Suttree

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.1
(1012)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 560 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese

Isbn-10: 8806207814 | Isbn-13: 9788806207816 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maurizia Balmelli

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Filosofia , Viaggi

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Descrizione del libro
Per vivere Suttree pesca pesci gatto nelle acque limacciose del fiume Tennessee. E sul fiume vive, in una baracca galleggiante ai margini della città di Knoxville, fra ratti reali e metaforici. Ci si è trasferito dopo aver abbandonato un'esistenza di privilegi borghesi e pastoie religiose; l'ha fatto per vivere. Ora nel suo nuovo mondo impara ciò che il fiume insegna: che nel tutto in movimento - quel flusso ora grigio, ora bruno, nero, marrone, color peltro, ardesia, inchiostro o carbonio della cloaca maxima - "il colore di questa vita è acqua" e perciò solo "le forme più primitive sopravvivono". Alcune di esse finiscono impigliate nelle sue reti di pescatore e, volente o più spesso nolente, Suttree deve tentare di portarle in secca, magari immergendosi con loro in liquidi a più alta gradazione. Prima fra tutte la forma di uno spassoso troglodita come Harrogate, giovane topo di campagna con una passione contronatura per i cocomeri e una determinazione tanto candida quanto feroce a trasformarsi in ratto di città. A fianco di questo novello Huckleberry Finn e dei suoi guai Suttree impara altri colori dell'infinito scorrere.
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  • 2

    Il libro è ottimo: su questo non si discute. Ha la potenza metaforica, il ritmo, il dipanarsi della storia proprio dei grandi libri. Tutto ha un senso, fatti e personaggi sono collocati strategicament ...continua

    Il libro è ottimo: su questo non si discute. Ha la potenza metaforica, il ritmo, il dipanarsi della storia proprio dei grandi libri. Tutto ha un senso, fatti e personaggi sono collocati strategicamente per illudere, e poi disilludere, il lettore, che così vive dentro, leggendo, proprio ciò che il protagonista della storia vive in sé: in questa mimesi evocativa sta gran parte della grandezza di questo grande romanzo. Il problema, per me, è che è (eccessivamente) grande anche dal punto di vista della mole. Il fiume di parole, a metà fra lo stile asciutto e l'eccesso di ricercatezza, a una certa stordisce e fa smarrire: anche qua, pare di leggere parole come il protagonista fa le sue bevute, trovando il medesimo effetto. E' forse un pregio, ma a me non ha catturato: l'asciuttezza rimane a mio parere la miglior virtù quando si tratta di narrativa, la storia deve appassionare ben più di quella qui raccontata, che ridotta all'osso è poca cosa, al netto delle atmosfere. Ne riconosco la grandezza, quindi, e mi ci tolgo il cappello, ma senza emozione.

    ha scritto il 

  • 3

    La iena inconcludente

    Ci ho messo una vita a completare la lettura di questo libro, che certamente non mancava in pagine, ma che a differenza degli esili "La strada" e "Non è un paese per vecchi", si sgonfia pagina dopo pa ...continua

    Ci ho messo una vita a completare la lettura di questo libro, che certamente non mancava in pagine, ma che a differenza degli esili "La strada" e "Non è un paese per vecchi", si sgonfia pagina dopo pagina. Temo che McCarthy funzioni bene a piccole dosi, ma quando il piretro statunitense viene via via diluito, perde il suo effetto e sembra che si leggano le medesime cose ripetute n-volte. Suttree viaggia nell'immondezzaio di Knoxsville, affronta un bel ginepraio di personaggi di vario genere. Manca però di potenza narrativa. Mancano quelle parole di piombo che hanno reso lo scrittore americano famoso e dalla cifra stilistica riconoscibile. McCarthy gira intorno ai temi postmoderni come una iena intorno alla preda che vuole assalire, ma fatica ad azzannarla. Si accontenta di osservarla e mangiarla con gli occhi, ma nulla più.

    ha scritto il 

  • 5

    La rivelazione

    Il mio primo McCarthy: la scoperta di una famiglia accogliente.

    Anzitutto un incipit irresistibile, lungo denso e magnetico, uno dei migliori incipit che la mia memoria conservi. Poi un personaggio li ...continua

    Il mio primo McCarthy: la scoperta di una famiglia accogliente.

    Anzitutto un incipit irresistibile, lungo denso e magnetico, uno dei migliori incipit che la mia memoria conservi. Poi un personaggio limpido; ma quale Dante, ma quale Ulisse! Sì, bella l'intertestualità, bello che McCarthy non sia un bifolco ignorante che scrive per scrivere. Ma gli illustri antecedenti tolgono qualcosa a Suttree che nella borghesia non ci sa stare (cosa che invece che a Dante non si può dire), che fa il minimo indispensabile per vivere, ma vive sempre con onestà e la dignità di essere onesto; di non saperlo proprio essere, disonesto. O di mentirsi. Sincero fino all'osso, travolto dal dolore che non ha potuto evitare a degli innocenti. Suttree leggero anche quando affonda nella melma, leggero nel sangue, nella disperazione degli altri; libero tra le gabbie altrui, tra le altrui ossessioni. Libero da manie, solo con le sue colpe che con noi condivide.
    Suttree che non vuole salvare nessuno, neanche se stesso; che non è venuto ad immolarsi per qualcuno, a Knoxville. Suttree dolce e amaro e indomito e delicato. Una rivelazione.

    ha scritto il 

  • 0

    Caro Cormac, lo sai che io stravedo per te. Lo sai che ti considero un grande, lo sai che io leggerei anche un elenco telefonico purchè scritto da te (va beh, si fa per dire). Però io ero abituato al ...continua

