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Tausend strahlende Sonnen

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Verleger: Bloomsbury

4.4
(17513)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 384 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Italian , Chi simplified , Norwegian , Dutch , Swedish , Spanish , French , Chi traditional , Catalan , Portuguese , Japanese , Slovenian , Finnish , Danish , Korean , Russian

Isbn-10: 3827006716 | Isbn-13: 9783827006714 | Publish date:  | Edition 1

Translator: Michael Windgassen

Auch verfügbar als: Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Buchbeschreibung
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  • 5

    Straordinario.

    Non so davvero come esprimermi riguardo questo romanzo. Le uniche parole che mi vengono in mente sono: eccellete, fantastico, unico. Non avevo mai letto nulla di Hosseini; e non so per quale motivo io ...weiter

    Non so davvero come esprimermi riguardo questo romanzo. Le uniche parole che mi vengono in mente sono: eccellete, fantastico, unico. Non avevo mai letto nulla di Hosseini; e non so per quale motivo io abbia aspettato così tanto per leggere questo romanzo o anche solo una delle sue opere.
    Avevo sentito parlare di questo romanzo e di Hosseini stesso ma forse avevo paura che non ce l'avrei fatta a 'sopportare' una lettura impegnativa come questa.
    E' stata una scoperta, si.
    Mariam e Laila sono due donne così diverse e così vicine allo stesso tempo. Sfortunate nel ritrovarsi vittime di una guerra che tutt'oggi non trova fine.
    Ma quello che più mi ha colpita oltre alla narrazione scorrevole e appassionante sono i fatti narrati; la storia di un paese martoriato da anni e anni di violenza. Ne abbiamo sentito parlare nei telegiornali praticamente ogni giorno ma da una prospettiva estranea, lontana.
    Questo libro racconta le violenze e la condizione del popolo afgano, in particolare delle donne, in quegli anni, da parte delle donne stesse. E sono rimasta sconvolta della miseria, delle difficoltà, dei soprusi e delle violenze che le donne hanno subìto. E subiscono anche oggi, purtroppo.
    Una delle cose che mi ha più segnato è stato il fatto che sotto il dominio dei talebani le donne erano segregate; non potevano fare nulla. E con nulla intendo proprio nulla.
    Gli ospedali diventano tutti maschili e ne rimane uno solo che accoglie le donne malate. Un ospedale che non ha luce,acqua, nè ossigeno. E' terrificante.
    Ho pianto ma non per la storia (anche se anche quella non è da meno) ma per le condizioni della donna. Mi sono vergognata dell'essere umano e di quanto in basso si possa spingere invocando il nome di Dio nella azioni spregevoli che conduce.

    Questo libro dovrebbe essere letto da TUTTI. Inserito come saggio da leggere nelle scuole per educare le generazioni future e per mettere a conoscenza della brutalità dell'uomo. Episodi che non dovrebbero più accadere. Purtroppo la condizione della donna in questi paesi non è migliorata di molto ma di certo si sono fatti dei grandi passi avanti.
    Questo può essere di grande insegnamento a tutti noi.

    gesagt am 

  • 3

    Tre stelle e mezzo: è una bella lettura, piacevole e coinvolgente, impossibile non affezionarsi ai bei personaggi femminili, lodevole l'originalità della storia che racconta l'amicizia di due donne, d ...weiter

    Tre stelle e mezzo: è una bella lettura, piacevole e coinvolgente, impossibile non affezionarsi ai bei personaggi femminili, lodevole l'originalità della storia che racconta l'amicizia di due donne, di età diverse e con storie personali molto diverse, ma che si trovano a condividere la disgrazia di una guerra infinita che grava sul loro paese, l'Afghanistan. Il racconto è quasi tutto ambientato in territorio Afghano, e per buona parte a Kabul, e proprio alla città di Kabul si riferiscono i versi della poesia di Saib-e-Tabrizi che danno il titolo al romanzo: "Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri" .
    Il racconto della vita delle due protagoniste permette a Hosseini di fare un riassunto della storia degli ultimi trent'anni del proprio paese. E anche di fare il punto sulla questione, tanto dibattuta, della situazione in cui hanno vissuto le donne in Afghanistan, e in cui versano tutt'oggi in tanti altri posti nel mondo... ma per sviscerare quest'ultimo argomento ci vorrebbe ben altro, anche perché non è solo una questione legata ai regimi fondamentalisti, persino nei paesi occidentali e sedicenti civilizzati non è che sia tutto rose e fiori.
    Linguaggio e struttura molto semplici, immediati e scorrevoli. Trama un po' prevedibile e con qualche stereotipo, ma si legge comunque volentieri perché è una storia afghana raccontata da un afghano con amore per la propria terra, i temi trattati sono interessanti e ad Hosseini va comunque il merito di aver ben intrecciato, come spiega lui stesso nella prefazione, le testimonianze di tante donne con cui lui stesso ha parlato tornando a Kabul.

