Teder is de nacht

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Uitgever: Lannoo

3.9
(3091)

Language: Nederlands | Number of Pages: 399 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , French , Italian , German , Spanish , Portuguese , Catalan , Swedish , Greek

Isbn-10: 9020995561 | Isbn-13: 9789020995565 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

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Book Description
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  • 4

    La grande bellezza

    “Erano una famiglia ducale americana senza titolo: il loro nome scritto sul registro d'un albergo, firmato in una lettera di presentazione, usato in una situazione difficile, determinava nella gente u ...doorgaan

    “Erano una famiglia ducale americana senza titolo: il loro nome scritto sul registro d'un albergo, firmato in una lettera di presentazione, usato in una situazione difficile, determinava nella gente una metamorfosi psicologica e a sua volta questo cambiamento aveva cristallizzato in lei il senso della sua posizione.”

    In Tenera è la notte si entra in un mondo che Fitzgerald conosce molto bene, e che per questo sa fissare con frasi che ho trovato risplendenti nella loro abilità descrittiva.
    È un mondo che si presenta abbagliante di luce, in cui creature “elette” catalizzano l’attenzione, seducendo per l’aura che le circonda e per il mistero che inizialmente le avvolge. Molto efficace in questo è la costruzione del romanzo, per cui prima osserviamo i Diver attraverso gli occhi altrui e solo molto avanti nel libro ne conosciamo la storia, con un riuscitissimo flashback.

    Nella sua introduzione Fernanda Pivano dà un’interpretazione convintissima del romanzo, secondo la quale qui come in altre cose di Fitzerald il tema centrale sarebbe quello della ricchezza che corrompe e degrada gli uomini. A me (signora Pivano, lei sa quanto io la stimi, quindi la prego mi perdoni), è sembrata una lettura erronea e forzata, quasi a voler fornire una giustificazione morale a Fitzgerald.
    Al massimo la ricchezza serve a fare da specchio e paravento meraviglioso, un mondo solo in apparenza insolito e speciale, fatto di apparati per neutralizzare la noia, dietro cui si mostra un ben più banale altro. E insieme strumento ironico, canzonatorio, verso il il proprio mondo e se stessi:

    "La giornata dei Diver era spaziata come la giornata delle civiltà antiche, per ricavare il massimo del materiale a portata di mano e per dare a tutti i cambiamenti il loro pieno valore; e Rosemary non sapeva che presto ci sarebbe stato un altro cambiamento dalla suprema attenzione del bagno alla garrulità della colazione provenzale."

    E non credo sia vero che Dick si lasci tentare/corrompere/degradare dalla ricchezza. Prima di tutto non è che stesse poi tanto male neanche prima, e poi, anzi, se ne approfitta, la usa a suo vantaggio, sfruttando l’intenzione della sorella di Nicole (che a quest’ultima vorrebbe “comprare un medico” perché la tenga sempre sotto osservazione) per ottenere il suo scopo, e in qualità di terapeuta essere accettato da questa ricchissima famiglia per sposare la donna che ama.

    Io ci ho visto solo una forte autobiografia, con l’uso e la rielaborazione di vicende anche molto intime vissute dall’autore, dal mondo dorato dei party di lusso alla schizofrenia della moglie. E a parte le ovvie analogie, qui il tema della terapia associata alla seduzione, dell’io-ti-salverò che si rivela impossibile, mi è apparso anch’esso come rovesciato dall'ironia: l’anormale e tragico che diventa ordinario, perché questo è un rapporto tra due persone che molto semplicemente si sono amate e sposate, un rapporto forse troppo impari nei ruoli di protettore/protetto come a volte succede, e che banalmente finisce per i motivi più comuni, per l’attrazione verso altri, per il senso di costrizione che a un certo punto li schiaccia, per voglie sconosciute, desiderio di novità, gelosie e fantasticherie; un matrimonio non meno solido di altri che finisce – amichevolmente – nella più comune delle separazioni, una vicenda che non è poi così insolita, tra splendori e crisi della vita.