    Caro Cormac, lo sai che io stravedo per te. Lo sai che ti considero un grande, lo sai che io leggerei anche un elenco telefonico purchè scritto da te (va beh, si fa per dire). Però io ero abituato al Cormac asciutto, denso di significato, poche parole ma piene di significato; e poi mi avevi abituato a storie potenti, ricche di umanità, dove ti senti coinvolto. E cosa mi combini con questo Suttree? Mi sconvolgi cambiando registro. Sai io leggo non solo per ammirare la scrittura, la capacità di trasmettere emozioni e significato. Come dico io quando leggo io voglio trovare la Bellezza. Perché la Bellezza salverà il mondo. E' vero che le tue descrizioni in Suttree sono vivide, mi sembra di sentirla la canna mossa dalla brezza sul fiume, l'increspatura dell'onda al crepuscolo quando ormeggi il tuo schifo (il nome della tua bagnarola che usi per pescare). Però dopo 80 pagine e più non è successo ancora nulla, a parte qualche ricordo confuso e qualche bicchiere bevuto accanto a qualche puttana. A parte il tuo amico arrestato perché copulava con una anguria non succede proprio nulla. Ecco, questo non è bello! non la vedo la Bellezza. Devi capire caro Cormac che uno legge anche per rilassarsi, per gustare la trama, per distrarsi immergendosi in una storia. Cacchio le tue descrizioni sono degne di un Calvino, ma sembra che la storia sia scritta da un Grossmann (quello affabulatore e che si compiace troppo). Sai, se devo ammirare la bellezza non mi metto a leggere un libro dove non succede nulla. Preferisco ammirare una bella donna. Ed è anche, te lo assicuro, molto più emozionante. Non so se lo riprenderò, ma per ora te ne stai li buono buono mentre mi dedico ad altro. E per piacere al prossimo tuo libro che leggerò ti prego di non deludermi. Sai una volta si perdona, la seconda no. Con affetto

    ha scritto il 

  • 0

    allora. devo dire che ho avuto la tentazione di smettere la lettura di questo libro almeno un paio di volte. ma poi ho capito che la sua lentezza è il suo pregio...lento e pacato come il fiume che fa ...continua

    allora. devo dire che ho avuto la tentazione di smettere la lettura di questo libro almeno un paio di volte. ma poi ho capito che la sua lentezza è il suo pregio...lento e pacato come il fiume che fa da sfondo e cornice alle storie di suttre e i suoi amici. poi alla fine a suttree ti ci affezioni pure e vorresti esser lì con lui a guardare il fiume.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci vuole del tempo per entrare nel libro, ma una volta dentro è impossibile uscire. Lento, sublime e senza scampo, crudo come la miseria.

    Ulisse ubriaco e metropolitano, Dante che esplora i gironi inf ...continua

    Ci vuole del tempo per entrare nel libro, ma una volta dentro è impossibile uscire. Lento, sublime e senza scampo, crudo come la miseria.

    Ulisse ubriaco e metropolitano, Dante che esplora i gironi infernali periferici, Cristo che ripercorre la sua Via Crucis fra barche e macchine arrugginite.

    Un mondo fatto da umanità poetica e devastata, fra sporcizia e marciume, tutto si sta liquefacendo in pozze nere. La salvezza è solo un crine di capello sospeso su un abisso, si cade, i più fortunati si rialzano, gli altri tirano avanti nelle tenebre.

    ha scritto il 

  • 0

    lo abbandono o no?

    Caro il mio bel Cormac, lo sai che io stravedo per te. Lo sai che ti considero un grande, lo sai che io leggerei anche un elenco telefonico purchè scritto da te (va beh, si fa per dire). Però io ero a ...continua

    Caro il mio bel Cormac, lo sai che io stravedo per te. Lo sai che ti considero un grande, lo sai che io leggerei anche un elenco telefonico purchè scritto da te (va beh, si fa per dire). Però io ero abituato al Cormac asciutto, denso di significato, poche parole ma piene di significato; e poi mi avevi abituato a storie potenti, ricche di umanità, dove ti senti coinvolto.
    E cosa mi combini con questo Suttree? Mi sconvolgi cambiando registro.
    Sai io leggo non solo per ammirare la scrittura, la capacità di trasmettere emozioni e significato. Come dico io quando leggo io voglio trovare la Bellezza. Perché la Bellezza salverà il mondo.
    E' vero che le tue descrizioni in Suttree sono vivide, mi sembra di sentirla la canna mossa dalla brezza sul fiume, l'increspatura dell'onda al crepuscolo quando ormeggi il tuo schifo (il nome della tua bagnarola che usi per pescare). Però dopo 80 pagine e più non è successo ancora nulla, a parte qualche ricordo confuso e qualche bicchiere bevuto accanto a qualche puttana. A parte il tuo amico arrestato perché copulava con una anguria non succede proprio nulla.
    Ecco, questo non è bello! non la vedo la Bellezza.
    Devi capire caro il mio bel Cormac che uno legge anche per rilassarsi, per gustare la trama, per distrarsi immergendosi in una storia.
    Cacchio le tue descrizioni sono degne di un Calvino, ma sembra che la storia sia scritta da un Grossmann (quello affabulatore e che si compiace troppo). Sai, se devo ammirare la bellezza non mi metto a leggere un libro dove non succede nulla. Preferisco ammirare una bella donna. Ed è anche, te lo assicuro, molto più emozionante.
    Non so se lo riprenderò, ma per ora te ne stai li buono buono mentre mi dedico ad altro. E per piacere al prossimo tuo libro che leggerò ti prego di non deludermi.
    Sai una volta si perdona, la seconda no.
    Con affetto

    ha scritto il 

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