Tan humana esperanza

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Publisher: Seix Barral

3.9
(157)

Language: Español | Number of Pages: 880 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8432214132 | Isbn-13: 9788432214134 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    io comunque, facevo il tifo per il mulo Astolfo ed ho sperato fino alla fine che si dotasse di superpoteri e che sconfiggesse il male.

    Ma il mulo Astolfo non aveva il tempo per cercare giustizia, dove ...continue

    io comunque, facevo il tifo per il mulo Astolfo ed ho sperato fino alla fine che si dotasse di superpoteri e che sconfiggesse il male.

    Ma il mulo Astolfo non aveva il tempo per cercare giustizia, doveva rimanere fedele al suo padrone Colombino, servirlo ed accompagnarlo. Per Colombino si prova da subito simpatia. fa parte della schiera dei buoni, ingenui, ma dei quali ci si può sempre fidare e dei quali ci sarebbe sempre bisogno. la sua è una esistenza umile in quel di Sacconago e come a molti capita ad un certo punto della vita, si ritrova innamorato. ma tutt'altro che accettato dalla famiglia di lei. il romanzo quindi prende altri tre piani di narrazione. dalle mura di un inquietante convento (un carcere più che un luogo di raccoglimento spirituale) una ragazza di nome Leda inizia quella che diventerà una esistenza più che inaspettata viste le premesse. l'artista Lisander scopre i nuovi miracoli della scienza e della neonata fotografia e suscitando poca simpatia usa la sua sfrenata ambizione per costruire un mondo di profitto e commerci al limite del lecito (callopornie le chiameranno, foto porno saranno). dall'altra parte del mondo, un inquieto Garibaldi muove i primi passi alla ricerca della libertà dei popoli. Ognuno porterà avanti la sua battaglia, ognuno percorrerà la sua strada, ma in più di una occasione questi personaggi si incontreranno, anche se in maniera più o meno superficiale. Nel suo peregrinare alla ricerca di un colloquio col santo padre, Colombino prima incontrerà Leda, poi si unirà a Garibaldi (che forse sarà uno dei pochi a voler sapere davvero i particolari della vita di quel giovane all'apparenza senza filtri). Leda troverà rifugio da Lisander, che l'aiuterà senza chiedere lumi e in sottofondo si staglierà la figura di Mazzini, intento a costruire il suo progetto e quella di Pio IX, ancora inconsapevole degli avvenimenti che saranno.

    La narrazione, oltre ai personaggi principali, ci regala un dedalo di personaggi minori, del popolo o fuggiaschi di ogni risma, le cui avventurose vicende donano una decorazione unica alla storia. L'autore inoltre è stato molto bravo ad usare un linguaggio ricercato, con termini a volte desueti e datati, ma senza rendere difficoltoso seguire l'intrecciarsi degli eventi. In parole povere, il lavoro che c'è stato dietro questo libro è stato enorme, ma è stato ripagato da un risultato a dir poco notevole.

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  • 3

    TROPPO UMANA SPERANZA

    Siamo nell’Ottocento. La storia si svolge tra Milano, Roma, il Sudamerica, Genova e Londra. Quattro i protagonisti le cui vicende procedono sincronicamente per finire, in qualche caso, con l’incrociar ...continue

    Siamo nell’Ottocento. La storia si svolge tra Milano, Roma, il Sudamerica, Genova e Londra. Quattro i protagonisti le cui vicende procedono sincronicamente per finire, in qualche caso, con l’incrociarsi. Lo sprovveduto Colombino, di professione ’mena merda’, che cerca di raggiungere Roma per avere un incontro col Papa. Il pittore Lisander, che vive d’espedienti inseguendo il sogno di diventare un famoso callitipista. La giovane Leda, che fugge dal reclusorio del Buon Pastore per diventare una spia incaricata di pedinare Giuseppe Mazzini. L’indomito Giuseppe Garibaldi, paladino della libertà in Sud America, in compagnia dell’intrepida Anita, e poi eroico combattente all’inizi della sua avventura italiana.
    Ho acquistato il libro attratto dal nome dell’autore, omonimo del grande Michele, e anche perché ho letto sul risvolto di copertina che si è lau¬re¬ato con una tesi su Thomas Pyn¬chon. Pur sapendo che questo non poteva bastare. Infatti. Non è stata comunque una lettura deludente. Un romanzo popolare, con alcune incursioni nel romanzo storico, ma senza averne la velleità, in cui la fantasia s’incrocia col verosimile. Una storia che si sviluppa in più di settecento pagine che, nel complesso, divertono e appagano il lettore.

