Survivor

A Novel

By

Publisher: WW Norton & Co

3.9
(4096)

Language: English | Number of Pages: 289 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish , German , French , Portuguese

Isbn-10: 039333807X | Isbn-13: 9780393338072 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , Audio CD , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

Do you like Survivor ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Tender Branson last surviving member of the Creedish Death Cult is dictating his life story into Flight 2039 s recorder. He is all alone in the airplane, which will crash shortly into the vast Australian outback. But before it does, he will unfold the tale of his journey from an obedient Creedish child to an ultra-buffed, steroid- and collagen-packed media messiah. Unpredictable and unforgettable, Survivor is Chuck Palahniuk at his deadpan peak: a mesmerizing, unnerving, and hilarious satire on the wages of fame and the bedrock lunacy of the modern world.
Sorting by
  • 4

    Una grandissima critica al consumismo, alla società moderna, alle religiorni di ogni tipo e a come vengano strumentalizzate nel mondo moderno...un libro che decisamente porta a delle riflessioni. L'im ...continue

    Una grandissima critica al consumismo, alla società moderna, alle religiorni di ogni tipo e a come vengano strumentalizzate nel mondo moderno...un libro che decisamente porta a delle riflessioni. L'impaginazione particolarissima, con il conto alla rovescia sia per i capitoli che per le pagine del libro, rende davvero l'ineluttabilità del destino e dello schianto

    said on 

  • 5

    Ho riletto Survivor semplicemente per due motivi:
    1) Visto che non era ancora nella mia libreria digitale, sono passati più di dieci anni da quando l'ho preso in mano... e non va bene.
    2) Avevo bisogn ...continue

    Ho riletto Survivor semplicemente per due motivi:
    1) Visto che non era ancora nella mia libreria digitale, sono passati più di dieci anni da quando l'ho preso in mano... e non va bene.
    2) Avevo bisogno di ricordarmi perché qualsiasi cosa che Palahniuk ha scritto o scriverà va acquistata (anche se a volte te ne penti è come comprare un biglietto della lotteria).

    Un certo scrittore statunitense dopo un debutto senza infamia e senza lode come Fight Club (esticazzi signora mia) piazza un secondo romanzo abbastanza definitivo; si va dalla critica alla religione a quella della società moderna, il tutto senza farsi mancare un lieto fine mascherato da tragedia annunciata con tanto di conto alla rovescia con i numeri di pagina. Superlativo.

    said on 

  • 5

    Incredibile come abbia fatto a dimenticare la trama di questo super libro. Lo stile poi mi manda in eccitazione, ne voglio ancora.

    said on 

  • 3

    "Non puoi tenere tutto sotto controllo. Se ti preoccupi sempre del peggio, è quello che finirai per avere."

    Non ho ancora chiarito del tutto i miei rapporti con Chuck Palahniuk: ogni volta che leggo un suo libro le idee a proposito mi si aggrovigliano ancora di più - ma in maniera anche abbastanza piacevole ...continue

    Non ho ancora chiarito del tutto i miei rapporti con Chuck Palahniuk: ogni volta che leggo un suo libro le idee a proposito mi si aggrovigliano ancora di più - ma in maniera anche abbastanza piacevole, per certi perversi versi, perché altrimenti non ne approfondirei la conoscenza.
    Non capisco se è più quello che dei suoi testi mi affascina o mi disgusta.
    Sicuramente mi piace un sacco lo stile crudo e sopra le righe, il fatto che non abbia mezzi termini e che critichi imperiosamente (e impietosamente) la società rancida in cui vive. Dall'altro lato però penso che sia mezzo maniaco, un poco incomprensibile e fumogeno e a volte mi sembra esagerare un po' coi toni, ma forse se non fosse così non sarebbe più lui.
    Per parlare strettamente di Survivor, purtroppo non sono d'accordo con la maggior parte della critica, infatti non credo che sia uno dei suoi migliori romanzi, anche se è intenso e a tratti addirittura grottescamente esilarante. Sconcertante la visione della società dell'apparire da lui proposta, peccato che un po' tutto il libro (non tanto nei suoi particolari, quanto più per ciò che riguarda le generalità della trama) sia abbastanza scontato: da circa metà storia si può immaginare facilmente come il tutto andrà a finire...

    said on 

  • 3

    Questo commento è abbastanza inutile e se lo leggerete capirete perché.
    E' inutile perché non posso dire nulla di buono o di cattivo sul libro. Sono certo che sia un ottimo racconto, uno dei migliori ...continue

