive, non tutte personalmente condivisibili, ma comunque utili magari per c ...continua

    che non mi piace lo stile di scrittura di Shirky, ma comunque alcune sue riflessioni le considero illuminanti! Aprono prospettive, non tutte personalmente condivisibili, ma comunque utili magari per cercare oltre.

    ha scritto il 

  • 5

    Ma il Surplus Cognitivo e' Potenziale!

    Un libro che mi ha appassionato via via sempre di piu'. Molto hanno fatto i saggi letti e studiati nei nove mesi che ho impiegato a terminarlo; credo che tali saggi "di intermezzo" mi abbiano dato del ...continua

    Un libro che mi ha appassionato via via sempre di piu'. Molto hanno fatto i saggi letti e studiati nei nove mesi che ho impiegato a terminarlo; credo che tali saggi "di intermezzo" mi abbiano dato delle nuove chiavi di lettura e fatto comprendere meglio un pensiero che, va detto, scorre comunque molto velocemente.

    Il surplus cognitivo e' (direi quasi per definizione) qualcosa di potenziale ed e' costituito dal valore (potenziale, per l'appunto) che si accumula con le condivisioni, le collaborazioni, la combinabilita' della conoscenza degli agenti (per utilizzare un termine sociologico).

    I primi capitoli preparano il lettore, da un punto di vista dell'evoluzione storico-sociologico, al pensiero fulcro che trova spazio degli ultimi tre.

    Dietro la condivisione ci sono delle motivazioni intrinseche ed estrinseche ma senza averne la cultura il surplus cognitivo non potrebbe trovare espressione. Una espressione che, dal personale, attraverso il comunitario e il pubblico, e' nel civico che trova la sua reale virtu' perche' a beneficiare delle condivisioni sono tutti quelli che vivono nell'eco-sistema in cui il gruppo civico si ha preso forma.

    L'importante e' saper cogliere le opportunita' che la tecnologia mette a disposizione non soltanto in termini di mera connessione ma anche in termini di piattaforma sociale (Shirky fornisce anche una serie di utili consigli per la progettazione di un Social Network).

    Uno dei messaggi e': non sapremo mai prevedere (perche' non abbiamo mai saputo finora prevedere) l'evoluzione dei comportamenti umani quando entrino in contatto con un nuovo mezzo; essendo, quindi, inutile prevedere le evoluzioni dei/coi Social Media, la via e' sperimentare ogni cosa!

    Questi i post del mio blog in cui ho fatto riferimento al libro:
    http://mdplab.blogspot.com/2011/02/dove-si-accendono-fuochi-senza.html
    http://mdplab.blogspot.com/2011/09/editoriasociale-al-romagnacamp.html
    http://mdplab.blogspot.com/2011/11/conoscenza-pertinente-ed-educazione.html

    Nota http://www.conversationagent.com/2011/02/cognitive-surplus-in-business.html

    ha scritto il 

  • 5

    In una folla, l'imprevedibile diventa prevedibile...

    Questo è un saggio di sociologia "digitale", non banalmente sul "tempo libero".
    Shirky mi ha fatto comprendere meglio perché faccio quel che faccio, come blogger, come membro attivo nelle comunità dig ...continua

    Questo è un saggio di sociologia "digitale", non banalmente sul "tempo libero".
    Shirky mi ha fatto comprendere meglio perché faccio quel che faccio, come blogger, come membro attivo nelle comunità digitali (e non) che frequento. Perché mi ritrovo così spesso a spendere ore e ore, ritagliate a lavoro e talvolta famiglia, nello scrivere un articolo su uno dei miei blog, per il quale non verrò affatto pagato.
    E mi ha fatto comprendere perché mia moglie mi guardava in quei frangenti scuotendo la testa, e io di contro non capivo proprio lei, che passava del tempo a rispondere e dare pareri alle sue amiche sul loro forum, di "mamme del mese X e anno Y". Essendo peraltro parecchio apprezzata per i suoi contributi.
    E ho capito che se un giorno venissi pagato per scrivere, partecipare, aiutare, ascoltare, probabilmente perderei l'entusiasmo nel fare tutto questo.
    Si, è un libro anche per tutti gli "aNobiisti" che passano ore e ore a scrivere recensioni, messaggi, creare, gestire e partecipare alle decine di gruppi che si trovano su questo nostro social network di lettori.
    La passione, la generosità e la creatività non possono avere un prezzo, se non quello che deriva dall'attenzione degli altri a ciò che facciamo, soprattutto se è loro d'aiuto.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro si presenta nella quarta di copertina,ammesso che un ebook ne abbia una, con oggetto il tempo libero. Tale definizione mi trova parzialmente in disaccordo perchè, e lo stesso autore ce lo ...continua

    Questo libro si presenta nella quarta di copertina,ammesso che un ebook ne abbia una, con oggetto il tempo libero. Tale definizione mi trova parzialmente in disaccordo perchè, e lo stesso autore ce lo rammenta, il concetto di libertà come opportunità individuale è in antitesi con quello di rete sociale, sia sul web sia nella realtà fisica. Il tempo libero, visto quale frazione temporale che rimane dalle incombenze professionali e lavorative assume, per coloro che frequentano social network e comunità di pratica, significato di impegno a tutti gli effetti, ma con la caratteristica di essere più gratificante del lavoro, anche perchè scelto e non imposto.

    La lettura scorre ed è gradevole, i contenuti, per chi ha esperienza di reti sociali, sono tutto sommato scontati ma ben descritti ed organizzati, tali da dare una panoramica sul fenomeno anche a chi, come me, non si occupa nello specifico di analisi di comunicazione con i nuovi media.
    Personalmente ritrovo continuità con gli studi fatti in vari corsi italiani, europei, americani nelle community di apprendimento alle quali, essendo insegnante, ho partecipato in contesti di connettivismo e di open resources che mi hanno dato la consapevolezza che si può imparare divertendosi, che è meglio l'ambiente caotico di quello formale, che è importante condividere ciò che si costruisce e che l'errore non è che un accidente funzionale alla comprensione. Inoltre, non tutto quello che si produce deve sottostare a standard qualitativi preordinati, in genere idealistici.

    Mi sentirei di consigliarlo a tutti quanti hanno contatto con le nuove generazioni, già da chi ha a che fare con i piccoli che cercano il mouse dietro la TV :-) ed anche con i più grandini, a cui va rimarcata l'opportunità non solo ludica che gli strumenti del web offrono alla loro educazione e formazione.

    ha scritto il