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  • 4

    Dickens, Defoe e Stevenson miscelati nella giusta quantità. Potrebbe essere definito un classico dell'Ottocento. Tra le storie raccontate la più bella quella di Colombino e il suo fidato mulo Astolfo. ...continue

    Dickens, Defoe e Stevenson miscelati nella giusta quantità. Potrebbe essere definito un classico dell'Ottocento. Tra le storie raccontate la più bella quella di Colombino e il suo fidato mulo Astolfo. Molto bello.

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  • 4

    Quattro destini differenti, che in qualche modo si sfiorano, sullo sfondo dei fermenti che precedono l'Unità d'Italia. Vicenda intrigante e traboccante di parole, così ricche da travolgere il lettore. ...continue

    Quattro destini differenti, che in qualche modo si sfiorano, sullo sfondo dei fermenti che precedono l'Unità d'Italia. Vicenda intrigante e traboccante di parole, così ricche da travolgere il lettore. Lettura impegnativa, ma estremamente appagante, che - se non fosse per il linguaggio a volte troppo faticoso - arriverebbe alle cinque stelle.

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  • 3

    Mi ci è voluto parecchio tempo (per i miei standard) per finire questo libro e, detto sinceramente, non l'ho abbandonato solo per cipiglio. L'intento dell'autore è senza dubbio valevole e alcune stori ...continue

    Mi ci è voluto parecchio tempo (per i miei standard) per finire questo libro e, detto sinceramente, non l'ho abbandonato solo per cipiglio. L'intento dell'autore è senza dubbio valevole e alcune storie sono anche interessanti. Quello che, secondo me guasta il tutto, è una certa prolissità e un indugiare su ricami di parole che non aggiungono nulla, anzi hanno l'effetto (o meglio, hanno avuto tale effetto su di me) di spazientire il lettore. Ammetto di aver commesso il tremendo peccato del saltare paragrafi interi alla ricerca del successivo svolgersi della storia. Il motivo per cui do tre stelle anziché due come recensione è dovuto a una delle storie che si intrecciano in questo libro, ovvero quella di Garibaldi e Aninha/Anita. Mari riesce a dare corpo e infondere vita a personaggi, sentimenti, e vicessitudini e a far appassionare il lettore (nonostante l'onnipresente prolissità).
    Se mi posso permettere un ultimo commento: non ho letto altro di Mari, e in teoria, vista l'esperienza con questo romanzo, dubito leggerei altro. Però forse tenterò di nuovo, sperando che Mari riesca ad affrancarsi da certi virtuosismi che hanno un pochino troppo l'odore di imitazione dello stile di Baricco (che io adoro, però ci sarà un motivo se Baricco non ha mai scritto un libro di 760 pagine...).

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  • 5

    la prima volta ho letto poche pagine che mi sono sembrate interessanti, ma non sono riuscita ad andare avanti; è un libro che non può essere letto poco per volta prima di dormire, ma chiede un ampio r ...continue

    la prima volta ho letto poche pagine che mi sono sembrate interessanti, ma non sono riuscita ad andare avanti; è un libro che non può essere letto poco per volta prima di dormire, ma chiede un ampio respiro di tempo; così l'ho ripreso per le vacanze estive e l'ho divorato, innamorandomi dei personaggi, Colombino e il suo mulo Astolfo, prima di tutti. Non scoraggiatevi.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Bel romanzo che cerca di trasportarci nell’Italia, e non solo, della prima metà dell’ottocento. Personaggi storici come Garibaldi e Mazzini dividono la scena con Colombino, Lisander, Leda, Astolfo, Ch ...continue

    Bel romanzo che cerca di trasportarci nell’Italia, e non solo, della prima metà dell’ottocento. Personaggi storici come Garibaldi e Mazzini dividono la scena con Colombino, Lisander, Leda, Astolfo, Chiarella, sir John e tutti gli altri che man mano si aggiungono in un sovrapporsi di storie personali che dopo lungo tempo arrivano finalmente a toccarsi ma più spesso solo a sfiorarsi. Questa è infatti secondo me la pecca. Tante vicende, ben narrate e anche singolarmente prese comunque avvincenti, ma che alla fine a parte quella di Leda con Mazzini e un po’ quella di Colombino con Garibaldi restano comunque separate l’una dall’altra. L’obiettivo di dare uno spaccato dell’Italia preunitaria, da nord a sud, dalle campagne alle città, dai grandi agli umili, è raggiunto, ma resta comunque un senso di “tutto qui?” che rende questo lungo e articolato romanzo non del tutto convincente.

