TOWARDS ZERO

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Publisher: Pocket

3.8
(575)

Language: English | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Chi simplified , Italian , German

Isbn-10: 067160256X | Isbn-13: 9780671602567 | Publish date: 

Also available as: Audio Cassette , Audio CD , Mass Market Paperback , Hardcover , eBook , Others

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Mystery's #1 bestseller . . . second to none!A Christie classic, featuring Superintendent Battle of Scotland Yard. . . . It's murder most foul when someone at the Gull's Point guesthouse kills Mr. Treves, leaving Superintendent Battle of Scotland Yard with a number of suspects--and zero evidence...
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  • 3

    La Signora del Giallo 4 - 06 mar 16

    Un ottimo giallo “da camera”, cioè da poter essere svolto tutto in un luogo unico, visto che, come in molti gialli di Agatha Christie, quello che interessa per lo svolgimento delle indagini sono più l ...continue

    Un ottimo giallo “da camera”, cioè da poter essere svolto tutto in un luogo unico, visto che, come in molti gialli di Agatha Christie, quello che interessa per lo svolgimento delle indagini sono più le parole che i fatti. E non a caso, in tarda età, ne fu fatto anche un adattamento da pièce teatrale. Inoltre, sarebbe perfetto per una partecipazione incentrata su Poirot, tanto che il Sovraintendente Battle (è lui infatti il protagonista) ad un certo punto lo cita, dicendo “Qui ci vorrebbe Poirot, quel buffo ispettore belga”. Come in tutte le (quattro) storie del Sovraintendente, ci sono personaggi diversi che costruiscono la scena, montando i presupposti del dramma. E spesso agendo come nostri transfert da investigatori. Qui, al contrario, si costruisce certo una struttura criminogena, ma sarà il nostro sovraintendente in prima persona a sciogliere il dilemma. E sarà l’unico romanzo tra i 66 scritti da Agatha in cui avviene. Ciò nonostante, cioè pur scontando la mancanza di Poirot, rintanata nel suo rifugio inglese in attesa della fine della guerra, la nostra impagabile scrittrice mette su un bel romanzo. Un romanzo cui lei stessa, nelle prime pagine, ci avverte: sarà un buco nero in cui tutto convergerà alla fine. Perché un omicidio non è il punto di partenza, ma il punto di arrivo della vicenda criminosa. Allora si mette in scena un meccanismo complesso, dove ognuno agendo dà una spinta alla roulette nella direzione voluta dal disegno assassino. Ci sono tentativi di arrivare prima alla fine. C’è la solita cortina fumogena da prestigiatore, che ci fa guardare a destra quando bisognerebbe guardare a sinistra. Ma lo ritengo, finora, il miglior romanzo senza Poirot della nostra scrittrice. Il nodo del romanzo è incentrato sulla patriarcale famiglia di Lady Camilla, che si riunisce nella sua casa in riva al mare. Quest’anno, il figlioccio Neville Strange decide di portare la sua bella e nuova moglie Kay contemporaneamente alla presenza della sua precedente (da cui ha divorziato da non molti anni) Audrey. Sono inoltre presenti Ted, uno stravagante ex-spasimante di Kay, e Thomas, cugino alla lontana, tornato dopo 8 anni dalla Malesia, perché innamorato di qualcuno. E Mary, la dama di compagnia. Gli odi sono palesi: Kay è una belloccia di poco cervello, legata ai soldi di Neville, e forse ancora attratta da Ted. Audrey sembra covare un sordo rancore verso l’ex-marito, non si sa se per il divorzio, perché Neville abbia sposato Kay, o perché Neville stesso abbia passato sotto silenzio la possibile storia tra Audrey e Adrian, il fratello di Thomas, troncata dall’improvvisa morte di quest’ultimo in un