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Temná věž 4

Čaroděj a sklo

By Stephen King

(0)

| 9788073063368

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Book Description

221 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Questo quarto libro della saga della Torre Nera si svolge quasi interamente in forma di flashback, nel periodo dell'adolescenza di Roland. Non da me troppo apprezzato in quanto più interessato al Roland del presente ma certamente fondamentale per cap ...(continue)

    Questo quarto libro della saga della Torre Nera si svolge quasi interamente in forma di flashback, nel periodo dell'adolescenza di Roland. Non da me troppo apprezzato in quanto più interessato al Roland del presente ma certamente fondamentale per capire questa storia nel suo complesso. La saga di per se continua a non convincermi pienamente, comincio a credere che si tratti di una storia in cui il lettore trova soddisfazione solo una volta conclusa nella sua interezza.

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    ExDuelist said on Apr 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L’AMORE ADOLESCENZIALE NEL WEST UCRONICO

    LETTO IN EBOOK
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    Temo purtroppo che in una splendida serie di otto romanzi (senza contare gli innumerevoli spin-off) ce ne debba essere almeno uno più debole degli altri, anche se a scriverli è un maestro come Stephen King. Spero sol ...(continue)

    LETTO IN EBOOK
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    Temo purtroppo che in una splendida serie di otto romanzi (senza contare gli innumerevoli spin-off) ce ne debba essere almeno uno più debole degli altri, anche se a scriverli è un maestro come Stephen King. Spero solo che il seguito della serie torni ai livelli precedenti.
    Sto leggendo, infatti, la saga de “La Torre nera” e dopo un primo volume (“L’Ultimo Cavaliere”) che mi aveva incuriosito ma non appassionato, sono stato trascinato con entusiasmo dal fascino del secondo (“La chiamata dei tre”), che non ha esaurito il suo effetto neanche durante la lettura del terzo romanzo (“Terre desolate”) (a parte il finale monco).
    Arrivo così a leggere di slancio anche il quarto racconto del ciclo (“La sfera del buio”), che comincia dove il terzo volume ci aveva brutalmente abbandonati, sul folle treno amante degli indovinelli, ci trascina in un’America ucronica di cui vorremmo sapere di più, ma che dobbiamo abbandonare subito per essere risucchiati indietro nel tempo all’infanzia dell’Ultimo Cavaliere Roland, per poi tornare nel finale nel Kansas ucronico, incontrare il fantasma del Mago di Oz e riprendere, infine, il sentiero del vettore.
    Ho trovato deludente “La sfera del buio” rispetto ai precedenti episodi soprattutto per la mancanza di unitarietà, come si capisce dall’abbozzo di trama che ho appena tratteggiato, ma anche per essere stato illuso di scoprire un Kansas ucronico e ritrovarmi invece in un western non meno ucronico ma dalle tinte un po’ troppo western per i mei gusti e che occupa quasi interamente le 1.026 pagine della mia edizione.
    Il libro, per carità, è ben scritto e nonostante la forse eccessiva lunghezza si legge con un certo piacere, ma il western mi appassiona assai meno delle riflessioni sulla mente umana e la schizofrenia dei precedenti volumi. È vero che l’ambientazione del racconto di Roland è particolare, mescolando elementi tecnologici e magici con i classici ingredienti del western (pistoleri, cowboy, cavalli, mandrie, pistole), ma forse lo stesso King, che pure pare amare molto questo ciclo, deve essersi reso conto che se la suspance è il suo pane quotidiano, le storie d’amore non lo sono (come scrive nella post-fazione). Eppure non ci risparmia la passione adolescenziale del quattordicenne Roland con la coetanea Susan, facendole assumere un ruolo centrale nel romanzo. Altra cosa che mi ha lasciato perplesso è che questo lunghissimo prequel inserito all’interno della trama principale dovrebbe essere, per come ci viene presentato, un racconto di Roland ai suoi nuovi compagni, ma è scritto in terza persona anziché in prima e con un punto di vista solo occasionalmente accentrato sul narratore, come se fosse un romanzo inserito in quello principale e non un racconto, per quanto lungo, di eventi passati.
    Rimane comunque affascinante, anche se secondo me poco sviluppata, l’idea ucronica di un futuro che dovrebbe essere piuttosto lontano ma in cui si sia tornati agli usi e ai costumi (intesi sia come comportamenti che come abiti) della conquista del ovest americano. La componente magica non tocca qui le profondità lovecraftiane cui King ci ha abituato con altre storie (persino di questo ciclo) e la sua superficialità sfiora a volte l’ingenuità, mentre il richiamo alla fiaba del Mago di Oz, più che una citazione sembra un’espediente per inventarsi qualcosa. Gli elementi tecnologici, poi, sono poco spiegabili: come è possibile che in un futuro così lontano da aver generato millenni prima cyborg come l’orso affrontato dagli amici di Roland in precedenza o il tecnologicissimo treno assassino Blaine il Mono, possa avere ancora residui ottocenteschi come le pistole di Roland o cisterne e pozzi petroliferi con marche nostre contemporanee? Basta a spiegarlo il concetto, più volte ripetuto, che in queste storie il tempo è impazzito e scorre in modo particolare?