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  • 4

    è stata un'impresa leggere questo libro,una faticaccia ma ne è valsa sicuramente la pena.
    un libro bellissimo che ho letto a fatica perchè la scrittura densa e concentrata meritava un'attenzione che n ...continue

    è stata un'impresa leggere questo libro,una faticaccia ma ne è valsa sicuramente la pena.
    un libro bellissimo che ho letto a fatica perchè la scrittura densa e concentrata meritava un'attenzione che non gli potevo dare in questo periodo della mia vita,ma sentivo che non potevo abbandonarlo perchè le storie dei personaggi mi entravano dentro.
    se mi si perdona la "bestemmia" letteraria mi ha ricordato I promessi sposi: la storia,quella grande che entra nelle vite piccole di uomini come noi.
    Colombino mi rimarrà nel cuore

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  • 4

    L'ho divorato, questo sì. Ed è un libro che consiglio e che va letto, perché è vivace, interessante e molto lontano dalla brodaglia solita. Però mi ha deluso (e sono stata incerta sul voto da assegnar ...continue

    L'ho divorato, questo sì. Ed è un libro che consiglio e che va letto, perché è vivace, interessante e molto lontano dalla brodaglia solita. Però mi ha deluso (e sono stata incerta sul voto da assegnargli). Lo stile è troppo da romanzo d'appendice, quindi stucchevole, spesso i personaggi sono raccontati più come tipi che come psicologie tridimensionali. ci troviamo a seguire quattro storie (Garibaldi e Anita, il villano dal cuore semplice Colombino, l'ambizioso pioniere della fotografia Lisander da Milano e la spia tragica Leda che si lega a Mazzini) che si svolgono nei dieci anni prima del 1848, ma nell'insieme non si capisce il perché siano state messe insieme in un unico romanzo, a parte il tema comune della giovinezza inquieta che vuole cambiare l'Italia o la volontà di creare un affresco storico. Forse quando non senti delle situazioni come necessarie a un insieme, significa che qualcosa non va, che sei di fronte a un romanzo coraggioso ma acerbo. O forse l'intenzione era di creare un romanzo di intrattenimento e basta? Poi - chiedo perdono - ho odiato tutte le parti dedicate a Garibaldi e Anita: la noia, due personaggi da cartolina, questi interminabili scenari sudamericani di cui non mi fregava niente. All'ennesimo "lotta furibonda", "lo fulminò con lo sguardo" e espressioni del genere ho bestemmiato. Le azioni e i personaggi sono descritti di solito per grandi archi temporali, le scene sono riassunte, perciò si fa fatica spesso ad appassionarsi ai fatti, e come ho detto i personaggi emergono più come "tipi" che come caratteri veri. E 750 pagine così... Questo non è scrivere difficile, ma rischia di annoiare proprio per il motivo opposto.
    A parte tutto, però, mi ha divertito molto leggerlo e sono contenta di averlo comprato e di averci speso alcuni giorni.

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  • 2

    abbandono con dispiacere

    parto più che ben disposta nei confronti di un giovane autore che coraggioso esordisce con una corposa opera prima senza traccia di allusioni pseudosessuali nel titolo nè in copertina.
    a pagina trenta ...continue

    parto più che ben disposta nei confronti di un giovane autore che coraggioso esordisce con una corposa opera prima senza traccia di allusioni pseudosessuali nel titolo nè in copertina.
    a pagina trenta già comincio a saltare le righe. voglio dargli un'altra possibilità ma abbandono definitivamente e con dispiacere intorno alla pagina 300.
    la prosa è artificiosa, capisco il tentativo di adeguarsi all'800 narrato, ma risulta troppo evidente l'esercizio di stile (mancano i dialoghi! la parte più difficile da scrivere...)
    ci si adeguerebbe, ma la storia non decolla, non risulta avvincente.
    di fronte ad un libro di tale mole catturare l'attenzione del lettore è la prima e fondamentale regola.

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