    gesagt am 

  • 4

    Gli ultimi capitoli sono davvero spaccacuore, mi si passi il termine.
    Ho pianto di nascosto qualche lacrima, seduta sul comodo divano di casa, mentre si compiva il triste destino di Mariam e Laila lav ...weiter

    Gli ultimi capitoli sono davvero spaccacuore, mi si passi il termine.
    Ho pianto di nascosto qualche lacrima, seduta sul comodo divano di casa, mentre si compiva il triste destino di Mariam e Laila lavorava per costruire a piccoli passi la sua felicità.
    Quanto a me, che privilegio essere una donna in questo luogo e in questo tempo.

    gesagt am 

  • 5

    In ritardo rispetto al resto del mondo ho letto Mille splendidi soli, anzi, l'ho assorbito per osmosi attraverso la pelle in un paio di giorni.
    Ho pregato per Mariam e Laila pur sapendo che ormai la l ...weiter

    In ritardo rispetto al resto del mondo ho letto Mille splendidi soli, anzi, l'ho assorbito per osmosi attraverso la pelle in un paio di giorni.
    Ho pregato per Mariam e Laila pur sapendo che ormai la loro storia è stata scritta. Ho pregato perché non soffrissero, perché Rashid e il mondo smettessero di violentarle nel senso più ampio del termine. Ho pianto sull'orrore di una guerra di cui ormai si è persa traccia, strumentalizzata, una successione senza soste di oppressi ed oppressori che sfogano le loro ire su un popolo disgraziato. Incredula, ho letto e riletto le regole dei talebani, chiedendomi come sia possibile, quasi mille anni dopo, assistere ancora una volta ad una caccia alle streghe che però non brucia sul rogo le donne, le soffoca sotto i burqua, che paradossalmente le proteggono, e tarpa loro le ali impedendone l'accesso alla conoscenza, schiave ignoranti e incapaci di badare a se stesse, madri il cui cordone ombelicale con il marito non verrà mai tagliato, vittime di una violenza privata tacitamente acconsentita, figlie violate, private della loro infanzia.
    Mi sono chiesta perché. Perché nascere donna da troppe parti nel mondo è ancora una sfortuna. Perché, in certi paesi, essere donna significa avere una lista interminabile di doveri e nessun diritto, godere della stessa considerazione di un animale da cortile, lasciarsi vendere e comprare docilmente come una pecora al mercato. Perché nessuno si alza in difesa di una moglie percossa e incarcerata tra le mura domestiche pur sentendone le grida dalla strada, grida che, potrei giurarlo, arrivano molto più lontano, molto in alto. Perché una donna deve essere ignorante, ubbidiente e partorire figli maschi altrimenti è un'inutilità erroneamente venuta al mondo. Perché ci sono sempre corsie preferenziali che la spingono verso il basso, schiacciandole la faccia contro la terra, facendone una passerella per l'uomo che non si vuole sporcare le scarpe nel fango. Perché deve essere mutilato il suo piacere mentre l'uomo è autorizzato a soddisfare sempre e comunque il suo. Perché la sopportazione pare non avere limiti umani, per lei, ma scivolare sempre più giù, suggerendo nuovi modi per calpestarla, rabbiosi che non si sia ancora arresa. Perché tutte le colpe del mondo sono della donna , che provoca, seduce, manca di rispetto, come fossimo tutte legittime discendenti di Eva.
    Nascere da questa parte del mondo è malgrado tutto una fortuna. Guardo mia figlia e so che potrà andare a scuola, che avrà il naturale diritto di avere un'opinione, una proprietà, una vita che avrà scelto per se stessa. Non sarà obbligata ad abbassare lo sguardo e deglutire la sua stessa bile. Potrà picchiare i pugni a terra e gridare no e tutti lo sentiranno. E tutti lo rispetteranno. Potrà lavorare. Ed aver valore anche senza essere madre o moglie. Sarà libera. Libera di scegliere, di sbagliare, senza essere giudicata o, peggio ancora, condannata dall'opinione pubblica. Non sarà un cane da passeggio di cui i vari padroni ne reclameranno il possesso, lei apparterrà solo a se stessa.
    O forse no. Forse nemmeno in questa parte del mondo funziona così. Forse la lista dei doveri è semplicemente meno lunga e la colonna dei diritti non è lasciata in bianco. Ma è ancora troppo corta. Perché anche qui c'è chi si sente legittimato, per tacito assenso degli astanti, a disporre di un corpo altrui come meglio crede, non curandosi dell'inquilino che vi abita. E chiunque volti lo sguardo fingendo di non sapere diventa un complice parimenti punibile. Anche qui vivere una vita senza conoscere la crudeltà del genere umano o la sua arroganza è una fortuna, non un diritto. La fortuna di incontrare e mescolarsi con uomini giusti, che sappiano vedere, ascoltare, rispettare, amare. Anche qui spesso la dignità di una donna viene messa in discussione dal volgo che nemmeno conosce la sua storia e il mulinello di sentimenti ed emozioni che la agita dal profondo. Quella stessa dignità che spesso viene stesa come uno zerbino quando la si relega ai fornelli o alla cura dei figli o ai doveri di moglie, come se fosse nata solo per quello, come se non le spettasse altro. Anche qui è spesso merce di scambio o peggio ancora è lei a scambiare se stessa per un amore, per un’effimera notorietà, per denaro. Anche qui è l'anello apparentemente debole, umiliato, mentre in realtà è il perno di una lunga catena che tiene insieme con sopportazione, sempre spostando in avanti quei limiti.
    Ma ovunque sia nata, una donna sa che deve sorridere. Comunque. Ed è allora che tra le nubi appare uno splendido sole.

