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Sylvie

Di

Editore: Einaudi

3.8
(105)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 169 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8806148044 | Isbn-13: 9788806148041 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Umberto Eco ; Postfazione: Umberto Eco

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Con testo originale a fronte. Estrapolata dalla raccolta di novelle in cui venne pubblicata, "Sylvie" si configura come il più significativo e compiuto esempio dell'originalità creativa del suo autore e racchiude tra le sue pagine l'alchimia di atmosfere sospese e di stati d'animo sfumati e impalpabili, che rimandano a una condizione di "mancanza" suscettibile, in temi più recenti, di agganci psicoanalitici. È quello che Umberto Eco, che firma la traduzione di questa edizione, definisce "effetto nebbia": uno spaesamento, per chi esce dalla lettura, simile a "quella soglia mattutina in cui ci si risveglia lentamente, e si confondono le prime riflessioni coscienti con gli ultimi bagliori onirici".
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  • 4

    NERVAL Y PROUST

    Definitivamente, tengo mala suerte con las traducciones de Nerval que he leído o de las que dispongo. Se me antojan malas, confusas. Como la de "Aurelia" que poseo, de Alianza. Este libro, de ...continua

    Definitivamente, tengo mala suerte con las traducciones de Nerval que he leído o de las que dispongo. Se me antojan malas, confusas. Como la de "Aurelia" que poseo, de Alianza. Este libro, de ediciones Acantilado, también me parece mejorable, con errores incluso de concordancia, etc. Incluso en la parte central del relato, me ha costado comprender si determinadas visitas del protagonista al pueblo de Sylvie, estaban sucediendo en tiempo real, por así decir, o si eran recuerdos del pasado, como al final resultaban ser... pero son remembranzas mezcladas con la visita posterior del narrador, es decir, resulta una ambigüedad cronológica que no sé si está en el original de Nerval o se debe a la insuficiente traducción. En la contraportada hay una cita de Umberto Eco sobre que este relato impresionó a Proust. Y quizá me parece lo más interesante. En efecto, "Sylvie" parece un precedente comprimido de algunos aspectos de Proust: la huella de la infancia y la pubertad, recordados como los verdaderos paraísos... la importancia de los nombres, los lugares y los paisajes, unidos a nuestros recuerdos, sueños y deseos... la doble experiencia amorosa, en el caso del personaje de Nerval, hacia Adrianne (la monja redescubierta ficticia y literariamente en una actriz... un ideal misterioso, desconocido, entrevisto) y hacia Sylvie (la muchacha real, cercana)... En Proust, esta doble atracción amorosa, bien que consecutiva más que simultánea, sería hacia Gilberte y Albertine, y son amores que en último término se pierden, etc.

    ha scritto il 

  • 4

    "Un uomo che dorme tiene in cerchio intorno a sé il filo delle ore, l’ordine degli anni e dei mondi. Svegliandosi, li consulta istintivamente e vi legge in un attimo il punto della terra che ...continua

