Tanto gentile e tanto onesta

Di

Editore: Sonzogno

3.2
(10)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 366 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845426009 | Isbn-13: 9788845426001 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Umorismo

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Descrizione del libro
A tredici anni Melinda viene affidata alle cure di un famoso psicoanalista inglese, il professor Hochtensteil, il quale, prima di litigare con il maestro, era stato il migliore allievo di Freud. La ragazzina è finita sul lettino per aver amoreggiato col fratello e, soprattutto, per aver sedotto il padre, Abramo Publishing, importante editore inglese. Non contenta, Melinda affinerà le proprie arti venusiane, oltre che nel salotto letterario di casa sua, tra cene raffinate e ospiti eleganti, proprio sul lettino terapeutico giacché persino il dottore non saprà più chi sta analizzando chi. Incoraggiata da simile debutto, la bella e raffinata Melinda si immerge nella "swinging London", dove perfeziona la propria educazione sentimentale. Poi, con un invidiabile bagaglio di esperienza, comincia a sposarsi e divorziare a ripetizione, diventa duchessa, fa carriera politica, viene assoldata come spia, organizza la più grande rapina al treno del secolo, attraversa il globo terracqueo, fonda la prima banca del seme (esclusivamente di premi Nobel) e finisce in Urss, dove accetta di imbarcarsi su un'astronave come prima donna a essere lanciata sulla luna. Tornerà? Rifiutato da dodici editori e infine accettato da Feltrinelli nel 1967 e tradotto in sedici lingue, Tanto gentile e tanto onesta diventò subito un bestseller mondiale. Il percorso folle e spregiudicato di questa eroina tra i miti, i tic, i tabù e le rivoluzioni degli anni Sessanta, non tardò ad affermarsi come uno dei romanzi più divertenti del Novecento. -
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    Mai successo

    Non mi era mai successo di provare una repulsione così istantanea, immediata e definitiva per un libro appena iniziato. Ho resistito due pagine. Poi ho fatto mio il terzo diritto imprescindibile del l ...continua

    Non mi era mai successo di provare una repulsione così istantanea, immediata e definitiva per un libro appena iniziato. Ho resistito due pagine. Poi ho fatto mio il terzo diritto imprescindibile del lettore di Daniel Pennac, al quale mi appello molto raramente – quasi mai, direi. E mi sono dedicata a qualcosa di meglio.
    P.S. Sono passati più di tre anni e mezzo dagli ultimi niente stelle, gli inqualificabili ‘sfumature’. Ciò significa che di solito ho più fiuto nello scegliere le mie letture.

    Diritti imprescrittibili del lettore

    di Daniel Pennac (dal libro “Come un romanzo”).

    1. Il diritto di non leggere.
    Naturalmente, “non leggere” non significa “non leggere mai “, o non si sarebbe più lettori… ma una qualche pausa dovremo pur prendercela, no?
    2. Il diritto di saltare le pagine.
    È il libro che deve essere al servizio del lettore, non il contrario, perciò se il suddetto libro è noioso in alcuni punti, il lettore deve avere tutto il diritto di saltarli.
    3. Il diritto di non finire il libro.
    Proprio non capisco coloro che finiscono a ogni costo tutti i libri che iniziano: perché sprecare tempo a leggere un libro che non piace, quando potremmo impiegare lo stesso tempo a leggerne uno migliore?
    4. Il diritto di rileggere.
    Odio quelli che, vedendomi rileggere un libro, dicono: «Ma non l’hai già letto? Perché non ne leggi uno nuovo?» Lo so io perché non ne leggo uno nuovo, tranquillo.
    5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa.
    Detesto anche coloro che criticano le scelte altrui, o che addirittura costringono a leggere un determinato libro. Ti va di leggere Guerra e Pace? Oppure Tre metri sopra il cielo? Ottimo, liberissimo di farlo.
    6. Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa).
    Assolutamente legittimo, oltre che liberatorio, scegliere di leggere un libro per estraniarsi dalla realtà, per vivere in un mondo migliore. In mancanza di meglio, un buon libro aiuta sempre.
    7. Il diritto di leggere ovunque.
    Questo è il diritto che reclamo di più, ma che spesso mi viene negato: cosa c’è di male nel leggere sulla corriera, in attesa all’ufficio postale o dal medico, sulla brandina mezza sfondata che sta in terrazzo, a testa in giù in posizione yoga oppure… lì-dove-so-io?
    8. Il diritto di spizzicare.
    Altro diritto indispensabile, ma che certe case editrici hanno pensato bene di rendere impossibile incartando i loro libri con la pellicola protettiva, in modo che non vi si possa sbirciare dentro prima di acquistare… Per fortuna, però, ci sono gli estratti scaricabili gratuitamente.
    9. Il diritto di leggere ad alta voce.
    Questo è più un dovere che un diritto: il diritto dovrebbe essere “avere sempre qualcuno disposto a leggere a voce alta”. In ogni caso, non c’è niente di meglio che leggere un libro a qualcun altro o sentirselo leggere… è magico, in una parola.
    10. Il diritto di tacere.
    Sante parole. Perché mai dovrebbero importare le famose “impressioni” su di un libro letto? Svelarle è come rompere l’intimità che si è creata tra libro e lettore, assolutamente da non fare.

    Si fa, si fa, caro Pennac, altrimenti su aNobii cosa ci staremmo a fare?

    ha scritto il