TUGUMI

(つぐみ)

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発行元: 中央公論社

3.7
(5507)

Language: 日本語 | Number of Pages: 245 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , German , Italian , Spanish , Catalan , Portuguese

Isbn-10: 4122018838 | Isbn-13: 9784122018839 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 2

    Non prendete queste due stelle come un mero "sufficiente, è solo che "buono" con tre stelle non mi pareva il termine giusto. Forse due stele e mezzo sarebbe meglio, ma non mi sembra ci sia questa opzi ...続く

    Non prendete queste due stelle come un mero "sufficiente, è solo che "buono" con tre stelle non mi pareva il termine giusto. Forse due stele e mezzo sarebbe meglio, ma non mi sembra ci sia questa opzione... Comunque, un bel libricino da leggere senza aspettarsi le grandi avventure a cui sono abituata io, in fondo Tsugumi non può fare grandi cose senza poi pagarne le conseguenze. Un personaggio niente male, il cui carattere per niente facile è quello dell'autrice, a quanto ho letto. All'inizio credevo che quelle sue uscite sprezzanti e sfuriate varie fossero un modo per farsi volere meno bene dalla propria famiglia, così da causare meno dolore possibile una volta che fosse morta. Andando poi avanti con la lettura mi sono ricreduta. Lei è davvero indisponente e un tantino viziata, non era una recita. Però sono sicura che è grazie a quel suo carattere che è riuscita a sopravvivere. Tutte le sue emozioni sembrano essere 10 volte più intense del normale, proprio come se dovesse concentrare i pochi decenni quello che tutti gli altri hanno almeno 70 anni per vivere. Io però non so sarei riuscita a sopportarla. Non so come siano riusciti ad abituarsi i suoi genitori e la sorella, senza contare Maria che è arrivata addirittura a capirla. Lei ne parla come di un qualcosa di mistico, come se Tsugumi non fosse una persona come tutte le altre se togliamo la costituzione particolarmente debole.
    Come detto sopra un bel libricino scritto bene, ma niente di straordinario.

    said on 

  • 2

    Per qualche ragione non ho mai letto libri della Yoshimoto....ho sempre pensato di prendere in mano Kitchen, ma per un motivo o per l'altro non l'ho mai fatto. Mi è capitato di trovare Tsugumi e ho pr ...続く

    Per qualche ragione non ho mai letto libri della Yoshimoto....ho sempre pensato di prendere in mano Kitchen, ma per un motivo o per l'altro non l'ho mai fatto. Mi è capitato di trovare Tsugumi e ho provato l'approccio con questo libro meno famoso. Non ne sono rimasta del tutto soddisfatta. Per quanto adori l'atmosfera speciale delle notti estive passate sulla spiaggia con gli "amici del mare" e ne riesca a immaginare in pieno le sensazioni il libro mi è sembrato un po' lento e ripetitivo con i suoi infiniti "non mi dimenticherò mai, mi torna in mente" e le innumerevoli descrizioni di notti che fanno sentire "così"... Sono ancora perplessa...Proverò ancora con Kitchen prima o poi per vedere se l'impressione cambia

    said on 

  • 3

    Dopo aver lasciato il piccolo paese d’origine, Penisola di Izu, per trasferirsi a Tokyo e iscriversi all’università, Maria, l’io narrante, vi ci ritorna per trascorrere forse le ultime vacanze nell’al ...続く

    Dopo aver lasciato il piccolo paese d’origine, Penisola di Izu, per trasferirsi a Tokyo e iscriversi all’università, Maria, l’io narrante, vi ci ritorna per trascorrere forse le ultime vacanze nell’albergo degli zii, insieme alle cugine Yoko e Tsugumi. Un breve periodo di spensieratezza, tra scherzi e qualche contrasto, tra l’odore del mare e le piccole vicende quotidiane, che coinvolgono anche il cane Pochi ed il nuovo amico Kyoichi, nonostante la notevole differenza di carattere dei protagonisti. All’indole semplice e dolce di Maria, infatti, si contrappone la rudezza dei modi e l’asprezza dei comportamenti (soprattutto con le persone che le sono più vicine), la grande forza di volontà ma anche la debolezza fisica di Tsugumi, sicura conseguenza di una salute cagionevole per una malattia incurabile che le è stata diagnostica alla nascita. Nostalgia, ricordi, gioie e amicizia sono gli ingredienti principali di questo romanzo dalla trama scarna e quasi mai appassionante, ma dallo stile narrativo semplice e leggero che pur non suscitando grande entusiasmo, non dà mai la sensazione della pesantezza.

