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Teder is de nacht

By Francis Scott Fitzgerald

(1)

| Paperback | 9789020995565

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Book Description

335 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Dopo una partenza difficile l'ho abbandonato per qualche giorno alla fine della prima parte. Non mi prendeva la storia di questa ragazzetta/ attrice che si innamora dello psichiatra non praticante. Forzandomi ho deciso di continuare e si è rivelato d ...(continue)

    Dopo una partenza difficile l'ho abbandonato per qualche giorno alla fine della prima parte. Non mi prendeva la storia di questa ragazzetta/ attrice che si innamora dello psichiatra non praticante. Forzandomi ho deciso di continuare e si è rivelato davvero un bel libro: la storia principale alla fine non è quella che sembra. Nella seconda e terza parte diventa più comprensibile e fa luce sulla prima. L'inamoramento tra Dick e Nicole è descritto in modo intenso e lascia un forte senso di amaro in bocca per come tutto finisce. Va anche detto che sotto le parole scorre la vita vera come un fiume sotterraneo. Alcune dinamiche di coppia che un po' tutti abbiamo provato anche per pochi secondi di rabbia vengono descritte magistralmente, spiattellate, messe a nudo selvaggiamente. Il tipo di emozione che solo lo scrittore di livello sa descrivere mentre il comune mortale la prova ma fa fatica a riconoscerla anche a se stesso e ad analizzarla.
    A saperlo prima però, per evitale lo scoglio iniziale, avrei letto prima i primi 10 capitoli della seconda parte, poi tutta la prima parte e successivamente dal capitolo 11 della seconda parte fino alla fine.
    Così la storia è in ordine cronologico (a parte alcuni sbalzi tipici di Fitzgerald): non che ci tenga particolarmente alla cronologia, solo che è un libro complesso ed avere la possibilità di familiarizzare con i protagonisti prima di essere buttati nel rutilante mondo parigino e della costa azzurra è un modo per poter apprezzare il tutto di più, fin da subito, anche le parti più oscure.

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    Hollypenny said on May 15, 2014 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    riconciliazione effettuata...

    ...ma con riserve.
    Di sicuro tra questo e Gatsby non c'è paragone: vince questo ma a mani bassissime! Qui c'è trama, passione, sangue (in tutti i sensi). C'è modo di percepire l'atmosfera degli "roaring years" tipica di quei tempi soprattutto in cert ...(continue)

    ...ma con riserve.
    Di sicuro tra questo e Gatsby non c'è paragone: vince questo ma a mani bassissime! Qui c'è trama, passione, sangue (in tutti i sensi). C'è modo di percepire l'atmosfera degli "roaring years" tipica di quei tempi soprattutto in certe classi sociali. Ci si accorge anche del divertimento ricercato a tutti i costi (in un passaggio, due donne altolocate si fingono marinai per rimorchiare donne se non addirittura prostitute). Insomma: leggendo il libro si entra in quegli anni dalla porta principale. La prosa di FSF non è comunque sempre lineare (mai come le tortuosità di Saramago) e bisogna rileggere alcuni passi per capire precisamente come cambiano repentinamente i contesti. Decisamente l'edizione italiana (quella che ho letto io) gode della traduzione di Fernanda Pivano, sicuramente grandissima estimatrice dell'autore e di certa letteratura americana. Anche se mi stupisco del fatto che un personaggio poliedrico come Pivano, possa sbagliare il plurale di valigia e ciligia (le forme corrette sono valiGIE e cilieGIE, non valige e ciliege). Lo so che son dettagli, ma bisogna pur tenerne conto (Per questo vorrei sperare che l'errore sia della casa editrice e non della traduttrice).
    Non appena terminato questo romanzo, ho subito iniziato "Lasciami l'ultimo valzer" della moglie Zelda, opera che rimane strettamente legata a "Tenera è la notte". Per quanto interessante, bisogna subito dire che non c'è paragone: Zelda scrive in modo interessante, ma la prosa del marito (personaggio ingombrante a 360°) per quanto difficile o incomprensibile crea già atmosfera solo dopo poche parole...

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    Ciccioenri said on May 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho intenzione di abbandonare questo libro a se stesso..
    Sarà stata anche il miglior libro che ha scritto Fitzgerald, ma io lo trovo completamente disconnesso

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    Saudi tra i monti :O said on May 2, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    That's what I call a masterpiece. It's the second book by Fitzgerald that I've read and I can say that he's definitely one of my favorite writers. Good story, good plot, good characters. A must-read.

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    Drew said on Apr 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tra l'essere e apparire

    E' il primo libro di Fitzgerald che leggo, ma da subito si è rivelato il suo stile. Si potrebbe considerare come uno Yukio Mishima occidentale, costantemente e ossessionativamente alla ricerca del Bello, della Bellezza; una ricerca che porta inevitab ...(continue)

    E' il primo libro di Fitzgerald che leggo, ma da subito si è rivelato il suo stile. Si potrebbe considerare come uno Yukio Mishima occidentale, costantemente e ossessionativamente alla ricerca del Bello, della Bellezza; una ricerca che porta inevitabilmente alla decandeza e alla presa di coscienza dell'effimero a cui nessuno può sfuggire. Come dice Latronico nella postfazione Fiztgerald scrive questo libro principalmente per sé stesso, "per spiegare il male che si fa chi si sente in grado, con le qualità personali e senza fatica, di elevarsi dalla media all'alta borghesia". Una strada che l'avrebbe portato alla rovina, perché chi non possiede qualità intrinseche ed eterne, per arrivare più in alto finirà col consumare quelle contingenti e rimandenone sopraffatto. L'autore "mette in scena il dubbio che attanagliava la borghesia, ormai classe dominante da un secolo e mezzo: il sospetto terribile che neppure al denaro l'uomo potesse chiedere la felicità". Ad un certo punto bisogna dunque prendere una decisione: o continaure a toccare un fondo sempre più profondo, o prendere piena coscienza di sé e prendersi un posto nel mondo e nella società. Leggendo il libro in questo periodo, mi ha fatto pensare molto al film di Sorrentino "La Grande Bellezza", accomunati da questo senso opprimente di una vita che scivola via senza neanche accorgersene. E quello che traspare per tutto il libro è la frivolezza che accompagna tutti i personaggi, l'assenza di interesse per la cultura, per gli aspetti sociali che non siano mondani. Solo alla fine si avrà una sorta di riscatto, più forte per alcuni, per altri meno, che comunque tarderà ad arrivare, ma che se non avesse avuto un tempo di incubazione così lungo non avrebbe potuto manifestarsi. E forse, alla fin fine, la vera ricchezza si trova nelle cose più semplici, per quanto a lungo ci si è affannatti a cercare la perfezione nelle cose sbagliate.

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    Kabura said on Mar 4, 2014 | Add your feedback

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