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Tanit

La bambina nera

Di

Editore: Fazi (Lain)

4.2
(44)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 382 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8876251138 | Isbn-13: 9788876251139 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Horror , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Italia, 2008. In un paese dove inizia a colpire la grande crisi economica, fa la sua comparsa Axieros, l'oscura dea che ha tramato affinché mondi separati venissero in contatto. Cerca una donna umana piena di rabbia e odio, che possa partorire sua figlia Tanit, la bambina nera destinata a essere fatale per il genere umano. Sul cammino di morte che Axieros sta disegnando si incontreranno due demoni: Hyoutsuki, in cerca del suo destino, e Yobai, in cerca della vendetta. Ma sulla stessa strada cammina anche Ivy, che ha il potere di far diventare reale ciò che disegna e che rappresenta un pericolo per tutti: per la dea, per i demoni, per una coppia misteriosa che ha il compito di riequilibrare i due mondi. Solo Ivy può compiere la scelta definitiva: ma a un prezzo che forse non è disposta a pagare.
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  • 4

    L'urban fantasy italiano ha un futuro, forse.

    Finisce con questo "Tanit" la trilogia urban fantasy cominciata con Esbat e Sopdet, trilogia rivelatasi fin da subito interessante non solo per la bella commistione di generi come il fantasy ed il fumetto, non solo perchè scritto in modo leggero, preciso e brillante pur senza avvere esagerate amb ...continua

    Finisce con questo "Tanit" la trilogia urban fantasy cominciata con Esbat e Sopdet, trilogia rivelatasi fin da subito interessante non solo per la bella commistione di generi come il fantasy ed il fumetto, non solo perchè scritto in modo leggero, preciso e brillante pur senza avvere esagerate ambizioni di letterarietà, ma annche e soprattutto perchè manifesta un modo di pensare e far nascere storie tipico dei tempi nostri. La trilogia nasce infatti come fan-fiction di una serie a fumetti, viene pubblicata su un sito specializzato in rete e grazie all'entusiastica accoglienza dei lettori nasce l'idea di farne un romanzo, che ha la fortuna (?) di essere pubblicato da una grande casa editrice come Feltrinelli.

    La storia, di per se molto in linea col filone di genere, narra dell'intersezione tra due universi paralleli: il nostro con le sue grandi città e la vita alienata dei sobborghi, e quello abitato da creature soprannaturali e spietate dette "demoni" (ma non nel senso cristiano del termine). Il punto d'intersezione in realtà non è un luogo ma un gruppo di persone, che hanno dentro di se la consapevolezza inconscia dell'esistenza del mondo demoniaco, ed hanno il potere di condizionarne gli eventi disegnandone le storie. Tra queste ci sono Ivy, la giovane ed imbranata andolescente della periferia di Roma, con la testa perennemente nelle nuvole, e soprattutto la Sensei, disegnatrice di manga giapponesi che finisce con l'innamorarsi di uno dei suoi personaggi. Quando si rende conto che quel personaggio (il demonio Hyoutsuki) in un mondo diverso esiste davvero attraverso un rito arcano spezza il confine tra i due mondi e lo convoca al suo cospetto. Le conseguenza saranno ovviamente fuori controllo fin da subito, perchè insieme con Hyoutsuki si risvegliano potenze una più perversa dell'altra (dal mezzodemone Yobai alla dea Axieros), perfettamente consapevoli che l'esistenza dei due mondi è in competizione, e la sopravvivenza dell'uno dipenderà dalla distruzione dell'altro. Spetterà ad Ivy trovare il modo di ricomporre lo squarcio usando la sua forza di influenzare le azioni del demone, salvando il proprio universo grazie ad insperati alleati a loro volta a conoscenza del rischio che si stava correndo.