    Questo commento è abbastanza inutile e se lo leggerete capirete perché.
    E' inutile perché non posso dire nulla di buono o di cattivo sul libro. Sono certo che sia un ottimo racconto, uno dei migliori di Palahniuk perché la trama c'è e l'ho capita. E poi lo dicono in molti. Ma oltre a questo non posso aggiungere nulla. Capita che in questi giorni, a qualunque cosa io legga dedichi un'attenzione e una concentrazione pari a quella che mi servono per cambiare marcia sulla panda o per fare pipì da seduto, quindi senza nemmeno rischiare di farla fuori. Così mi capita di leggere due o tre pagine e poi scoprire che il segnalibro in realtà era molto più avanti. Quindi, dov'ero con la testa quando avevo letto quelle stesse pagine uno o due giorni prima? Se mi facessero una risonanza magnetica adesso ci potrebbero scrivere un libro. Probabilmente verrebbe fuori più un romanzo che un saggio.
    L'avevo detto o no che sarebbe stato inutile leggermi?
    Facciamo così: diamo fiducia a Palahniuk perché la merita tutta. E iniziamone un altro, sempre suo. Proverò a impegnarmi dicendo allo spiritello che mi distrae: "lascia questo corpo!" almeno per qualche pagina o fino a quando spengo la luce.

    said on 

  • 4

    E ci sono talmente tante cose che vorrei cambiare ma non posso. E' tutto fatto. Adesso è tutto solamente una storia.

    Un, due, tre, Prova..
    Riletto per la sfida 2015, ahimè nella categoria dei libri che avrei giurato di non rileggere. E mi sono ricreduta devo dire.
    Ho ormai appreso che i libri di Chuck vanno letti qu ...continue

    Un, due, tre, Prova..
    Riletto per la sfida 2015, ahimè nella categoria dei libri che avrei giurato di non rileggere. E mi sono ricreduta devo dire.
    Ho ormai appreso che i libri di Chuck vanno letti quando si è di umore nero, magari in una bella giornata uggiosa con la tempesta di fuori, e il giudizio del libro cambia radicalmente.
    La prima volta ci misi due mesi a finire questo libro, e detti un 8.
    Ora ci ho messo una settimana, e si merita un bel 9.
    Romanzo particolarissimo, basta vedere dall'impaginazione. Leggetelo, ne vale veramente la pena.

    said on 

  • 4

    Mi sto solo introducendo a Palahniuk, essendo solo al secondo libro (dopo Fight Club). Li sto leggendo in ordine di scrittura per poter capire l'evoluzione di questo strano ma geniale scrittore.
    Dopo ...continue

    Mi sto solo introducendo a Palahniuk, essendo solo al secondo libro (dopo Fight Club). Li sto leggendo in ordine di scrittura per poter capire l'evoluzione di questo strano ma geniale scrittore.
    Dopo Fight Club, avevo paura di Survivor - non vedevo l'ora di leggere altro di questo scrittore ma temevo che fosse uno di quelli da una botta e via, e la prima botta era stata così intensa... detto questo, Survivor mi ha tenuto col fiato sospeso, nonostante la "piattezza" della vita del protagonista. Il libro è impregnato di ironia e di satira, la si respira proprio a piene pagine. In mezzo a questo, c'è quello che ritengo il vero fil rouge dell'opera, ovvero l'importanza della morte: quanto conta morire? È importante morire in maniera "spettacolare"? La morte viene vista su diversi livelli lungo tutto il libro - fin dalle prime pagine che sono poi il finale della storia - ed è la colonna portante di questo secondo gioiello.

    Non vedo l'ora di leggere di più di Palahniuk.

    said on 

  • 2

    Capisci che è la nostra sfiducia nel futuro che ci rende difficile il distacco dal passato. Non riusciamo ad abbandonare il concetto di quello che eravamo.

    Tender Branson è un sopravvissuto. Uno dei pochi membri rimasti della Chiesa Creedish, una sorta di credo che ha molto della setta e poco della vera religione. Seguiamo Tender Branson nella sua vita d ...continue

    Tender Branson è un sopravvissuto. Uno dei pochi membri rimasti della Chiesa Creedish, una sorta di credo che ha molto della setta e poco della vera religione. Seguiamo Tender Branson nella sua vita da servo, mentre cerca di affrontare il mondo al di fuori della comunità; disturbato, seguito da un'assistente sociale, perennemente in cerca di ordini da eseguire, questa è la vita di Tender Branson. Finché...