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    Carlo Menzinger said on Apr 5, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il giovane Roland...

    Romanzo molto particolare della serie "La Torre Nera". C'è chi lo giudica noioso, inutile, da abbandonare. Per quanto mi riguarda è il tassello che ci fa conoscere meglio il pistolero, la lanterna che getta un po' di luce sulla figura misteriosa di R ...(continue)

    Romanzo molto particolare della serie "La Torre Nera". C'è chi lo giudica noioso, inutile, da abbandonare. Per quanto mi riguarda è il tassello che ci fa conoscere meglio il pistolero, la lanterna che getta un po' di luce sulla figura misteriosa di Roland di Gilead. Condannato ad essere considerato un uomo senza cuore, che ha venduto la propria anima e quella di ogni suo caro per arrivare alla torre, la quale, a questo punto della narrazione, è ancora una chimera, una leggenda avvolta da una densa nebbia di mistero. Esiste davvero? È possibile che la sorte di tutti gli universi conosciuti e sconosciuti siano legati allo sfaldarsi dei vettori che alla torre o dalla stessa giungono? Una fotografia di un giovanissimo Roland Deschain alle prese con l'amore, l'amicizia e la famiglia. Tradirà tutti, persino se stesso, agganciandosi ad una flebile fiamma in balia del vento, per salvare il mondo che conosce e i dove e i quando di cui disconosce l'esistenza. Una pausa per il pistolero ed i suoi amici, ma anche una profonda analisi psicologica di un ragazzino costretto a diventare uomo troppo presto.

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    Simone Saveri said on Feb 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "I racconti cambiano sempre il ritmo del tempo".

    Dopo la rapida accelerazione degli ultimi due libri, al giro di boa dell'intera serie King (e Roland) si concedono una rallentata, un lunghissimo interludio che si costituisce fondamentalmente ...(continue)

    "I racconti cambiano sempre il ritmo del tempo".

    Dopo la rapida accelerazione degli ultimi due libri, al giro di boa dell'intera serie King (e Roland) si concedono una rallentata, un lunghissimo interludio che si costituisce fondamentalmente di un altrettanto lungo flashback.
    La sfera del buio riprende laddove si era interrotto bruscamente il precedente: la frenetica corsa del treno Blaine verso la morte, o verso una nuova destinazione, un passo più vicino alla Torre Nera. Superata la prova, il ka-tet si prende del tempo: proprio là dove la sottilità e più forte da distorcere il tempo prende vita il lungo racconto di Roland. Tornano dunque le atmosfere fanta-western e post-apocalittiche del primo epico libro della saga; al posto del pistolero, una sua incredibile versione giovanissima, protagonista di un'epica iniziazione attraverso gli opposti estremi della vita, l'amore e la morte.
    Se è indubbio che la scelta di King appare azzeccata, proprio al momento giusto, devo tuttavia ammettere che in questo libro, che pure si è fatto attendere parecchio, il Maestro si fa prendere la mano, allungando il brodo oltre la soglia di tolleranza. Ridotta in molte meno pagine la contrastata storia d'amore tra Roland e Susan, all'ombra rosa della Sfera, tra lotte e giochi di potere, avrebbe potuto essere avvincente, ma in oltre cinquecento pagine di lungo flashback ben presto risulta pesante, lenta, noiosa; la passione dei due giovani viene così derubricata a romance adolescenziale, i giochi di potere si riducono a uno sceneggiato in stile spaghetti western che gracchia in lontananza, mentre il lettore freme per tornare a leggere del Roland adulto, di Eddie, Susannah e Jake, della Torre e dei Vettori.
    Alla fine il giro di boa è compiuto, anche se con stanchezza e un nuovo finale aperto attende il lettore che, sebbene un po' provato dall'eccessivo rallentamento, è nuovamente pronto a mettersi in cammino verso la Torre Nera.

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    Tancredi said on Feb 6, 2014 | Add your feedback

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    La parte centrale é poco scorrevole e un pò pesante però serve per conoscere il passato di Roland, poi dopo questo interminabile flashback le poche pagine che restano sono più scorrevoli. Nonostante il dilungamento sul suo passato,che poteva essere u ...(continue)

    La parte centrale é poco scorrevole e un pò pesante però serve per conoscere il passato di Roland, poi dopo questo interminabile flashback le poche pagine che restano sono più scorrevoli. Nonostante il dilungamento sul suo passato,che poteva essere un pò tagliato, l'ho trovato uno dei libri fondamentali di questa saga

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    Barby said on Jan 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sono a metà e ne ho già le balle piene. Sto meditando di saltare in blocco le pagine centrali, leggermi di sfuggita la fine e iniziare il quinto libro, tanto di 'sto flashback prolisso come la morte mi frega poco, me lo rileggerò poi. Lento, lento, l ...(continue)

    Sono a metà e ne ho già le balle piene. Sto meditando di saltare in blocco le pagine centrali, leggermi di sfuggita la fine e iniziare il quinto libro, tanto di 'sto flashback prolisso come la morte mi frega poco, me lo rileggerò poi. Lento, lento, lentissimo.

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    CaffeineCowgirl~ said on Jan 13, 2014 | Add your feedback

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