    La storia di per se banale acquista valore sia per lo stile insospettatamente scorrevole, leggero e mai ridondante, sia dal lessico sempre molto preciso. Nessuna parola è mai di troppo! Emerge inoltre dall'incredibile mole di citazioni (caso invece assai strano nella letteratura di genere) l'immenso patrimonio di cultura generale dell'autrice: l'intero secondo capitolo della saga è di fatto un ripercorrere la storia dell'Italia nei suoi punti più critici. Se quindi per gli appassionati del genere la trilogia Esbat-Sopdet-Tanit è irrinunciabile, la grande coerenza della storia, l'indiscusso valore della scrittura ed il grande approfondimento che le stanno dietro la rendono molto godibile anche per chi non è avvezzo a questo tipo di letture.

    Parlare di Lara Manni significa anche parlare della sua ipotetica falsa identità, che se confermata risulterebbe essere in realtà loredana Lipperini, la ben nota blogger ed editorialista di repubblica. Il valore del libro ovviamente non varia di una virgola; ma questo non impedisce che rimanga una punta di amarezza. Perchè di fronte al ventaglio di possibilità che sembrava aprire la pubblicazione di un'opera di buon livello da parte di una giovanissima con un grande editore, emerge alla fine che la giovanissima ha decenni di esperienza alle spalle ed ha già pubblicato con Feltrinelli; roba da tagliare le gambe anche al più appassionato degli esordienti. Ma anche perchè Lara Manni è una delle scrittrici che più aveva fatto del rapporto e del confronto coi lettori una bandiera, anche utilizzando il suo blog da me peraltro frequentato ed apprezzato. A scoprire che si stava parlando con uno pseudonimo, non dico tanto, ma almeno un pochino ci si sente traditi. Resta comunque non confermata la falsa identità di Lara e, che sia vero o meno, spesso torno sul suo blog sperando che abbia deciso di ricomparire perchè, che sia Lara o Loredana, il suo bello, intelligente e costante contributo al mondo dei lettori mi manca molto.

    A presto Lara, ti aspetto!

    ha scritto il 

  • 4

    finito di leggere nel caldo verde delle vacanze estive...

    Bello. vorrei scrivere di più, ma... mi sono piaciuti i molteplici rimandi, i riferimenti letterari e non, la sensazione che la storia affiori da un mondo ricco e appassionatamente variegato. La figura del demone era, nella mia immaginazione, bifronte: mezzo manga, mezzo personaggio completo di s ...continua

    Bello. vorrei scrivere di più, ma... mi sono piaciuti i molteplici rimandi, i riferimenti letterari e non, la sensazione che la storia affiori da un mondo ricco e appassionatamente variegato. La figura del demone era, nella mia immaginazione, bifronte: mezzo manga, mezzo personaggio completo di sfumature. Io non sono un'amante dei manga, ma ammetto che quest'immaginario risulta epico. Il bene e il male, e la lotta ambientata in Italia mi ha anche fatto pensare a Il Diacono di Andrea G. Colombo. Questi due romanzi dovrebbero sdoganare l'urban fantasy dai preconcetti di letteratura di genere. Ma certo non sono un'esperta. Insomma Tanit vale la pena di essere letto. Questo è il mio parere

    ha scritto il 

  • 4

    2008, Italia. La dea Axieros, che fin dall’inizio aveva ordito il contatto tra due mondi che non devono toccarsi, è riuscita nel suo intento: costringere Yobai a fecondarla perché possa trasferire la bambina nel mondo umano. Tanit, la bambina nera, sarà colei che metterà fine al mondo degli uomin ...continua

