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Svegliatevi, dormienti

Di

Editore: Fanucci

3.6
(315)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Polacco

Isbn-10: 8834712595 | Isbn-13: 9788834712597 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Siamo in un mondo futuro dominato dalla sovrappopolazione e dalladisoccupazione, in cui si ibernano i cittadini in eccesso nella speranza ditempi migliori. È il 2080, negli USA è periodo di elezioni, e un neropotrebbe diventare presidente. Gli incredibili lampobolidi, i mezzi ditrasporto in grado di eliminare la barriera spaziale, si rivelano pieni didifetti, e non trasportano più i loro utenti dove questi vogliono andare. Poi,la scoperta: una breccia nel cielo sembra aprire un passaggio in uno spaziosconosciuto, dove si trova un'altra Terra. Potrebbe essere un mondoalternativo, da popolare ridestando le folle dei dormienti.
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  • 5

    la cosa che adoro di philip k. dick è che riesce a creare una storia che non è solo fantascienza, perchè in questo romanzo troviamo anche altri generi quali il giallo e soprattutto diversi complotti politici! infatti per farla breve il candidato alla presidenza americana briskin per risolvere il ...continua

    la cosa che adoro di philip k. dick è che riesce a creare una storia che non è solo fantascienza, perchè in questo romanzo troviamo anche altri generi quali il giallo e soprattutto diversi complotti politici! infatti per farla breve il candidato alla presidenza americana briskin per risolvere il problema dei dormienti (gente tenuta addormentata in attesa di tempi migliori) propone di inviarli in una dimensione parallela, o meglio nella terra parallela, popolata da creature primitive,o almeno questo è quello che pensano all'inizio....
    in sostanza il libro presenta davvero bei colpi di scena, è scritto in maniera ottima in modo tale che non annoia mai il lettore, e il finale l'ho trovato davvero soddisfacente! neanche questa volta dick mi ha deluso, ormai lo adoro con tutto il cuore e penso che leggerò tutte le sue opere! quindi è un libro che consiglio sicuramente a tutti gli amanti dell'autore e agli amanti del genere! ;)

    ha scritto il 

  • 0

    Abbandonare i sogni non è complicato: quella è la parte facile. Ma dopo... Con che cosa li sostituisci?

    Alle elezioni del 1959, dovendo scegliere tra Kennedy e Nixon, Philip K. Dick scrisse sulla scheda “Martin Luther King” (l’aneddoto è riportato nella postfazione).
    Ne ...continua

    Abbandonare i sogni non è complicato: quella è la parte facile. Ma dopo... Con che cosa li sostituisci?

    Alle elezioni del 1959, dovendo scegliere tra Kennedy e Nixon, Philip K. Dick scrisse sulla scheda “Martin Luther King” (l’aneddoto è riportato nella postfazione).
    Nel pieno delle tensioni razziali scrive una storia che, seppur cupa e priva di lieto fine, è un grande manifesto antirazzista.

    Il mondo raffigurato è una classica distopia di Dick: anno 2080; per risolvere il problema della sovrappopolazione, gli individui “inutili” vengono congelati in attesa di un futuro migliore, se mai arriverà; i neri sono discriminati tanto da costituire la totalità dei “congelati”; l’aborto è l’altro strumento della legge per contenere le nascite (e qui è chiarissima l’opinione di Dick se la “consulente abortista” del romanzo riesce a dormire con la coscienza pulita per la prima volta in vent’anni solo quando consiglia a una coppia di non ricorrervi); poiché la sessualità familiare può dare origine a figli, i maschi sono incentivati a frequentare una satellite-bordello gestito da una sorta di pappone mutante; un grande esperto di trapianti si procura organi in maniera torbida.

    In quest’atmosfera da incubo salta fuori Jim Briskin, un nero bonaccione che corre per la presidenza degli Stati Uniti. Non è né un uomo della provvidenza, né un liberatore, solo un uomo di rigore morale che fa politica senza enfatizzare il colore della pelle.

    E quando si apre lo squarcio nello spazio (questa la traduzione del titolo originale) sembra che sia la possibilità per un nuovo squarcio, quello nella storia, che permetterà di riprogrammare il mondo in modo umano.
    Non sarà così, anche se sarà la possibilità di compiere una profonda riflessione sulla diversità e sulla vacuità del razzismo.

    Il finale non è edificante, si torna allo statu quo. Un uomo buono – che pure è riuscito a risolvere i guai con un’astuzia da politicante – da solo non può fare miracoli, la buona volontà e il cambio di mentalità devono essere un impegno per tutti (un bel messaggio per chi pensa che “i politici” debbano risolvere tutti i problemi, declinando così le proprie responsabilità).

