Talvolta persino si rideva

Tempi e contrattempi della mia vita

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(2)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807050730 | Isbn-13: 9788807050732 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Margherita Belardetti

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Descrizione del libro
Figura di straordinaria attività e presenza culturale Erich Fried ha raccolto in "Talvolta persino si rideva" alcuni testi comparsi autonomamente su riviste, insieme con una maggioranza di capitoli scritti appositamente come parti di questo libro.
"Talvolta persino si rideva" può essere considerato un testo autobiografico, testimonianza di un'infanzia e di un'adolescenza vissute in tempi eccezionali dapprima a Vienna, negli anni immediatamente precedenti l'Anschluss e quindi a Londra, dove l'autore emigrò nel 1938, e che divenne poi sua città di elezione fino alla morte.
La prosa di Fried non tende mai all'astratto, alla teoria: è sempre legata all'aneddoto, a destini personali attraverso i quali, in presa diretta e con reale commozione, è dato al lettore ricostruire il clima di quell'epoca cruciale e complessa. Per questo i racconti, dai ricordi dell'amata nonna, divertenti e teneri, all'avvincente resoconto delle astuzie messe in atto dal giovanissimo Fried nel tentativo di salvare familiari e amici ebrei dalla Gestapo, o a quello della dura lotta per l'esistenza degli intellettuali tedeschi nell'emigrazione londinese, non perdono mai, grazie anche all'ironia che li anima, di vivezza e di interesse.
Toccante infine, quasi un testamento morale, il penultimo brano della raccolta, "Negli ultimi tempi prima della mia morte", una poetica resa dei conti dell'autore, già malato, ma sempre estremamente combattivo e curioso dei fatti della vita e degli sviluppi del mondo.
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    "Nell'ultimo tempo prima della mia morte sono tornato a volermi bene. Non che ami meno i miei figli, mia moglie o il mio terzo nipotino di sei mesi, che vive sotto il mio tetto. Al contrario, anche l' ...continua

    "Nell'ultimo tempo prima della mia morte sono tornato a volermi bene. Non che ami meno i miei figli, mia moglie o il mio terzo nipotino di sei mesi, che vive sotto il mio tetto. Al contrario, anche l'amore per tutti loro si è fatto più tangibile, più intenso o, perlomeno, mi si è palesato con più forza. Ma l'amore di sé è qualcosa di molto diverso, in parte una riscoperta. Al mattino, appena sveglio, mi sfioro con la punta di un dito la pelle sulle costole e godo di quel contatto caldo e morbido, come da bambino. Anche il constatare come tutto il mio corpo, ovunque io lo tocchi - gambe, ventre, sesso, braccia - sia lì, a portata di mano, solido, immerso nel benessere, è una piccola gioia che ora mi concedo quasi ogni giorno, dopo il risveglio e prima di dormire. Anche durante il giorno, a volte, mi passo affettuosamente una mano sulla nuca, su una guancia, o con la mano destra mi accarezzo il braccio sinistro, e trovo in questo gesto un senso di felicità.
    Talvolta, nel percepire i sensi e con l'intelletto il mio esserci, il cuore mi batte forte." (p. 149)

    ha scritto il