    "Un uomo che dorme tiene in cerchio intorno a sé il filo delle ore, l’ordine degli anni e dei mondi. Svegliandosi, li consulta istintivamente e vi legge in un attimo il punto della terra che occupa, il tempo che è trascorso fino al suo risveglio; ma i loro cicli possono confondersi, spezzarsi" Marcel Proust " Dalla parte di Swann" Sylvie, racconto reso celebre dalle molte dissertazioni e analisi semiotiche che Umberto Eco gli ha dedicato, nonché in precedenza da un illuminante commento dello stesso Proust, pare mutuare quello che Eco chiama il suo "effetto nebbia" proprio dall'incasellamento dei suoi episodi salienti in una struttura che non ne rende immediatamente intuitiva la sequenza temporale. Questo dà un'impronta onirica allo scritto, peraltro assai lucido nella descrizione dei luoghi idillici del Valois dove si svolgono le saltuarie rimpatriate di un "giovane parigino" che lì ha trascorso gran parte della propria infanzia. La vita interiore del racconto sta tutta nei vagheggiamenti amorosi del giovane, intessuti di ricordi che possiedono dei sogni una certa qualità di sgargiante impalpabilità e di contro tutto il loro archetipico peso. Percorsi d'amore che si identificano appunto con i ritorni nelle varie località del Valois, con i suoi scenari campestri, i suoi manieri, e quelle fêtes du bouquet in cui le compagnie di arcieri si sfidano circondate da antichi drappelli e da corteggi danzanti di "fanciulle in fiore". Da questi ritorni agli scenari della sua infanzia e adolescenza emergono i volti di Sylvie, leggiadra morosetta paesana dalla fresca vivacità e dalla sana concretezza, e quello fugace della bionda e nobile Adrienne, che appare una sera staccandosi da un cerchio di ragazze e subito e per sempre si dilegua, monachella in un convento, non senza aver lasciato con la sua ieratica fisicità e il suo malinconico canto, traccia imperitura nel cuore del giovane, che subito cessa di amare Sylvie , o almeno così pare, che quelle del nostro parigino non sono che "intermittenze del cuore", non tanto in senso proustiano stretto, quanto , in maniera più pedestre, nel senso che il giovanotto sfarfalleggia e si posa là dove la forma dei petali o la loro illuminazione, appare attagliarsi meglio a quello che è il suo ideale di donna. Il racconto prende le mosse mentre il narratore esce dal teatro parigino in cui si reca sovente ad ammirare Aurélie, un'attrice di cui è infatuato, ma in realtà non si ha mai l'impressione di abbandonare lo spettacolo: attraverso cerimonie folcloristiche, balli , sacre rappresentazioni e travestimenti giocosi, la dialettica dei rapporti fra il giovane e le sue amate è resa in modo molto scenografico, e la natura stessa pare il fondale stilizzato e invitante di un idillio pastorale allorché le illusioni del "petit parisien" fioriscono, e uno squallido ammasso di rovine classiche e di brullo abbandono quando la disillusione prende piede. L'innamorato oscilla continuamente fra attrazione per il tenero amore fatto di piccole retoriche gioie, e la seduzione verso oggetti d'amore idealizzati: sia che vagheggi e veda nell'una la Beatrice incoronata di alloro, sia che scorga nel profilo dell'altra la purezza di una statua di Pallade Atena. "...Questi entusiasmi bizzarri che avevo avvertito tanto a lungo, questi sogni, questi pianti, queste disperazioni e queste tenerezze non erano dunque amore? Ma dove mai si trova allora?" Cadono gli inganni dell'amore adolescente, ma in questo mondo nervaliano in cui l'unica cosa reale sono le chimere, la vera vita filtra solo a sprazzi.

    ha scritto il 

  • 4

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2014/05/01552-sylvie-gerard-de-nerval.html

    El tiempo parece confluir en un mismo punto en Sylvie, el presente y el pasado diluidos y borrosos, los ...continua

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2014/05/01552-sylvie-gerard-de-nerval.html

    El tiempo parece confluir en un mismo punto en Sylvie, el presente y el pasado diluidos y borrosos, los recuerdos que parecen ocurrir en el presente, los diferentes encuentros entre el narrador y Sylvie que no tienen una línea temporal clara, las fiestas y los gestos que se mezclan y crean una sensación extraña, de un mundo que detenido, de alguien capaz de salirse de los límites del tiempo y la memoria.

    El narrador enamorado de un actriz, que acude a cada representación, que espera el momento de ella en escena, que se pregunta qué papel representará, que, de noche, en un momento de vigilia, recuerda la cara de Sylvie, un coro de mujeres, la luz de la luna sobre una mujer desconocida, Adrienne, que supone el fin de su amor por Sylvie y el inicio de sus amores distantes e imaginados, el narrador que vuelve tras años de ausencia al pueblo donde fue feliz con Sylvie, donde se vistió con antiguos trajes de novios con ella, donde bailó y paseó en bosques y castillos que parecen arruinarse a cada paso, que cree ver en la actriz a Adrienne y espera un giro novelesco. Está la reflexión sobre el amor real y el amor ideal, sobre qué recuerdos actúan de motor, sobre la memoria y el regreso y el tiempo como algo estancado.

    Hay algo fantasmagórico en Sylvie, algo que me recuerda a la posterior El Gran Meaulnes, fiestas, bosques, apariciones, tiempos detenidos, un amor no del todo real, no del todo soñado, los recuerdos que pasan por presente y el presente que parece parte de un sueño, un amor por un mujer sencilla que se desvanece por el recuerdo de otras mujeres más distantes y extrañas, el paisaje que tanto arropa a los personajes como los pierde, las diferentes mujeres que representan distintos amores, la Sylvie real que embellece con los años, con la que bailar y reír y pasar por enamorados a punto de casarse, la Adrienne vista una sola vez y que deja una impresión imperecedera, la actriz Aurélie que tiene algo de inalcanzable y de sueño y que reemplaza a Adrienne en esos amores oníricos del narrador.