    Quale che sia il tema, oltre ai paradossi ironici che ho assaporato qua e là, questo libro mi ha sorpreso e convinto grazie alla scrittura, le immagini e le metafore, i “veicoli di luce e ombra”, le mutevoli prospettive attraverso cui viene raccontata la vicenda, l’abilità delle parole nel sondare e comporre gli animi e le dinamiche personali.

    Un fuggevole pensiero è andato a Jep Gambardella, chiedendomi come sarebbe una versione di "Tenera è la notte" riscritta e diretta da Sorrentino.

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  • 5

    "Vediamo molto dei Fitzgerald in questo romanzo. Quello che sono, quello che Scott vorrebbe.
    Quello che ha fatto é creare un romanzo bellissimo."

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/ ...doorgaan

    "Vediamo molto dei Fitzgerald in questo romanzo. Quello che sono, quello che Scott vorrebbe.
    Quello che ha fatto é creare un romanzo bellissimo."

    Recensione completa su http://bookshelf54.blogspot.it/2015/12/francis-scott-fitzgerald-tenera-e-la.html

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  • 3

    Un saliscendi d’interesse: dalle prime pagine, a dir poco entusiasmanti, sono passato via via a quasi sensazioni di noia, per poi risalire ad una lettura molto spesso interessante. Non sono riuscito a ...doorgaan

    Un saliscendi d’interesse: dalle prime pagine, a dir poco entusiasmanti, sono passato via via a quasi sensazioni di noia, per poi risalire ad una lettura molto spesso interessante. Non sono riuscito a immedesimarmi in alcuno dei personaggi, anche se molte volte ho provato simpatia ed apprensione per alcuni di loro, vedi Dick e Nicole. Fitzgerald è senza dubbio un grande narratore ed un raffinatissimo intellettuale, ma i personaggi, le loro situazioni così “mondane” e di gran mondo, la loro vita ben descritta in tutti i suoi aspetti, mi restano tanto lontani, per i miei gusti e per le mie esperienze. Sono troppo simile ad un contadino della Marca Anconitana per provare empatia con il bel mondo americano, e non solo, che vive in permanenza tra Nizza, Cannes, Montecarlo e Parigi negli Anni Venti, e lo dico senza alcuna acredine né critica.

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  • 2

    Che nostalgia di Gatsby!

    Solo 2*? Ebbene sì, Tenera è la notte è stata per me una grande delusione. Speravo di trovare la piacevolezza e la brillantezza che Fitzi mi aveva regalato con le splendide e movimentate atmosfere del ...doorgaan

    Solo 2*? Ebbene sì, Tenera è la notte è stata per me una grande delusione. Speravo di trovare la piacevolezza e la brillantezza che Fitzi mi aveva regalato con le splendide e movimentate atmosfere del Grande Gatsby, ma nonostante un vago interesse nella prima parte della storia (i primi capitoli sono molto belli e rendono bene l’ambiente soffuso, leggero ed effimero della ricca borghesia anni ’20 che si vuole rappresentare), mi sono poi trovata davanti a un resoconto di eventi e fatti molto confuso, frammentato, pesante, per niente scorrevole e con una struttura di narrazione non cronologica che certo non aiuta a districarsi.

    I temi sono quelli cari a Fitzgerald (l’elemento autobiografico è qui sicuramente molto presenre e molto forte: alcoolismo, disturbi mentali, rapporti di coppia), ma i personaggi sono a mio parere poco interessanti, insipidi, poco approfonditi nei loro sentimenti e non suscitano nessuna simpatia. Insomma 9 anni di lavoro per poi giungere a un tale risultato mi pare proprio un grande spreco di talento. Quello che dovrebbe essere il romanzo della rassegnazione, della sconfitta e della disillusione e che dovrebbe farci palpitare con le tragedie che accompagnano Dick e Nicole fa in realtà fatica ad aprirsi e a lasciar trasparire tutto il vero senso drammatico di queste vite sprecate e disfatte nel nome di una sorta di Grande e Inutile Bellezza. Avrei voluto soffrire di più, ci contavo proprio!