    Facilis descensus Averno.

    ha scritto il 

  • 4

    Il meglio della fantascienza

    Primo libro letto di Philip H. Dick: obiettivo centrato. Il racconto cattura, lo stile è avvincente, la storia non è banale. La trama possiede afflati filosofici: nel 2080, a causa dell'enorme disoccupazione, della crisi economica e dei disastri ambientali, milioni di persone preferiscono venire ...continua

    Primo libro letto di Philip H. Dick: obiettivo centrato. Il racconto cattura, lo stile è avvincente, la storia non è banale. La trama possiede afflati filosofici: nel 2080, a causa dell'enorme disoccupazione, della crisi economica e dei disastri ambientali, milioni di persone preferiscono venire ibernati (per essere poi scongelati quando il futuro sarà migliore) che vivere il presente. Però ad un tratto una breccia intertemporale con un globo terracqueo parallelo sembra offrire una prospettiva nuova e migliore, sembra... Si legge d'un fiato e scatta il desiderio di tuffarsi nelle ambientazioni immaginifiche di altri romanzi di questo Autore.

    ha scritto il 

  • 4

    Tra i romanzi "minori" di Dick, ma è avvincente, e come sempre la sua inventiva è straordinaria. Così come, secondo me, è sempre bravissimo a gestire tanti personaggi e una trama non semplice in un romanzo piuttosto breve.

    ha scritto il 

  • 4

    belle idee ma...

    bellissime le idee, geniale l'ideazione, e insolito lo scenario, interessanti i punti di vista, i commenti,,, però alla fine si perde un po' e la trama si avvita in alcune incongruenze... peccato. Tuttavia, se non l'avete ancora letto, leggetelo. Un libro ancor più suggestivo, dopo l'elezione di ...continua

    bellissime le idee, geniale l'ideazione, e insolito lo scenario, interessanti i punti di vista, i commenti,,, però alla fine si perde un po' e la trama si avvita in alcune incongruenze... peccato. Tuttavia, se non l'avete ancora letto, leggetelo. Un libro ancor più suggestivo, dopo l'elezione di Obama alla Presidenza: chissà che cosa avrebbe detto l'autore?

    ha scritto il 

  • 4

    Fantastico pkd

    L'affannosa ricerca di un libro di Dick che non valga la lettura conosce un nuovo fallimento. In questo romanzo pazzesco si parla di un futuro non troppo remoto in cui il governo, non potendo offrire nulla a milioni di persone, propone loro di venire addormentati, in attesa di un futuro più radio ...continua

    L'affannosa ricerca di un libro di Dick che non valga la lettura conosce un nuovo fallimento. In questo romanzo pazzesco si parla di un futuro non troppo remoto in cui il governo, non potendo offrire nulla a milioni di persone, propone loro di venire addormentati, in attesa di un futuro più radioso. Echi di sacre scritture sin dal titolo, tutti i temi che hanno reso celebre questo fantastico scrittore, complicazioni etiche, morali ed estetiche ad ogni svolta del racconto. Merita!

    ha scritto il 

  • 3

    Tutti gli uomini del presidente

    Mi rifaccio al titolo del famoso film con Robert Redford e Dustin Hoffman per introdurre l'ennesima lettura di Philip K Dick. Le corrispondenze sono due: il filone narrativo ovvero quello presidenziale e "tutti gli uomini del presidente". In Svegliatevi, dormienti la narrazione ruota attorno alla ...continua

    Mi rifaccio al titolo del famoso film con Robert Redford e Dustin Hoffman per introdurre l'ennesima lettura di Philip K Dick. Le corrispondenze sono due: il filone narrativo ovvero quello presidenziale e "tutti gli uomini del presidente". In Svegliatevi, dormienti la narrazione ruota attorno alla figura di Jim Briskin, aspirante candidato democratico alla Casa Bianca. Il primo candidato di colore. Una rivoluzione per l'America sociologicamente al collasso immaginata da K Dick nel 2080. Voto 3 stelle perchè a volte, la narrazione è appesantita e si perde nei troppi punti di vista di altri personaggi, appunto, gli uomini, tutti, ma proprio tutti, del presidente che vivono con le loro preoccupazioni e le loro aspirazioni il climax narrativo. Peccato, perchè lo scenario è come sempre geniale: la Terra sovraffollata dove gli abitanti (le persone di colore) sono gente inerte, priva di lavoro e futuro, che preferisce essere ibernata ed aspettare momenti migliori; una deriva morale, dove un satellite, vero bordello di piacere geostazionario fa dimenticare l'intricata realtà; la "breccia" che si apre in una sorta di teletrasporto e porta la nostra umanità Homo Sapiens a contatto con altro, in una Terra non futura o passata, ma umanamente meno evoluta (all'apparenza), sono alcuni ingredienti di uno scrittore che non mi stancherò mai di dire: genio visionario assoluto.

    ha scritto il 

  • 4

    ATTENZIONE, SPOILER NELLA SECONDA PARTE DI QUESTA RECENSIONE.

