Tempi difficili

Di

Editore: Newton Compton (Grandi Tascabili Economici, 650)

3.8
(1352)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 288 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Chi tradizionale , Catalano

Isbn-10: 8854120332 | Isbn-13: 9788854120334 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Mario Martino

Disponibile anche come: Paperback , Altri , eBook , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
Scritto intorno alla metà dell’Ottocento, Hard Times è uno dei romanzi più rappresentativi dei poderosi cambiamenti nel modo di produrre e di lavorare che vanno sotto il nome di rivoluzione industriale. Esso pone al centro di uno sfaccettato intreccio narrativo la vita di patimenti e di impotente ribellione di due operai, Stephen e Rachael, non più giovanissimi. La loro vita non-vita si consuma nella simbolica Coketown, una città fittizia dietro la quale occorre individuare però Preston, vicino Manchester, colta in un momento storicosociale determinato, quello dei drammatici scioperi che vi ebbero luogo tra il 1853 e il 1854. Ma la rivoluzione industriale, di cui l’Inghilterra è protagonista e punta avanzata, non si limita alle modalità di produzione: i suoi effetti investono il modo di abitare e di divertirsi, di amare, di pensare, di educare, di organizzare e articolare lo Stato. In Hard Times, sullo sfondo ideologico dell’epoca (dall’utilitarismo, al pragmatismo, al liberalismo), si snoda così la vita dell’educatore Gradgrind e della sua famiglia, del banchiere e industriale Bounderby, dell’aristocratico e cinico Harthouse, e di Sissy e Sleary, appartenenti al mondo contrapposto ed emarginato del circo.

«Oberato da tali pensieri, fino al punto da avere la terribile sensazione di non riuscire più a contenerli, di trovarsi in una qualche nuova e corrotta relazione con le cose tra le quali passava e di vedere tingersi di rosso l’alone nebbioso d’ogni lampione, Stephen tornò a casa per trovarvi riparo.»
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

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    il mondo sociale di metà ottocento

    Dickens in questo romanzo dimostra tutta la sua bilità di narratore cogliendo le inquietudini di un mondo che sta cambiando, le ipocrisie di un mondo che non vuole cedere il passo ai diritti di chi la ...continua

    Dickens in questo romanzo dimostra tutta la sua bilità di narratore cogliendo le inquietudini di un mondo che sta cambiando, le ipocrisie di un mondo che non vuole cedere il passo ai diritti di chi lavora.
    Uno spaccato meno corale rispetto ad altri romanzi di Dickens ma ugualmente forte e intenso. mette alla berlina il concreto fatuo di chi non vuole accettare le novità che avanzano, la fantasia e l'umanità di chi è debole.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo che affronta tematiche sociali di allora (ma che possono riguardare tranquillamente anche quelle odierne) tra la classe più povera e quella ricca. Rispetto ad altre storie che ho letto di Dick ...continua

    Romanzo che affronta tematiche sociali di allora (ma che possono riguardare tranquillamente anche quelle odierne) tra la classe più povera e quella ricca. Rispetto ad altre storie che ho letto di Dickens questa forse è quella più drammatica.

    ha scritto il 

  • 3

    I fatti o la fantasia ? Dickens ha la soluzione

    Accettabile. Dickens non lo amo, è inutile. Certe descrizioni sono molto belle. L'ho letto per un esame..ma non credo possa essere una lettura da ripetere in futuro...

    ha scritto il 

  • 4

    Ogni anno, in questo periodo, mi piace immergermi nel mondo Dickensiano. Adoro l'atmosfera che da subito mi circonda, i personaggi dalla caratterizzazione perfetta che mi sembra quasi di conoscere dav ...continua

    Ogni anno, in questo periodo, mi piace immergermi nel mondo Dickensiano. Adoro l'atmosfera che da subito mi circonda, i personaggi dalla caratterizzazione perfetta che mi sembra quasi di conoscere davvero, le tipiche macchiette in stile Dickens che dispensano battute o perle di saggezza a seconda dei casi.
    Il nucleo centrale di questo romanzo è l'eterno contrasto tra borghesia e popolo operaio, qui rappresentati dalla superba ottusità di due benestanti e da uno dei personaggi forse più onesti e umili usciti dalla penna di questo scrittore. Ma c'è un terzo elemento ed è forse questo la punta della critica Dickensiana in questo romanzo, ovvero l'educazione giovanile, improntata su sistemi estremamente utilitaristici, incentrati su valori concreti e reali e sulla completa esclusione del "sentire", delle emozioni, dei valori morali... il tutto rappresentato da giovani quasi senza cuore, del tutto insensibili ai bisogni e alle esigenze delle classi sociali inferiori.
    Dickens riesce ad essere ironico, come è suo solito, ma al tempo stesso si conferma un grande narratore per la capacità di regalarci pagine veramente struggenti e profonde che portano, inevitabilmente, a riflettere.
    Non è stato amore come con Grandi speranze, questo va detto, ma ho apprezzato tantissimo questo romanzo, amo sempre più questo scrittore...