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  • 3

    Storia di separazione

    Tsugumi (1989) di Banana Yoshimoto.
    È la storia di due ragazze, Maria (che narra in prima persona) e Tsugumi. A diciannove anni Maria lascia il piccolo paese sul mare per trasferirsi a Tokyo e iscrive ...続く

    Tsugumi (1989) di Banana Yoshimoto.
    È la storia di due ragazze, Maria (che narra in prima persona) e Tsugumi. A diciannove anni Maria lascia il piccolo paese sul mare per trasferirsi a Tokyo e iscriversi all'università. Anni dopo, decide di tornare al paese per le vacanze, dove ritrova Tsugumi, l'eroina del romanzo, bellissima e dispotica ragazza. Tutti tentano di essere indulgenti con lei, sperando di renderle migliore la vita che le resta. Infatti le è stata diagnosticata dalla nascita una malattia incurabile. Terminate le vacanze, Maria sta per tornare a Tokyo ma le condizioni di Tsugumi peggiorano e pare non ci sia più niente da fare. All'ultimo momento Tsugumi si salva, sentendosi vicina alla morte però aveva scritto a Maria una lettera-testamento e con questa si chiude il romanzo.
    E’ una storia di separazione e di ricordi quella che la Yoshimoto ci narra in questo suo romanzo del 1989. E, come si saprà alla fine, anche biografico. La pensione Yamamoto sta per chiudere, e allora Maria decide di tornare a trovare sua cugina Tsugumi, per passare insieme un’ultima estate. E questo pensiero della fine di un periodo, anzi, di un’era, quella dell’infanzia, è onnipresente in ogni parte del romanzo. Maria è una brava ragazza, dolce, delicata, studiosa, mentre Tsugumi è tutto l’opposto: sarcastisca, antipatica, insopportabile la si odia ma la si compiange, visto che è quasi sempre febbricitante. Due cugine che sono potremmo dire due facce della stessa medaglia, ovvero si completano a vicenda (e chi leggerà la storia fino alla fine capirà meglio il perché). Posso comprendere chi non vedrà una vera e propria trama in questa storia, ma è una caratteristica dell’autrice, ovvero quella di preferire soffermarsi sui particolari, sui pensieri dei suoi personaggi. Quello che l’autrice mi ha trasmesso, aldilà delle storie delle protagoniste, è un “protagonista indiretto”, ovvero il mare.

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  • 3

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Tsugumi" di Banana Yoshimoto, edito Feltrinelli.
    Maria e Tsugumi sono le nostre protagoniste, cugine e amiche da una vita che abitano nella pensione gestita dai genito ...続く

    Il libro di cui vi parlo oggi è "Tsugumi" di Banana Yoshimoto, edito Feltrinelli.
    Maria e Tsugumi sono le nostre protagoniste, cugine e amiche da una vita che abitano nella pensione gestita dai genitori di Tsugumi e per cui la madre di Maria lavora.
    La prima è molto dolce e sensibile, la seconda invece è un fiume in piena, affabile con gli estranei, una tiranna con gli amici e i parenti.
    Maria andrà a vivere a Tokyo perché i suoi genitori si trasferiscono definitivamente e perché lei comincerà l'Università, purtroppo Tsugumi però non potrà mai seguire i suoi sogni perché le sue precarie condizioni di salute non glielo permettono.

    "Nelle città di mare, la pioggia scende particolarmente silenziosa. Che sia il mare stesso ad assorbirne il rumore? Una delle cose di cui mi ero stupita vivendo a Tokyo, era lo scroscio che si sentiva ogni volta che pioveva"

    Nell'estate in cui Maria torna per le vacanze però, le nostre amiche conoscono Kyoichi, un ragazzo che farà battere, forse per la prima volta, il cuore di Tsugumi.

    "In casa, Tsugumi se la prendeva sempre con quelli della famiglia, non chiedeva mai scusa... Ma quando era con Kyoichi si faceva raggiante di felicità. Sembrava quasi che avesse fretta di vivere. Una preoccupazione sottile, come un raggio di luce fra le nuvole, nasceva nel profondo del cuore di noi che le stavamo intorno procurandoci un dolore pungente.
    Il suo modo di vivere faceva sempre paura"

    L'anima e lo spirito di Tsugumi sono totalmente presi dalla relazione, era come se il suo corpo venisse trascinato a forza dai sentimenti che, con il loro bagliore, riducevano di momento in momento la durata della sua vita.