    2008, Italia. La dea Axieros, che fin dall’inizio aveva ordito il contatto tra due mondi che non devono toccarsi, è riuscita nel suo intento: costringere Yobai a fecondarla perché possa trasferire la bambina nel mondo umano. Tanit, la bambina nera, sarà colei che metterà fine al mondo degli uomini in modo che l’epoca degli youkai possa non aver mai termine. Yobai, profondamente debilitato, approfitta dell’ultimo gesto d’amore di Ivy (“Dimentica.”) per manovrare ancora una volta Hyoutsuki e dirigerlo nuovamente nel mondo umano per mettere fine alla vita della ragazza, l’unica che potrebbe ancora fermare la dea e l’infernale bambina che ha trapiantato nel corpo di un’umana piena di odio. Ivy, a sua volta, si è imposta di non interferire più nella vita del demone che ha amato e che tuttora ama, e sta tentando di recuperare una parvenza di vita normale convivendo con Max nella casa che era appartenuta a sua madre. Qualcosa sta cambiando in lei, qualcosa di troppo grande da affrontare. E poi c’è lei, Nadia. Sangue di youkai scorre in lei, e l’incontro con Brizio, molti anni fa, le ha posto una terribile responsabilità sulle spalle: ha infatti accettato il compito dei Grigori, i Guardiani, che da secoli vigilano affinché i due mondi non si tocchino tramite l’opera di umani particolarmente dotati. Qualche nome su tutti: Lovecraft, Poe, Stephen King. Tolkien. E la Sensei, ovviamente. E adesso c’è anche Ivy. Il momento di agire è finalmente giunto: non c’è più uno spiraglio, a collegare le due dimensioni, ma un portale che si sta per spalancare. Mentre la follia si diffonde per le strade di Roma, annebbiate da una polvere nera che porta la firma di Tanit, Hyoutsuki affronta ancora una volta il rituale dell’Esbat. La scelta, ancora una volta, ricadrà sulla giovane Ivy.

    Continua su http://www.lastambergadeilettori.com/2012/04/i-contenuti-italia-2008.html

    ha scritto il 

  • 4

    Nota: essendo Tanit logicamente e cronologicamente successivo a Esbat e Sopdet, risulta impossibile parlarne senza spoilerare sui primi due volumi della saga.


    2008, Italia. La dea Axieros, che fin dall’inizio aveva ordito il contatto tra due mondi che non avrebbero dov ...continua

    Nota: essendo Tanit logicamente e cronologicamente successivo a Esbat e Sopdet, risulta impossibile parlarne senza spoilerare sui primi due volumi della saga.

    2008, Italia. La dea Axieros, che fin dall’inizio aveva ordito il contatto tra due mondi che non avrebbero dovuto mai toccarsi, è riuscita nel suo intento: costringere Yobai a fecondarla perché possa trasferire la propria creatura nel mondo umano. Tanit, la bambina nera, sarà colei che metterà fine al mondo degli uomini in modo che l’epoca degli youkai possa non aver mai termine. Yobai, profondamente debilitato, approfitta dell’ultimo gesto d’amore di Ivy (“Dimentica.”) per manovrare ancora una volta Hyoutsuki e dirigerlo nel mondo umano per mettere fine alla vita della ragazza, l’unica che potrebbe ancora fermare la dea e l’infernale bambina che ha trapiantato nel corpo di una donna piena d'odio. Ivy, a sua volta, si è imposta di non interferire più nella vita del demone che ha amato e che tuttora ama, e sta tentando di recuperare una parvenza di esistenza normale convivendo con Max nella casa che era appartenuta a sua madre. Qualcosa sta cambiando in lei, qualcosa di troppo grande da affrontare. E poi c’è lei, Nadia. Sangue di youkai le scorre nelle vene, e l’incontro con Brizio, molti anni fa, le ha posto una terribile responsabilità sulle spalle: ha infatti accettato il compito dei Grigori, i Guardiani, che da secoli vigilano affinché i due mondi non si tocchino tramite l’opera di umani particolarmente dotati. Qualche nome su tutti: Lovecraft, Poe, Stephen King. Tolkien. E la Sensei, ovviamente. E adesso c’è anche Ivy. Il momento di agire è finalmente giunto: non c’è più uno spiraglio, a collegare le due dimensioni, ma un portale che si sta per spalancare. Mentre la follia si diffonde per le strade di Roma, annebbiate da una polvere nera che porta la firma di Tanit, Hyoutsuki affronta nuovamente il rituale dell’Esbat. La scelta, per l'ultima volta, ricadrà sulla giovane Ivy.

