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Tempi d'oro per i morti

Di

Editore: Marcos y Marcos (Gli alianti, 112)

3.9
(93)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8871683986 | Isbn-13: 9788871683980 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Emiliano Bussolo

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Non c'è mai tempo, per la squadra Omicidi della polizia di Miami. Mentre incombono cinquanta vecchi casi da risolvere entro due mesi. E ogni giorno spunta un cadavere da un bagagliaio, da un campo di pomodori, un appartamento. Un tossico è appena morto di overdose a casa della matrigna - una donna che odora di buono - e occorre dare un'occhiata. Torna in scena Hoke Moseley, sergente della Omicidi, uno che non spreca parole, ha la spiazzante lucidità dei selvatici, arriva all'essenziale per le spicce. Affianca Hoke una bella cubana, Ellita Sanchez. Compagna di ferro sul lavoro, straordinaria nel dargli una mano con le figlie, questa ragazza fragile e concreta fiuta quando gira storta, aiuta Hoke a intuire dove parte la pista giusta...
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  • 1

    Becero. Da macero.

    Il protagonista è un antieroe a insaputa sua e, soprattutto, dell'autore. Razzismo e sessismo elargiti inconsapevolmente con l'occhiolino di chi crede di conoscere il mondo.

    Lo stile non esiste.

    La ...continua

    Il protagonista è un antieroe a insaputa sua e, soprattutto, dell'autore. Razzismo e sessismo elargiti inconsapevolmente con l'occhiolino di chi crede di conoscere il mondo.

    Lo stile non esiste.

    La trama è evanescente, ma questo per me non sarebbe stato un problema. Purtroppo, non è il più grosso problema del libro.

    Becero. Da macero.

    ha scritto il 

  • 3

    secondo libro (dopo miami blues) della serie di hoke moseley. storia fragilina che è quasi il pretesto per presentare con più precisione questo poliziotto strampalato e assillato dai problemi ...continua

    secondo libro (dopo miami blues) della serie di hoke moseley. storia fragilina che è quasi il pretesto per presentare con più precisione questo poliziotto strampalato e assillato dai problemi finanziari che si ritrova all'improvviso a convivere con due figlie adolescenti e una collega cubana con problemi in famiglia. ingredienti di contorno, ma non meno importanti: alcuni personaggi notevoli e miami, coprotagonista della tetralogia. libro di transizione, credo, verso il terzo volume.

    ha scritto il 

  • 3

    Nuova speranza per i morti

    "New Hope for the Dead", questo il titolo originale del libro di Willeford (il mio primo letto di questo autore) che, per l'appunto, avrei tradotto con "nuova speranza per i morti". Non tanto per ...continua

    "New Hope for the Dead", questo il titolo originale del libro di Willeford (il mio primo letto di questo autore) che, per l'appunto, avrei tradotto con "nuova speranza per i morti". Non tanto per sfoggiare una profonda conoscenza dell'inglese, che proprio - ahimè - non ho, bensì per marcare un'aderenza alla storia narrata. Lo sfondo è sempre la calda, umida, violenta e straniante Miami, narrata attraverso l'azione e la vita quotidiana di Hoke Moseley, un agente della polizia disincantato, controllato ma all'occorrenza duro e spietato, brillante. A Moseley e alla sua compagna, la cubana Ellita Sanchez, che aprono la storia sulla scena di una morte per overdose - morte che porterà al fulcro narrativo del libro - vien dato l'incarico di riaprire, per chiuderli, una serie di cold case. Ecco, per l'appunto, le nuove speranze di giustizia per i morti. Ci sono tutti gli ingredienti di un hardboiled d.o.c.: personaggio principale solo e solitario (sino a un certo punto), spiantato, cinico, morti, donne e altro. Ma, a mio avviso, la storia non graffia, non si viaggia né su una scrittura sopraffina, né su personaggi affascinanti, né su dialoghi particolarmente tosti, né su situazioni cool (a parte la scena, spassosa, di un proprietario di una casa che fa un pippotto - per calmarlo - al suo cane). Un libro che si legge con piacere, senza dubbi, ma che non lascia segni particolari.

    ha scritto il 

  • 3

    il titolo inganna/ le 3 stelle anche: 3 e mezzo

    Uno sbirro di Miami, un probabile omicido "travestito" da suicidio, i colleghi, una vita da rimettere in carreggiata. Il protagonista è un brav'uomo che cerca in tutti i modi di stare a galla dopo ...continua

    Uno sbirro di Miami, un probabile omicido "travestito" da suicidio, i colleghi, una vita da rimettere in carreggiata. Il protagonista è un brav'uomo che cerca in tutti i modi di stare a galla dopo un divorzio che lo ha messo sul lastrico: ce la fa grazie al suo pragmatismo. I problemi si presentano e lui semplicemente fa quel che può per risolverli, con senso pratico e umanità (quanto basta, non esageriamo). Il crimine è un contorno, Hoke fa lo sbirro e quindi...Ma la sostanza non è qui. È nell'improvviso arrivo delle due figlie che la moglie ha deciso di 'regalare'a lui, che è senza casa e sta lentamente risalendo la china. È nella capacità incredibile e umanissima che ha di affrontare qualsiasi problema (anche quelli altrui) senza abbattersi nè disperare. E giustamente ce la fa. Se vi è capitato di vedere in tivù la serie NYPD di qualche anno fa, quella in cui c'era il detective Sibovic, ecco, pensate a Sibovic e avrete il nostro Hoke.

