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Telemorte

Urania 1020

Di

Editore: Mondadori

3.4
(18)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000023346 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Guido Zurlino

Genere: Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Sfuggito alla stretta oppressiva della Diocesi di Northernmost, Ross Schuyler è diventato un velocista, insieme a un pugno di compagni sfreccia tra mortali fasci di particelle sparate da satelliti sempre all'erta per contrabbandare microprocessori fra le rovine di Phoenix e Los Angeles, centro di smistamento per l'Asia e il mercato europeo. Sullo sfondo di un'America avvilita e fatiscente, Schuyler diventa ben presto un'autentica star televisiva, ma ecco che i suoi compagni cominciano a morire sempre più numerosi, mentre la donna che gli ha dato un figlio cerca di assassinarlo. Forse per Schuyler è giunta davvero l'ora dell'ultima corsa?
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  • 4

    « Ma lui non credeva in niente e in qualche modo ne era orgoglioso. »

    Con una frase del genere, che è qualcosa ch’io mi son trovato a dire e pensare molte volte – non posso che trovare questo romanzo davvero di mio gusto, e credo di considerarlo il mio preferito tra quelli (non molti) che ho letto di Jeter.
    Però non c’è un motivo particolare ch’io possa trova ...continua

    Con una frase del genere, che è qualcosa ch’io mi son trovato a dire e pensare molte volte – non posso che trovare questo romanzo davvero di mio gusto, e credo di considerarlo il mio preferito tra quelli (non molti) che ho letto di Jeter.
    Però non c’è un motivo particolare ch’io possa trovare: non posso nemmeno dire d’averlo letto con entusiasmo, semplicemente ha qualcosa che mio malgrado è stato capace di scendere in profondità!
    Superficialmente potrebbe essere la sua vicinanza con alcuni temi cyberpunk – ma dando forma ai pensieri: Shuyler è protagonista con un non so che di familiare; la storia è vista retrospettivamente, è memoria, è film (anche nella scrittura che a volte è come una sceneggiatura), è finzione e verità inestricabilmente legata; i temi sono...
    Jeter ha qui uno stile narrativo ipnotico: mi dimenticavo ciò che avevo letto, mi sembrava tutto banale – e allo stesso tempo non era cosí! E se il futuro non sarà mai com’è descritto, la sua atmosfera m’ha ricordato –per quanto strano possa sembrare– qualcosa a metà tra L’ultima spiaggia e Il lungo addio...

    «Le immagini d’un tempo passato, e d’un altro ancora precedente a quello, erano le uniche cose che contavano.»

    ha scritto il 

  • 4

    Inizio complesso, di difficile digestione, causato dall'utilizzo del gergo cinematografico. Successivamente gli eventi iniziano ad approfondirsi e le storie si sviluppano attorno al personaggio di Schuyler, corridore, volto televisivo e raffigurazione iconografica di una religione in crescita. ...continua

    Inizio complesso, di difficile digestione, causato dall'utilizzo del gergo cinematografico. Successivamente gli eventi iniziano ad approfondirsi e le storie si sviluppano attorno al personaggio di Schuyler, corridore, volto televisivo e raffigurazione iconografica di una religione in crescita.
    Il chiaro mescolarsi di vita privata, esibizioni pubbliche e gestione degli animi della massa spettatrice lo renderebbe attuale, se l'adattamento non fosse saldamente radicato nel linguaggio degli anni ottanta. Anche la tecnologia, o il futuro immaginato, è innegabilmente vetusto ai nostri giorni.
    Di certo non la cosa migliore di K.W. Jeter.

    ha scritto il