incidente d’auto. Thomas stesso non sopporta Neville e la sua supponenza, nonché il fatto che a Neville sembra sempre andare tutto per il verso giusto e senza sforzi. Un particolare che si dovrà tenere conto ad un certo punto è che tutti i “protagonisti” hanno una particolarità fisica: Kay è una falsa bionda, Audrey ha una cicatrice sull’orecchio destro provocata da un morso di cane, Mary ha un ciuffo di capelli albino, Neville ha il mignolo della mano sinistra significativamente più corto di quello della mano destra e Thomas ha il braccio destro leggermente offeso (tanto è mancino). Il dramma avviene l’ultimo giorno, quando si scopre Lady Camilla con la testa sfondata. Vicino al corpo una mazza da golf macchiata di sangue. La cameriera di Milady quasi avvelenata da una dose eccessiva di sonniferi. Mentre stiamo per entrare in media res, facciamo tre piccoli incisi: il sovraintendente Battle sventa un tentativo di mettere in difficoltà sua figlia che sotto stress confessa (senza essere colpevole) di aver commesso un furto. Il giovane Angus, rovinato dalla sua onestà non avendo voluto dire una bugia per salvare il suo datore di lavoro, licenziato e lasciato dalla moglie, tenta il suicidio. Salvato, dopo lungo peregrinare, qualcuno premierà la sua bontà con un incarico oltreoceano. Ma prima di partire, torna sul luogo del tentativo (ovviamente la baia dove sono tutti). Un giudice, vecchio e malato di cuore, racconta ai convenuti da Lady Camilla una storia su di un freddo assassino, che non venne mai scoperto, ma che lui saprebbe riconoscere perché ha una particolarità fisica. Ma a causa di un ascensore fintamente rotto, il giudice ha un attacco di cuore e muore. Torniamo allora in media res, dove Battle, in trasferta nella baia, conduce l’inchiesta. Si scopre man mano che: Neville aveva litigato con Lady Camilla sulla presenza contemporanea di Kay e Audrey, Neville dice a Kay che vuole tornare con Audrey, tutti pensano che alla morte di milady l’eredità vada ai coniugi Strange, una giacca di Neville macchiata di sangue viene ritrovata. Tutto converge sulla colpevolezza di Neville, ma la cameriera, prima di essere vinta dai barbiturici, dice di essere passata da Lady Camilla, mentre Neville si allontanava verso un vicino albergo per giocare sino a tarda notte a biliardo con Ted. Battle deve allora rivedere tutti gli indizi, pensando quindi che ci sia qualcuno che volesse incolpare Neville cucendogli addosso, maldestramente, delle prove. E se ne trovano altre, come un paio di guanti macchiati di sangue, che vanno bene solo a Audrey. Il profumo e capelli della stessa Audrey sulla giacca macchiata di sangue. Nonché il colpo alla testa della vecchia sferrato da sinistra, come può fare un mancino. Audrey, schiacciata dalle prove come la figlia di Battle, mentre pensa al suicidio viene salvata da Angus. Che ricostruisce una possibile azione criminosa trovando fortunatamente una corda bagnata nel solaio della magione. Ne parla a Battle, dicendo che ne aveva visto lo svolgersi la sera dell’assassinio. Su questa base, Battle inscena un melodrammatico finale, incastrando il vero colpevole (che non vi dico chi è). Peccato che la notte in questione ci fossero nuvole ed Angus non poteva aver visto quello che ha detto. Ma se non è vero è ben pensato. Certo, la benevolenza di Lady Agatha non può fare a meno di qualche lieto fine (ci sono tanti possibili intrecci di coppie), e questo sembra un po’ appiccicato. Tuttavia il tramone giallo ha una sua discreta sostenibilità e coerenza. Insomma, mi è piaciuto. E con rammarico leggo di altri scrittore di genere che tentano a lungo, ma non raggiungono le capacità della maestra del giallo.