    gesagt am 

  • 5

    A thousand splendid suns

    Ultimamente per me è tempo di riletture e questo è uno dei libri che ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore.
    Si tratta del secondo romanzo dello scrittore americano di origini afghane, Khaled H ...weiter

    Ultimamente per me è tempo di riletture e questo è uno dei libri che ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore.
    Si tratta del secondo romanzo dello scrittore americano di origini afghane, Khaled Hosseini.
    La trama racconta principalmente la vita di due donne: Mariam e Laila.
    Queste due persone conducevano esistenze completamente differenti ed un giorno il destino le costringerà a condividere non solo la stessa casa, ma anche lo stesso uomo.
    La prima donna con cui veniamo a conoscenza è Mariam la quale vive con sua madre vicino a Herat.
    Il padre di lei non la vuole neppure vedere perché è stata concepita illegittimamente.
    Mariam, infatti, proprio perché è una “bastarda” vive lontano dal mondo, ma un giorno tutto comincerà a girare per il verso sbagliato e dovrà andare in sposa ad un uomo molto più vecchio di lei.
    La seconda protagonista è Laila, si tratta di una bambina di nove anni che ha perso i suoi fratelli, i quali erano partiti per la guerra.
    Laila perderà anche il resto della sua famiglia a causa di un bombardamento e si salverà grazie a Mariam.
    Il marito di Mariam, Rashid dopo aver curato questa ragazzina deciderà di sposarla e di avere un figlio da lei. Il tanto desiderato erede che la sua prima moglie non è riuscita a concepire.
    Laila scoprirà di essere incinta, ma non del marito, ma del suo amato perso anch’esso in guerra con il quale aveva avuto un rapporto prima della sua partenza.

    In questo magnifico libro la storia si va piano piano a complicare, con il susseguirsi delle pagine ci addentriamo in una storia sempre più complicata e talvolta raccapricciante.
    Ci sono sempre più intrecci, disgrazie, tragedie, in un territorio flagellato dalle guerre.
    È un romanzo fondato su due importanti sentimenti: l’amore e l’amicizia.
    Un libro che ci fa vedere come la guerra porti distruzione e come il popolo sottomesso di Kabul riesca a sopravvivere.
    La violenza e l’angoscia sono all’ordine del giorno ed è proprio il caso di dire che “la speranza è l’ultima a morire”.

    Buona lettura!

    gesagt am 

  • 5

    Bellissima e terribile storia

    Bellissima e terribile storia degli ultimi 50 anni dell'Afghanistan vista con gli occhi delle donne. L'autore non ci risparmia niente della loro condizione di sottomissione quasi schiavitù, ma la poe ...weiter

    Bellissima e terribile storia degli ultimi 50 anni dell'Afghanistan vista con gli occhi delle donne. L'autore non ci risparmia niente della loro condizione di sottomissione quasi schiavitù, ma la poetica del linguaggio vola alta e resta impressa nella mente. Stupendo.

    gesagt am 

  • 5

    Quant'è bello lo 1° libro, lo 2° è più bello ancor

    Dopo il clamoroso (e più che meritato) successo del "Cacciatore di aquiloni", molti attendevano al varco Hosseini: si sa che è difficile realizzare una grande prova, ma confermarsi una seconda volta l ...weiter

    Dopo il clamoroso (e più che meritato) successo del "Cacciatore di aquiloni", molti attendevano al varco Hosseini: si sa che è difficile realizzare una grande prova, ma confermarsi una seconda volta lo è ancora di più, nelle lettere come nello sport.
    Ebbene, l'autore centra pienamente il bersaglio. Questo libro, infatti, è allo stesso livello dell'altro: duro, forte, coinvolgente, anche raccapricciante a volte, come è logico che sia un'opera che parla di quel paese tanto affascinante quanto martoriato dalla storia che è l'Afghanistan.
    Imperdibile.

    gesagt am 

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