Taras Bul'ba

e gli altri racconti di Mirgorod

Di

Editore: Garzanti (I grandi libri)

3.7
(505)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Russo , Portoghese , Catalano , Turco

Isbn-10: 8811364787 | Isbn-13: 9788811364788 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Luigi Vittorio Nadai ; Prefazione: Serena Vitale , Fausto Malcovati

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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    Non è pane per i miei denti: l'ho letto perché ... perché me l'hanno consigliato dopo un viaggio in Russia per saperne qualcosa di più sui cosacchi, ma proprio non mi piace il genere, senza nulla togl ...continua

    Non è pane per i miei denti: l'ho letto perché ... perché me l'hanno consigliato dopo un viaggio in Russia per saperne qualcosa di più sui cosacchi, ma proprio non mi piace il genere, senza nulla togliere alla grandezza dell'Autore (d'altronde, certo io non potrei).

    ha scritto il 

  • 0

    Non il mio genere, l'ho comunque finito in poco tempo. Storia di cosacchi sanguinolenti, storie di barbarie e uccisioni tra fiumi di vodka, un amore appena accennato che viene subito eclissato dalle g ...continua

    Non il mio genere, l'ho comunque finito in poco tempo. Storia di cosacchi sanguinolenti, storie di barbarie e uccisioni tra fiumi di vodka, un amore appena accennato che viene subito eclissato dalle gesta dei guerrieri. Un libro sicuramente da leggere, Gogol tiene il ritmo di una storia di per sé non troppo memorabile che (spero) vi farà odiare i cosacchi e le guerre "sante".

    ha scritto il 

  • 4

    Ocone!

    Nei primi due racconti (Possidenti di antico stampo e Taras Bul'ba) potete scordarvi il Gogol' comico di Anime morte - Cappotto - Naso e scoprirne uno totalmente diverso: reazionario, conservatore e q ...continua

    Nei primi due racconti (Possidenti di antico stampo e Taras Bul'ba) potete scordarvi il Gogol' comico di Anime morte - Cappotto - Naso e scoprirne uno totalmente diverso: reazionario, conservatore e quasi (?) antisemita. Sono due bei racconti, soprattutto Taras Bul'ba, ma che come già detto, non hanno niente a che vedere col "solito" Gogol' (o per meglio dire, col Gogol' che conosciamo).

    Il Gogol' a cui siamo abituati spunta un po' nel racconto successivo, Il Vij, per poi ritornare quello a cui siamo abituati con il racconto su Ivan Nikiforovic e Ivan Ivanovic.
    Leggndo il Vij sembra quasi di leggere una delle Storie italiane di Calvino, ma proiettata nell'Ucraina dei primi del XIX secolo.

    Per me, comunque, il ero exploit, la gemma di questo libro, si ha con l'ultimo racconto: Come Ivan Ivanovic questionò con Ivan Nikiforovic. Bellissimo. Risate ad ogni pagina. Prendete l'elemento del ridicolo di Kafka, aggiungeteci Fantozzi, le fantasticherie del barone di Münchhausen e così sarete vicini a capire cos'è questo racconto.

    (Aggiungeteci poi oche, scrofe brune che mangiano querele, sindaci zoppi e... beh, leggetelo!)

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di questo cosacco per il quale la guerra, l'onore, il valore e la morte onorevole sono le uniche cose che valgono nella vita. Avvincente se pur breve, il tradimento e l'uccisione del figlio, ...continua

    La storia di questo cosacco per il quale la guerra, l'onore, il valore e la morte onorevole sono le uniche cose che valgono nella vita. Avvincente se pur breve, il tradimento e l'uccisione del figlio, la morte dell'altro, la vendetta, l'odio verso gli ebrei molto presente, verso la chiesa cattolica, i nobili polacchi... questo salto nel passato in un epoca dove i valori erano bel altri, la vita difficile e la morte molto più facile e comune di adesso rendono questo breve romanzo davvero bello.

    ha scritto il 

  • 3

    Da qui s'intravvede la magia di Gogol'...quella che più nessuno riuscirà a carpire.

    Nikolaj Gogol,nacque nel 1809 in un governatorato dell'Ucraina. dopo il successo de"Le veglie alla fattoria di Dikan'ka" verso i primi anni'30, rimise ordine alle sue idee e nel 1835 raggiunse un succ ...continua

    Nikolaj Gogol,nacque nel 1809 in un governatorato dell'Ucraina. dopo il successo de"Le veglie alla fattoria di Dikan'ka" verso i primi anni'30, rimise ordine alle sue idee e nel 1835 raggiunse un successo di pubblico enorme con "Taras Bul'ba"; questo romanzo-storico, lo si può considerare come un'esaltante narrazione del popolo Cosacco, con concetti non del tutto apolitici sull'eterno conflitto tra questo popolo militaresco e difensore dei valori dell'est ortodosso, contro i Polacchi, detti "latinitas". E' da queste questioni, in un periodo non precisato tra il XV° e XVII° secolo che le gesta del valoroso guerriero Taras Bul'ba vede la sua esistenza come quella dei suoi figli, perdersi nell'apparente valore guerresco, nella distruzione, come nel tradimento, fino ad intrecci e momenti ricchi di pathos grazie ad un talento che forse proprio solamente Gogol riesce a rendere in pieno; tra il suo realismo e quell'aspetto quasi invisibile, che il solo percepirlo gli da ancor più forza: è il tema volatile dei sentimenti, della fede o della speranza che però non sarebbe unico se non fosse raccontato da uno scrittore che è anche uomo complesso, psicologicamente percettivo come un felino, attento ad ogni variante come un lupo ...e da qui s'affina il talento come il suo stile che, seppur ancora fresco ed incompleto, nella terribile vendetta di Taras e nella crudele fatalità d'ogni guerra eterna come una saga antica, Gogol, da tutto questo, ne offre una vertigine poetica, in cui ogni profonda ombra o luce, sembra scorgersi per un attimo da quella costante suggestione di caos. E' un disordine cosmico quasi più del fato, o meglio l'altro suo volto, quello che il Gogol maturo riuscirà a definire, così creando le sue più grandi magie letterarie...ma questo alla prossima volta.