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  • 3

    un ottimo giallo classico

    Pubblicato nel 1944, è uno dei 5 romanzi di Agatha Christie il sovrintendente Battle, nonché il primo che io leggo con questo protagonista; uomo corretto, senza fronzoli, intuitivo e mai sopra le righ ...continue

    Pubblicato nel 1944, è uno dei 5 romanzi di Agatha Christie il sovrintendente Battle, nonché il primo che io leggo con questo protagonista; uomo corretto, senza fronzoli, intuitivo e mai sopra le righe. Battle mostra più volte di odiare la psicologia spicciola che, spesso fa arrivare a conclusioni errate. “A me piace fare sempre ciò che ci si aspetta che io faccia-disse- Questa volta voglio procedere con lentezza… prendo tempo. Voglio ficcare il naso un po’ in giro…. Ho la sensazione che in quella casa stia succedendo qualcosa di strano.”
    Il delitto avviene solo intorno alla metà del libro; nella prima parte, la scrittrice delinea (molto bene) i caratteri dei personaggi e ci racconta una serie di antefatti che, sicuramente, saranno utili nella soluzione del caso e che ci portano “a convergere verso un punto prestabilito. E poi quando il momento arriva ecco… l’ora zero. Sì, tutta questa gente si è trovata a convergere verso l’ora zero”. Ogni personaggio ha una sua vicenda particolare ed i rapporti tra i vari protagonisti sono molto complessi, soprattutto a livello psicologico: in molti pensano che gli altri nascondano segreti e secondi fini, pertanto i loro rapporti risultano piuttosto tesi, cosa che non mancano loro stessi di sottolineare.
    “Apparentemente è un delitto crudo, brutale, diretto, ma a me sembra di cogliere bagliori di qualcos’altro…di una bella mano che lavora dietro le quinte” ci dice Battle; e questa è un po’ l’atmosfera di tutto il romanzo.
    L’ambientazione nella più classica villa della campagna inglese sarebbe sicuramente adatta per una trasposizione teatrale; non so se sia mai stata realizzata, ma di sicuro ne è stato tratto un film, proprio in Italia, nel 1980.
    È stata una lettura piacevole; è un romanzo leggero, scritto molto bene, che consiglio a chi ama questa giallista tanto famosa quanto brava.
    Due note negative: il finale romantico un po’…improvviso e, secondo me, fuori luogo; ed il personaggio che permette di arrivare alla soluzione, il cosiddetto “miracolo” di Battle, che risulta un po’ staccato da tutto il resto, un trucco narrativo utilizzato dalla scrittrice per arrivare in qualche modo alla risoluzione del caso. 3 stelle su 5.

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  • 0

    Diversi personaggi che si trovano in una villa per le vacanze di fine estate. Moglie e marito, la ex di lui, un lontano cugino di ritorno dalla Malesia, un vecchio avvocato ormai in pensione e una dol ...continue

    Diversi personaggi che si trovano in una villa per le vacanze di fine estate. Moglie e marito, la ex di lui, un lontano cugino di ritorno dalla Malesia, un vecchio avvocato ormai in pensione e una dolce dama di compagnia della padrona di casa, ormai allettata per l'età. Sembra il preludio per passare 15 giorni interessanti e in relax, ma l'atmosfera, anche grazie al triangolo amoroso, diventa sempre più insostenibile finchè, accade il peggio. La padrona di casa viene ritrovata uccisa nella sua stanza, e le prove convergono fin da subito verso un indiziato ben preciso. Ma non saranno troppo evidenti queste prove? Non ci sarà un piano ben più articolato sotto?
    Ovviamente la Christie, quando mette le carte in tavola, lo fa con grande classe, lasciando scie di briciole che convergono su punti e percorsi diversi... alcuni si rivelano delle false piste e come sempre scoprire il vero colpevole non sarà così semplice come sembra in apparenza.

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  • 4

    Convergere VERSO L’ORA ZERO

    Un gruppo raccolto attorno al caminetto è composto da avvocati e uomini di legge.
    “Gli esseri umani … Ce ne sono di tutti i generi, di tutte le qualità, di tutte le forme, alcuni hanno cervello, molti ...continue

    Un gruppo raccolto attorno al caminetto è composto da avvocati e uomini di legge.
    “Gli esseri umani … Ce ne sono di tutti i generi, di tutte le qualità, di tutte le forme, alcuni hanno cervello, molti ne sono privi …”
    Tutti sono attenti a seguire l’evolversi degli eventi che hanno portato ad un delitto le cui dinamiche sono avvolte nel mistero. Peccato solo che manchi Hercule Poirot a indagare!
    Resta comunque un romanzo di Agatha Christie e, di conseguenza, è un’interessantissima lettura.