    ha scritto il 

  • 0

    WILLEFORD

    Ho letto Miami Blues e poi, dopo una pausa, via con Tempi d’oro per i morti, Tiro mancino e Come si muore oggi, tutti d’un fiato.
    Che dire, belli.
    Cominciando da MB, libro ...continua

    WILLEFORD

    Ho letto Miami Blues e poi, dopo una pausa, via con Tempi d’oro per i morti, Tiro mancino e Come si muore oggi, tutti d’un fiato.
    Che dire, belli.
    Cominciando da MB, libro senz’altro un po’ bizzarro, con una trama che lascia spesso perplessi.
    Non certo un classico thriller, né un poliziesco puro, neppure noir (cose già dette, ma che sono balzate all’occhio anche a me)…boh…diciamo uno “stile Willeford”. A volte grottesco, spesso divertente, una storia dove le soluzioni dei casi avvengono, non con le minuziose prove di laboratorio, ma con l’intuito e i colpi di fortuna (un po’ alla tenente Colombo).
    Proprio in MB facciamo conoscenza con Hoke Moseley, il poliziotto che ritroveremo anche nei libri seguenti. Anche se io, sinceramente, in MB, quasi non mi ero accorta che sarebbe diventato il personaggio principale dei libri successivi.
    Il personaggio principale di MB è senz’altro Junior.
    Dal secondo Tempi d'oro per i morti, Willeford dà più spazio a Hpke, che diventa a tutti gli effetti il personaggio principale, con Ellitta , sua collega.
    Dà spazio alla sua vita privata, facendo entrare in gioco le due figlie adolescenti , che andranno a vivere con lui dopo dieci anni passati con la madre (una mammina squisita che le spedisce dal padre per potere sposarsi con un famoso giocatore di colore, che non gradiva le figlie).
    Allora Hoke sarà costretto a lasciare l’albergo dove viveva e trasferirsi in una bella villetta (avuta , tra l’altro, con un espediente troppo forte).
    Sorvolando sulle trame, arrivo all’ultimo, Come si muore oggi, a mio avviso il più maturo, quello in cui ho trovato molte attinenze con Lansdale.
    Un vero peccato che Willeford sia morto (prima di tutto per lui, pover’uomo ) e che abbia lasciato questo vuoto letterario, questa saga che avrebbe avuto senza dubbio un ampio seguito, questo personaggio, Hoke, che ormai Willeford aveva sviscerato, gli aveva trovato una giusta collocazione, circondato da altri gustosissimi personaggi, che davano vita a storie appassionatamente divertenti.
    Finendo Come si muore oggi, si ha proprio l’impressione che Willeford avrebbe continuato questa saga, lasciando molte cose in sospeso e invece…..peccato.
    Quindi, consiglio vivamente a chi ha letto i primi di continuare la lettura di questo autore veramente particolare e direi...speciale

    ha scritto il 

  • 3

    La storia non mi ha convinto fino in fondo: troppo facile la soluzione di alcuni casi freddi in giacenza da anni, troppo deludente il baratto dell'integrità morale del protagonista con un piatto di ...continua

    La storia non mi ha convinto fino in fondo: troppo facile la soluzione di alcuni casi freddi in giacenza da anni, troppo deludente il baratto dell'integrità morale del protagonista con un piatto di lenticchie...

    ha scritto il 

  • 4

    Miami, miami!

    Un bel ritratto di Miami, città multirazziale e multiculturale, attraverso gli occhi di un poliziotto arguto cinico ed un po' spiantato. Certamente la vicenda e l'azione non sono il fulcro del ...continua

    Un bel ritratto di Miami, città multirazziale e multiculturale, attraverso gli occhi di un poliziotto arguto cinico ed un po' spiantato. Certamente la vicenda e l'azione non sono il fulcro del romanzo, che merita una lettura per lo stile e per i dialoghi un po' sopra le righe. Ho scoperto solo alla fine che è il secondo di una trilogia. Leggerò sicuramente anche gli altri due.

    ha scritto il 

  • 0

    L'ho lasciato a metà, per nessun motivo particolare, solo ci siamo incrociati nel momento sbagliato... uno di quei periodi in cui nessun libro riesce a prendermi fino in fondo, in cui avrei voglia ...continua

    L'ho lasciato a metà, per nessun motivo particolare, solo ci siamo incrociati nel momento sbagliato... uno di quei periodi in cui nessun libro riesce a prendermi fino in fondo, in cui avrei voglia di fare, scrivere, uscire, vedere... e prima che mi sia deciso fra una delle tante possibilità (o velleità) s'è fatto tardi ed è meglio che vada a dormire... boh!? capita solo a me?
    Comunque, tornando al libro, mi è sembrato migliore di "Miami Blues".

    ha scritto il