    Ho visto questo libro etichettato come "distopico" in diverse occasioni e mi aveva incuriosito parecchio. Eppure questo romanzo di distopico ha ben poco, purtroppo.
    Devo ammettere che la lettura è stata piacevole, il libro è sicuramente scorrevole e si legge in fretta, ma gli mancava qualcosa. Gli mancava un po' di spessore in più, un po' di profondità e dei personaggi ben strutturati.
    Si sente che questo Palahniuk è un Palahniuk acerbo, alle prime armi. Gli elementi che caratterizzano le sue storie ci sono tutti, certo, ma sono ancora appena abbozzati, non approfonditi, a volte abbandonati. Quel tocco di surreale, sempre presente nei suoi romanzi, lo troviamo anche qui, ma a volte pare un po' fuori luogo.
    L'inizio del romanzo è tipico e promettente, ma poi si sviluppa male. Il protagonista anche, inizialmente è "palahniukiano" al massimo; il suo rispondere ad una linea amica per convincere i disperati a uccidersi ricorda tanto il protagonista di Soffocare, che fingeva di soffocare nei ristoranti. Il problema è che tutto questo a un certo punto si perde. La storia iniziale, il tratti iniziali del protagonista, vanno man mano scemando con il progredire delle pagine, annacquando un po' il tutto.

    Non so bene come spiegare la sensazione. Il libro mi è piaciuto, ma non mi è piaciuto. E' Palahniuk, ma non è Palahniuk. Si legge, ma lascia sicuramente poco.

    said on 

  • 3

    Uno, due, tre. Prova.

    Un uomo che ha solo voglia di suicidarsi, ed è scritto nel suo destino che debba farlo, e allo stesso tempo vuole lasciare la sua storia incisa, indelebile, sulla scatola nera di un areo di linea non ...continue

    Un uomo che ha solo voglia di suicidarsi, ed è scritto nel suo destino che debba farlo, e allo stesso tempo vuole lasciare la sua storia incisa, indelebile, sulla scatola nera di un areo di linea non poteva trovare altra soluzione che la copertina di questo ennesimo capolavoro di Chuck Palahniuk suggerisce. Un uomo che non si trovava a suo agio ne quando era nessuno, ne quando è diventato famoso, un sopravvisuto della sua razza e della sua religione.

    "Capisci che è la nostra sfiducia nel futuro che ci rende difficile il distacco dal passato. Non riusciamo ad abbandonare il concetto di quello che eravamo. Tutti quegli adulti che giocano a fare gli archeologi, cercando manufatti dell'infanzia, giochi da tavolo, il Paese dei Balocchi, il Twister, sono tutti terrorizzati. I rifiuti diventano sacre reliquie. Gli Hula Hoop. La Casa degli Orrori. La ragione per cui ogni volta che buttiamo via qualcosa ci assale la nostalgia è che abbiamo paura di evolvere. Di crescere, cambiare, perdere peso, reinventare noi stessi. Di adattarci."

    said on 

  • 5

    questo è il secondo libro che leggo di questo scrittore e non posso che convincermi ancora di più che sia un GENIO. Dietro le sue storie un po’ assurde a cervellotiche ( in senso positivo) c’è sempre ...continue

    questo è il secondo libro che leggo di questo scrittore e non posso che convincermi ancora di più che sia un GENIO. Dietro le sue storie un po’ assurde a cervellotiche ( in senso positivo) c’è sempre una verità, una critica aperta verso la società e le cose che in essa non vanno. Mi piace il fatto che nei suoi due libri che ho letto ( l'altro è fight club) sia sempre il personaggio principale a raccontare la sua storia, questo libro come l'altro è pieno di “mantra” tossici nel senso che ti entrano in testa e li restano conficcati fino alla fine, ti sembra di essere soffocato, Palahniuk sa essere sarcastico, dissacrante e saccente in modo maestrale. Ci fornisce uno spaccato dell’America moderna, dove sembra che necessariamente tutti debbano saper sopravvivere a qualcosa che può essere più o meno importante, siamo tutti preda dell'inutile e del futile, dell’ adorazione dell'apparenza, che qui viene distrutta con ironia pungente; alla predeterminazione della vita, all'assenza di novità, tutti siamo presi a vivere una vita priva di novità inseriti in schemi ben precisi un po’ come pecore che hanno bisogno sempre di qualcuno che gli dica cosa fare dove andare… è un libro che richiede una certa concentrazione di lettura perché ogni frase anche la più insignificante ha un significato che si rivela alla fine- inizio. Dico fine-inizio perché il libro parte, sia come numero di capitolo che come numerazione della pagine dalla fine fino ad arrivare al numero 1, il numero delle pagine conteggiate a ritroso e i capitoli numerati da quarantasette a uno sottolineano l'inevitabile epilogo in un progressivo conto alla rovescia.

    said on 

Sorting by