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo industriale

    Bellissimo romanzo sociale e pedagogico in cui l'interesse è focalizzato sulla città manifatturiera che appare aspra, disperata e oscurata dalla coltre di fumo in cui i suoi abitanti sono omologati al ...continua

    Bellissimo romanzo sociale e pedagogico in cui l'interesse è focalizzato sulla città manifatturiera che appare aspra, disperata e oscurata dalla coltre di fumo in cui i suoi abitanti sono omologati all'ambiente circostante e si comportano come delle macchine, in quello spazio che si è istituito sulla mortificazione di tutto ciò che non è funzionale, esibendo un'innaturale uniformità.
    Dickens si concentra sull'opposizione fatti - immaginazione ed esprime il suo rifiuto dell'utilitarismo che nega l'esistenza degli impulsi e dei bisogni umani: polemizza contro uno stile di fabbrica che intorpidisce le menti, una produzione macinante che toglie il divertimento della vita. L' opposizione tra la vita vissuta in modo istintivo ed emotivo e quella vissuta in modo freddo e calcolato a mio parere è riuscita benissimo nell'episodio della descrizione del cavallo in cui il bambino figlio dei fatti utilizza termini scientifici per definirlo.
    Dickens pone anche i termini di uno scontro ideologico apparentemente irrisolvibile tra la borghesia e il proletariato: tra i due ceti non esistono né valori né linguaggi comuni, così nasce il conflitto di classe intrecciato all' antagonismo, all'odio e al disprezzo.
    Ma in mezzo a questo grigiore si intravede anche uno spiraglio di speranza attraverso il personaggio di Louisa, la quale senza l'aiuto di Sissy non avrebbe mai conquistato quella floridezza emotiva che tanto le è mancata durante l'infanzia.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando una educazione totalmente basata sulla razionalità, sui "fatti" , che esclude ogni tipo di immaginazione, viene messa in crisi dai risultati. La giovane Luisa che sposa un uomo solo perchè glie ...continua

    Quando una educazione totalmente basata sulla razionalità, sui "fatti" , che esclude ogni tipo di immaginazione, viene messa in crisi dai risultati. La giovane Luisa che sposa un uomo solo perchè glielo comanda il padre, si rende conto della realtà che la circonda e di ciò che vuole, degli errori commessi dal fratello tanto amato da lei, protetto e infine salvato dalla prigione. Intorno alla storia di questa famiglia c'è quella di una città di operai, della povertà, di quelle ciminiere simbolo della rivoluzione industriale, che rendono il cielo sempre grigio e scuro. C'è il giovane blackpool che, volendo evitare una omologazione, finisce con l'essere rifiutato dalla sua stessa classe operaia e ugualmente da quella dei padroni cui rifiuta di piegarsi in nome dell'onestà. E ci sono le donne alle quali sembra affidata la speranza di un mondo migliore e migliorabile.

    ha scritto il 

  • 0

    Ci sono sempre un sacco di spunti e occasioni di riflessione in un libro di Charles Dickens. Poi lui è un autore che analizza la natura umana, in modo profondo e sfaccettato, al limite del contradditt ...continua

    Ci sono sempre un sacco di spunti e occasioni di riflessione in un libro di Charles Dickens. Poi lui è un autore che analizza la natura umana, in modo profondo e sfaccettato, al limite del contraddittorio. Stavolta si misura con lo sviluppo economico e tecnologico e con i suoi risvolti sociali. Il romanzo Tempi difficili narra, appunto, di tempi duri e di grande trasformazione, ma in ultima analisi, lascia aperta la speranza che il futuro ci offra qualche possibilità. Insomma, un Dickens ogni tanto ci sta tutto.

    ha scritto il 

  • 2

    Non me lo aspettavo così noioso. E’anche vero che l’ho letto a spizzichi perdendo spesso il filo. Sono arrivato a 2/3 del libro, non vorrei abbandonarlo, ma continuare è proprio una forzatura. E’ st ...continua

    Non me lo aspettavo così noioso. E’anche vero che l’ho letto a spizzichi perdendo spesso il filo. Sono arrivato a 2/3 del libro, non vorrei abbandonarlo, ma continuare è proprio una forzatura. E’ stato il primo libro di Dickens che ho letto e probabilmente non era il libro giusto per cominciare.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo scorrevole, ben scritto. Nonostante le 380 pagine l'ho letto in pochi giorni. La storia dei fratelli Grandgrin, educati al culto dei fatti e della razionalità, incrociata quella dell'insoppor ...continua

    Romanzo scorrevole, ben scritto. Nonostante le 380 pagine l'ho letto in pochi giorni. La storia dei fratelli Grandgrin, educati al culto dei fatti e della razionalità, incrociata quella dell'insopportabile Bounderby e del suo entourage di subdoli cospiratori si fa leggere. Peccato che ci sia una divisione netta tra buoni e cattivi e una visione quasi stereotipata per cui le classi povere sono ignoranti, ma per definizione di buon cuore, mentre i ricchi borghesi sono nel migliore dei casi dei mentecatti di mentalità limitata e rigida, nel peggiore degli avidi arrivisti interessati solo a se stessi e al proprio profitto. I personaggi appaiono monolitici e quei pochi che fanno dei cambiamenti nel corso della storia, li fanno in modo poco convincente.

    ha scritto il 

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