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Taras Bul'ba e gli altri racconti di Mirgorod

Di

Editore: Garzanti Libri

3.9
(132)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8811364787 | Isbn-13: 9788811364788 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: L. V. Nadai

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 2

    A prescindere che mi sono dovuto sciroppare tutti i racconti di Mirgorod per conoscere Taras Bulba - il che non valeva assolutamente la pena - ho scoperto una mia vena pseudo razzista per il popolo ...continua

    A prescindere che mi sono dovuto sciroppare tutti i racconti di Mirgorod per conoscere Taras Bulba - il che non valeva assolutamente la pena - ho scoperto una mia vena pseudo razzista per il popolo cosacco. Una stirpe che ha bisogno di un’epica come questa, perfetta icona fascista, utile per formare i balilla armati di moschetto, vagamente antisemita, rinforzata da ettolitri di vodka, seppure scritta decentemente, almeno nell’episodio di Bulba, non mi avrà fra i suoi supporter. Soprattutto se penso a cosa succedeva contemporaneamente alle gesta dei Mirgorodiani nel resto dell’Europa. Tanto per dirne, una compariva sulla scena musicale un tale Vivaldi, uno che è stato più rivoluzionario di jaco Pastorius con il basso e girava in tournee che manco Paul Mc Cartney, e questi cosacchi qua si spellavano ancora le mani a suonare la bandura. Io le gesta eroiche le sempre odiate sin dalle scuole medie, quando non capivo che significava la materia “epica”. Sono l’unico di casa a non sapere un accidenti di mitologia greca e sono tutti infinitamente più giovani di me. E mi dovrei eccitare alla lettura di uno che lascia sul campo, pur di tenere fede ai suoi valori, i suoi due figli? Uno che fa della truppa un branco, rincoglionibile dal qualsiasi discorso contenga elementari sillogismi?? Mò vista la profusione di pentastellume in qualsivoglia libreria o io ho letto il libro al contrario o l’unico mio neurone si è perso come la bollicina dentro la bottiglia di acqua lete. Per adesso, l'unico effetto benefico lo vedo nell'avermi avvicinato all'omonima composizione di janacek e di riflesso alla mastodontica messa Glacolitica.

    ha scritto il 

  • 4

    Mirgorod apre spazio all'ambiguità: la parola stessa mir, nel duplice significato di "mondo" e "pace", unita a gorod, "città", offre le due possibilità di una città-mondo, aperta e dinamica, e di ...continua

    Mirgorod apre spazio all'ambiguità: la parola stessa mir, nel duplice significato di "mondo" e "pace", unita a gorod, "città", offre le due possibilità di una città-mondo, aperta e dinamica, e di una città-pace, tranquilla, ferma, immobile, senza né tempo, né vita. E' il mondo alla rovescia del vecchio Taras Bul'ba, capace di gesti estremi pur di raggiungere la libertà.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro bei racconti ambientati nell'Ucraina dal 1600 ai primi anni del 1800. I racconti parlano della vita rurale della popolazione, dei miti e dei cosacchi. Fantastico il racconto Taras Bul'Ba. Uno ...continua

    Quattro bei racconti ambientati nell'Ucraina dal 1600 ai primi anni del 1800. I racconti parlano della vita rurale della popolazione, dei miti e dei cosacchi. Fantastico il racconto Taras Bul'Ba. Uno spaccato della vita e della mentalità dei guerrieri cosacchi. Un racconto di onore guerriero, morte in battaglia e massacri. Il tutto senza alcun giudizio morale dato dall'autore, solo un crudo resoconto degli avvenimenti. Toccante e shoccante. Il primo racconto invece è molto malinconico; descrive la vita di una copia di contadini possidenti che, dallo splendore iniziale, vanno in rovina. Bello anche il quarto! Parla in tono fortemente ironico, a tratti comico, di una lite tra due distinti signori del 1800 avvenuto per futili cause. A libro terminato mi vedo ancora a scorrazzare a cavallo tra le steppe Russe. Gogol descrive in maniera magistrale la vita e le usanze del passato facendo fare al lettore un veloce viaggio nell'epoca descritta dalla quale si ritorna un po' più acculturati e più malinconici.

    ha scritto il 

  • 5

    Splendidi scenari, dalla vecchia Russia contadina (Proprietari di vecchio stampo), alla steppa incontaminata attraversata dai Cosacchi nel 1500 (Tara Bul'ba), bellissima la descrizione del movimento ...continua

    Splendidi scenari, dalla vecchia Russia contadina (Proprietari di vecchio stampo), alla steppa incontaminata attraversata dai Cosacchi nel 1500 (Tara Bul'ba), bellissima la descrizione del movimento di studenti nelle pagine iniziali dell'incantevole fiaba "Il Vij", e la vivacità di linguaggio nell'ironico "Conto sul come Ivan Ivanovic litigò con Ivan Nikiforovic". Insomma splendidi racconti, che confermano in Gogol l'eccezionale apripista dei grandi narratori russi dell'800.

    ha scritto il