    “Si scrive di cicatrici guarite, un parallello comodo della patologia della pelle, ma non esiste una cosa simile nella vita dell'individuo. Vi sono ferite aperte, a volte ridotte alle dimensioni di una punta di spillo, ma sempre ferite. I segni della sofferenza sono confrontabili piuttosto con la perdita di un dito o della vista di un occhio. Possiamo non perderli neanche per un minuto all'anno, ma se li perdessimo non ci sarebbe niente da fare"

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  • 1

    La scrittura di Fitzgerald non mi piace per niente. Già il Grande Gatsby mi aveva deluso, e questo romanzo non fa che confermare la mia idea sul suo modo di scrivere, troppo lezioso e affettato. ...doorgaan

    La scrittura di Fitzgerald non mi piace per niente. Già il Grande Gatsby mi aveva deluso, e questo romanzo non fa che confermare la mia idea sul suo modo di scrivere, troppo lezioso e affettato.

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  • 3

    Baciami ancora Rosemary

    I soffusi, elegantissimi anni ’20 dell’alta borghesia europea e americana, fra i crepuscoli dorati della Provenza e le molte lune danzanti sulla Senna in ammalianti notti parigine, fanno da scenario a ...doorgaan

    I soffusi, elegantissimi anni ’20 dell’alta borghesia europea e americana, fra i crepuscoli dorati della Provenza e le molte lune danzanti sulla Senna in ammalianti notti parigine, fanno da scenario alle molte trame di questa narrazione, intrecciate con filature variegate dai colori smaglianti.
    Si va dall’ambiguo rapporto tra terapia e seduzione nella cura della malattia mentale, dove il carisma dell’analista è l’innesco per situazioni opache che danzano su improvvisi precipizi, allo splendore di una potente attrazione amorosa, fisica, che scaturisce senza possibilità di freni per la bellezza turgida e virginale di una fanciulla, che sboccia in una notte di rugiade.
    I lunghi tempi della scrittura di questo romanzo seguono, in fondo, il lento e inesorabile fluire della seduzione.
    Scrittura sontuosa, ma anche impervia per metafore talvolta azzardate e per lunghi tratti involuta che s’accende poi d’improvvisi bagliori notturni, capaci di gettare una luce bianca e cruda sui misteri dell’anima di Dick, di Nicole e Rosemary, i personaggi che attraversano le vicende di questo romanzo.
    Ma i sentimenti tornano immediatamente in profondità irraggiungibili, come indolenti fiumi arcaici.
    E’ sorprendente come, in un periodo così a ridosso del grande macello della prima guerra mondiale, che fa da sfondo a questa storia, non ne filtri che una debole eco in queste pagine, eppure i segni e le ferite aperte dai denti di ferro della guerra dovevano essere ben visibili per chi non vivesse solo in un suo mondo dorato.
    Probabilmente l’autore ha voluto focalizzare la sua narrazione sul tema del grande potere che stava assumendo in quegli anni la psichiatria e l’analisi psicoanalitica.
    Ma anche Dick, il grande scienziato e terapeuta, il disinvolto dominus delle tempeste delle emozioni dei suoi pazienti, cosa non farebbe per potersi rifugiare nell’ultimo e più arcaico riparo di un uomo: un bacio, ancora un bacio dalla donna che ama e che fugge lontano.

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  • 4

    Tenera è la notte è la storia di un mondo in dissoluzione: quello dell'Età del Jazz, ma anche dell'autore e dei suoi personaggi, attorno ai quali calano a poco a poco le luci, mentre le ombre si allun ...doorgaan

    Tenera è la notte è la storia di un mondo in dissoluzione: quello dell'Età del Jazz, ma anche dell'autore e dei suoi personaggi, attorno ai quali calano a poco a poco le luci, mentre le ombre si allungano e rivelano gli aspetti più tristi e inquietanti.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/09/tenera-e-la-notte-fitzgerald.html

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