    “Mi piacciono le belle storie gialle ma, come sapete, cominciano sempre dal punto sbagliato. Cioè cominciano con il delitto. Ma il delitto è la FINE. La storia inizia molto prima, a volte anni prima, con tutte le cause e gli eventi che portano certa gente in un certo posto a una certa ora di un certo giorno. […] Tutto sembra convergere verso un punto prestabilito. E poi quando arriva il momento ecco … L’ORA ZERO. Sì, tutta questa gente si è trovata a convergere verso l’ora zero …”

    Una citazione importante che svela non solo le dinamiche del delitto, ma anche la psicologia che sta dietro un atto delittuoso e Agatha Christie ci insegna quella che è l’ideologia alla basa sia delle vicende umane sia delle sue strategie narrative.
    La trama è presto detta: come sempre c’è chi si ingegna per organizzare il delitto perfetto, trovando il modo di rimanere impunito. Infatti, occorre pianificare in anticipo tutte le mosse che porteranno al risultato finale.
    Invece, in VERSO L’ORA ZERO, quando avviene l'assassinio di Camilla Tressilian, austera nobildonna uccisa nella sua villa in Cornovaglia, risulta subito chiaro che è stato organizzato nel modo peggiore. Il killer ha lasciato davvero troppi indizi e tutti puntano in un’unica direzione, cioè mirano a incolpare Nevile Strange, il quale, guarda caso, è l'erede universale della vittima.
    Non c’è Hercule Poirot, maI il sovrintendente Battle, il quale è però convinto che quell'omicidio non sia che la prima mossa di un piano, più astuto e macchinoso, per sopprimere un’altra vittima …
    Scritto scorrevolmente, le indagini vengono approfondite, in maniera costante, da indizi, dettagli e colpi di scena, mentre i tanti personaggi di questo racconto si avvicendano, in primo piano sulla scena, nella villa della Cornovaglia, scelta come meta di vacanza.
    Avvincente ed enigmatico, tiene viva l’attenzione del lettore, grazie alla costruzione tipica dei romanzi gialli di Agatha Christie, ossia la frequenza dei dialoghi, nei quali risiedono sia il dubbio, ma anche la soluzione e l’univoca verità che porta al delitto.

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  • 4

    Non si è maestri a caso...

    Recensire un libro di Agatha Christie è davvero imbarazzante. Cosa puoi dire? La scelta può variare al massimo tra bello e bellissimo. Lei è nata per scrivere gialli e anche quando non ti imbatti in P ...continue

    Recensire un libro di Agatha Christie è davvero imbarazzante. Cosa puoi dire? La scelta può variare al massimo tra bello e bellissimo. Lei è nata per scrivere gialli e anche quando non ti imbatti in Poirot o Miss Marple il risultato è sempre garantito. La soluzione non è mai banale e anche quando pensi di aver scoperto l'assassino al grido di "questa volta è facile" ecco che lei ti spiazza con il suo talento. Grande zia Agatha!

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  • 4

    *Dopo pagina 100*
    "Mah... sono a più di metà libro e non vedo abbastanza premesse per trarne un romanzo giallo corposo e ben riuscito"

    *Al momento dello scioglimento dell'enigma*
    "Manu, cazzo, stai le ...continue

    *Dopo pagina 100*
    "Mah... sono a più di metà libro e non vedo abbastanza premesse per trarne un romanzo giallo corposo e ben riuscito"

    *Al momento dello scioglimento dell'enigma*
    "Manu, cazzo, stai leggendo un libro della Regina, come hai potuto anche solo pensare una cosa così ingrata?"

    E, alla fine, aveva ragione la mia coscienza. Quel fottuto genio di Agatha non se le manda certo a dire dietro le cose.

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