    Lara Manni, con questo volume, conclude la sua trilogia nata da una fanfiction su Inuyasha. Lontanissime sono ormai le connessioni con il manga di Rumiko Takahashi: l’autrice ha trovato una sua strada autonoma che l’ha portata a esplorare a fondo i territori dell’urban fantasy. Nel mondo di Tanit si aggirano divinità e demoni, anticristi, e ibridi mescolati alla gente ordinaria che si sono votati alla salvaguardia del nostro mondo. Tanit riprende e approfondisce il sasso scagliato da Esbat: la profonda connessione tra la creazione artistica e un ipotetico universo ‘altro’, tema non nuovo in letteratura e ripreso, per citare un nome, anche da Stephen King nel suo Duma Key (o nella saga della Torre Nera). Proprio Stephen King viene citato da Brizio, insieme a molti nomi noti, tra coloro che riescono ad aprire spiragli tra una realtà e l’altra, artisti nati con il Dono di raccontare ciò che accade nell’altrove. Lara Manni scrive con sapienza ed entusiasmo di un argomento che solletica da sempre tutti gli appassionati di letteratura fantastica, coinvolgendo la mitologia ellenica e cartaginese: Axieros sarebbe infatti una divinità del culto di Samotracia che corrisponderebbe grossomodo a Demetra, la dea della fertilità, mentre la dea Tanit deteneva un ruolo fondamentale nel pantheon cartaginese, essendo una delle consorti di Baal e legata anch'essa alla fertilità, oltre che alla guerra. Riducendo il numero di personaggi principali e il respiro del romanzo, l’autrice riesce a creare nuovamente una buona caratterizzazione psicologica di tutti loro, descrivendo le scene con un buon ritmo narrativo che non costringe, com’era accaduto a me in Sopdet, a tornare indietro per comprendere dinamiche narrate in modo troppo frettoloso. Il salto di qualità che Lara Manni aveva tentato (in modo non troppo riuscito) con il secondo volume viene raggiunto pienamente nel terzo, soprattutto grazie alla riduzione dei richiami pretestuosi a problematiche sociologiche-storiche-economiche che mi erano sembrati realmente forzati. In definitiva, un’ottima conclusione a quello che, nonostante il secondo volume un po’ sottotono, rimane un gran bel trittico consigliato a tutti gli appassionati del fantastico e soprattutto ai consueti detrattori della narrativa italiana.

    ha scritto il 

  • 4

    BELLA TRILOGIA

    Ho letto anche Tanit, terzo volume della trilogia di Lara Manni. Che dire? Ogni volume ha la sua peculiarità. Al di là dell'originalità della storia e dei personaggi che sono un'anomalia nel panorama italiano, ogni romanzo è caratterizzato da elementi diversi. Nel primo c'era la scoperta di una s ...continua

    Ho letto anche Tanit, terzo volume della trilogia di Lara Manni. Che dire? Ogni volume ha la sua peculiarità. Al di là dell'originalità della storia e dei personaggi che sono un'anomalia nel panorama italiano, ogni romanzo è caratterizzato da elementi diversi. Nel primo c'era la scoperta di una storia innovativa (per l'Italia), nel secondo la bella commistione con elementi storici. In questo mi ha colpito la perizia tecnica della scrittura della Manni. Alcune pagine sembrano uscite da Stephen King, un King europeo e donna. Alcuni personaggi secondari sono delineati in modo perfetto in poche pagine. E alcune scene sono di un'efficacia portentosa, ho dovuto rileggerle per scoprire i "trucchi" dell'autrice (ad es. montaggio alternato e dosato al millimetro). Complimenti all'autrice, consigliato a tutti (sono presenti scene che sfiorano l'horror, gli stomaci deboli sono avvisati...).

    ha scritto il