    "Le cose ci passano davanti agli occhi, e noi diventiamo grandi. Cambiando in continuazione. E coscienti di questo fatto, procedevamo nel nostro cammino. Se, comunque, ne avessimo voluto fermare a tutti i costi almeno una, senza dubbio, sarebbe stata quella serata e quella estate."

    Perché è di questo fondamentalmente di cui tratta il libro, un estate, un periodo, della nostra adolescenza, dove ci sentivamo davvero vivi sperimentando le prime felicità, i primi amori e sentendoci invincibili.
    Con una scrittura quasi leggera come una nuvola, l'autrice mi lascia sempre quel pizzico amaro alla fine di uno zucchero filato, la particolarità però è proprio questa ed è addirittura quello che amo della sua scrittura: raccontare di un periodo perfetto, così di punto e finirla subito in bianco, e riuscirci magnificamente, lasciandoti addosso la storia dei suoi personaggi ma farla sparire altrettanto velocemente impiegando lo stesso tempo passato a farci innamorare.
    Voto 7/10 - Voto copertina 9/10
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    Grazie lettori 💜

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  • 5

    Il colpo di fulmine con questa autrice risale ai tempi delle superiori. Questo libro ha riacceso quella fiamma dimenticata. Tsugumi racconta di un'estate, o meglio, di un'ultima estate prima che tutto ...続く

    Il colpo di fulmine con questa autrice risale ai tempi delle superiori. Questo libro ha riacceso quella fiamma dimenticata. Tsugumi racconta di un'estate, o meglio, di un'ultima estate prima che tutto cambi. Si riesce a percepire l'amore per le proprie origini, per i luoghi in cui si è cresciuti. Domina l'amicizia e la voglia di vivere.
    Una Yoshimoto estremamente semplice e pulita, forse più leggera e spensierata del solito. Perfetto come primo approccio al suo stile.

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  • 3

    Gli esseri umani accolgono ogni cambiamento del proprio animo in una confusione di cose buone e cattive, e da soli portano quel peso per tutta la vita. Pregando, sempre da soli, di essere il più gentili possibili con le persone a cui vogliono bene..

    Per circa due anni ho vissuto come bendata da una grande benda bianca con un unico nastro intessuto di più materiali. Finché non ho provato a togliermela, non mi è stato possibile coglierne la lucente ...続く