    ha scritto il 

  • 5

    Senza un attimo di tregua

    Scorrevolissimo, coinvolgente nonostante le sconvolgenti barbarie perpetrate tra le sue pagine, avvincente come un thriller, "Taràs Bul'ba" è un romanzo che rimane nella mente e negli occhi, perché so ...continua

    Scorrevolissimo, coinvolgente nonostante le sconvolgenti barbarie perpetrate tra le sue pagine, avvincente come un thriller, "Taràs Bul'ba" è un romanzo che rimane nella mente e negli occhi, perché sono tanto efficaci le descrizioni che sembra di assistere ad un film (non per niente J. Lee Thompson, nel 1964, ne fece una pellicola con Yul Brynner e Tony Curtis, purtroppo tutt'altro che memorabile). Più moderno degli autori odierni, Gogol' riesce a rendere emozionante e indimenticabile persino il paesaggio, senza annoiare mai. E, nell'incalzare dell'azione, ci perdiamo tra le pagine di una delle opere più efficaci mai scritte.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia di cosacchi alti 2 metri, possenti. Storia sanguinolenta con torture, battaglie e vodka per riscaldarsi dal freddo della steppa. Storie d'amore filiale e d'amour fou per una donna polacca...non ...continua

    Storia di cosacchi alti 2 metri, possenti. Storia sanguinolenta con torture, battaglie e vodka per riscaldarsi dal freddo della steppa. Storie d'amore filiale e d'amour fou per una donna polacca...non molto il mio genere ma non male.

    ha scritto il 

  • 2

    A prescindere che mi sono dovuto sciroppare tutti i racconti di Mirgorod per conoscere Taras Bulba - il che non valeva assolutamente la pena - ho scoperto una mia vena pseudo razzista per il popolo co ...continua

    A prescindere che mi sono dovuto sciroppare tutti i racconti di Mirgorod per conoscere Taras Bulba - il che non valeva assolutamente la pena - ho scoperto una mia vena pseudo razzista per il popolo cosacco.
    Una stirpe che ha bisogno di un’epica come questa, perfetta icona fascista, utile per formare i balilla armati di moschetto, vagamente antisemita, rinforzata da ettolitri di vodka, seppure scritta decentemente, almeno nell’episodio di Bulba, non mi avrà fra i suoi supporter. Soprattutto se penso a cosa succedeva contemporaneamente alle gesta dei Mirgorodiani nel resto dell’Europa. Tanto per dirne, una compariva sulla scena musicale un tale Vivaldi, uno che è stato più rivoluzionario di jaco Pastorius con il basso e girava in tournee che manco Paul Mc Cartney, e questi cosacchi qua si spellavano ancora le mani a suonare la bandura.
    Io le gesta eroiche le sempre odiate sin dalle scuole medie, quando non capivo che significava la materia “epica”. Sono l’unico di casa a non sapere un accidenti di mitologia greca e sono tutti infinitamente più giovani di me. E mi dovrei eccitare alla lettura di uno che lascia sul campo, pur di tenere fede ai suoi valori, i suoi due figli? Uno che fa della truppa un branco, rincoglionibile dal qualsiasi discorso contenga elementari sillogismi??
    Mò vista la profusione di pentastellume in qualsivoglia libreria o io ho letto il libro al contrario o l’unico mio neurone si è perso come la bollicina dentro la bottiglia di acqua lete.
    Per adesso, l'unico effetto benefico lo vedo nell'avermi avvicinato all'omonima composizione di janacek e di riflesso alla mastodontica messa Glacolitica.

    ha scritto il 

  • 4

    Un clásico breve e intenso que recoge las tradiciones, la cultura y las formas de vida de los cosacos ucranianos en el siglo XVI.
    Una narración épica, ágil y enérgica, que conduce a la lucha fraticida ...continua

    Un clásico breve e intenso que recoge las tradiciones, la cultura y las formas de vida de los cosacos ucranianos en el siglo XVI.
    Una narración épica, ágil y enérgica, que conduce a la lucha fraticida y permanente entre los pueblos enraizados de la estepa.
    Una gran epopeya en la que solo prima el valor, la fuerza y el sentido del honor de una familia criada en la lealtad y en la nobleza.
    Literatura rotunda y de verdad.

    ha scritto il 

  • 4

    In breve: cosacchi, ebrei e polacchi. Vino, debito, onore. Religione. Antichi valori insieme ad antichi pregiudizi. Lotta, cameratismo, un pizzichino d'amore, la donna una figura quasi fantasmatica.
    S ...continua

    In breve: cosacchi, ebrei e polacchi. Vino, debito, onore. Religione. Antichi valori insieme ad antichi pregiudizi. Lotta, cameratismo, un pizzichino d'amore, la donna una figura quasi fantasmatica.
    Sì, divertente per certe parti, interessante per latre, alcune volte qualche punto morto... ma è epica, ci deve essere tutto.

    ha scritto il 

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