    También hay algo de tristeza, un amor real que se escapa por uno ideal, la emoción ante el paisaje que rodea a los personajes e influye en sus ánimos y deseos, los tiempos superpuestos, a una tarde de alegría y despreocupación con Sylvie le sigue la sensación de algo perdido y una negación. Sylvie es un relato extraño y atractivo.

    Yo me sentía vivir en ella, y ella vivía sólo para mí. Su sonrisa me llenaba de una infinita beatitud, la vibración de su voz tan dulce y sin embargo fuertemente timbrada me hacía estremecer de alegría y de amor. Ella tenía para mí todas las perfecciones, respondía a todos mis entusiasmos, a todos mis caprichos, hermosa como el día, bajo las luces de la batería que la iluminaba desde abajo, pálida como la noche, cuando la batería estaba bajada y la dejaba iluminada desde arriba por los rayos de la lámpara y la mostraba más natural, brillando en la sombra con sólo su belleza, como las Horas divinas que se destacan, con una estrella en la frente, sobre los fondos pardos de los frescos de Herculano. Pasado un año, todavía no se me había ocurrido informarme de lo que podía ser ella fuera del teatro, me daba miedo enturbiar el mágico espejo que me devolvía su imagen, y a lo sumo había prestado oído a algunas frases referidas no ya a la actriz, sino a la mujer. Gérard de Nerval Sylvie (traducción de Luis María Todó. Acantilado)

    ha scritto il 

  • 0

    Forse mi sbaglio, ma la vita non è altro che assaporare l'inevitabile amarezza delle cose. I più bravi riescono a farci dell'ironia. Quelli meno bravi se la prendono, le pippe si incazzano. I più ...continua

    Forse mi sbaglio, ma la vita non è altro che assaporare l'inevitabile amarezza delle cose. I più bravi riescono a farci dell'ironia. Quelli meno bravi se la prendono, le pippe si incazzano. I più paraculi (o in malafede? boh, non so) giocano a fare i caustici, ma se la stanno prendendo anche loro, di certo sono stati feriti. È in francese.

    ha scritto il 

  • 5

    un mondo

    Ti si apre un mondo. come solo con i libri migliori capita... Non mi è ancora mai capitato tra le mani un libro che, come questo, sia capace di usare solo colori pastello senza risultare fastidioso. ...continua

    Ti si apre un mondo. come solo con i libri migliori capita... Non mi è ancora mai capitato tra le mani un libro che, come questo, sia capace di usare solo colori pastello senza risultare fastidioso. <br />Si tratta di una favola per adulti e la magia che a Gerard de Nerval riesce è quella di un vero affabulatore!</p><p>In questa edizione è altamente apprezzabile anche la post-fazione ed il commento di Umberto Eco!</p><p>Caldamente consigliato a chiunque! :-)

    ha scritto il 

  • 5

    Precioso ejercicio de nostalgia.

    “Las ilusiones se van cayendo una tras otra, como las cáscaras de una fruta, y la fruta es la experiencia”

    Qué bonita esta frase, y qué triste. ...continua

    Precioso ejercicio de nostalgia.

    “Las ilusiones se van cayendo una tras otra, como las cáscaras de una fruta, y la fruta es la experiencia”

    Qué bonita esta frase, y qué triste.

    ha scritto il 

  • 4

    Piuttosto spiazzante direi, soprattutto per quanto riguarda l'intreccio che risulta un po' confusionario a causa dei continui salti temporali. Per fortuna il saggio di U. Eco chiarisce un bel po' di ...continua

    Piuttosto spiazzante direi, soprattutto per quanto riguarda l'intreccio che risulta un po' confusionario a causa dei continui salti temporali. Per fortuna il saggio di U. Eco chiarisce un bel po' di questi dubbi (tra l'altro, ottima la traduzione, che ho intervallato un po' col testo francese). Scrittore unico De Nerval, comunque.

    ha scritto il 

  • 0

    Leggendolo, i nostri occhi, i nostri sensi fanno fatica a districarsi (o, forse, talmente gradevole la sensazione che ne scaturisce, non ci provano proprio?) in questo effetto-nebbia (così definito ...continua

    Leggendolo, i nostri occhi, i nostri sensi fanno fatica a districarsi (o, forse, talmente gradevole la sensazione che ne scaturisce, non ci provano proprio?) in questo effetto-nebbia (così definito da Umberto Eco)che ci trascina in una sorta di incantevole stato di dormiveglia. A svegliarci, ma non del tutto, l'ultimo paragrafo, vero e proprio capolavoro!

    ha scritto il