    QUESTO PRIMO RIQUADRO INVECE E' SICURO.
    QUANDO COMINCERA' IL RISCHIO SPOILER, LO SPECIFICHERO'.

    Allora, prima di tutto un avviso importantissimo:

    NON LEGGETE LA PREFAZIONE PRIMA DEL LIBRO.
    Io ancora no ...continua

    ATTENZIONE, SPOILER NELLA SECONDA PARTE DI QUESTA RECENSIONE.

    QUESTO PRIMO RIQUADRO INVECE E' SICURO.
    QUANDO COMINCERA' IL RISCHIO SPOILER, LO SPECIFICHERO'.

    Allora, prima di tutto un avviso importantissimo:

    NON LEGGETE LA PREFAZIONE PRIMA DEL LIBRO.
    Io ancora non mi capacito di come l'editore abbia lasciato uscire una prefazione così incredibilmente spoilerante.

    Quindi, lasciate stare la prefazione e leggetevela alla fine, insieme alla Postfazione.

    Detto questo, il libro secondo me è molto bello, ma DA QUI IN POI la recensione potrà contenere SPOILER da moderati a importanti, quindi se non l'avete ancora letto, ripassate più tardi. ;-)

    Non comprendo neppure tutti i discorsi tendenti a classificarlo come opera minore, così come sarei pure curioso di sapere cosa avrà mai avuto da dire lo stesso Dick, contro questa sua opera.

    Sì, certo, il finale forse corre un po' troppo, e di tanto in tanto si ha l'impressione - ma secondo me è solo un'impressione - che la prosa stessa sia poco... "sentita"... variando dal didascalico all'eccessivamente elementare.
    Ecco, secondo me invece è tutto un effetto perfettamente integrato nella sensazione che tutta la vicenda vuole trasmettere, ossia il pernicioso, crudele, indecente pressapochismo dell'accoppiata politica-affarismo, che di fatto è la madre di tutti i problemi del mondo.
    TUTTI coloro che "contano", non si fanno scrupoli di prendere iniziative anche molto forti, senza tuttavia ragionarci su neppure 5 minuti, mentre chi non conta nulla, si trova a dover ragionare niente meno che con l'opportunità di togliersi di mezzo.

    Persino chi almeno la buona volontà ce la metterebbe, viene o stritolato dall'ingranaggio o integrato - volente o nolente - nel sistema.

    Stereotipo qualunquista?
    No, triste realtà.
    D'altronde, sarà anche stato scritto negli anni '60 del secolo scorso, ma com'è che dopo al massimo una pagina e mezza, ci si ritrova già a dire "oh, ma è come oggi, ugualeugualeugualeee!!!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Scritto ca nel 1963 e ambientato nel 2080, scommette sull'elezione di un presidente USA di colore e su una terra parallela da colonizzare con l'eccedenza di masse umane, al momento addormentate. Scommessa positiva per la prima parte, fallimentare per la seconda. Dubbi sulla traduzione laddove pro ...continua

    Scritto ca nel 1963 e ambientato nel 2080, scommette sull'elezione di un presidente USA di colore e su una terra parallela da colonizzare con l'eccedenza di masse umane, al momento addormentate. Scommessa positiva per la prima parte, fallimentare per la seconda. Dubbi sulla traduzione laddove propone termini come razzocotteri, videofono, omeodiani. Salvo solo il lampobolide perché più che futuristico, mi suona futurista.

    ha scritto il 

  • 2

    Primo romanzo veramente brutto che leggo di Dick. Eccellente l'intuizione (un futuro distopico in cui le persone poco produttive vengono "addormentate" in attesa di un futuro migliore), ma la narrazione è raffazzonata ed i personaggi (troppi) appena abbozzati. La sensazione è che manchi la coesio ...continua

    Primo romanzo veramente brutto che leggo di Dick. Eccellente l'intuizione (un futuro distopico in cui le persone poco produttive vengono "addormentate" in attesa di un futuro migliore), ma la narrazione è raffazzonata ed i personaggi (troppi) appena abbozzati. La sensazione è che manchi la coesione d'insieme, ed alla fine la qualità del libro ne risente. Peccato.

    ha scritto il