    Per circa due anni ho vissuto come bendata da una grande benda bianca con un unico nastro intessuto di più materiali. Finché non ho provato a togliermela, non mi è stato possibile coglierne la lucentezza di qualcosa di più profondo delle parole o dell'animo di una donna terribilmente sensibile. Finché non ci si trova nella condizione di non poterla più ignorare, non ci si rende conto di quanto sia troppo luminosa persino per i nostri occhi deboli. Una luce aveva indicato il cammino dei protagonisti. In un momento in cui mi è capitato di essere protagonista di strane sensazioni. Sensazioni in cui lo scorrere del tempo ha subito dei leggeri sfasamenti o in cui sono riuscita a vedere cose o persone che prima ignoravo volontariamente in maniera completamente diversa. L'aria si diffondeva lentamente nelle tenebre e le emozioni si arenavano nei luoghi più remoti precipitando nelle mani delle persone come stelle cadenti, svegliandole.
    Vagando con lo sguardo incerto su scaffali stracolmi di libri ho constatato quanto innumerevoli siano gli autori. E, ho come l'impressione che, col passare del tempo, lo saranno ancor di più. Con storie intrappolate nella soffitta della loro anima. Talmente belle da sembrare irrealizzabili, come l'odore dell'impossibile.
    Chissà per quale motivo, ma mai e poi mai dimenticherò quanto successe con la Yoshimoto. In un pomeriggio d'agosto di due anni fa in cui tutto mi sembrava estremamente tedioso, artificioso e nostalgico.
    Un romanzo che non mi piacque per niente, con del potenziale e che invece cadde nel banale, mi fece sentire subito male. E, se il romanzo in questione l'avevo letto per curiosità, con questo - a dire il vero - non ho avuto alcuna motivazione valida. Come con Il lago, dopo il clamoroso disastro di Un viaggio chiamato vita, ero fermamente convinta che forse dovevo puntare i miei interessi su altro. Ma non concedere una seconda possibilità a questa prolifica scrittrice giapponese mi sembrava irrispettoso. Dunque, tornare nella splendida, immensa e inafferrabile città di Tokyo non mi ha fatto sentire estranea; piuttosto l'unica soluzione possibile.
    Un vivido miraggio che l'autrice è riuscita a tirare avanti e invecchiare... con la speranza che, ad ogni lettore, possa accadere un giorno qualcosa di simile, è quello che ci racconta la Yoshimoto in questo piccolo libriccino. Dove la bellezza delle piccole cose, che hanno un ché di intenso e particolare, come sprazzi di luce che s'infrangono in prismi sfavillanti, nel ripetersi di tutto questo, nel susseguirsi delle cose, ce stato qualcosa a cui è stato difficile accostarsi.
    Un romanzo che ho letto con una certa curiosità, una lettura semplice che parla di adolescenza, di un'estate di un gruppo di ragazzi che non tornerà mai più, Tsugumi - per il toccante e sano lirismo di cui è impregnato e per le vicende quasi sempre autobiografiche dell'autrice -, aveva fatto paragonare la Yoshimoto a Murakami e accresciuto la mia diffidenza nei suoi riguardi. Aveva fatto emozionare un discreto numero di lettori e lasciato un segno indelebile, anche se dubito fosse questo l'intento dell'autrice. In diversi gruppi di Facebook, pubblicare frasi tratte dai suoi libri e scrivere recensioni emozionanti e curiose. Una normalissima storia, semplice ma emozionante nonché ricordo dell'estate dell'autrice, quando tornò al paesino di mare in cui ha vissuto da bambina. Suddiviso in altrettanti ricordi e ricco di belle e toccanti perle di saggezza.
    Una protagonista che si definisce una tranquilla ragazza di provincia che, dopo diciotto anni di successi e agi, ha abbandonato il suo paesino natale per iscriversi all'università a Tokyo. Accanto a lei, una co-protagonista cattiva, maleducata, sboccata, capricciosa, sleale che, desiderosa d'affetto e comprensione, ha riempito il vuoto della dolce Maria con il suo affetto "fuori dagli schemi". La sua unica migliore amica, come è solita definirsi, ma che di amicizia qui sembra essercene ben poco. Ebbene si, perché inscenare la morte di un parente e indurti alla disperazione purché i suoi genitori possano darle quelle giuste attenzioni per non farla sentire come un eremita fallita, è un segno del loro indissolubile legame. Oggetto d'attrazione di genitori stanchi e esauriti, ragazzi taciturni ma attenti, azioni irrispettosissime. Non del tutto presente, invece, la protagonista Maria che al contrario della Madonna non si sente affatto una santa. Ma, nonostante questo, giudicata da tutti come una persona generosa e serena che, al di la della sua dolcezza, è il prototipo perfetto della studentessa tipo. Spettatrice di una storia il cui tratto sognante affascina e che, come una turista, condensa in quasi 170 pagine. La proiezione concettuale del "non esserci niente" che trasmette una quiete leggermente angosciante in cui tutto quanto era accaduto per l'autrice, anche la vita e la morte, forma un vortice di sensazioni particolari che, lentamente, si sono spostate in un luogo per nulla dissimile alla realtà. Piccole strisce di emotività esposte alla dolce brezza dei venti della vita, che fioriscono in una moltitudine vasta e colorata.
    Quello di Tsugumi non è romanticismo. E nemmeno una forma di sentimentalismo. Fra le sue pagine batte un cuore giovane che è uno specchio perfettamente terso. Dove chi legge può semplicemente specchiarsi, trovandovi solo quanto vi si riflette. Non sforzandosi nemmeno di pensare.

    Non so perché, ma avevo la sensazione che l'amore per quanto lo si doni, per quanto lo si lasci aperto il rubinetto del proprio cuore, non si esaurisca mai, proprio come gli acquedotti di tutto il Giappone.

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  • 4

    Tsugumi, una ragazza non comune...

    Mi sto "innamorando" sempre più di questa autrice... Questo libro è delizioso quanto Kitchen ed anche un po' autobiografico. La Yoshimoto riesce sempre a farti "entrare" nella storia, a farti affezion ...続く

    Mi sto "innamorando" sempre più di questa autrice... Questo libro è delizioso quanto Kitchen ed anche un po' autobiografico. La Yoshimoto riesce sempre a farti "entrare" nella storia, a farti affezionare ai suoi personaggi che si caratterizzano sempre per forte coraggio e determinazione, anche se loro, a volte, non lo sanno. Tsugumi è "una ragazza straordinaria, un capolavoro assoluto", come afferma Kyoichi, l'amico dell'estate e chissà forse molto di più...

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